6 ago 2010

Apolidi, gente senza futuro e senza speranza

Il fatto però potrebbe avere delle conseguenze disastrose, perché togliere la cittadinanza a qualcuno significa renderlo un apolide, una persona senza alcun diritto, una “non persona”: persino gli animali avrebbero più diritti di lui sul suolo francese, ma pure sul pianeta terra.
Quindi dovrebbe essere espulso dalla Francia, dall'Europa, perché senza documenti, ma non riacquisterebbe la cittadinanza precedente, sua o dei suoi padri e nonni: potrebbe essere rifiutato da tutti, tranne dai cercatori di manovali del crimine, da coloro che arruolano i mercenari per il terrorismo, o anche per le varie forze paramilitari e militari del pianeta.

Le città francesi in mano ai ribelli e ai delinquenti

La lotta contro le rivolte delle bande criminali delle città francesi, nelle periferie misere, con un alto tasso di disoccupazione e di emarginazione non dà buoni frutti: allora servono misure straordinarie.
Quale sistema migliore può esserci se non quello di togliere la cittadinanza a un rivoltoso, che odia la Francia: tutto questo non appare grave, perché il bandito che spara ai poliziotti, che disprezza tutto ciò che rappresenta la Francia, l'Occidente, che lo ha cresciuto e fatto uscire dalla miseria, dalla fame di altre realtà, si merita tale punizione.

Ai delinquenti niente cittadinanza

Sarkozy non perdona e progetta ciò che tempo fa avevo ipotizzato: togliere la cittadinanza francese ai criminali di origine straniera, la mia ipotesi riguardava pure l'Italia.
In apparenza il presidente Nicolas Sarkozy promette qualcosa di legittimo e democratico: "La nazionalità francese dovrebbe essere ritirata a qualsiasi persona abbia attentato alla vita di un funzionario di polizia o di qualsiasi altro depositario della sicurezza pubblica".

Internet cambierà il mondo

Fra 50 o 100 anni il mondo sarà molto diverso da quello che vediamo oggi: io non credo nel trionfo delle teocrazie, anzi saranno sconfitte direttamente o indirettamente da Internet.
I nostri nipoti vedranno i talebani solo nel museo delle cere?
Forse rideranno di questi vecchi barbuti guardando qualche oleografia visibile sull'Internet del futuro.
Quindi Beppe Grillo vincerà se i suoi avversari non capiranno in quale epoca vivono. sapranno capire in quale epoca vivono.
Il commercio del petrolio e delle materie prime sta alla base dei conflitti moderni.
L'unica spiegazione sta nella solita suddivisione delle aree di influenza politica ed economica del pianeta: il petrolio e il suo prezzo finale, il suo trasporto e la sua commercializzazione stanno alla base di molte guerre.
Si combatte non tanto per controllare i pozzi, ma per tenere in pugno i corridoi dove dovrebbero transitare gli oleodotti o transitano accanto le petroliere: il Corno d'Africa, con la Somalia, l'Afghanistan, la Cecenia sono luoghi dove l'oro nero dovrebbe scorrere liberamente.
I dirigenti pubblici e le forze a loro vicine non possono amare chi ha il suo potere nel mondo degli affari, nell'economia reale o finanziaria.
Pure quel ceto medio che un tempo era definito “dedito alle arti liberali”, oggi non sempre ama Silvio: costoro non sono ricchissimi, anzi, pur possedendo benessere e ottimi guadagni sono lontanissimi dal patrimonio dell'uomo di Arcore.
Non parlo dell'invidia, ma delle visioni distanti e degli interessi differenti che stanno alla base di questa sfiducia verso un governo che dovrebbe rappresentarli.

L'equilibrio politico è sempre più instabile e la Lega mantiene il governo Berlusconi al suo posto: probabilmente le spinte interne ed esterne alla maggioranza riusciranno a conservare questo governo in bilico per lungo tempo ancora, ma le forze economiche e sociali che vogliono farlo cadere sono tante e forti.
Esiste un mondo di notabili che non ama Berlusconi, perché i loro interessi non seguono la politica del premier: vedono in qualsiasi cambiamento un pericolo, pur restando sempre limitati i possibili mutamenti con questo o con altri governi di diverso segno.

La mozione di sfiducia contro il sottosegretario Caliendo è stata respinta alla Camera con 229 sì, 299 no e 75 astenuti.
Il governo si è salvato per la strana e misteriosa astensione del centro, risorto grazie alla non chiara alleanza tra l'Udc di Casini, Gianfranco Fini e Rutelli: i due grandi partiti nazionali, il Pd e il Pdl hanno perso dei pezzi, favorendo questa insolita alleanza di personaggi dalla storia politica differente.
Il leader Udc Casini difende il suo nuovo alleato: “Non mi piace lo squadrismo intimidatorio che sta emergendo attorno al presidente della Camera”.
Il problema però resta: bisogna sapere perché la casetta a Monaco sia a disposizione del fratello del fratello di Elisabetta Tulliani, attuale compagna di Fini.
Casini spiega e come al solito parla d'altro: “... questione morale e la necessità di approfondire ma che tutto questo venga agitato come parte della contesa politica tra Berlusconi e Fini è una cosa degradante''.
Può avere ragioni Pier Ferdinando, ma il fatto che i beni del partito vengano usati come beni di famiglia è grave, anzi gravissimo: la chiarezza è doverosa e non basteranno le solite risposte ...politiche.
Una cosa sono i beni personali, un'altra sono i lasciti ai partiti: questi ultimi possono essere utilizzati solo per fini pubblici, altrimenti diventa.......
L'onestà impone chiarezza e attendiamo risposte che non lascino dubbi.

Certe operazioni conviene svolgerle in Paesi dove il lavoro costa poco e la moneta è svalutata anche artificialmente dalle forze economiche, dai governi.
Così molti popoli si vedono sottrarre fette di mercato che tradizionalmente appartenevano a loro: il caso dell’industria manifatturiera, sempre più in crisi pure da noi, rappresenta la conseguenza di una globalizzazione selvaggia e segnata da speculazioni folli, oso dire criminali.
La risposta sta tutta in una politica economica del contrappasso: si deve pretendere che le merci importate siano confezionate con materiale non dannoso alla nostra salute, che le condizioni di lavoro degli operai siano almeno decenti, senza lo sfruttamento del lavoro minorile.