26 ott 2011

oggi Politica - Pd e Pdl - Berlusconi e le opposizioni che non ci sono


Non si sa replicare con dati e argomentazioni seri, con una logica da vera opposizioni a pretese che dovrebbero essere respinte al mittente con controproposte sensate, che non si vedono né si sentono.
Intanto il rischio di rottura nella maggioranza è successivo alla perdita di grinta di Berlusconi in politica, dopo gli scandali personali che lo stanno attanagliando, dopo la lotta interna al suo partito, il Pdl, che possiede molte anime al suo interno: senza il Cavaliere si rischia di vedere una frammentazione del gruppo politico.
Così, senza finire nella fantapolitica, avremo una destra grintosa, sia nazionalista che regionalista, un centro abile e una sinistra estrema rumorosa, confusa e anacronistica, con frange eversive, pure violente.
Ci sarà nulla di nuovo?
No, il nuovo starà tutto nella fine dell’era dei grandi partiti, che si stanno dimostrando una caratteristica del secolo scorso: conteranno i programmi, quelli realizzati, i leader popolari, popolareschi, anche un po’ chiassosi o caratteristici, ma con una forte personalità.