11 mag 2013

Frammenti XXXVII. "Odi Melisso..." di Leopardi



Frammenti
XXXVII."Odi Melisso..."

ALCETA
      Odi, Melisso: io vo’ contarti un sogno
Di questa notte, che mi torna a mente
In riveder la luna. Io me ne stava
Alla finestra che risponde al prato,
Guardando in alto: ed ecco all’improvviso
Distaccasi la luna; e mi parea
Che quanto nel cader s’approssimava,
Tanto crescesse al guardo; infin che venne
A dar di colpo in mezzo al prato; ed era
Grande quanto una secchia, e di scintille
Vomitava una nebbia, che stridea
Sì forte come quando un carbon vivo
Nell’acqua immergi e spegni. Anzi a quel modo
La luna, come ho detto, in mezzo al prato
Si spegneva annerando a poco a poco,
E ne fumavan l’erbe intorno intorno.
Allor mirando in ciel, vidi rimaso
Come un barlume, o un’orma, anzi una nicchia,
Ond’ella fosse svelta; in cotal guisa,
Ch’io n’agghiacciava; e ancor non m’assicuro.


 MELISSO 
E ben hai che temer, che agevol cosa
Fora cader la luna in sul tuo campo.
 ALCETA 
Chi sa? non veggiam noi spesso di state
Cader le stelle?
 MELISSO 
                             Egli ci ha tante stelle,
Che picciol danno è cader l’una o l’altra
Di loro, e mille rimaner. Ma sola
Ha questa luna in ciel, che da nessuno
cader fu vista mai se non in sogno.  

Milano .. Ghanese prende a picconate i passanti e ne uccide uno, ne ferisce due gravemente

Un ghanese, un africano nero, ha reso a picconate i passanti in zona Nguarda a Milano, uccidendo un 40 enne e ferendo altre due perone, prima di essere catturato.
La vicenda si inquadra nella situazione di tensione sociale nella Lombardia, er colpa della politica sciagurata dei governi degli ultimi 30 anni, dei sindacati e dei negrieri di differente indirizzo culturale e razziale.
La tensione sociale è ale stelle e questi gesti si inquadrano in una situazione terribile, per colpa anche dei pennivendoli e degli pseudi intellettuali fanfaroni, che starnazzano dalle nostre televisioni.
Mandiamoli tutti a fare i lavori che gli extracomunitari non vogliono più fare.

Facebook Login e la libertà di dire e fare senza limiti

Proprio su Facebook sta crescendo una generazione di ragazzi convinti che tutto sia lecito, tutto sia permesso e guai a vietare per esempio l'uso di sostanze stupefacenti o attività violente, il teppismo e altro ancora più odioso, per esempio contro le coetanee.
La realtà virtuale si confonde con quella reale e i ragazzotti poi passano dalla teoria alla pratica e questo funziona senza troppi rischi sino a 18 anni, poi se il papà non paga ottimi avvocati , tutto finisce male.

Picconate a passanti a Milano un ghanese uccide un 40enne e ferisce altri due poveretti

Il ghanese  che ha preso a picconate in zona Niguarda a Milano dei passanti, non parla,, ma il suo gesto dovrebbe avere, forse, origine razziale, ovvero di odio verso gli italiani e i bianchi i genere: non preoccupatevi, verrà fatto passare per folle e la vicenda sarà chiusa così, poi i soliti asini parleranno di reazione al razzismo, perché il razzismo è solo dei bianchi contro i neri e mai viceversa.
La cultura della sinistra tipo .... PD continua a causare gravi danni.
Anzi... l'ignoranza.....

Youtube a pagamento - l'ipotesi prosegue ad apparire in rete

Youtube sarà a pagamento?
Le voci sono insistenti e non rimane che canali saranno veri canali televisivi, con serie di telefilm, con trasmissioni televisive e con il costo minimo per abbonamento, per iniziare.
Google però non risponde oltre e continua a cercare informazioni precise sulla questione, che ormai pare certa, nei signori della potente Google si pensa a qualcosa di simile da tempo, tradendo l'ideale di tutto gratis.

Blog ... Beppe Grillo contro Letta che risponde

Letta dovrebbe non cadere in polemiche squallide, anche perché il suo ruolo è ormai istituzionale, lui poi, che è un democristiano di vecchio pelo, dovrebbe sapere che è da sempre controproducente litigare contro chi sa ... parlar chiaro e risponde con battute ironiche.
Letta finirà nel ridicolo per il pubblico di Beppe Grillo, che lo vedono sul suo blog.

