12 gen 2011

I 700 evasori dalla Svizzera

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Per aver trasferito capitali in Svizzera sono nei guai ben 700 persone: sono state iscritte nel registro degli dalla Procura di Roma.

E’ tutta colpa della Lista Falcian, ovvero per quella faccia da ….… di ex dipendente della sede di Ginevra della banca Hsbc, che ha rubato un file con nomi, cognomi e soldi depositati in Svizzera di ben 7mila italiani.

I nomi che sbucano sui giornali sono di pezzi grossi come Valentino Garavani, Amanda Sandrelli, da Renato Balestra, Elisabetta Gregoraci, il gioielliere Gianni Bulgari, ma qualcuno ha utilizzato lo scudo fiscale e se le è cavata.

Posso essere cattivo?

I ricchi se la cavano sempre, non piangono mai, almeno per i soldi….

Caccia ai grandi evasori

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Sono 700 i grandi evasori, iscritti nel registro dalla Procura di Roma: è la “lista Falciani” ed un ex dipendente della banca Hsbc che se ne fuggito con un file zeppo di nomi e di numeri sui conti bancari di vip, imprenditori, finanzieri, stilisti e anonimi ricconi, con enormi capitali nascosti in Svizzera.

E' iniziata la caccia al grande evasore, o meglio a quegli evasori che hanno il gruzzolo nella Confederazione Elvetica: si sapeva o meglio si sospettava che il fenomeno fosse vasto, vastissimo.

I colpevoli o presunti tali sono ora sotto i riflettori e sono alla gogna mediatica: la partita non è finita.

Quanti soldi riuscirà il fisco a far tornare a casa?

Ci sarà un altro condono salva tutto e salva tutti?

Lo sapremo al più presto.

“lista Falciani” caccia agli evasori

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Sono 700 i grandi evasori, iscritti nel registro dalla Procura di Roma: è la “lista Falciani” ed un ex dipendente della banca Hsbc che se ne fuggito con un file zeppo di nomi e di numeri sui conti bancari di vip, imprenditori, finanzieri, stilisti e anonimi ricconi, con enormi capitali nascosti in Svizzera.

E' iniziata la caccia al grande evasore, o meglio a quegli evasori che hanno il gruzzolo nella Confederazione Elvetica: si sapeva o meglio si sospettava che il fenomeno fosse vasto, vastissimo.

I colpevoli o presunti tali sono ora sotto i riflettori e sono alla gogna mediatica: la partita non è finita.

Quanti soldi riuscirà il fisco a far tornare a casa?

Ci sarà un altro condono salva tutto e salva tutti?

Lo sapremo al più presto.

Fisco - lista dei 700

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Sono 700 i grandi evasori, iscritti nel registro dalla Procura di Roma: è la “lista Falciani” ed un ex dipendente della banca Hsbc che se ne fuggito con un file zeppo di nomi e di numeri sui conti bancari di vip, imprenditori, finanzieri, stilisti e anonimi ricconi, con enormi capitali nascosti in Svizzera.

E' iniziata la caccia al grande evasore, o meglio a quegli evasori che hanno il gruzzolo nella Confederazione Elvetica: si sapeva o meglio si sospettava che il fenomeno fosse vasto, vastissimo.

I colpevoli o presunti tali sono ora sotto i riflettori e sono alla gogna mediatica: la partita non è finita.

Quanti soldi riuscirà il fisco a far tornare a casa?

Ci sarà un altro condono salva tutto e salva tutti?

Lo sapremo al più presto.

Sono 700 i grandi evasori, iscritti nel registro dalla Procura di Roma

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Sono 700 i grandi evasori, iscritti nel registro dalla Procura di Roma: è la “lista Falciani” ed un ex dipendente della banca Hsbc che se ne fuggito con un file zeppo di nomi e di numeri sui conti bancari di vip, imprenditori, finanzieri, stilisti e anonimi ricconi, con enormi capitali nascosti in Svizzera.

E' iniziata la caccia al grande evasore, o meglio a quegli evasori che hanno il gruzzolo nella Confederazione Elvetica: si sapeva o meglio si sospettava che il fenomeno fosse vasto, vastissimo.

I colpevoli o presunti tali sono ora sotto i riflettori e sono alla gogna mediatica: la partita non è finita.

Quanti soldi riuscirà il fisco a far tornare a casa?

Ci sarà un altro condono salva tutto e salva tutti?

Lo sapremo al più presto.

Terrorismo internazionale e minacce

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Da questi Paesi destabilizzati escono minacce dirette di conflitti e di terrorismo.

