11 ago 2012

breve Politica italiana - la madre degli imbecilli è sempre incinta



Il Paese ha bisogna di scelte intelligenti e non più di speculazioni che arricchiscono pochi e lasciano delusioni in molti.
Quindi la crisi potrebbe essere una grande occasione per rinnovare l’Italia, renderla finalmente vivibile, o meglio riportarle a situazioni umane differenti e non quella brutta caricatura dell’Europa, che è oggi.
Per noi essere in Europa significa imitare ciò che avviene al Nord delle Alpi, nel modo peggiore possibile, anzi come delle scimmie ritardate: ci sono luoghi comuni, che in particolare vanno di moda tra i lettori di La repubblica, tra i votanti del PD (con questo non voglio dire che a destra siano migliori, anzi).
Le frasi che si odono sono sempre quelle: bisogna restare in Europa, i popoli civili, o non sono comportamenti da popoli civili, …
Sì, siamo sempre dei provinciali che appunto desiderano scimmiottare gli usi e i costumi del della grande città, con il loro complesso di inferiorità, ma alla fine si rendono ridicoli.
La domanda solita, che i bambini intelligenti e non i cretini, fanno è la solita.
Perché?
Perché certi usi europei sono segno di civiltà? Chi sono i popoli incivili?
Perché le nostre tradizioni, la famiglia naturale, il nostro modo di vivere e di pensare devono essere gettati via come vecchiume?
Perché è giusto accettare tutte le mode culturali, le banalità e i luoghi comuni, con il relativismo morale e religioso per sentirsi europei e civile?
Dire che ci sono popoli civili, gente civile significa affermare che ci sono altri popoli e persone incivili.
Questo non è razzismo?
Se uno ride delle mode culturali e religiose sincretista di oggi è per forza un reazionario, fascista, idiota e codino?
Se uno si diverte, prendendo per il culo, tutte le banalità alla moda è un nemico del popolo?
Queste sono ovvie situazioni che ci riguardano, che ci rendono sempre più fotocopie gli uni degli altri: essere contro corrente porta all’emarginazione e io non soffro per questo, anzi, ne vado orgoglioso.
Sono anacronistico?
Sì, sono avanti agli imbecilli di sempre mille e più anni.



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Il Paese ha bisogna di scelte intelligenti e non più di speculazioni che arricchiscono pochi e lasciano delusioni in molti.
Quindi la crisi potrebbe essere una grande occasione per rinnovare l’Italia, renderla finalmente vivibile, o meglio riportarle a situazioni umane differenti e non quella brutta caricatura dell’Europa, che è oggi.
Per noi essere in Europa significa imitare ciò che avviene al Nord delle Alpi, nel modo peggiore possibile, anzi come delle scimmie ritardate: ci sono luoghi comuni, che in particolare vanno di moda tra i lettori di La repubblica, tra i votanti del PD (con questo non voglio dire che a destra siano migliori, anzi).
Le frasi che si odono sono sempre quelle: bisogna restare in Europa, i popoli civili, o non sono comportamenti da popoli civili, …
Sì, siamo sempre dei provinciali che appunto desiderano scimmiottare gli usi e i costumi del della grande città, con il loro complesso di inferiorità, ma alla fine si rendono ridicoli.
La domanda solita, che i bambini intelligenti e non i cretini, fanno è la solita.
Perché?
Perché certi usi europei sono segno di civiltà? Chi sono i popoli incivili?
Perché le nostre tradizioni, la famiglia naturale, il nostro modo di vivere e di pensare devono essere gettati via come vecchiume?
Perché è giusto accettare tutte le mode culturali, le banalità e i luoghi comuni, con il relativismo morale e religioso per sentirsi europei e civile?
Dire che ci sono popoli civili, gente civile significa affermare che ci sono altri popoli e persone incivili.
Questo non è razzismo?
Se uno ride delle mode culturali e religiose sincretista di oggi è per forza un reazionario, fascista, idiota e codino?
Se uno si diverte, prendendo per il culo, tutte le banalità alla moda è un nemico del popolo?
Queste sono ovvie situazioni che ci riguardano, che ci rendono sempre più fotocopie gli uni degli altri: essere contro corrente porta all’emarginazione e io non soffro per questo, anzi, ne vado orgoglioso.
Sono anacronistico?
Sì, sono avanti agli imbecilli di sempre mille e più anni.



