22 ago 2010

Piccoli minchioni crescono

Crescere dei ragazzi oggi è sempre più difficile, un tempo esisteva il valore della cultura e dello studio, oppure del lavoro e della professione, anche come avvocati, medici, ingegneri, oppure come artigiani, come idraulici, meccanici, anche come muratori piastrellisti.



Queste attività davano guadagni buoni, anche ottimi, ma con fatica, con impegni di anni sui libri o con la schiena piegata a sudare.



Poi c'erano i più abili che diventavano piccoli imprenditori, anche industriali con 10 o 20 operai: questa era la forza economica del nostro Paese sino a pochi anni fa.



Poi vennero le trasmissioni per i minchioni e le minchione, così il successo non derivò più dallo studio o dal lavoro, ma dal movimento delle chiappe per le ragazzine, dalle spacconate e dagli espedienti per i fanciulloni.



Così abbiamo tanti bamboccioni in erba che crescono e non amano la natura, l'arte, la pittura, le scienze, né la giustizia sociale, come una o due generazioni fa, ma solo i locali dove gira birra e cocaina.



I ragazzini e le ragazzine di “successo” li trovi con la bottiglia di birra in mano alle due di notte nelle strade vuote della città, strillano e si picchiano, poi tornano a casa a dormire, mentre i genitori vanno a lavorare e si indebitano per dei “giovani” di 35 anni.



Oggi si considerano giovani anche i 35enni, che vanno a puttane e a froci, hanno un fegato messo peggio del nonno ubriacone e hanno altri 35 anni anni di lavoro da precari di fronte a loro.



Ormai per loro il lavoro sarà sino ai settantanni e sarà a singhiozzo: la vita facile si trasforma in un'esistenza di stenti e di fame.



Speriamo per loro che la Caritas sia sempre disponibile a distribuire minestre calde ai poveretti: è l'unica certezza che resiste e resisterà per i giovani di “successo”.

La stampa e i venduti

I giornalisti, noti impiegati statali, che vivono grazie alle sovvenzioni pubbliche, provenienti da raccomandazioni politiche si stanno preparando, come mosche attorno a una merda, perché la crisi politica li potrebbe favorire.

La casta dei giornalisti è asservita agli interessi degli editori, che passano attraverso gli ordini dei direttori: così abbiamo delle belle puttane, che sanno cosa vogliono i clienti, che sono i potentati economici e i partiti politici con le loro correnti sotterranee.

Ora c'è aria di elezioni e queste mosche si alzano in volo, perché devono pur mangiare anche loro.

Il mercato della libertà di stampa

I giornalisti, noti impiegati statali, che vivono grazie alle sovvenzioni pubbliche, provenienti da raccomandazioni politiche si stanno preparando, come mosche attorno a una merda, perché la crisi politica li potrebbe favorire.

La casta dei giornalisti è asservita agli interessi degli editori, che passano attraverso gli ordini dei direttori: così abbiamo delle belle puttane, che sanno cosa vogliono i clienti, che sono i potentati economici e i partiti politici con le loro correnti sotterranee.

Ora c'è aria di elezioni e queste mosche si alzano in volo, perché devono pur mangiare anche loro.

21 ago 2010

Silvio Berlusconi e Internet

Berlusconi ha pure un grande rivale: internet.

Ora la pubblicità si muove e si sta spostando, anche se lentamente, nella rete: Silvio non può e forse non sa entrare nel meccanismo di Internet.

Così abbiamo delle potentissime multinazionali che non sopportano vincoli e limiti al loro ...naturale sviluppo: pochi se ne sono accorti, ma Internet vive grazie alla pubblicità.

Così abbiamo interessi che fanno fibrillare il governo e mettono in moto non tanto necessità di nuovi schieramenti, ma nuove politiche economiche e sociali.

Per questo che il potere di Berlusconi scricchiola?

Probabilmente c'è altro, oltre alle case monegasche, alle lotte per politiche di centro e di centro destra: l'Italia sta cambiando e il suo futuro è legato tantissimo alla rete.

Pochi se ne sono accorti, ma solo con la rete l'informazione non è più monopolio dei partiti e dei potentati economici nazionali.

