10 lug 2011

I 4 cavalieri dell'Apocalisse




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L'Umanità ha conosciuto tanti tiranni, che spesso aprivano le porte ai conflitti poi alla carestia ed in fine le pestilenze su popoli affamati.
L'arma più potente che si può usare contro i dittatori è la verità, che li disarma, in questo caso li disarciona e li fa precipitare nel fango, ma nella storia i tiranni hanno spesso molti volti.
Non è facile capire chi si mostra come amico, come difensore del popolo ed invece ha solo una grande bramosia di potere.
In questi periodi abbiamo diverse rivolte e contro rivoluzioni nel mondo arabo, contro appunto dittatori locali: abbiamo spesso carestie e danni al sistema sanitario ed idrico, con il crescere delle morti per malattie infettive.
I 4 cavalieri dell'Apocalisse invece pare che da 66 anni non si ricordino della vecchia Europa, in particolare della parte Occidentale, nell'Est qualcosa di grave è avvenuto.
Dalla fine della II Guerra Mondiale i conflitti paiono assopiti e questo è merito della verità, che le democrazie imperfette, lasciano ogni tanto scaturire.
Invece i nostri cavalieri bianchi non perdono il vizio, anche da noi, di voler imporre una sola....verità, quella ufficiale e limitare il pluralismo delle idee.
Costoro spesso si dicono democratici, ma hanno una caratteristica particolare: non accettano le critiche, hanno verità inossidabili, senza un'analisi, un pensiero che li sostenga.
Credono nei luoghi comuni, nelle ….mode culturali e non sono mai controcorrente, anzi usano le banalità che si odono solitamente come arma contro i “nemici del popolo” e si strappano le vesti, come fanno solitamente i farisei, per ogni frase detta “fuori dalle righe”.
Costoro non ammettono che qualcuno esprima idee differenti da quelle del partito guida, o dal loro amato leader, o dal loro capo manipolo, o da quelle del loro giornale preferito.
I nemici della libertà porteranno la guerra, la carestia e la morte in Europa, in Occidente?
Sino a quando ci sarà qualcuno che si alzerà e urlerà che l'imperatore è senza nulla, è nudo, come quel bambino innocente e schietto della fiaba “Gli abiti nuovi dell'imperatore” scritta dallo scrittore danese “Hans Christian Andersen”, l'Europa sarà salva, altrimenti saremo tutti schiavi e vittime dei cavalieri dell'Apocalisse.

L'Umanità ha conosciuto tanti tiranni







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L'Umanità ha conosciuto tanti tiranni, che spesso aprivano le porte ai conflitti poi alla carestia ed in fine le pestilenze su popoli affamati.
L'arma più potente che si può usare contro i dittatori è la verità, che li disarma, in questo caso li disarciona e li fa precipitare nel fango, ma nella storia i tiranni hanno spesso molti volti.
Non è facile capire chi si mostra come amico, come difensore del popolo ed invece ha solo una grande bramosia di potere.
In questi periodi abbiamo diverse rivolte e contro rivoluzioni nel mondo arabo, contro appunto dittatori locali: abbiamo spesso carestie e danni al sistema sanitario ed idrico, con il crescere delle morti per malattie infettive.
I 4 cavalieri dell'Apocalisse invece pare che da 66 anni non si ricordino della vecchia Europa, in particolare della parte Occidentale, nell'Est qualcosa di grave è avvenuto.
Dalla fine della II Guerra Mondiale i conflitti paiono assopiti e questo è merito della verità, che le democrazie imperfette, lasciano ogni tanto scaturire.
Invece i nostri cavalieri bianchi non perdono il vizio, anche da noi, di voler imporre una sola....verità, quella ufficiale e limitare il pluralismo delle idee.
Costoro spesso si dicono democratici, ma hanno una caratteristica particolare: non accettano le critiche, hanno verità inossidabili, senza un'analisi, un pensiero che li sostenga.
Credono nei luoghi comuni, nelle ….mode culturali e non sono mai controcorrente, anzi usano le banalità che si odono solitamente come arma contro i “nemici del popolo” e si strappano le vesti, come fanno solitamente i farisei, per ogni frase detta “fuori dalle righe”.
Costoro non ammettono che qualcuno esprima idee differenti da quelle del partito guida, o dal loro amato leader, o dal loro capo manipolo, o da quelle del loro giornale preferito.
I nemici della libertà porteranno la guerra, la carestia e la morte in Europa, in Occidente?
Sino a quando ci sarà qualcuno che si alzerà e urlerà che l'imperatore è senza nulla, è nudo, come quel bambino innocente e schietto della fiaba “Gli abiti nuovi dell'imperatore” scritta dallo scrittore danese “Hans Christian Andersen”, l'Europa sarà salva, altrimenti saremo tutti schiavi e vittime dei cavalieri dell'Apocalisse.