Le soluzioni sono tante, ma la principale è lo sviluppo sociale, economico, culturale di questi popoli, che non avranno più 5, 6 figli per donna, ma solo due, però che verranno mandati a scuola e avranno un destini migliore, facendo crescere il proprio Paese.

La rivoluzione per il progresso sta sempre nella scuola, aperta a tutti, che prepara gente almeno un po' istruita, che non diventeranno dei disperati, ma solo dei buoni lavoratori preparati e cittadini democratici.

Democrazia a rischio

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Questa è la prova che le situazioni democratiche del Sud del mondo sono sempre a rischio, basta poco per metterle in pericolo, per provocare morte e distruzione.

Poi l'Algeria è anche un Paese che estrae petrolio e gas naturale, che vende pure a noi: mentre il prezzo della benzina sale, da loro è calato il prezzo del grezzo, provocando minore entrate e ...fame.

Si capisce quanto pesi a livello mondiale la speculazione cieca sugli alimenti e sui prodotti petroliferi: destabilizzano intere regioni strategiche, provocando fame e disperazione, violenza e favorendo il sorgere dell'integralismo religioso, con le conseguenze terrificanti che conosciamo.

La fame porta ai disordini che fanno cadere le democrazie, oppure le rendono feroci, quasi delle dittature: il radicalismo diventa una soluzione, o così la gente crede e i conflitti si allargano all'estero.

Algeria e Tunisia- L'insurrezione per il Pane

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In Tunisia e in Algeria sono scopiate diverse rivolte per il caro pane: sì, qualcosa che noi conosciamo bene, ma solo dalla storia.

L'ultima rivolta storica per il pane, che si ricordi, è quella repressa dal Generale Fiorenzo Bava Beccaris a Milano, nel maggio del 1898, al tempo della tassa sui macinati, che aveva provocato l'aumentato del prezzo del pane, del riso e della polenta del 30. 40%.

Invece è in corso un aumento del costo dei prodotti alimentari primari in tutto il mondo per motivi puramente speculativi e questo fatto porta alla fame interi popoli: specialmente quella parte dell'umanità che vive con meno di 3 dollari al giorno, circa la metà degli abitanti della terra, mentre addirittura circa un miliardo di persone campa con meno di un dollaro al giorno.

Si può dire che costoro sono sempre a rischio di morte per fame, che è sempre la prima causa di morte su questo pianeta: si muore di fame e di denutrizione, con le relative patologie.

La crisi economica è costata di più per i miseri della terra

prestiti online avvocati online recupero dati raid quote auto auto online corso di pnl account adwords adsense mutuo online trading online   La crisi economica è costata di più per i miseri della terra che per i popoli ricchi, anzi, per i ricchi della terra: è un'osservazione ovvia, banale, ma necessaria. Chi ha ancora bisogno di pane per campare e non ha un reddito tale da permettersi di acquistarlo pure caro, senza troppi sacrifici, un aumento del prezzo lo porta alla disperazione e la rivolta: è una logica conseguenza, quando ci sono ancora forze per farlo. Algeria e Tunisia sono due Stati moderati, specialmente la Tunisia, con un buon sviluppo economico industriale, con delle democrazia timide, ma anche coraggiose, con il rispetto delle minoranze, a dire il vero piccole, non islamiche, con leggi laiche. Le rivolte per il pane stanno provocando diversi morti: in Tunisia si parla di 20 morti, per il governo e più di 20 per le opposizioni. La polizia spara e i feriti non mancano.

 
PERCORSO DELLA LEGALITA' 2010/2011
 
 
La Presidenza della Regione e l'Assessorato istruzione e cultura, con la collaborazione del Consiglio regionale, del Comune di Aosta, della locale Questura e del Sindacato Autonomo di Polizia nell'ambito del progetto "Percorso della Legalità 2010/2011", organizzano, per la giornata del 14 gennaio 2011, il terzo appuntamento con le classi partecipanti che si terrà al teatro Giacosa di Aosta con inizio alle ore 10.

L'incontro sarà un approfondimento, con testimonianze dirette e con la proiezione di documenti audiovisivi, sul tema degli incidenti stradali correlati all'abuso di sostanze alcoliche e di droghe.
Il progetto proseguirà nei prossimi mesi con visite e laboratori in alcune strutture del Ministero dell'Interno, individuate nel Centro Polifunzionale della Polizia di Stato di Roma-Spinaceto, nel Reparto Mobile di Genova, nella Questura di Milano nonché presso beni confiscati alla mafia, nello specifico la "Cascina Caccia" di San Sebastiano da Po (TO).