24 feb 2012

FIABA IRLANDESE O QUASI




Reagì  come  tutti  coloro  che  si  sentono  perduti,  pronti  a rischiare quello che si può ancora rischiare: "Gli uomini si sono tramandati delle  leggende sul vostro conto: non  vi  descrivono come esseri imparziali, ma vi ritengono mostri feroci e  crudeli.
La speranza di risolvere il nostro caso ci ha spinto sino a  voi.
Non  abbiamo  nulla  da  perdere  e  un  esito  negativo  non  ci intimorisce!"
Il  giovanissimo Gran Maestro riprese la parola, ordinandogli  di tacere  con un cenno della mano: "Il giudizio sul vostro caso  lo daremo  solo  noi!  Non ci  lasceremo  influenzare  dalla  vostra scortesia.  Il  contenuto delle vostre leggende è  falsato  dalle cattiverie  umane: nessuno è mai uscito insoddisfatto dalla  sala della nostra legge!"
Il  giovane  giudice zittì per alcuni  minuti,  riflettendo,  poi ricominciò  il discorso con più tranquillità: "Siamo  stati  noi, ultimi discendenti di una specie superiore, che abbiamo insegnato agli  uomini,  ai folletti e agli gnomi, tutti  i  segreti  sugli astri, sulla terra e sulle erbe.
Fummo  noi a istruire gli gnomi sulla tecnica di  estrazione  dei minerali,  ai fantasmini donammo la magia e agli  stupidi  uomini demmo l'abilità di costruire edifici: in più, a tutti, insegnammo il valore delle arti e di ciò che di bello esiste.

La nostra origine è antichissima e avemmo la fortuna di vedere le epoche   felci  di  pace,  quando  le  tre  specie  vivevano   in collaborazione senza paure o egoismi...."