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19 ott 2012

Youtube Springsteen e Clinton per Obama per un presidente Democratico

Tra Obama e Romney è mille volte meglio Obama, in ogni caso, anche se a decidere non sarà la politica ambientale, a dire il vero fallita o la politica verso i poveri, con la sanità per tutti, considerata troppo costosa.
A decidere sarà la politica interna e l'economia, che con Obama proprio non tira, così si è deciso di lottare per la politica  con la musica e il rock e la musica di copia, Springsteen e Clinton, nello stile Usa, strano da noi, ovvero la politica spettacolo, nel senso della parola, che è sempre preferibile alla politica e camorra, la politica e mafia, con 'Ndrangheta, la politica è corrotti, corruzione. 

30 mar 2011

Politica estera e Berlusconi a Lampedusa






Berlusconi va a Lampedusa, mentre la polemica politica interna si scalda: Maroni fa il ministro dell'Interno ed è moderato, ma Bossi vuole i tunisini a casa loro, usando un'espressione poco adatta alla politica estera.
Il Pd si scandalizza e non propone nulla di serio, Francia e GB si alleano ad Obama per fare ciò che vogliono della Libia, parlano di armi ai ribelli, che, con ogni probabilità, hanno già inviato in segreto.
L'intervento è ormai fuori dalla logica dell'Onu, della no-fly zone: l'impegno militare dell'alleanza è quello di far cadere Gheddafi, ma il fatto che si utilizzi una strategia pessima è deludente: è la logica di armare della gente che poi non si sa cosa se ne farà di queste armi.
Per decenni gli occidentali hanno utilizzato questa strategia: il nemico del mio nemico è il mio amico.
Hanno mandato armi in Afghanistan, in Iraq, in Africa per finanziare e foraggiare tante guerriglie.
Hanno sostituito dittatori, generali gorilla con altri generali gorilla, che si sono dimostrati tiranni feroci per la loro gente, o hanno disgregato quel poco di Stato che esisteva, provocando guerra e morte, guerriglie, terrorismo, pirateria.
L'esempio peggiore d tutto questo lo si trova in Somalia, ma la lezione somala non è bastata ai “geniali” strateghi occidentali: Cameron e Sarkozy rappresentano la peggior tradizione neo- colonialista dell'Occidente.
E' per colpa di questa politica che i profughi crescono sempre più in Africa e decine di milioni di persone cercano di giungere in Europa: non c'è stato dittatore nel mondo che non abbia avuto i suoi santi protettori in Occidente, Gheddafi non fu l'unico e l'ultimo.
Perché si sceglie questa strategia?
Perché i dittatori sono anche pessimi affaristi, o meglio lo sono per i loro popoli: comprano armi, magari il fondo dei depositi bellici in disuso, fanno ingrassare trafficanti e politici corrotti, che però non possono essere incriminati a casa loro, per fatti esteri.
Il gioco terribile è sporco e spietatamente semplice: si arma una componente locale e si foraggia un leader locale, che abbia dialettica, anzi oratoria per le folle e abilità da capo militare.
Lo si trasforma in un piccolo dittatore populista, che però deve subito schiacciare i suoi oppositori, i simpatizzanti del vecchio dittatore, i democratici onesti e tanti altri, senza pietà.
Dopo gli si chiede di pagare il favore con contratti economici ...a caro prezzo, con l'esclusiva sul petrolio e le altre materie prime, magari si pretende di trasformare il Paese in una pattumiera per residui tossici e altro ancora.
Da questa situazione parte della popolazione diventa ancora più misera, altra è perseguitata e tenta la fuga....in Europa, attraverso l'Italia e Lampedusa.
Questa gente si trova in competizione con i poveri italiani, europei che diventano ...xenofobi e razzisti.
A questo punto la politica si divide e una parte sta con i nuovi arrivati, difendendoli dai.......cattivoni italiani “razzisti” e dall'altra abbiamo i difensori dei locali, degli italiani: nessuno però si preoccupa di aggiustare la politica estera e alla fine tutti, italiani ed extracomunitari, perdono diritti e fette di reddito, specialmente se non sono specializzati in qualche lavoro.
Parte dei nuovi venuti si dedica ad azioni criminali come lo sfruttamento della prostituzione, lo spaccio di sostanze stupefacenti.
Questo lo fanno sia per necessità, sia perché hanno perso il senso ideale e morale della loro terra d'origine, compreso i valori primari delle loro religioni.
Il quadro ora è completo e pronto per usare questa guerra tra poveri per politiche di espulsione generalizzata: i poveracci, delinquenti ed onesti, si ritrovano nelle periferie delle loro megalopoli e a quel punto i dittatori possono diventare utili per il lavoro sporco.
Ci saranno incarcerazioni in carceri disumani per i piccoli e grandi criminali, dove la vita è breve, oppure avremo campi per profughi dove le malattie falciano le vite dei disperati.
Il cerchio si chiude e la politica estera occidentale ha fatto le sue vittime.