Berlusconi e la rete come rivale

Berlusconi ha pure un grande rivale: internet.

Ora la pubblicità si muove e si sta spostando, anche se lentamente, nella rete: Silvio non può e forse non sa entrare nel meccanismo di Internet.

Così abbiamo delle potentissime multinazionali che non sopportano vincoli e limiti al loro ...naturale sviluppo: pochi se ne sono accorti, ma Internet vive grazie alla pubblicità.

Così abbiamo interessi che fanno fibrillare il governo e mettono in moto non tanto necessità di nuovi schieramenti, ma nuove politiche economiche e sociali.

Per questo che il potere di Berlusconi scricchiola?

Probabilmente c'è altro, oltre alle case monegasche, alle lotte per politiche di centro e di centro destra: l'Italia sta cambiando e il suo futuro è legato tantissimo alla rete.

Pochi se ne sono accorti, ma solo con la rete l'informazione non è più monopolio dei partiti e dei potentati economici nazionali.

Il Paese e Internet

Grazie alla rete il Paese va avanti, ma pure potrebbe restare al palo, se non saprà avanzare in questo settore, con una libertà assoluta, che escluda violenza ed abusi di ogni genere: quindi solo il partito della libertà, ovvero lo spirito autenticamente democratico, farà progredire l'Italia, mentre i monopoli economici e culturali ci fanno regredire.

Si attendono sviluppi, con o senza Berlusconi: non è mandando a casa Berlusconi che si risolvono i problemi, né tenendolo al suo posto che tutto si sistema.

Servono idee e analisi nuove o l'Italia finirà ai margini del futuro economico d'Europa e del mondo.

Internet e il progresso dell'Italia

Grazie alla rete il Paese va avanti, ma pure potrebbe restare al palo, se non saprà avanzare in questo settore, con una libertà assoluta, che escluda violenza ed abusi di ogni genere: quindi solo il partito della libertà, ovvero lo spirito autenticamente democratico, farà progredire l'Italia, mentre i monopoli economici e culturali ci fanno regredire.

Si attendono sviluppi, con o senza Berlusconi: non è mandando a casa Berlusconi che si risolvono i problemi, né tenendolo al suo posto che tutto si sistema.

Servono idee e analisi nuove o l'Italia finirà ai margini del futuro economico d'Europa e del mondo.

Sonoi delegati del popolo, i deputati e i senatori, che decidono come meglio credere del loro mandato, a agire per il popolo, poi gli italiani li potranno rieleggere, se saranno soddisfatti del loro operato, oppure li potranno benissimo non rieleggere, sentendosi traditi.

Quindi questo governo tecnico si potrebbe fare, ma sinceramente credo che avrebbe vita breve e scontenterebbe tutti, dentro e fuori dal parlamento.

Ora il governo tecnico sarebbe il più bel regalo che Berlusconi e alleati potrebbero avere: prima o poi raccoglierebbe il malcontento del Paese.

Poi un governo di larghe intese, per essere popolare dovrebbe accontentare molti e si dovrebbe spendere molto in benefici pre-elettorali, perché il "pericolo" del ritorno di Silvio al potere sarebbe sempre dietro l'angolo.



 

Gli interessi personali di Berlusconi quindi non sono per lo sviluppo della rete, anzi, ma le forze interne ed esterne che agiscono per il trionfo di questo mezzo sono troppo potenti pure per Silvio.

E' solo questione di attendere la fine di un impero antiquato: quello delle televisioni commerciali.

Intanto avanza l'impero di Google e il futuro pare saldamente in pugno a questo motore di ricerca, che ha tanti nemici, ma nessuno può fermarlo: la sua forza sta nella sua dimensione gigantesca.



 

Informazione e film transitano tranquillamente attraverso la rete: è solo l'inizio, ma pure editori tradizionali italiani non vedono di buon occhio il monopolio di Berlusconi sulla pubblicità.

Un tempo si diceva che Berlusconi governava attraverso i suoi tre canali televisivi, con il controllo della televisione di Stato.

Oggi le cose sono un po' diverse e l'uomo più ricco d'Italia rischia di essere superato dalla tecnologia: ormai è impossibile fermare Internet.