Milano ghanese impazzito prende a picconate i passanti un morte e tre feriti gravi

Il fatto è avvenuto nella zona Niguarda di Milano, dove questo uomo di colore, tra i 25 e i 30,  ha inziato a colpire i passanti a picconate e ha ucciso un uomo di 40 anni, mentre ne ha feriti altri due gravemente.
Ora i pennivendoli si scateneranno cn i soliti squallidi e idioti discorsi da pennivendoli, ovvero trasformeranno le vittime in carnefici e il carnefice in vittima.

Minorenni che tutto possono senza possibilità di essere limitati e contenuti nei loro eccessi, nei loro reati

Essere minorenne in Italia significa essere liberi di far ogni cosa, far cadere tutte le responsabilità sui genitori e non pagare mai per le proprie colpe.
La colpa è della legge, degli avvocati e dei giudici?
Diciamo che i giudici hanno le loro responsabilità come i politici, ma se un figlio ruba in casa non si può intervenire,se non con i servizi sociali, se fa il delinquente i danni sono addosso ai genitori, che rischia sempre con la legge, potrebbe essere denunciato per maltrattamento e violenza privata se rinchiude il ragazzo tossicodipendente in casa.
La colpa di una situazione simile, dove i genitori non possono più fare i genitori, mandare i ragazzi in collegio ed altro ancora è anche degli sutpidi strizza cervelli, più dannosi che utili.

Milano . Ghanese uccide e ferisce a picconate i passanti e ne uccide uno, ne ferisce due

E' un cittadino del Gana, di circa 25 , 30, un extracomunitario uscito di testa, che questa mattina  ha aggredito 3 passanti e ne ha ucciso uno, ferendone due, in zona Niguarda 
Lui era in stato confusionale, ma il problema è un'altro.
Chi facciamo entrare in Italia?
La politica della sicurezza in Italia peggiora di giorno in giono, ma la stampa nazionale e i politici sono preoccupati solo della loro sicurezza personale e nulla più, per questo sono proti a limitare la già nostra misera libertà.




10 mag 2013

V. A UN VINCITORE NEL PALLONE. di Leopardi


V.
A UN VINCITORE
NEL PALLONE.

         Di gloria il viso e la gioconda voce,
Garzon bennato, apprendi,
E quanto al femminile ozio sovrasti
La sudata virtude. Attendi attendi,
Magnanimo campion (s’alla veloce
Piena degli anni il tuo valor contrasti
La spoglia di tuo nome), attendi e il core
Movi ad alto desio. Te l’echeggiante
Arena e il circo, e te fremendo appella
Ai fatti illustri il popolar favore;
Te rigoglioso dell’età novella
Oggi la patria cara
Gli antichi esempi a rinnovar prepara.
       Del barbarico sangue in Maratona
Non colorò la destra
Quei che gli atleti ignudi e il campo eleo,
Che stupido mirò l’ardua palestra,
Nè la palma beata e la corona
D’emula brama il punse. E nell’Alfeo
Forse le chiome polverose e i fianchi
Delle cavalle vincitrici asterse
Tal che le greche insegne e il greco acciaro
Guidò de’ Medi fuggitivi e stanchi
Nelle pallide torme; onde sonaro
Di sconsolato grido
L’alto sen dell’Eufrate e il servo lido.
       Vano dirai quel che disserra e scote
Della virtù nativa
Le riposte faville? e che del fioco
Spirto vital negli egri petti avviva
Il caduco fervor? Le meste rote
Da poi che Febo instiga, altro che gioco
Son l’opre de’ mortali? ed è men vano
Della menzogna il vero? A noi di lieti
Inganni e di felici ombre soccorse
Natura stessa: e là dove l’insano
Costume ai forti errori esca non porse,
Negli ozi oscuri e nudi
Mutò la gente i gloriosi studi.
       Tempo forse verrà ch’alle ruine
Delle italiche moli
Insultino gli armenti, e che l’aratro
Sentano i sette colli; e pochi Soli
Forse fien volti, e le città latine
Abiterà la cauta volpe, e l’atro
Bosco mormorerà fra le alte mura;
Se la funesta delle patrie cose
Obblivion dalle perverse menti
Non isgombrano i fati, e la matura
Clade non torce dalle abbiette genti
Il ciel fatto cortese
Dal rimembrar delle passate imprese.
       Alla patria infelice, o buon garzone,
Sopravviver ti doglia.
Chiaro per lei stato saresti allora
Che del serto fulgea, di ch’ella è spoglia,
Nostra colpa e fatal. Passò stagione;
Che nullo di tal madre oggi s’onora:
Ma per te stesso al polo ergi la mente.
Nostra vita a che val? solo a spregiarla:
Beata allor che ne’ perigli avvolta,
Se stessa obblia, nè delle putri e lente
Ore il danno misura e il flutto ascolta;
Beata allor che il piede
Spinto al varco leteo, più grata riede.