28 lug 2011

WWF: “BASTA NASCONDERSI DIETRO AL ‘LUPO CATTIVO’ ”




WWF: “BASTA NASCONDERSI DIETRO AL ‘LUPO CATTIVO’ ”
Lettera aperta del WWF alla Commissione Agricoltura:
la corretta applicazione delle politiche agricole nel segno della tutela e
della convivenza




“Ancora una volta, ignorando dati scientifici, anni di studi e progetti
concreti che dimostrano come la convivenza tra uomo e predatore sia
possibile, si usa il lupo come il diavolo cattivo. Ma è veramente colpa del
lupo se la pastorizia è in crisi o se l’allevamento non è più redditizio? È
colpa del lupo la crisi profonda della montagna?” Si apre così la lettera
aperta alla Commissione Agricoltura della Camera inviata oggi da Stefano
Leoni, presidente del WWF Italia, in risposta al documento approvato in
questi giorni sulla possibilità di abbattere i lupi se minacciano le
attività agricole.


Per il WWF “dietro allo spauracchio del ‘lupo cattivo’ si nascondono una
maldestra politica agricola e le difficoltà di una attività
agrosilvopastorale poco competitiva, che solo nell’innovazione, nella
valorizzazione della filiera corta e nella qualità può cercare un suo
riscatto.


La risposta più efficace alle difficoltà segnalate dal mondo agricolo
rispetto alla fauna selvatica sarà nella capacità di utilizzare nel modo più
opportuno le risorse che la nuova Politica Agricola Comunitaria (PAC), oggi
in discussione, renderà disponibili per la conservazione della
biodiversità.”


L’annunciata riforma della PAC per il 2014-2020 conferma infatti la priorità
della conservazione delle specie e degli habitat di elevato valore naturale
(come è indiscutibilmente il lupo) e renderà disponibili complessivamente
per l’agricoltura e la zootecnia italiana oltre 1 miliardo e 200 milioni di
euro, nonostante l’annunciato taglio del 12% delle risorse attuali. E
l’Unione Europa chiede esplicitamente agli Stati membri di assicurare con
queste risorse anche la conservazione del lupo, insieme alle imprese
agricole delle aree rurali marginali.


Nonostante i tagli alla spesa pubblica, le risorse economiche per affrontare
con serietà i problemi evidenziati dall’indagine parlamentare saranno quindi
disponibili. Tutto dipenderà dalla capacità delle Regioni di utilizzare in
modo efficiente ed efficace le risorse della futura PAC, soprattutto con la
doverosa coerenza rispetto alle priorità indicate dall’Unione Europea.


Nella lettera, il WWF chiede quindi l’inserimento tra i criteri premianti
della PAC per l’attribuzione del pagamento unico aziendale alle imprese
zootecniche, la realizzazione degli investimenti necessari per la
prevenzione dei danni da lupo e l’adozione di tecniche di gestione
dell’allevamento in grado di ridurre a monte gli eventuali danni: strumenti
concreti come recinzioni elettrificate, dissuasori acustici, uso dei cani,
il controllo degli animali al pascolo, che in molte aree di Italia stanno
già dando ottimi risultati nel consentire la convivenza pacifica tra uomo e
grandi predatori.


Nei Programmi di Sviluppo Rurale delle Regioni (PSR 2014 – 2020) dovranno
inoltre essere inserite misure specifiche di sostegno delle imprese agricole
per gli investimenti strutturali necessari per la prevenzione e riduzione
dei danni causati dalle specie selvatiche di elevato valore
conservazionistico, come lupo, orso, aquila e altri uccelli rapaci.


“L’indagine conoscitiva della Commissione agricoltura avanza molti dubbi
sull’affidabilità dei dati raccolti e, quindi, da essa non emerge alcuna
conferma dell’esistenza di un effettivo ‘problema lupo’. Esiste, invece, un
‘problema caccia’, visto che oggi l’unica normativa vigente a tutela della
fauna in Italia è quella che regolamenta le modalità secondo le quali
spararle – scrive Stefano Leoni, presidente del WWF Italia - Occorre, al più
presto, uscire da questa logica. Per una rispettosa convivenza tra l’uomo e
le altre specie viventi occorre in Italia una seria politica sulla
biodiversità. E questa è l’unica strada che consigliamo di intraprendere
alla Commissione Agricoltura, perché è quella che permette di cogliere i
veri problemi di fondo e selezionare le giuste soluzioni. Alla radice di
molti mali vi è il crescente consumo di territorio naturale, la sua
dequalificazione e la sempre minore disponibilità di habitat in equilibrio.
Pensare di trovare una soluzione in piani di abbattimento di alcuni animali
significa creare nuovi problemi.”


Per il WWF sono infine inaccettabili le esternazioni delle ultime settimane
arrivate dal Piemonte, dove l’assessore Sacchetto, incomprensibilmente
disconoscendo i dati e i risultati di anni di lavoro serio promosso proprio
dalla Regione e dai suoi uffici - lavoro sul campo che ha portato i danni in
quei contesti alpini ad una cifra annuale irrisoria - dichiara che è il lupo
il nemico della nostra pastorizia e trova nel suo abbattimento la soluzione
a tutti i mali di una zootecnia che è invece ben consapevole di quali siano
i problemi reali” conclude Stefano Leoni.


