9 ago 2010

Fugge per un amore su Facebook

Lei ha 14 anni e si innamora, ma su Facebook: non lo conosce e fugge da lui.
Lui era di Ischia e raggiunge il suo......amore di 26 anni sull'isola: i genitori sospettavano qualcosa e hanno avvisato i carabinieri che è stata rintracciata sull'isola.
Lui è stato denunciato per sottrazione consensuale di minore consensuale.
Galeotto fu il chattare in questo caso e pericoloso per lei la prima cotta, mentre lui dovrebbe cercare quelle della sua età e non le bambine.

Oggi chi non ha una casetta a Montecarlo?

Sì, i misteri e i dubbi restano: c'è il costo irrisorio di un immobile, venduto sotto prezzo di mercato a una società non ben identificata, ci sono i passaggi tra società e l'utilizzo in "famiglia", tra parenti.
Se Gianfranco dice che lui non sapeva nulla bisogna credergli: un signore così elegante non può certamente rovinarsi per un appartamento a Monaco.
3 milioni di euro in più o in meno sono nulla per lui, uomo al di sopra di certe bassezze da faccendiere: Fini non si abbasserebbe e poi non sa nulla, assolutamente.......nulla.
Sarebbe però tragico, a parte qualche ironia forse di troppo, o forse no, scoprire che in Italia non ci sia un uomo politico che non sappia dire no alla tentazione del guadagno facile: questo fatto potrebbe significare solo una profonda decadenza non solo della classe politica nazionale, ma pure degli italiani.

Nessuno tocchi Gianfranco!

Sì, i misteri e i dubbi restano: c'è il costo irrisorio di un immobile, venduto sotto prezzo di mercato a una società non ben identificata, ci sono i passaggi tra società e l'utilizzo in "famiglia", tra parenti.
Se Gianfranco dice che lui non sapeva nulla bisogna credergli: un signore così elegante non può certamente rovinarsi per un appartamento a Monaco.
3 milioni di euro in più o in meno sono nulla per lui, uomo al di sopra di certe bassezze da faccendiere: Fini non si abbasserebbe e poi non sa nulla, assolutamente.......nulla.
Sarebbe però tragico, a parte qualche ironia forse di troppo, o forse no, scoprire che in Italia non ci sia un uomo politico che non sappia dire no alla tentazione del guadagno facile: questo fatto potrebbe significare solo una profonda decadenza non solo della classe politica nazionale, ma pure degli italiani.

La difesa e l'accusa per Fini

Sì, i misteri e i dubbi restano: c'è il costo irrisorio di un immobile, venduto sotto prezzo di mercato a una società non ben identificata, ci sono i passaggi tra società e l'utilizzo in "famiglia", tra parenti.
Se Gianfranco dice che lui non sapeva nulla bisogna credergli: un signore così elegante non può certamente rovinarsi per un appartamento a Monaco.
3 milioni di euro in più o in meno sono nulla per lui, uomo al di sopra di certe bassezze da faccendiere: Fini non si abbasserebbe e poi non sa nulla, assolutamente.......nulla.
Sarebbe però tragico, a parte qualche ironia forse di troppo, o forse no, scoprire che in Italia non ci sia un uomo politico che non sappia dire no alla tentazione del guadagno facile: questo fatto potrebbe significare solo una profonda decadenza non solo della classe politica nazionale, ma pure degli italiani.

Le case costano poco a Montecarlo

Sì, i misteri e i dubbi restano: c'è il costo irrisorio di un immobile, venduto sotto prezzo di mercato a una società non ben identificata, ci sono i passaggi tra società e l'utilizzo in "famiglia", tra parenti.
Se Gianfranco dice che lui non sapeva nulla bisogna credergli: un signore così elegante non può certamente rovinarsi per un appartamento a Monaco.
3 milioni di euro in più o in meno sono nulla per lui, uomo al di sopra di certe bassezze da faccendiere: Fini non si abbasserebbe e poi non sa nulla, assolutamente.......nulla.
Sarebbe però tragico, a parte qualche ironia forse di troppo, o forse no, scoprire che in Italia non ci sia un uomo politico che non sappia dire no alla tentazione del guadagno facile: questo fatto potrebbe significare solo una profonda decadenza non solo della classe politica nazionale, ma pure degli italiani.

I misteri di Fini

Sì, i misteri e i dubbi restano: c'è il costo irrisorio di un immobile, venduto sotto prezzo di mercato a una società non ben identificata, ci sono i passaggi tra società e l'utilizzo in "famiglia", tra parenti.
Se Gianfranco dice che lui non sapeva nulla bisogna credergli: un signore così elegante non può certamente rovinarsi per un appartamento a Monaco.
3 milioni di euro in più o in meno sono nulla per lui, uomo al di sopra di certe bassezze da faccendiere: Fini non si abbasserebbe e poi non sa nulla, assolutamente.......nulla.
Sarebbe però tragico, a parte qualche ironia forse di troppo, o forse no, scoprire che in Italia non ci sia un uomo politico che non sappia dire no alla tentazione del guadagno facile: questo fatto potrebbe significare solo una profonda decadenza non solo della classe politica nazionale, ma pure degli italiani.

Gianfranco si difende

Fini risponde e dà le sue spiegazioni per la casa a Montecarlo
Fini non sapeva nulla, proprio nulla: "Non ho assolutamente niente da nascondere né tanto meno da temere per la vicenda monegasca".
Se non sapeva nulla non sapeva: l'elegante presidente della Camera è certo che in tanti crederanno a lui.
Taglia pure la "testa al toro" con garbata decisione: "Chi spera che in futuro io sia costretto a desistere dal porre il tema della trasparenza e della legalità nella politica …....è meglio che si rassegni. La Magistratura accerterà se sono state commesse irregolarità o violazioni di legge".
Gianfranco continua e si ripete: "Non sapevo nulla, dice ancora, del fatto che l'appartamento l'aveva in affitto Giancarlo Tulliani".
Giancarlo Tulliani per la cronaca è il fratello dell'attuale compagna di Fini e misteriosamente ha preso in affitto l'appartamento donato ad Alleanza Nazionale, poi venduto per 300mila euro, una miseria per Montecarlo, una delle città più costose al mondo.

