La speranza di risolvere il nostro caso ci ha spinto sino a voi.
Non abbiamo nulla da perdere e un esito negativo non ci intimorisce!"
Il giovanissimo Gran Maestro riprese la parola, ordinandogli di tacere con un cenno della mano: "Il giudizio sul vostro caso lo daremo solo noi! Non ci lasceremo influenzare dalla vostra scortesia. Il contenuto delle vostre leggende è falsato dalle cattiverie umane: nessuno è mai uscito insoddisfatto dalla sala della nostra legge!"
Il giovane giudice zittì per alcuni minuti, riflettendo, poi ricominciò il discorso con più tranquillità: "Siamo stati noi, ultimi discendenti di una specie superiore, che abbiamo insegnato agli uomini, ai folletti e agli gnomi, tutti i segreti sugli astri, sulla terra e sulle erbe.
Fummo noi a istruire gli gnomi sulla tecnica di estrazione dei minerali, ai fantasmini donammo la magia e agli stupidi uomini demmo l'abilità di costruire edifici: in più, a tutti, insegnammo il valore delle arti e di ciò che di bello esiste.
La nostra origine è antichissima e avemmo la fortuna di vedere le epoche felci di pace, quando le tre specie vivevano in collaborazione senza paure o egoismi...."