economia e i debiti degli italiani





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Non possono essere i pensionati, i risparmiatori, i precari della pubblica amministrazione, della scuola a dover pagare.
In troppi hanno giocato sporco nel passato e si sono arricchiti alle spalle degli altri italiani, in troppi hanno sbagliato e hanno scaricato sul pubblico i propri errori.
Forse una grande crisi farebbe bene a questo Paese e non vedo totalmente un disastro un crollo del sistema Italia.
Il quadro che ne uscirebbe sarebbe duro e difficile, ma alla fine l'Italia potrebbe avere una grande scossa: si taglierebbero i veri rami secchi, che sono i malsani rapporti dei potentati economici con la politica.
L'uscita dall'Euro, con il ritorno alla Lira, sarebbe un disastro?
Per molti sì, i pensionati vedrebbero le loro pensioni svalutare, i risparmi svanirebbero, se non legati ad azioni estere, a fondi esteri.
Le nostre esportazioni invece riceverebbero una grande spinta e forse pure il lavoro, svalutato come paga, si troverebbe più facilmente: i nostri debiti poi li dovremo pagare, ma è tutto da vedere come e in quanto tempo.
Molti extracomunitari se ne andrebbero, perché la Lira ha sempre attratto poco i lavoratori stranieri, che vengono in Italia perché vengono pagati in euro, con i vantaggi che hanno con il cambio verso le loro deboli monete.
Certamente sarebbe doloroso proseguire, avremmo lacrime e sangue, ma forse ci faremmo più accorti e non ci faremmo fregare dai soliti imbonitori politici: pretenderemmo tagli veri alla spesa pubblica, ma sarà necessario salvare la scuola pubblica, conquista troppo importante, con la sanità per tutti.
Gli svantaggi sarebbero molti, ma forse non sarebbe tutto male venuto per nuocere, probabilmente avremmo una grande scossa, che ci costringerebbe a fare una riforma democratica del Paese, dove il sistema dei potentati economici, che sposa la politica e la sfrutta, deve sparire: i debiti si possono pagare, ma i parassiti devono essere debellati o tutto sarà vano, a pagare resterebbero i lavoratori, i pensionati, i risparmiatori.

Banche e crisi dell'Italia





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Non possono essere i pensionati, i risparmiatori, i precari della pubblica amministrazione, della scuola a dover pagare.
In troppi hanno giocato sporco nel passato e si sono arricchiti alle spalle degli altri italiani, in troppi hanno sbagliato e hanno scaricato sul pubblico i propri errori.
Forse una grande crisi farebbe bene a questo Paese e non vedo totalmente un disastro un crollo del sistema Italia.
Il quadro che ne uscirebbe sarebbe duro e difficile, ma alla fine l'Italia potrebbe avere una grande scossa: si taglierebbero i veri rami secchi, che sono i malsani rapporti dei potentati economici con la politica.
L'uscita dall'Euro, con il ritorno alla Lira, sarebbe un disastro?
Per molti sì, i pensionati vedrebbero le loro pensioni svalutare, i risparmi svanirebbero, se non legati ad azioni estere, a fondi esteri.
Le nostre esportazioni invece riceverebbero una grande spinta e forse pure il lavoro, svalutato come paga, si troverebbe più facilmente: i nostri debiti poi li dovremo pagare, ma è tutto da vedere come e in quanto tempo.
Molti extracomunitari se ne andrebbero, perché la Lira ha sempre attratto poco i lavoratori stranieri, che vengono in Italia perché vengono pagati in euro, con i vantaggi che hanno con il cambio verso le loro deboli monete.
Certamente sarebbe doloroso proseguire, avremmo lacrime e sangue, ma forse ci faremmo più accorti e non ci faremmo fregare dai soliti imbonitori politici: pretenderemmo tagli veri alla spesa pubblica, ma sarà necessario salvare la scuola pubblica, conquista troppo importante, con la sanità per tutti.
Gli svantaggi sarebbero molti, ma forse non sarebbe tutto male venuto per nuocere, probabilmente avremmo una grande scossa, che ci costringerebbe a fare una riforma democratica del Paese, dove il sistema dei potentati economici, che sposa la politica e la sfrutta, deve sparire: i debiti si possono pagare, ma i parassiti devono essere debellati o tutto sarà vano, a pagare resterebbero i lavoratori, i pensionati, i risparmiatori.

