25 mag 2016

Islam e mondo contemporaneo, internet è la causa della violenza

E' proprio internet che appare una grande minaccia per il mondo islamico e che provoca una risposta integralista: un tempo le comunità islamiche, anche quelle in occidente, non aveva incontri e confronti con il resto dell’Umanità.
Erano chiuse e impermeabili alle idee degli infedeli…. brutti e cattivi, malvagi, secondo loro, perché appunto erano infedeli futuri dannati.
Oggi, prima le radio e le televisioni, ma in particolare internet, non esistono più, o quasi, isole indipendenti, come villaggi medioevali, dove una sola idea dominava, una sola fede religiosa, una sola visione della vita: oggi  loro devono confrontarsi e dare risposte.

Quella terroristica è una delle risposte estreme e senza speranza: vorrebbero, in questo caso, con il terrore conquistare il mondo.

Bambini picchiati, maltrattati, la violenza continua

Le notizie sono diverse e solite, i bambini spesso, in passato subivano tali trattamenti ed erano affari interni alle famiglie: picchiare i bambini faceva parte della cultura malsana del passato: una sberla evitava molti guai, secondo i genitori e gli educatori di un tempo.

Oggi però si sa che queste violenze sono INUTILI e dannose, Ma certe persone, di basso livello culturale e di scarsa intelligenza si trovano a gestire, spesso, bambini e in conseguenza spesso rispondono con le botte alle richieste, anche ai capricci, dei più piccoli, con talvolta qualche punta di sadismo di sfondo. 

Referendum, Boschi come Renzi, se ne andrà se perde

"Qui si fa l’Italia o si muore", disse Nino Bixio a Calatafini, prima della battaglia che permise ai garibaldini di conquistare la Sicilia Occidentale.
Quindi tutti votiamo no, così che la biondina se ne andrà a fare il mestiere di papà.
Cosa farà?
La banchiera, è ovvio e lei è predisposta a questo lavoro: le biondine sono spesso stizzose e anche un po’ altezzose e se uno non le vuole significa che non le merita: noi italiani non meritiamo la signorina….. Boschi, proprio non la meritiamo per niente.

Lei farà le spallucce e tornerà da papà. 

24 mag 2016

Mostra: Jean-Claude Chincheré. Beirut e i rifugiati siriani in Libano

Bureau de presse
Ufficio stampa
COMUNICATO STAMPA
Aosta, martedì 24 maggio 2016
Mostra Jean-Claude Chincheré. Beirut e i rifugiati siriani in Libano
Aosta, Sede espositiva Hôtel des États
Piazza Chanoux, 8
2 giugno – 2 ottobre 2016
Orario: martedì-domenica 10-13 /14-18 Chiuso lunedì Ingresso libero
L'Assessorato dell'istruzione e cultura della Regione autonoma Valle d'Aosta comunica che mercoledì 1° giugno, alle ore 18, nella sede espositiva Hôtel des États, in piazza Chanoux ad Aosta, sarà inaugurata la mostra fotografica Jean-Claude Chincheré. Beirut e i rifugiati siriani in Libano.
L'esposizione, a cura di Daria Jorioz, propone una selezione di 35 scatti, a colori e in bianco e nero, che documentano il lavoro del giovane fotografo freelance valdostano, dedicato alla complessa realtà di Beirut e focalizzato sul contesto sociale dei rifugiati siriani in Libano, con particolare attenzione alla situazione dei bambini, i più indifesi nelle zone di conflitto. Come sottolinea la curatrice nel catalogo, in questo progetto d'esordio, Chincheré sembra aver assimilato con naturalezza alcuni nodi cruciali della cultura visiva del Novecento, facendo riferimento ai grandi maestri della fotografia, di cui ha assimilato i riferimenti iconici rielaborandoli in maniera personale. L'autore esordiente ha saputo guardare con umiltà, ma anche con un forte impulso ad apprendere e comprendere, alla lezione di autori quali Gabriele Basilico, Robert Frank e del libanese Fouad Elkoury, prima di avvicinarsi alla stratificata realtà dell'area medio-orientale. Il reportage, che costituisce la sua tesi di laurea del corso di Nuove tecnologie per l'arte all'Accademia Albertina di Torino, denota una notevole maturità, considerati i soli ventitré anni di età dell'autore, facendo presagire interessanti sviluppi futuri.
Le fotografie realizzate da Jean-Claude Chincheré - afferma l'Assessore Emily Rini - consentono al pubblico di aprire una finestra sul mondo, documentando una città martoriata, Beirut, di cui il fotografo sa cogliere la complessità e l'umanità. Ma è soprattutto ai volti dei bimbi dei campi profughi che egli guarda, cogliendo nelle loro espressioni non tanto la sofferenza, quanto la speranza, la ricchezza interiore e il desiderio di futuro delle nuove generazioni che si affacciano alla vita.
Jean-Claude Chincheré è nato ad Aosta nel 1993. Diplomato al Liceo Artistico di Aosta, si laurea a pieni voti all'Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, con una tesi/reportage sui rifugiati siriani in Libano. Fotografo freelance e documentarista, dal 2013 è stato selezionato per masterclass e workshop tra i quali: masterclass all'agenzia fotografica Magnum Photos di Parigi con il fotografo Jérôme Sessini; masterclass allo IED, Istituto Europeo di Design, di Milano con Luca Bigazzi, direttore della fotografia di Paolo Sorrentino; workshop presso la scuola Holden di Torino, terminata con una video performance presentata ad Artissima. Il suo primo lavoro di videoarte, Res Publica, è stato selezionato dall'Accademia Albertina di Torino per partecipare al X Premio Nazionale delle Arti di Bari nel 2013. Ha ottenuto la menzione d'onore al Moscow International Foto Awards del 2015, proprio per il reportage sui rifugiati siriani in Libano.
La mostra Jean-Claude Chincheré. Beirut e i rifugiati siriani in Libano è corredata da un catalogo bilingue italiano-francese, contenente testi di Daria Jorioz, Enrico Stefanelli, Salvo Bitonti, edito dalla Tipografia Duc, in vendita al prezzo di 15 euro.
L'esposizione, con ingresso gratuito, resterà aperta sino al 2 ottobre 2016, con orario 10-13 e 14-18, da martedì a domenica, chiuso il luPer informazioni:
Regione autonoma Valle d'Aosta, Assessorato Istruzione e Cultura
Struttura Attività espositive
Internet: www.regione.vda.it
Sede espositiva Hôtel des États tel.: 0165.300552
Fonte: Assessorato dell'Istruzione e Cultura – Ufficio stampa Regione Autonoma Valle d'Aosta