Fini, casa a Montecarlo e il ...giornale amico


La Repubblica è il primo quotidiano che difende lui, Gianfranco Fini: parla di Falchi e di accuse ingiuste, crede alla sua sorpresa che sorprende, quando si chiede perché il cognatino abita quella casa a Montecarlo.
Si sa che uno non deve conoscere tutto ciò che fanno i parenti, poi c’è la questione, a sua difesa, che non sono i soldi dello Stato, ma del partito, come se una truffa a partiti o a associazioni non sia una faccenda grave.
In fine tira in ballo il notaio e l’atto di vendita regolare, ma chi lo discute il notaio, che fece il suo mestiere.
Invece si contestano i passaggi di proprietà che precedettero …l’affitto e l’utilizzo in famiglia della casetta, fatto in se stesso misterioso o … casuale: uno si prende in affitto la casa che meglio crede e dove crede, o così pare.
Invece La Repubblica sorvola, con abile tecnica giornalistica, il sottocosto da svendita da fine stagione dell’abitazione monegasca: i saldi si sa sono vantaggiosi per chi acquista.
Ultimo spunto della difesa sta nel fatto che allora,quando fu venduta la casa, Lui non era più segretario di An.
Fu fatto tutto a sua insaputa?
Però il dubbio rimane quando si pensa che ad essere, probabilmente, avvantaggiato fu il cognato.
Gianfranco non sapeva nulla?
Gli hanno fatto un bel bidone?
Fidatati dei parenti!
Qualcuno sapeva e taceva, altri hanno fatto la spia agli avversari e lo scandalo è scoppiato.
Attendiamo riscontri e certezze: per ora abbiamo solo i “non sapevo nulla” di Gianfranco e la difesa disinteressata di La Repubblica.

La sinistra difende Fini come avvocati dalla cause perse

La Repubblica è il primo quotidiano che difende lui, Gianfranco Fini: parla di Falchi e di accuse ingiuste, crede alla sua sorpresa che sorprende, quando si chiede perché il cognatino abita quella casa a Montecarlo.
Si sa che uno non deve conoscere tutto ciò che fanno i parenti, poi c’è la questione, a sua difesa, che non sono i soldi dello Stato, ma del partito, come se una truffa a partiti o a associazioni non sia una faccenda grave.
In fine tira in ballo il notaio e l’atto di vendita regolare, ma chi lo discute il notaio, che fece il suo mestiere.
Invece si contestano i passaggi di proprietà che precedettero …l’affitto e l’utilizzo in famiglia della casetta, fatto in se stesso misterioso o … casuale: uno si prende in affitto la casa che meglio crede e dove crede, o così pare.
Invece La Repubblica sorvola, con abile tecnica giornalistica, il sottocosto da svendita da fine stagione dell’abitazione monegasca: i saldi si sa sono vantaggiosi per chi acquista.
Ultimo spunto della difesa sta nel fatto che allora,quando fu venduta la casa, Lui non era più segretario di An.
Fu fatto tutto a sua insaputa?
Però il dubbio rimane quando si pensa che ad essere, probabilmente, avvantaggiato fu il cognato.
Gianfranco non sapeva nulla?
Gli hanno fatto un bel bidone?
Fidatati dei parenti!
Qualcuno sapeva e taceva, altri hanno fatto la spia agli avversari e lo scandalo è scoppiato.
Attendiamo riscontri e certezze: per ora abbiamo solo i “non sapevo nulla” di Gianfranco e la difesa disinteressata di La Repubblica.

Fuoco incrociato contro Fini? No, solo opinioni libere


La Repubblica è il primo quotidiano che difende lui, Gianfranco Fini: parla di Falchi e di accuse ingiuste, crede alla sua sorpresa che sorprende, quando si chiede perché il cognatino abita quella casa a Montecarlo.
Si sa che uno non deve conoscere tutto ciò che fanno i parenti, poi c’è la questione, a sua difesa, che non sono i soldi dello Stato, ma del partito, come se una truffa a partiti o a associazioni non sia una faccenda grave.
In fine tira in ballo il notaio e l’atto di vendita regolare, ma chi lo discute il notaio, che fece il suo mestiere.
Invece si contestano i passaggi di proprietà che precedettero …l’affitto e l’utilizzo in famiglia della casetta, fatto in se stesso misterioso o … casuale: uno si prende in affitto la casa che meglio crede e dove crede, o così pare.
Invece La Repubblica sorvola, con abile tecnica giornalistica, il sottocosto da svendita da fine stagione dell’abitazione monegasca: i saldi si sa sono vantaggiosi per chi acquista.
Ultimo spunto della difesa sta nel fatto che allora,quando fu venduta la casa, Lui non era più segretario di An.
Fu fatto tutto a sua insaputa?
Però il dubbio rimane quando si pensa che ad essere, probabilmente, avvantaggiato fu il cognato.
Gianfranco non sapeva nulla?
Gli hanno fatto un bel bidone?
Fidatati dei parenti!
Qualcuno sapeva e taceva, altri hanno fatto la spia agli avversari e lo scandalo è scoppiato.
Attendiamo riscontri e certezze: per ora abbiamo solo i “non sapevo nulla” di Gianfranco e la difesa disinteressata di La Repubblica.