20 ago 2010

Era ovvio e prevedibile, con tristezza mi “vanto” di essere stato in passato un profeta di sventura, inascoltato come Cassandra: l'Europa e gli europei non sono migliori dei loro padri.

Un tempo ci furono stermini, guerre terribili e odi religiosi, etnici, pure razziali: il Novecento fu il secolo dei grandi massacri, ma anche altri secoli conobbero gli orrori della ferocia umana e delle persecuzioni razziali, nazionali, religiose.

Tutto questo non può scomparire con qualche proclamo: quando il lavoro diventa raro, la delinquenza aumenta e i contrasti culturali crescono, per le diverse concezioni di vita e di “libertà”, tutto diventa complicato e difficile.
In pochi si sono accorti che l'integrazione, almeno in parte, è fallita, che il sogno dell'Occidente ricco, ospitale, libero, democratico sta svanendo: un tempo c'erano gli schiamazzi degli esaltati, che ora tacciono, mentre oggi la tolleranza è finita.

Ora non si perdona più e certi stranieri, nel caso dei rom più fastidiosi che criminali: non sono più accettati, né si prova più a reinserirli in questa realtà sociale.

Se poi costoro verranno trattati male in altri Paesi non interessa a nessuno: hanno perso l'occasione storica di integrarsi, o così si percepisce, si sente dire.

L'85% dei francesi approva la politica del suo governo, con una maggioranza che raggiunge gran parte della sinistra e forse dell'estrema sinistra.

Ora il vaso è colmo?

La pazienza ha raggiunto il culmine?

Forse dal cuore del Paese della Rivoluzione democratica più importante della storia scaturisce qualcosa di preoccupante: la xenofobia.

Un altro Paese noto per i suoi sentimenti democratici, per la tolleranza, sta mostrando i denti agli stranieri indesiderati: l'Olanda.
Riportare a casa degli zingari consenzienti non è un fatto grave in apparenza, ma purtroppo il silenzio, che sta avvolgendo ciò che sta capitando in Francia, preoccupa: non si sentono i borbottii di protesta contro l'idea di deportare zingari fuori dai sacri confini francesi, né si ascolta un solo lamento preoccupato per l'idea, che prima o poi, sarà realizzata la legge che permetterà di togliere la cittadinanza ai cittadini francesi di origine straniera, “ingrati” con la nuova Patria.

E' tutto normale? E' tutto sensato?

No, è terribile!
Dall'aeroporto di Lione, in Francia è partito un aereo speciale: a bordo i primi rom irregolari erano deportati verso Bucarest in Romania.

Costoro hanno ricevuto 300 euro di incentivo e 100 per ogni figlio minorenne.

Hanno accettato di essere rimpatriati in Romania....volontariamente.

Per le autorità romene sono 93 gli zingari ricondotti nel loro Paese d'origine.

Questo dovrebbe essere il primo di altri voli, che dovrebbero portare a casa non solo rom, ma pure altri cittadini stranieri non desiderati, presenti in Francia.

Ciò che sta avvenendo era prevedibile, logico, forse fin troppo banale da attendersi da parte di chi conosce la storia e i suoi risvolti, da parte di chi non si ferma ai fatti storici del passato come a eventi morti, ma sa che si ripetono, se non si comprendono e si analizzano nelle loro sfumature, nella loro logica.

La politica è distante


Perché le opposizioni non sanno fare le opposizioni?

Forse perché non sanno più cosa fare.

Io consiglio a loro di capire in che epoca viviamo e quali siano i pericoli che ci minacciano: l'ordine pubblico è legato al degrado sociale, che è figlio della delusione.

I delusi sono tanti, i primi sono gli italiani che hanno perso reddito e sono ai margini della società, i secondi sono gli extracomunitari che non sono riusciti ad entrare nella nostra società, soprattutto dal punto di vista economico.

Così avremo violenze e delinquenza, come capita già in Francia oggi: le soluzioni non sono facili e la demagogia, tipica della sinistra e devo dire, pure di una parte del mondo cattolico, non ci salverà.

Tutto dipenderà dal mercato del lavoro, perché i nuovi arrivati renderanno, per la legge di mercato, la vita dura ai lavoratori non specializzati italiani e a tutti quelli di altre nazionalità: avremo scontri etnici e malessere economico.

Così la reazione del ceto medio sarà dura e feroce, come in altri periodi della storia, nel passato.

Avremo delinquenza e terrorismo dilagante?

Avremo disoccupati e disperati nelle strade?

Questo “bene”, che si chiama lavoro, dovrà essere dato con cautela, protetto con passione.

