6 ago 2010

I dirigenti pubblici e le forze a loro vicine non possono amare chi ha il suo potere nel mondo degli affari, nell'economia reale o finanziaria.
Pure quel ceto medio che un tempo era definito “dedito alle arti liberali”, oggi non sempre ama Silvio: costoro non sono ricchissimi, anzi, pur possedendo benessere e ottimi guadagni sono lontanissimi dal patrimonio dell'uomo di Arcore.
Non parlo dell'invidia, ma delle visioni distanti e degli interessi differenti che stanno alla base di questa sfiducia verso un governo che dovrebbe rappresentarli.

L'equilibrio politico è sempre più instabile e la Lega mantiene il governo Berlusconi al suo posto: probabilmente le spinte interne ed esterne alla maggioranza riusciranno a conservare questo governo in bilico per lungo tempo ancora, ma le forze economiche e sociali che vogliono farlo cadere sono tante e forti.
Esiste un mondo di notabili che non ama Berlusconi, perché i loro interessi non seguono la politica del premier: vedono in qualsiasi cambiamento un pericolo, pur restando sempre limitati i possibili mutamenti con questo o con altri governi di diverso segno.

La mozione di sfiducia contro il sottosegretario Caliendo è stata respinta alla Camera con 229 sì, 299 no e 75 astenuti.
Il governo si è salvato per la strana e misteriosa astensione del centro, risorto grazie alla non chiara alleanza tra l'Udc di Casini, Gianfranco Fini e Rutelli: i due grandi partiti nazionali, il Pd e il Pdl hanno perso dei pezzi, favorendo questa insolita alleanza di personaggi dalla storia politica differente.
Il leader Udc Casini difende il suo nuovo alleato: “Non mi piace lo squadrismo intimidatorio che sta emergendo attorno al presidente della Camera”.
Il problema però resta: bisogna sapere perché la casetta a Monaco sia a disposizione del fratello del fratello di Elisabetta Tulliani, attuale compagna di Fini.
Casini spiega e come al solito parla d'altro: “... questione morale e la necessità di approfondire ma che tutto questo venga agitato come parte della contesa politica tra Berlusconi e Fini è una cosa degradante''.
Può avere ragioni Pier Ferdinando, ma il fatto che i beni del partito vengano usati come beni di famiglia è grave, anzi gravissimo: la chiarezza è doverosa e non basteranno le solite risposte ...politiche.
Una cosa sono i beni personali, un'altra sono i lasciti ai partiti: questi ultimi possono essere utilizzati solo per fini pubblici, altrimenti diventa.......
L'onestà impone chiarezza e attendiamo risposte che non lascino dubbi.

Certe operazioni conviene svolgerle in Paesi dove il lavoro costa poco e la moneta è svalutata anche artificialmente dalle forze economiche, dai governi.
Così molti popoli si vedono sottrarre fette di mercato che tradizionalmente appartenevano a loro: il caso dell’industria manifatturiera, sempre più in crisi pure da noi, rappresenta la conseguenza di una globalizzazione selvaggia e segnata da speculazioni folli, oso dire criminali.
La risposta sta tutta in una politica economica del contrappasso: si deve pretendere che le merci importate siano confezionate con materiale non dannoso alla nostra salute, che le condizioni di lavoro degli operai siano almeno decenti, senza lo sfruttamento del lavoro minorile.

Internet sta livellando le teste, il villaggio globale è una realtà per un miliardo, un miliardo e mezzo di persone: costoro sono l’essenza culturale del pianeta, la forza dirigenziale che avanza pure nei paesi in via di sviluppo.
Il mercato del lavoro ha al suo interno contraddizioni gravi: il prezzo della manodopera non specializzata è sempre più basso.
Così il Paese pare senza guida, con una classe politica lontana anni luce dalla realtà che avanza, con i sentimenti della gente e i bisogni sempre molto pratici mai accontentati: sicurezza, lavoro, ambiente stanno alla base delle necessità nazionali, ma pare che la politica viva di slogan facili.
Esistono due situazioni che decideranno del futuro dell’Italia, dell’Europa e del Mondo: la prima è la forza rinnovatrice che scaturisce da Internet, la seconda sta tutto nel mercato del lavoro globale.
Sono certo che Fini uscirà dall'indagine candido come un'educanda dell'Ottocento quando andava in vacanza dopo il collegio, ma chiedo per me, per qualche amico, parente, collega e poveraccio che fa fatica a tirare la fine del mese, di poter partecipare alle vendite di partito.
Per caso non hanno altre casette a Monaco, a Sant Moriz, vicino al Colosseo, in Piazza Duomo a Milano, che costano 100, 200, 300mila euro?
Poi penseremo noi a trovare gli acquirenti giusti al prezzo di mercato.
La casa di Montecarlo era fatiscente?
Non importa, l'avremmo fatta restaurare.
Questa casa l'avremmo rivenduta noi come nuova, tanto due o tre milioni di euro ci sarebbero rimasti sempre in tasca.
E' tutto regolare?
Va bene, allora vogliamo fare pure noi i vacanzieri a Monaco: le case dei partiti là non costano molto, praticamente te le....regalano.

Si sa che la crisi ha fatto abbassare i prezzi degli immobili, così uno, anche con il mutuo, si acquista una casetta per 300mila euro e la rivende dopo un mese per 3 milioni di euro.
Io sono convinto che tutto è in regola, che nessuno ha speculato, truffato, si è mangiato il patrimonio del partito per farsi le vacanze a basso prezzo a Montecarlo: sono tutti bravi, buoni e puliti.

Ora qui abbiamo la questione di Montecarlo: si sa che è uno dei luoghi più prestigiosi e costosi al mondo.
Si sa che un appartamento di 90 metri commerciabili, si intende con i muri nella misurazione, nelle nostre periferie, lontano dalle grandi città, costano dai 200mila ai 300mila euro, più o meno.
Io non discuto il fatto della vendita, ma visto che il valore di mercato a Montecarlo è almeno 10 volte quello delle periferie italiane, io, come tanti altri italiani non iscritti a partiti politici, senza tessere se non quella del Bus, chiedo se ci sono altri appartamenti da acquistare nel Principato di Monaco, sotto costo ovviamente.