Fisco - Riforma fiscale 2011 - Tremonti - chi paga e chi no





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Non possono essere i pensionati, i risparmiatori, i precari della pubblica amministrazione, della scuola a dover pagare.
In troppi hanno giocato sporco nel passato e si sono arricchiti alle spalle degli altri italiani, in troppi hanno sbagliato e hanno scaricato sul pubblico i propri errori.
Forse una grande crisi farebbe bene a questo Paese e non vedo totalmente un disastro un crollo del sistema Italia.
Il quadro che ne uscirebbe sarebbe duro e difficile, ma alla fine l'Italia potrebbe avere una grande scossa: si taglierebbero i veri rami secchi, che sono i malsani rapporti dei potentati economici con la politica.
L'uscita dall'Euro, con il ritorno alla Lira, sarebbe un disastro?
Per molti sì, i pensionati vedrebbero le loro pensioni svalutare, i risparmi svanirebbero, se non legati ad azioni estere, a fondi esteri.
Le nostre esportazioni invece riceverebbero una grande spinta e forse pure il lavoro, svalutato come paga, si troverebbe più facilmente: i nostri debiti poi li dovremo pagare, ma è tutto da vedere come e in quanto tempo.
Molti extracomunitari se ne andrebbero, perché la Lira ha sempre attratto poco i lavoratori stranieri, che vengono in Italia perché vengono pagati in euro, con i vantaggi che hanno con il cambio verso le loro deboli monete.
Certamente sarebbe doloroso proseguire, avremmo lacrime e sangue, ma forse ci faremmo più accorti e non ci faremmo fregare dai soliti imbonitori politici: pretenderemmo tagli veri alla spesa pubblica, ma sarà necessario salvare la scuola pubblica, conquista troppo importante, con la sanità per tutti.
Gli svantaggi sarebbero molti, ma forse non sarebbe tutto male venuto per nuocere, probabilmente avremmo una grande scossa, che ci costringerebbe a fare una riforma democratica del Paese, dove il sistema dei potentati economici, che sposa la politica e la sfrutta, deve sparire: i debiti si possono pagare, ma i parassiti devono essere debellati o tutto sarà vano, a pagare resterebbero i lavoratori, i pensionati, i risparmiatori.

Economia - Banche italiane e crisi finanziaria




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Forse una grande crisi farebbe bene a questo Paese e non vedo totalmente un disastro un crollo del sistema Italia.
Il quadro che ne uscirebbe sarebbe duro e difficile, ma alla fine l'Italia potrebbe avere una grande scossa: si taglierebbero i veri rami secchi, che sono i malsani rapporti dei potentati economici con la politica.
L'uscita dall'Euro, con il ritorno alla Lira, sarebbe un disastro?
Per molti sì, i pensionati vedrebbero le loro pensioni svalutare, i risparmi svanirebbero, se non legati ad azioni estere, a fondi esteri.
Le nostre esportazioni invece riceverebbero una grande spinta e forse pure il lavoro, svalutato come paga, si troverebbe più facilmente: i nostri debiti poi li dovremo pagare, ma è tutto da vedere come e in quanto tempo.
Molti extracomunitari se ne andrebbero, perché la Lira ha sempre attratto poco i lavoratori stranieri, che vengono in Italia perché vengono pagati in euro, con i vantaggi che hanno con il cambio verso le loro deboli monete.
Certamente sarebbe doloroso proseguire, avremmo lacrime e sangue, ma forse ci faremmo più accorti e non ci faremmo fregare dai soliti imbonitori politici: pretenderemmo tagli veri alla spesa pubblica, ma sarà necessario salvare la scuola pubblica, conquista troppo importante, con la sanità per tutti.
Gli svantaggi sarebbero molti, ma forse non sarebbe tutto male venuto per nuocere, probabilmente avremmo una grande scossa, che ci costringerebbe a fare una riforma democratica del Paese, dove il sistema dei potentati economici, che sposa la politica e la sfrutta, deve sparire: i debiti si possono pagare, ma i parassiti devono essere debellati o tutto sarà vano, a pagare resterebbero i lavoratori, i pensionati, i risparmiatori.

