3 nov 2011

Crisi economica in Italia e rischi per il nostro futuro




Il sistema sanitario nazionale non avrà fondi per proseguire il suo lavoro, perché non ci sarà banca che ci farà credito, nazionale o internazionale.
Non avremo soldi per pagare le pensioni e inizieranno i ritardi nei pagamenti, mentre lo stesso destino capiterà ai dipendenti pubblici, che subiranno licenziamenti come in Grecia, oltre ai tagli agli stipendi.
Quindi si andrà in pensione tardi e con pensioni da fame, avremo molti disperati senza lavoro nelle strade e problemi infiniti per gli approvvigionamenti come per il petrolio, il gas naturale, ma anche per i medicinali, tutti da pagare con monete forti, come il dollaro e l'euro.
Sarebbe un disastro e in troppi si deprimerebbero, perché non siamo più capaci di vivere da poveri, da miserabili.
La soluzione è una sola, tagli da fare subito a tutto ciò che non è utile alla produzione ed è chiaro cosa si deve tagliare: la spesa della politica, con l'abolizione di enti pubblici, con l'accorpamento di entità differenti, a livello locale, regionale, nazionale.
Da tempo si chiede di dimezzare il numero dei deputati e dei senatori.
Si vogliono eliminare le province, con la relativa burocrazia accorpata ai comuni e alle regioni.
La vera arma per risanare l'Italia sta nella lotta alla corruzione, che forse vale di pià della lotta all'evasione fiscale.
Solo sequestrando i beni dei corrotti, in tempi rapidi, si potrà imporre al sistema burocratico ed amministrativo italiano la qualità e la fine di sprechi insensati, o con il solo fine di far arricchire qualcuno in particolare, oppure per semplice incapacità e negligenza.
Tagli si dovranno fare, ma non capisco cosa potranno fare i 67enni sul posto di lavoro, escludendo qualche eccezione.