aforismi Politica italiana - la madre degli imbecilli è sempre incinta



Il Paese ha bisogna di scelte intelligenti e non più di speculazioni che arricchiscono pochi e lasciano delusioni in molti.
Quindi la crisi potrebbe essere una grande occasione per rinnovare l’Italia, renderla finalmente vivibile, o meglio riportarle a situazioni umane differenti e non quella brutta caricatura dell’Europa, che è oggi.
Per noi essere in Europa significa imitare ciò che avviene al Nord delle Alpi, nel modo peggiore possibile, anzi come delle scimmie ritardate: ci sono luoghi comuni, che in particolare vanno di moda tra i lettori di La repubblica, tra i votanti del PD (con questo non voglio dire che a destra siano migliori, anzi).
Le frasi che si odono sono sempre quelle: bisogna restare in Europa, i popoli civili, o non sono comportamenti da popoli civili, …
Sì, siamo sempre dei provinciali che appunto desiderano scimmiottare gli usi e i costumi del della grande città, con il loro complesso di inferiorità, ma alla fine si rendono ridicoli.
La domanda solita, che i bambini intelligenti e non i cretini, fanno è la solita.
Perché?
Perché certi usi europei sono segno di civiltà? Chi sono i popoli incivili?
Perché le nostre tradizioni, la famiglia naturale, il nostro modo di vivere e di pensare devono essere gettati via come vecchiume?
Perché è giusto accettare tutte le mode culturali, le banalità e i luoghi comuni, con il relativismo morale e religioso per sentirsi europei e civile?
Dire che ci sono popoli civili, gente civile significa affermare che ci sono altri popoli e persone incivili.
Questo non è razzismo?
Se uno ride delle mode culturali e religiose sincretista di oggi è per forza un reazionario, fascista, idiota e codino?
Se uno si diverte, prendendo per il culo, tutte le banalità alla moda è un nemico del popolo?
Queste sono ovvie situazioni che ci riguardano, che ci rendono sempre più fotocopie gli uni degli altri: essere contro corrente porta all’emarginazione e io non soffro per questo, anzi, ne vado orgoglioso.
Sono anacronistico?
Sì, sono avanti agli imbecilli di sempre mille e più anni.



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Il Paese ha bisogna di scelte intelligenti e non più di speculazioni che arricchiscono pochi e lasciano delusioni in molti.
Quindi la crisi potrebbe essere una grande occasione per rinnovare l’Italia, renderla finalmente vivibile, o meglio riportarle a situazioni umane differenti e non quella brutta caricatura dell’Europa, che è oggi.
Per noi essere in Europa significa imitare ciò che avviene al Nord delle Alpi, nel modo peggiore possibile, anzi come delle scimmie ritardate: ci sono luoghi comuni, che in particolare vanno di moda tra i lettori di La repubblica, tra i votanti del PD (con questo non voglio dire che a destra siano migliori, anzi).
Le frasi che si odono sono sempre quelle: bisogna restare in Europa, i popoli civili, o non sono comportamenti da popoli civili, …
Sì, siamo sempre dei provinciali che appunto desiderano scimmiottare gli usi e i costumi del della grande città, con il loro complesso di inferiorità, ma alla fine si rendono ridicoli.
La domanda solita, che i bambini intelligenti e non i cretini, fanno è la solita.
Perché?
Perché certi usi europei sono segno di civiltà? Chi sono i popoli incivili?
Perché le nostre tradizioni, la famiglia naturale, il nostro modo di vivere e di pensare devono essere gettati via come vecchiume?
Perché è giusto accettare tutte le mode culturali, le banalità e i luoghi comuni, con il relativismo morale e religioso per sentirsi europei e civile?
Dire che ci sono popoli civili, gente civile significa affermare che ci sono altri popoli e persone incivili.
Questo non è razzismo?
Se uno ride delle mode culturali e religiose sincretista di oggi è per forza un reazionario, fascista, idiota e codino?
Se uno si diverte, prendendo per il culo, tutte le banalità alla moda è un nemico del popolo?
Queste sono ovvie situazioni che ci riguardano, che ci rendono sempre più fotocopie gli uni degli altri: essere contro corrente porta all’emarginazione e io non soffro per questo, anzi, ne vado orgoglioso.
Sono anacronistico?
Sì, sono avanti agli imbecilli di sempre mille e più anni.



