17 giu 2011

EIAPOPEIA. L’INFANZIA NELL’OPERA DIPAUL KLEE AL MUSEOARCHEOLOGICO REGIONALE DI AOSTA

EIAPOPEIA. L'INFANZIA NELL'OPERA DIPAUL KLEE AL MUSEOARCHEOLOGICO REGIONALE DI AOSTA

 

L'Assessoreall'istruzione e cultura, Laurent Viérin,inaugurerà sabato 25giugno 2011, alle ore 18, al Museo Archeologico Regionale diPiazza Roncas ad Aosta, Eiapopeia. L'infanzia nell'operadi Paul Klee, un progetto espositivorealizzato dall'Assessorato in collaborazione con il ZentrumPaul Klee di Berna e la Fondazione Antonio Mazzotta di Milano, curato da Alberto Fiz.

 

 "Sono particolarmente lietodi presentare, nell'ambito del programma espositivo 2011dell'Assessorato, questa mostra dedicata a un grandeprotagonista dell'arte del Novecento, Paul Klee - dichiaral'Assessore Laurent Viérin. - L'estate culturalevaldostana si arricchisce così di un'iniziativa diindiscutibile interesse e di rilievo internazionale, che si inseriscein un calendario di eventi che intendono promuovere la cultura intutti i suoi aspetti,formando un'offerta coordinata e integrata tra siti e beniculturali, eventi e esposizioni di alto livello. L'obiettivoè quello di promuovere la nostra bella regione edincrementare così il turismo culturale, punto di forza per losviluppo dell'economia locale.

La rassegna – prosegue l'Assessore - consentirà al pubblico diapprofondire la conoscenza di una delle figure piùrappresentative delle avanguardie artistiche del secolo scorso.È inoltre per noi un onore collaborare con il Zentrum PaulKlee di Berna, il più importante museo dedicato interamente alpittore di origine svizzera, e con la Fondazione Antonio Mazzotta diMilano per la realizzazione di questo inedito progettoespositivo".

 

La rassegna, il cui comitato scientifico è formato da eminentistudiosi italiani e stranieri quali Pietro Bellasi, MichaelBaumgartner, Guido Magnaguagno, Gabriele Mazzotta e JuriSteiner, propone un tema cruciale della poetica di Kleeattraverso 120 opere tra disegni, dipinti e tecniche miste, molti deiquali mai esposti prima d'ora in Italia.

L'esposizione presenta un nucleo ditestimonianze fondamentali provenienti dal Zentrum Paul Klee, lapiù importante istituzione dedicata all'artista,completato da alcune opere provenienti da collezioni italiane esvizzere. I lavori esposti si sviluppano dal 1883, quando Kleebambino realizza i suoi primi schizzi, sino al 1940, anno della suascomparsa.

Dopo l'esposizione al MuseoArcheologico Regionale di Aosta, unica tappa italiana, la rassegnaapproderà al Zentrum Paul Klee di Berna.

 

Ben lontano dall'evocare una presuntacondizione di purezza, Klee considera l'infanzia una faseprimordiale in cui la rappresentazione non necessita di esserefiltrata dalla componente razionale. "I signori critici –scriveva lo stesso Klee – dicono spesso che i miei quadriassomigliano agli scarabocchi dei bambini. Potesse essere davverocosì! I quadri che mio figlio Felix ha dipinto sono miglioridei miei." Fondamentalmente, il segno dell'infanziaconsente di andare oltre ogni forma di convenzione culturale pergiungere a uno dei concetti base della sua ricerca:"L'arte non ripete le cose visibili, ma rendevisibile."

La Mostra - nel titolo il termineeiapopeia evoca laninna-nanna, ma anche la fantasia e la libertà espressiva -rappresenta un excursus originale, introdotto da un disegno eseguitoda Klee all'età di quattro anni, intitolato Bambin Gesù, e siconclude con una composizione del 1940, Uomo e albero, dovel'artista, con piena consapevolezza, tende ancora verso formeelementari mantenendo intatta l'ispirazioneinfantile.

Ma sono molti gli aspetti dell'opera diKlee proposti nella rassegna, dove l'infanzia, come fonte dienergia creativa, tocca differenti soggetti, in particolare maschere,figure, famiglie, ritratti, paesaggi, in una moltitudine di formerealizzate talvolta con ironia e sarcasmo. È lo stesso Klee adescrivere un'opera celebre come Bambola snodata del 1939, presente al Museo Archeologico:"una figura smembrata non ha bisogno d'un puntod'appoggio formale. Sta librata. Dove? Come? Una viad'accesso qui ce la possiamo ricostruire conl'immaginazione."

La mostra, inoltre, propone un tema difondamentale importanza come quello degli angeli (tra le opereesposte, Angelo nel giardino dell'infanzia del 1939), cheper Klee non sono né immortali, né divini: i suoiangeli hanno un corpo, sono imperfetti, ma nello stesso tempoappaiono come entità mediane, raffigurati con sagome informi edisegnati come fossero bambini, che sanno scoprire i segreti nascostidelle cose e appaiono in continuo divenire.

L'esposizione al Museo Archeologico sidistingue anche per una serie di letture trasversali e in talecontesto si inseriscono le marionette realizzate da Klee per ilfiglio Felix tra il 1916 e il 1925. Si tratta di un mondoimmaginario, dove l'artista realizza i propri personaggiutilizzando ogni tipo di materiale, da frammenti di abiti usati agusci di noce, dal cartone alle prese elettriche: un'infinitaserie di assemblages chestrizzano l'occhio con ironia alle avanguardie storiche, sianoesse Dada o il Bauhaus. Nell'ambito della rassegna èpresentata la ricostruzione del teatro delle marionette, a cura diAndrea Comotti e Beatrice Laurora, basata sul modello creato da Klee.

Il corpus pittorico e grafico èinserito in un percorso multimediale che propone proiezioni dei primicortometraggi dei fratelli Lumière sull'infanzia, in unarelazione diretta con gli anni di formazione di Klee. In effetti lafigura del bambino fa la sua prima apparizione nel cinema lo stessogiorno in cui esso nasce ufficialmente, cioè nella celebreserata del 28 dicembre 1895, organizzata dai fratelli Lumièrea Parigi, al numero 14 di Boulevard des Capucines.

 

La rassegna, che rimarrà aperta sinoall'11 settembre 2011, è accompagnata da un catalogobilingue italiano e francese, edito da Mazzotta, in cui sonoriprodotte tutte le opere in mostra, accompagnate da saggi di MichaelBaumgartner, Pietro Bellasi, Alberto Fiz, Osamu Okuda, JuriSteiner.

 

Biglietti: € 5,00 intero,€ 3,50 ridotto, riduzione 50% soci TCI, gratuito per i minori di18 anni e per

i maggiori di 65.