I nostri politici sanno che ci sono questi problemi?

Temo di no, loro vivono in un pianeta distante da noi milioni di anni luce.

In che epoca viviamo?


Perché le opposizioni non sanno fare le opposizioni?

Forse perché non sanno più cosa fare.

Io consiglio a loro di capire in che epoca viviamo e quali siano i pericoli che ci minacciano: l'ordine pubblico è legato al degrado sociale, che è figlio della delusione.

I delusi sono tanti, i primi sono gli italiani che hanno perso reddito e sono ai margini della società, i secondi sono gli extracomunitari che non sono riusciti ad entrare nella nostra società, soprattutto dal punto di vista economico.

Così avremo violenze e delinquenza, come capita già in Francia oggi: le soluzioni non sono facili e la demagogia, tipica della sinistra e devo dire, pure di una parte del mondo cattolico, non ci salverà.

Tutto dipenderà dal mercato del lavoro, perché i nuovi arrivati renderanno, per la legge di mercato, la vita dura ai lavoratori non specializzati italiani e a tutti quelli di altre nazionalità: avremo scontri etnici e malessere economico.

Così la reazione del ceto medio sarà dura e feroce, come in altri periodi della storia, nel passato.

Avremo delinquenza e terrorismo dilagante?

Avremo disoccupati e disperati nelle strade?

Questo “bene”, che si chiama lavoro, dovrà essere dato con cautela, protetto con passione.

I nostri politici sanno che ci sono questi problemi?

Temo di no, loro vivono in un pianeta distante da noi milioni di anni luce.

I simboli del Pdl

La guerra dei simboli è iniziata e un comunicato del Popolo della Libertà specifica senza tentennamenti: “Il presidente Silvio Berlusconi non solo è l'unico e legittimo proprietario del simbolo del PdL, ma ne ha la piena disponibilità senza il bisogno dell'autorizzazione di chicchessia, anche nel caso di fuoriuscita dal partito di uno dei contraenti che stipularono l'atto notarile il 27 febbraio 2008''.

Così già si ipotizza la cacciata di Gianfranco Fini dal partito e dopo la sua pesante stoccata sugli inquisiti, che dovrebbero lasciare le cariche del Pdl non si perdona: il colpo è troppo forte e diretto al capo, a lui, o così pare.

Ognuno ha i suoi simboli

La guerra dei simboli è iniziata e un comunicato del Popolo della Libertà specifica senza tentennamenti: “Il presidente Silvio Berlusconi non solo è l'unico e legittimo proprietario del simbolo del PdL, ma ne ha la piena disponibilità senza il bisogno dell'autorizzazione di chicchessia, anche nel caso di fuoriuscita dal partito di uno dei contraenti che stipularono l'atto notarile il 27 febbraio 2008''.

Così già si ipotizza la cacciata di Gianfranco Fini dal partito e dopo la sua pesante stoccata sugli inquisiti, che dovrebbero lasciare le cariche del Pdl non si perdona: il colpo è troppo forte e diretto al capo, a lui, o così pare.

Il Pdl rimarrà a Berlusconi

La guerra dei simboli è iniziata e un comunicato del Popolo della Libertà specifica senza tentennamenti: “Il presidente Silvio Berlusconi non solo è l'unico e legittimo proprietario del simbolo del PdL, ma ne ha la piena disponibilità senza il bisogno dell'autorizzazione di chicchessia, anche nel caso di fuoriuscita dal partito di uno dei contraenti che stipularono l'atto notarile il 27 febbraio 2008''.

Così già si ipotizza la cacciata di Gianfranco Fini dal partito e dopo la sua pesante stoccata sugli inquisiti, che dovrebbero lasciare le cariche del Pdl non si perdona: il colpo è troppo forte e diretto al capo, a lui, o così pare.

Il Popolo della Libertà e Fini

La guerra dei simboli è iniziata e un comunicato del Popolo della Libertà specifica senza tentennamenti: “Il presidente Silvio Berlusconi non solo è l'unico e legittimo proprietario del simbolo del PdL, ma ne ha la piena disponibilità senza il bisogno dell'autorizzazione di chicchessia, anche nel caso di fuoriuscita dal partito di uno dei contraenti che stipularono l'atto notarile il 27 febbraio 2008''.



Così già si ipotizza la cacciata di Gianfranco Fini dal partito e dopo la sua pesante stoccata sugli inquisiti, che dovrebbero lasciare le cariche del Pdl non si perdona: il colpo è troppo forte e diretto al capo, a lui, o così pare.