2012 Politica italiana - la madre degli imbecilli è sempre incinta



Il Paese ha bisogna di scelte intelligenti e non più di speculazioni che arricchiscono pochi e lasciano delusioni in molti.
Quindi la crisi potrebbe essere una grande occasione per rinnovare l’Italia, renderla finalmente vivibile, o meglio riportarle a situazioni umane differenti e non quella brutta caricatura dell’Europa, che è oggi.
Per noi essere in Europa significa imitare ciò che avviene al Nord delle Alpi, nel modo peggiore possibile, anzi come delle scimmie ritardate: ci sono luoghi comuni, che in particolare vanno di moda tra i lettori di La repubblica, tra i votanti del PD (con questo non voglio dire che a destra siano migliori, anzi).
Le frasi che si odono sono sempre quelle: bisogna restare in Europa, i popoli civili, o non sono comportamenti da popoli civili, …
Sì, siamo sempre dei provinciali che appunto desiderano scimmiottare gli usi e i costumi del della grande città, con il loro complesso di inferiorità, ma alla fine si rendono ridicoli.
La domanda solita, che i bambini intelligenti e non i cretini, fanno è la solita.
Perché?
Perché certi usi europei sono segno di civiltà? Chi sono i popoli incivili?
Perché le nostre tradizioni, la famiglia naturale, il nostro modo di vivere e di pensare devono essere gettati via come vecchiume?
Perché è giusto accettare tutte le mode culturali, le banalità e i luoghi comuni, con il relativismo morale e religioso per sentirsi europei e civile?
Dire che ci sono popoli civili, gente civile significa affermare che ci sono altri popoli e persone incivili.
Questo non è razzismo?
Se uno ride delle mode culturali e religiose sincretista di oggi è per forza un reazionario, fascista, idiota e codino?
Se uno si diverte, prendendo per il culo, tutte le banalità alla moda è un nemico del popolo?
Queste sono ovvie situazioni che ci riguardano, che ci rendono sempre più fotocopie gli uni degli altri: essere contro corrente porta all’emarginazione e io non soffro per questo, anzi, ne vado orgoglioso.
Sono anacronistico?
Sì, sono avanti agli imbecilli di sempre mille e più anni.



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Il Paese ha bisogna di scelte intelligenti e non più di speculazioni che arricchiscono pochi e lasciano delusioni in molti.
Quindi la crisi potrebbe essere una grande occasione per rinnovare l’Italia, renderla finalmente vivibile, o meglio riportarle a situazioni umane differenti e non quella brutta caricatura dell’Europa, che è oggi.
Per noi essere in Europa significa imitare ciò che avviene al Nord delle Alpi, nel modo peggiore possibile, anzi come delle scimmie ritardate: ci sono luoghi comuni, che in particolare vanno di moda tra i lettori di La repubblica, tra i votanti del PD (con questo non voglio dire che a destra siano migliori, anzi).
Le frasi che si odono sono sempre quelle: bisogna restare in Europa, i popoli civili, o non sono comportamenti da popoli civili, …
Sì, siamo sempre dei provinciali che appunto desiderano scimmiottare gli usi e i costumi del della grande città, con il loro complesso di inferiorità, ma alla fine si rendono ridicoli.
La domanda solita, che i bambini intelligenti e non i cretini, fanno è la solita.
Perché?
Perché certi usi europei sono segno di civiltà? Chi sono i popoli incivili?
Perché le nostre tradizioni, la famiglia naturale, il nostro modo di vivere e di pensare devono essere gettati via come vecchiume?
Perché è giusto accettare tutte le mode culturali, le banalità e i luoghi comuni, con il relativismo morale e religioso per sentirsi europei e civile?
Dire che ci sono popoli civili, gente civile significa affermare che ci sono altri popoli e persone incivili.
Questo non è razzismo?
Se uno ride delle mode culturali e religiose sincretista di oggi è per forza un reazionario, fascista, idiota e codino?
Se uno si diverte, prendendo per il culo, tutte le banalità alla moda è un nemico del popolo?
Queste sono ovvie situazioni che ci riguardano, che ci rendono sempre più fotocopie gli uni degli altri: essere contro corrente porta all’emarginazione e io non soffro per questo, anzi, ne vado orgoglioso.
Sono anacronistico?
Sì, sono avanti agli imbecilli di sempre mille e più anni.



