Non
si sa replicare con dati e argomentazioni seri, con una logica da
vera opposizioni a pretese che dovrebbero essere respinte al mittente
con controproposte sensate, che non si vedono né si sentono.
Intanto
il rischio di rottura nella maggioranza è successivo alla perdita di
grinta di Berlusconi in politica, dopo gli scandali personali che lo
stanno attanagliando, dopo la lotta interna al suo partito, il Pdl,
che possiede molte anime al suo interno: senza il Cavaliere si
rischia di vedere una frammentazione del gruppo politico.
Così,
senza finire nella fantapolitica, avremo una destra grintosa, sia
nazionalista che regionalista, un centro abile e una sinistra estrema
rumorosa, confusa e anacronistica, con frange eversive, pure
violente.
Ci
sarà nulla di nuovo?
No,
il nuovo starà tutto nella fine dell’era dei grandi partiti, che
si stanno dimostrando una caratteristica del secolo scorso:
conteranno i programmi, quelli realizzati, i leader popolari,
popolareschi, anche un po’ chiassosi o caratteristici, ma con una
forte personalità.
