25 nov 2010

Le figure della morte di Pierre Lefèvre allo Spazio Viterbi - Bergamo

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La mostra, curata dalla Fondazione Ravasio di Bergamo con il contributo della Provincia di Bergamo, si inserisce nella rassegna "Danze macabre. La figura della Morte nelle Arti" 2010 e rimarrà aperta, a ingresso gratuito, fino al 9 gennaio prossimo.

Interverranno all'inaugurazione: Giovanni Milesi, assessore alla Cultura Spettacolo Identità e Tradizioni della Provincia di Bergamo; Sergio Ravasio, presidente della Fondazione Benedetto Ravasio; Bruno Ghislandi, direttore della Fondazione Benedetto Ravasio e curatore della mostra; Remo Melloni, storico del teatro di animazione e direttore artistico di Danze Macabre; Paule Emile Mousin, presidente dell'associazione senza scopo di lucro (asbl) Musée d'Art Spontané; Silvana Pavone, capo servizio Relazioni internazionali presso la Commission communautaire française della Regione di Bruxelles-Capital.

Mostra aperta dal 18 novembre 2010 al 9 gennaio 2011
Orari di visita: da martedì a venerdì dalle 15 alle 19; sabato, domenica e festivi dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 19; lunedì chiuso
Domenica 12 dicembre, in occasione della vigilia di Santa Lucia, la mostra resterà aperta dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 22

Informazioni: telefono 035.387611

Locandina reperibile sul sito: http://www.provincia.bergamo.it/Provpor/provBgViewEditorialNewsProcessWAI.jsp?editorialID=119733



Pierre Lefèvre nasce a Etterbeek (Bruxelles, Belgio) l'8 luglio 1926 da una famiglia di buona borghesia. Dal fisico gracile, è soggetto a continue attenzioni materne; ritenuto non adatto alle forme tradizionali di insegnamento, frequenta un istituto speciale di educazione. Senza qualificazioni professionali,a diciassette anni intraprende piccoli lavori saltuari in fabbrica intervallati da periodi di disoccupazione. A trentatré anni, è usciere e commesso in un ministero:lascerà tale impiego nel 1991. Si considera un "fallito”ma le sue aspirazioni trovano realizzazione nella pittura,arte da lui stesso definita "qualcosa che mi portava più in alto”. Si iscrive a corsi serali, seguendo lezioni frequentate- anche contemporaneamente - in accademie diverse. In vent'anni di corsi di disegno e pittura, acquisisce molte nozioni e tecniche ma è refrattario alle regole del disegno.
Non concepisce i "vuoti” e interpreta - in forma del tutto personale - i parametri di riferimento nello spazio. Prospettiva, disegno dal vero, geometria e anatomia sono e rimangono per lui concetti "enigmatici”. Allo stesso modo,i suoi insegnanti lo considerano, come allievo, un vero "enigma”. Per Pierre, la pittura è molto più che un hobby, è la sua vita, la sua unica forma espressiva, la ragione della sua stessa esistenza. Disegna e dipinge fino alla vigilia della sua morte, sopraggiunta il 27 novembre 2005.
"Dorme sepolto e morde ancora", questo il suggestivo titolo della mostra che verrà inaugurata allo spazio Viterbi della Provincia di Bergamo, in via Tasso 8, domani 18 novembre alle ore 11. In esposizione un totale di 32 dipinti sulle figure della morte secondo la visione dell'artista belga Pierre Lefèvre.