Guerra santa islamica, il terrorismo è solo una tecnica occidentale

Uccidere donne e bambini, facendosi esplodere è  un sistema per nulla islamico, ma nato in Giappone, in ambito buddista, con i kamikaze della seconda guerra mondiale, che tradotto significa "vento divino", dove chi morira per la patria otreneva una vita migliore nell'incarnazione.
In Occidente il terrorismo si formò tra  igruppi radicali,  anarchici, o nazionalisti e provocò guerra e morte per tutto il Novecento.
Oggi però  gli islamici se ne sono appropriato  del metodo, uscendo dai dettami della loro religione, che vieta il suicidio,  per esempio e di colpire innocenti.
Oggi sono come gli occidentali del passato e non lo sanno, come non sanno che il terrorismo  ha portato la sconfitta, sempre, di chi lo propagandava e favoriva.

Austria, la destra perde, ma si vedrà in futuro

La vittoria di un presidente verde dimostra che una parte della popolazione austriaca teme più  il passato che il presente, ovvero il nazismo  che l'islam, ma lasciamo che i fanatici contribuiscano alle campagne elettorali del futuro.
Io sono qui e attendo che i meccanismi infernali di sempre scattino,  paura genera sempre morte e dolore, poi le pulizie etniche oggi le puoi fare senza finire davanti ai giudici internazionali, basta usare le... tecniche anglosassoni: messuno accusò  i democratici inglesi di strage in India o contro i boeri, lì usarono il sistema dei campi di concentramento senza camere a gas, i morti furono sempre a milioni.

Giovani disoccupati e incertezze per tutti

Il futuro pare confuso e imprevedibile, un tempo bastava fare un concorso per essere sicuri, in caso di vittoria, di avere un lavoro per tutta la vita, oggi è tutto diverso.
Non c’è concorso, non c’è lavoro certo, sicuro negli anni.
Anzi i lavori stabili, senza professionalità spendibili in altri comparti, come quella dei Pubblici Dipendenti, non promette nulla di buono: il lavoro appare qualcosa di precario e le speranze non ce ne sono, ormai i padri non lasciano più il posto ai figli, quando vanno in pensione.

Lavoro, Posto fisso, le Poste Italiane, la fine di un mito storico

Lo stipendio è medio basso per tutti, ci si arrangiava al pomeriggio… con qualcosa d’altro.

Oggi il posto alle poste pare la fine del sogno di troppi italiani, che vedevano nelle assunzioni alle poste il primo gradino di una certezza che non esiste più, il posto fisso.

Attentati e stragi, la politica non promette nulla di buono

Pare questo il futuro dell’Europa e il silenzio stampa, imposto dal potere costituito su fatti e rischi non fermerà reazioni dure, durissime, contro colpevoli e innocenti.
La morte e la distruzione che colpirà il vecchio continente sono frutto di politiche estere e interne sbagliare, senza analisi di fondo: la cultura islamica, nella versione integralista, è in contrasto con un mando pragmatico, affarista, tecnocratico, meritocratico, anche sincretista, quindi o gli islamisti diventano terroristi o mutano religione, diventando.

I buonisti questo non lo sanno?

Austria, elezioni, la sconfitta della destra sarebbe una vittoria

La destra attuale non è pronta per i suoi piani, ma può sempre attendere  che gli islamisti facciano il loro gioco e alla fine la nostra libertà verrà inglobata da questi nuovi neri che avanzano e nulla li può fermare, se non si danno risposte oneste alla nostra società.

Per la destra europea è meglio attendere e quindi se perde in Austria è preferibile, la piccola Austria verrebbe isolata, ma se a vincere fossero in tanti Paesi, come Francia e Italia, forse la stessa Germania, a quel punto non rimane che attendere…. Il sorgere di un avvenire … da non augurarci.