oggi Politica italiana - la madre degli imbecilli è sempre incinta



Il Paese ha bisogna di scelte intelligenti e non più di speculazioni che arricchiscono pochi e lasciano delusioni in molti.
Quindi la crisi potrebbe essere una grande occasione per rinnovare l’Italia, renderla finalmente vivibile, o meglio riportarle a situazioni umane differenti e non quella brutta caricatura dell’Europa, che è oggi.
Per noi essere in Europa significa imitare ciò che avviene al Nord delle Alpi, nel modo peggiore possibile, anzi come delle scimmie ritardate: ci sono luoghi comuni, che in particolare vanno di moda tra i lettori di La repubblica, tra i votanti del PD (con questo non voglio dire che a destra siano migliori, anzi).
Le frasi che si odono sono sempre quelle: bisogna restare in Europa, i popoli civili, o non sono comportamenti da popoli civili, …
Sì, siamo sempre dei provinciali che appunto desiderano scimmiottare gli usi e i costumi del della grande città, con il loro complesso di inferiorità, ma alla fine si rendono ridicoli.
La domanda solita, che i bambini intelligenti e non i cretini, fanno è la solita.
Perché?
Perché certi usi europei sono segno di civiltà? Chi sono i popoli incivili?
Perché le nostre tradizioni, la famiglia naturale, il nostro modo di vivere e di pensare devono essere gettati via come vecchiume?
Perché è giusto accettare tutte le mode culturali, le banalità e i luoghi comuni, con il relativismo morale e religioso per sentirsi europei e civile?
Dire che ci sono popoli civili, gente civile significa affermare che ci sono altri popoli e persone incivili.
Questo non è razzismo?
Se uno ride delle mode culturali e religiose sincretista di oggi è per forza un reazionario, fascista, idiota e codino?
Se uno si diverte, prendendo per il culo, tutte le banalità alla moda è un nemico del popolo?
Queste sono ovvie situazioni che ci riguardano, che ci rendono sempre più fotocopie gli uni degli altri: essere contro corrente porta all’emarginazione e io non soffro per questo, anzi, ne vado orgoglioso.
Sono anacronistico?
Sì, sono avanti agli imbecilli di sempre mille e più anni.



