7 dic 2010

Invece la politica è entrata come un elefante in una cristalleria: espressioni razziste sono state espresse, in modo velato, oso dire subdolo, da parte di certa stampa, contro …. la gente di Brembate e i bergamschi.

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E’ questa la frase che è la causa del coinvolgimento Mohammed Fikri nel caso di Yara Gambirasio:

“….perdonami Dio non l'ho uccisa io”.

Questa espressione è stata tradotta in modo da apparire come un coinvolgimento diretto di Mohammed nel caso, poi altri 3 consulenti, in contrasto con i primi tre utilizzati dai carabinieri, hanno tradotto la frase in altro modo, portandola a un’esclamazione e non in un’affermazione.

Intanto Mohammed Fikri resta sempre indagato, ma a piede libero e non più in prigione: le indagini sono ancora ferme.

Invece la politica è entrata come un elefante in una cristalleria: espressioni razziste sono state espresse, in modo velato, oso dire subdolo, da parte di certa stampa, contro …. la gente di Brembate e i bergamschi.

Vecchi luoghi comuni di stampo xenofobo anti bergmaschi, anti abitanti del Nord, la gente più semplice ed onesta del Nord Italia, sono state espressi, oso dire, con tipico atteggiamento fascista: tipici gruppi politici post fascisti e post comunisti si sono scatenati, con la boria ignorante dei borghesi piccoli, piccoli, ben sistemati e ben raccomandati.

Si sa, i minchioni non perdonano, mentre i soliti leghisti, pure loro con quella faccia da … democristiani che hanno ormai da tempo, si sono dimostrati dei perfetti voltagabbana (se non sanno cosa significa volta gabbana lo cerchino sul dizionario italiano-padano).

Non sono stati solo i bergamaschi ad essere stati accusati di razzismo: prima era capitato ai calabresi, prima ancora ai napoletani, per vicende di ostilità contro gli zingari.

Si vede che chi vive nel centro delle grandi metropoli si sente sicuro e sfotte la povera gente delle borgate.

Questo è lo spirito classista italiano o, parafrasando Dario Fo, italiota: “buon sangue non mente” e il ceto medio italiano disprezza da sempre la povera gente, i dialetto-fili, gli operai, i muratori e poi votano..… comunista, per essere controcorrente.

Visto che non ci sono più proletari in Italia non rimane che dire: “Minchioni di tutto il mondo unitevi!”

Intanto Mohammed Fikri resta sempre indagato, ma a piede libero e non più in prigione: le indagini sono ancora ferme.

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Intanto Mohammed Fikri resta sempre indagato, ma a piede libero e non più in prigione: le indagini sono ancora ferme.

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Vecchi luoghi comuni di stampo xenofobo anti bergmaschi, anti abitanti del Nord, la gente più semplice ed onesta del Nord Italia, sono state espressi, oso dire, con tipico atteggiamento fascista: tipici gruppi politici post fascisti e post comunisti si sono scatenati, con la boria ignorante dei borghesi piccoli, piccoli, ben sistemati e ben raccomandati.

Si sa, i minchioni non perdonano, mentre i soliti leghisti, pure loro con quella faccia da … democristiani che hanno ormai da tempo, si sono dimostrati dei perfetti voltagabbana (se non sanno cosa significa volta gabbana lo cerchino sul dizionario italiano-padano).

Non sono stati solo i bergamaschi ad essere stati accusati di razzismo: prima era capitato ai calabresi, prima ancora ai napoletani, per vicende di ostilità contro gli zingari.

Si vede che chi vive nel centro delle grandi metropoli si sente sicuro e sfotte la povera gente delle borgate.

Questo è lo spirito classista italiano o, parafrasando Dario Fo, italiota: “buon sangue non mente” e il ceto medio italiano disprezza da sempre la povera gente, i dialetto-fili, gli operai, i muratori e poi votano..… comunista, per essere controcorrente.

Visto che non ci sono più proletari in Italia non rimane che dire: “Minchioni di tutto il mondo unitevi!”

Questa espressione è stata tradotta in modo da apparire come un coinvolgimento diretto di Mohammed nel caso, poi altri 3 consulenti, in contrasto con i primi tre utilizzati dai carabinieri, hanno tradotto la frase in altro modo, portandola a un’esclamazione e non in un’affermazione.

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Invece la politica è entrata come un elefante in una cristalleria: espressioni razziste sono state espresse, in modo velato, oso dire subdolo, da parte di certa stampa, contro …. la gente di Brembate e i bergamschi.

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Si sa, i minchioni non perdonano, mentre i soliti leghisti, pure loro con quella faccia da … democristiani che hanno ormai da tempo, si sono dimostrati dei perfetti voltagabbana (se non sanno cosa significa volta gabbana lo cerchino sul dizionario italiano-padano).

Non sono stati solo i bergamaschi ad essere stati accusati di razzismo: prima era capitato ai calabresi, prima ancora ai napoletani, per vicende di ostilità contro gli zingari.

Si vede che chi vive nel centro delle grandi metropoli si sente sicuro e sfotte la povera gente delle borgate.

Questo è lo spirito classista italiano o, parafrasando Dario Fo, italiota: “buon sangue non mente” e il ceto medio italiano disprezza da sempre la povera gente, i dialetto-fili, gli operai, i muratori e poi votano..… comunista, per essere controcorrente.

Visto che non ci sono più proletari in Italia non rimane che dire: “Minchioni di tutto il mondo unitevi!”

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Intanto Mohammed Fikri resta sempre indagato, ma a piede libero e non più in prigione: le indagini sono ancora ferme.

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Brembate Sopra - Bergamo - I due uomini nel caso Yara

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L’ipotesi dei due uomini, visti dal 19enne Tironi, con Yara Gammbirasio, che parlavano e scherzavano con la ragazzina, il giorno della scomparsa, non è stata ancora scartata: c’è stato un vertice in Procura a Bergamo tra carabinieri, polizia e il pm Letizia Ruggeri sulle due ipotesi, mantenute ancora segrete.

Dopo la scarcerazione del marocchini, che resta ancora indagato, proseguono i controlli e le perquisizioni a Brembate Sopra.

Tutta la vicenda sta prendendo dei contorni quasi misteriosi, ma gli inquirenti si muovono con qualche dato quasi sicuro, non brancolano nel buio: le indagini restano avvolte dal segreto istruttorio, giustamente.

Wikileaks - Julian Assange e le .... guerre giuste

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Julian Assange ha detto che “esistono guerre giuste, ma non bisogna combatterle con le bugie”: se questo fosse il pensiero di Assange lui, il terrore delle diplomazia mondiali, è solo una piccola, ingenua pedina di qualcuno più grande, forte e scaltro.

Forse l’australiano Julian Assange è meno ingenuo di come si presenta: guerra giuste non esistono e tutte vengono combattute con le menzogne, pena la sconfitta sicura prima ancora di iniziarle.

Lui forse è un pacifista e un giustizialista, ma certamente è anche uno specchietto per le allodole.

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