Crisi economica 2011 - chi paga?






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Forse una grande crisi farebbe bene a questo Paese e non vedo totalmente un disastro un crollo del sistema Italia.
Il quadro che ne uscirebbe sarebbe duro e difficile, ma alla fine l'Italia potrebbe avere una grande scossa: si taglierebbero i veri rami secchi, che sono i malsani rapporti dei potentati economici con la politica.
L'uscita dall'Euro, con il ritorno alla Lira, sarebbe un disastro?
Per molti sì, i pensionati vedrebbero le loro pensioni svalutare, i risparmi svanirebbero, se non legati ad azioni estere, a fondi esteri.
Le nostre esportazioni invece riceverebbero una grande spinta e forse pure il lavoro, svalutato come paga, si troverebbe più facilmente: i nostri debiti poi li dovremo pagare, ma è tutto da vedere come e in quanto tempo.
Molti extracomunitari se ne andrebbero, perché la Lira ha sempre attratto poco i lavoratori stranieri, che vengono in Italia perché vengono pagati in euro, con i vantaggi che hanno con il cambio verso le loro deboli monete.
Certamente sarebbe doloroso proseguire, avremmo lacrime e sangue, ma forse ci faremmo più accorti e non ci faremmo fregare dai soliti imbonitori politici: pretenderemmo tagli veri alla spesa pubblica, ma sarà necessario salvare la scuola pubblica, conquista troppo importante, con la sanità per tutti.
Gli svantaggi sarebbero molti, ma forse non sarebbe tutto male venuto per nuocere, probabilmente avremmo una grande scossa, che ci costringerebbe a fare una riforma democratica del Paese, dove il sistema dei potentati economici, che sposa la politica e la sfrutta, deve sparire: i debiti si possono pagare, ma i parassiti devono essere debellati o tutto sarà vano, a pagare resterebbero i lavoratori, i pensionati, i risparmiatori.

Indagato - Salvatore Parolisi è sempre l'unico indagato




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Salvatore Parolisi è sempre l'unico indagato per l'uccisione della moglie Melania Rea, il fatto strano sta tutto nel fatto che sia a piede libero, o meglio che sia indagato, lascia perplessi: prove certe non ce ne sono, specialmente quelle scientifiche.
Le testimonianze sono confuse e contraddittorie e pure le dichiarazioni di Parolisi, fatto che lo ha portato all'incriminazione, ha affermato cose false e sbagliate.
Si attendono invece risposte certe, che devono arrivare: questo strano limbo fa male agli innocenti e ai parenti di Melania Rea.

Indagini Salvatore Parolisi è sempre l'unico indagato




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Salvatore Parolisi è sempre l'unico indagato per l'uccisione della moglie Melania Rea, il fatto strano sta tutto nel fatto che sia a piede libero, o meglio che sia indagato, lascia perplessi: prove certe non ce ne sono, specialmente quelle scientifiche.
Le testimonianze sono confuse e contraddittorie e pure le dichiarazioni di Parolisi, fatto che lo ha portato all'incriminazione, ha affermato cose false e sbagliate.
Si attendono invece risposte certe, che devono arrivare: questo strano limbo fa male agli innocenti e ai parenti di Melania Rea.

Indizi - Salvatore Parolisi è sempre l'unico indagato




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Salvatore Parolisi è sempre l'unico indagato per l'uccisione della moglie Melania Rea, il fatto strano sta tutto nel fatto che sia a piede libero, o meglio che sia indagato, lascia perplessi: prove certe non ce ne sono, specialmente quelle scientifiche.
Le testimonianze sono confuse e contraddittorie e pure le dichiarazioni di Parolisi, fatto che lo ha portato all'incriminazione, ha affermato cose false e sbagliate.
Si attendono invece risposte certe, che devono arrivare: questo strano limbo fa male agli innocenti e ai parenti di Melania Rea.