17 ago 2010

Drastica riduzione di incidenti e vittime sulle strade provinciali

PROVINCIA DI BERGAMO

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UFFICIO STAMPA





Bergamo, 17 agosto 2010



COMUNICATO STAMPA



Drastica riduzione di incidenti e vittime sulle strade provinciali



Ridurre il numero e la gravità degli incidenti stradali attraverso un’attenta analisi delle cause che li hanno provocati. Questo l’obiettivo che la Provincia di Bergamo si è posta con l’elaborazione di uno studio sistematico dei sinistri che avvengono sulla rete viaria di sua competenza, al fine di progettare e realizzare azioni strutturali in linea con il Piano nazionale della sicurezza stradale.



La rilevazione, effettuata in modo quotidiano e costante, elabora i dati ottenuti da varie fonti (dai rilievi effettuati in sito da parte degli istruttori alla viabilità ai report di intervento delle forze dell’ordine fino alla stampa locale). Si ottengono così tutte le informazioni necessarie all’identificazione dell’incidente: data, luogo e ora del sinistro, tipo di veicoli coinvolti, caratteristiche del tronco stradale, dinamica, situazione meteorologica, conseguenze alle persone.

Obiettivo di questa analisi è di verificare, a posteriori, l’efficacia delle azioni adottate per risolvere le situazioni rivelatesi di grave pericolo per la circolazione.



“L’impegno della Provincia in questi anni ha portato a una costante e significativa riduzione degli incidenti e delle vittime sulle strade provinciali. Dai 387 incidenti con 52 vittime nel 2008 si è passati ai 325 incidenti con 42 vittime nel 2009”, sottolinea l’assessore alla Viabilità Giuliano Capetti.

I termini da vecchio partito rivoluzionario

 

Io rimango sorpreso da certi termini da vecchio partito rivoluzionario, come attacco: non ci sono attacchi, quelli sono azioni fisiche, magari militari.

Tutto il resto è solo una questione di opinioni, con critiche, se si vuole di calunnie ed insulti, ma niente più: invece gli attacchi erano tipici del linguaggio degli anni Trenta, quando il capitalismo, "attaccava" la patria del socialismo reale.

Perché Berlusconi è il più cattivo?

Perché altri imprenditori invece sono sempre …..innocenti?

I termini dei comunisti vetusti

 

Io rimango sorpreso da certi termini da vecchio partito rivoluzionario, come attacco: non ci sono attacchi, quelli sono azioni fisiche, magari militari.

Tutto il resto è solo una questione di opinioni, con critiche, se si vuole di calunnie ed insulti, ma niente più: invece gli attacchi erano tipici del linguaggio degli anni Trenta, quando il capitalismo, "attaccava" la patria del socialismo reale.

Perché Berlusconi è il più cattivo?

Perché altri imprenditori invece sono sempre …..innocenti?

Perché Berlusconi è il più cattivo?

 

Io rimango sorpreso da certi termini da vecchio partito rivoluzionario, come attacco: non ci sono attacchi, quelli sono azioni fisiche, magari militari.

Tutto il resto è solo una questione di opinioni, con critiche, se si vuole di calunnie ed insulti, ma niente più: invece gli attacchi erano tipici del linguaggio degli anni Trenta, quando il capitalismo, "attaccava" la patria del socialismo reale.

Perché Berlusconi è il più cattivo?

Perché altri imprenditori invece sono sempre …..innocenti?

Il presidente picconatore è morto

 

E' morto il presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga.

Nacque a Sassari il 26 luglio del 1928, quasi un piccolo genio, ottenne la maturità a 16 anni e si laureò a 20 anni in giurisprudenza: si iscrisse alla Democrazia Cristiana a 17 anni e a 28 divenne segretario provinciale, poi due anni dopo fu eletto come deputato, nel 1958.

Fu ministro dell'Interno nel 1976 a 48 anni, divenne presidente del Consiglio nel 1979 a 51, presidente del Senato nel 1983 a 51 anni.

Fu eletto presidente della Repubblica nel 1985 a 57 anni, fu il Capo dello Stato più giovane della storia della Repubblica Italiana.

A 82 anni muore Cossiga

 

E' morto il presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga.

Nacque a Sassari il 26 luglio del 1928, quasi un piccolo genio, ottenne la maturità a 16 anni e si laureò a 20 anni in giurisprudenza: si iscrisse alla Democrazia Cristiana a 17 anni e a 28 divenne segretario provinciale, poi due anni dopo fu eletto come deputato, nel 1958.

Fu ministro dell'Interno nel 1976 a 48 anni, divenne presidente del Consiglio nel 1979 a 51, presidente del Senato nel 1983 a 51 anni.

Fu eletto presidente della Repubblica nel 1985 a 57 anni, fu il Capo dello Stato più giovane della storia della Repubblica Italiana.

Tutto finisce anche i governi Berlusconi

 
Ci sono gli appalti da far vincere a questo gruppo e non a quello? Forse esistono anche altre guerre politiche ed economiche: non scordiamoci il "conflitto" del mercato pubblicitario tra stampa, televisioni e Internet. Cosa c'è di vero e di falso dietro tutto? Per ora si vede solo un gran polverone e si attende l'assalto al palazzo, se ci sarà. Chi è il nuovo Lenin italiano? L'era dello zar Silvio è finita? Chi è il nuovo Lenin italiano? Non temete, non ci saranno né morti né feriti, sarà tutto all'italiana.

Quando si farà questo governo

 

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano teme "un durissimo scontro elettorale".

il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto invece paventa proprio l'instabilità di un governo tecnico: ''Non sono per niente condivisibili le ipotesi di governi tecnici e di governi di transizione. Si tratterebbe, infatti, di manovre di palazzo, volte ad evitare che si ascolti quello che pensano gli elettori cioè la volontà effettiva del popolo".

Anche tu Gianfranco, figlio mio!

 
Ci sono gli appalti da far vincere a questo gruppo e non a quello? Forse esistono anche altre guerre politiche ed economiche: non scordiamoci il "conflitto" del mercato pubblicitario tra stampa, televisioni e Internet. Cosa c'è di vero e di falso dietro tutto? Per ora si vede solo un gran polverone e si attende l'assalto al palazzo, se ci sarà. Chi è il nuovo Lenin italiano? L'era dello zar Silvio è finita? Chi è il nuovo Lenin italiano? Non temete, non ci saranno né morti né feriti, sarà tutto all'italiana.

Lo scontro del Presidente

 

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano teme "un durissimo scontro elettorale".

il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto invece paventa proprio l'instabilità di un governo tecnico: ''Non sono per niente condivisibili le ipotesi di governi tecnici e di governi di transizione. Si tratterebbe, infatti, di manovre di palazzo, volte ad evitare che si ascolti quello che pensano gli elettori cioè la volontà effettiva del popolo".