Il
sistema sanitario nazionale non avrà fondi per proseguire il suo
lavoro, perché non ci sarà banca che ci farà credito, nazionale o
internazionale.
Non
avremo soldi per pagare le pensioni e inizieranno i ritardi nei
pagamenti, mentre lo stesso destino capiterà ai dipendenti pubblici,
che subiranno licenziamenti come in Grecia, oltre ai tagli agli
stipendi.
Quindi
si andrà in pensione tardi e con pensioni da fame, avremo molti
disperati senza lavoro nelle strade e problemi infiniti per gli
approvvigionamenti come per il petrolio, il gas naturale, ma anche
per i medicinali, tutti da pagare con monete forti, come il dollaro e
l'euro.
Sarebbe
un disastro e in troppi si deprimerebbero, perché non siamo più
capaci di vivere da poveri, da miserabili.
La
soluzione è una sola, tagli da fare subito a tutto ciò che non è
utile alla produzione ed è chiaro cosa si deve tagliare: la spesa
della politica, con l'abolizione di enti pubblici, con l'accorpamento
di entità differenti, a livello locale, regionale, nazionale.
Da
tempo si chiede di dimezzare il numero dei deputati e dei senatori.
Si
vogliono eliminare le province, con la relativa burocrazia accorpata
ai comuni e alle regioni.
La
vera arma per risanare l'Italia sta nella lotta alla corruzione, che
forse vale di pià della lotta all'evasione fiscale.
Solo
sequestrando i beni dei corrotti, in tempi rapidi, si potrà imporre
al sistema burocratico ed amministrativo italiano la qualità e la
fine di sprechi insensati, o con il solo fine di far arricchire
qualcuno in particolare, oppure per semplice incapacità e
negligenza.
Tagli
si dovranno fare, ma non capisco cosa potranno fare i 67enni sul
posto di lavoro, escludendo qualche eccezione.