wikipedia Politica italiana - la madre degli imbecilli è sempre incinta



Il Paese ha bisogna di scelte intelligenti e non più di speculazioni che arricchiscono pochi e lasciano delusioni in molti.
Quindi la crisi potrebbe essere una grande occasione per rinnovare l’Italia, renderla finalmente vivibile, o meglio riportarle a situazioni umane differenti e non quella brutta caricatura dell’Europa, che è oggi.
Per noi essere in Europa significa imitare ciò che avviene al Nord delle Alpi, nel modo peggiore possibile, anzi come delle scimmie ritardate: ci sono luoghi comuni, che in particolare vanno di moda tra i lettori di La repubblica, tra i votanti del PD (con questo non voglio dire che a destra siano migliori, anzi).
Le frasi che si odono sono sempre quelle: bisogna restare in Europa, i popoli civili, o non sono comportamenti da popoli civili, …
Sì, siamo sempre dei provinciali che appunto desiderano scimmiottare gli usi e i costumi del della grande città, con il loro complesso di inferiorità, ma alla fine si rendono ridicoli.
La domanda solita, che i bambini intelligenti e non i cretini, fanno è la solita.
Perché?
Perché certi usi europei sono segno di civiltà? Chi sono i popoli incivili?
Perché le nostre tradizioni, la famiglia naturale, il nostro modo di vivere e di pensare devono essere gettati via come vecchiume?
Perché è giusto accettare tutte le mode culturali, le banalità e i luoghi comuni, con il relativismo morale e religioso per sentirsi europei e civile?
Dire che ci sono popoli civili, gente civile significa affermare che ci sono altri popoli e persone incivili.
Questo non è razzismo?
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Se uno si diverte, prendendo per il culo, tutte le banalità alla moda è un nemico del popolo?
Queste sono ovvie situazioni che ci riguardano, che ci rendono sempre più fotocopie gli uni degli altri: essere contro corrente porta all’emarginazione e io non soffro per questo, anzi, ne vado orgoglioso.
Sono anacronistico?
Sì, sono avanti agli imbecilli di sempre mille e più anni.



Politica italiana - la madre degli imbecilli è sempre incinta



Il Paese ha bisogna di scelte intelligenti e non più di speculazioni che arricchiscono pochi e lasciano delusioni in molti.
Quindi la crisi potrebbe essere una grande occasione per rinnovare l’Italia, renderla finalmente vivibile, o meglio riportarle a situazioni umane differenti e non quella brutta caricatura dell’Europa, che è oggi.
Per noi essere in Europa significa imitare ciò che avviene al Nord delle Alpi, nel modo peggiore possibile, anzi come delle scimmie ritardate: ci sono luoghi comuni, che in particolare vanno di moda tra i lettori di La repubblica, tra i votanti del PD (con questo non voglio dire che a destra siano migliori, anzi).
Le frasi che si odono sono sempre quelle: bisogna restare in Europa, i popoli civili, o non sono comportamenti da popoli civili, …
Sì, siamo sempre dei provinciali che appunto desiderano scimmiottare gli usi e i costumi del della grande città, con il loro complesso di inferiorità, ma alla fine si rendono ridicoli.
La domanda solita, che i bambini intelligenti e non i cretini, fanno è la solita.
Perché?
Perché certi usi europei sono segno di civiltà? Chi sono i popoli incivili?
Perché le nostre tradizioni, la famiglia naturale, il nostro modo di vivere e di pensare devono essere gettati via come vecchiume?
Perché è giusto accettare tutte le mode culturali, le banalità e i luoghi comuni, con il relativismo morale e religioso per sentirsi europei e civile?
Dire che ci sono popoli civili, gente civile significa affermare che ci sono altri popoli e persone incivili.
Questo non è razzismo?
Se uno ride delle mode culturali e religiose sincretista di oggi è per forza un reazionario, fascista, idiota e codino?
Se uno si diverte, prendendo per il culo, tutte le banalità alla moda è un nemico del popolo?
Queste sono ovvie situazioni che ci riguardano, che ci rendono sempre più fotocopie gli uni degli altri: essere contro corrente porta all’emarginazione e io non soffro per questo, anzi, ne vado orgoglioso.
Sono anacronistico?
Sì, sono avanti agli imbecilli di sempre mille e più anni.



video youtube - Londra 2012 ginnastica ritmica - l'arte e lo sport


Londra 2012 ginnastica ritmica ora la ginnastica che è tipicamente femminile, anche se esiste una partecipazione maschile, un ramo della ginnastica ritmica maschile.
E' una forma di ginnastica che parrebbe simile alla ginnastica artistica, ma ha dei ritmi appunto, con la musica ed è elegante de bella da vedersi, quasi, ripeto quasi, come un balletto, ma è sport.
Sì, no è un ballo a squadre o singolo, è sport e c'è tutta la fatica dello sport, anche se l'eleganza, la bellezza, la femminilità prevale in questa disciplina e per questo affascina.