“Oggi più che mai – conclude la lettera – dovremmo smetterla di sprecare
risorse con nuovi e fantasmagorici progetti come il progetto Propast sui
sistemi pastorali piemontesi. Esempi di come procedere sono già ampiamente
disponibili: una seria politica e azione di prevenzione e un’attenta
politica di monitoraggio e verifica del danno sono l’arma in nostro
possesso. Solo in questo modo potremo rispettare le linee di indirizzo di
una nuova e lungimirante politica comunitaria che il 21 giugno scorso ha
adottato la nuova Strategia dell’Unione Europea per la biodiversità al 2020,
oltre che l’annunciata riforma della Politica Agricola Comunitaria post
2013.”




-------------------------


E’ possibile sostenere il WWF su www.wwf.it, con carta di credito al
800.990099 o facendo un versamento sul ccp 323006 Visita il programma
ADOZIONI , puoi adottare anche un lupo su http://www.wwf.it/adozioni/

2 apr 2012

ultime notizie Politica italiana, ovvero politica confusa


Politica italiana, ovvero politica confusa, spesso con diversi punti d’ombra: la corruzione ci costa 60miliardi di euro all’anno, ma questa faccenda non entra nella politica governativa …. Anzi, proprio non se ne parla.
E’ questa la faccenda più tragica della politica nazionale, la perdita del desiderio di giustizia e della lotta alla corruzione.
Siamo proprio un popolo strano: accettiamo che i corrotti vivano felici, grassi e contenti, a nostre spese, mentre il governo di tutti i partiti responsabili del disastro finanziario, li lasciamo agire, brontolando a bassa voce.

Politica italiana, ovvero politica confusa


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3 mag 2012

Politica italiana, ovvero politica confusa -video


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12 apr 2012

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4 apr 2012

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9 apr 2012

forum - Politica italiana, ovvero politica confusa



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8 dic 2020

Perché ci sono tanti incapaci in politica negli ultimi anni?

Quando penso alla classe politica del passato ho in mente persone spesso ambigue, anche disonesto in modo plateale, ma quasi sempre capaci, intelligenti e colte.
Le risposte che davano alle domande erano sensate, sapevano fare leggi utili a loro, ma anche ai cittadini, infatti ci hanno dato lo sviluppo economico del dopo guerra, il miracolo economico e un progresso, mai visto in Italia prima, sorprendente.
Caduti loro, dopo mani pulite, la classe politica si è sempre mostrata mediocre, nell'ipotesi migliore, ma anche formata da perfetti dementi in molti casi.
Non rimpiango i vecchi democristiani oppure i socialisti di un tempo, gli stalinisti del fu Partito Comunista, ma non mi sarei mai immaginato tanti falliti, al limite di esistenze senza futuro, da senza fissa dimora, darsi alla politica con successo.
I 5 Stelle sono.... divertenti per le loro scelte politiche, confuse, contraddittorie.
Penso che costoro siano stati scelti da gruppi di potere, dico quelli forti, oppure dagli interessi economici che stanno dentro il sistema economico nazionale ed internazionale, per essere usati, manipolati, comandati.
Per fare un esempio classico e storico, io non avrei neppure osato pensare un solo istante a Giulio Andretti come uno stupido, sapendo che fosse intelligente, scaltro e pure colto, abile nella politica, abilità dimostrate in tutta la sua carriera. 
Oggi di altri, non faccio nomi, ma li conosciamo bene, posso solo dire che un piatto caldo alla Caritas, primo o poi, per loro ci sarebbe stato, se non si fossero arruolati nella politica.

12 mar 2010

12/3 La CGIL scende in sciopero venerdì 12 marzo

Lo slogan della Cgil per lo sciopero di venerdì 12 è: “Lavoro, fisco e cittadinanza cambiare si può”.
Si unisce in una sola lotta la posizione della Cgil, ostile alla modifica dell’art.18 dello Statuto dei lavoratori sull'arbitrato per la risoluzione dei conflitti di lavoro: scelta che indebolirà non poco i lavoratori, specialmente i nuovi assunti in condizione precarie.
Sono quattro ore di sciopero per una nuova politica per il lavoro, che manca sempre di più, per il fisco equo, ovvero distribuito non solo sui lavoratori.
Infine c’è la questione tutta politica della cittadinanza ai lavoratori extracomunitari, faccenda squisitamente politica, che è stata inserita in questa macedonia sindacale.
Che l’art. 18 dei lavoratori sia stato modificato a svantaggio dei più deboli non lascia dubbi: è sempre meglio per i cittadini andare in tribunale, davanti a un giudice del lavoro, che di fronte a un”arbitro” prescelto sì, da entrambi i contendenti, ma probabilmente il datore di lavoro avrebbe maggior forza nell’imporre un uomo vicino ai suoi interessi, magari già nel contratto di assunzione.
Invece le cose si complicano quando si parla di fisco: giustamente gli evasori sono una delle vergogne nazionali, ma da decenni gli scioperi non hanno spinto i politici a impostare una caccia decisa e coraggiosa contro gli evasori.
La forza politica di certe categorie sociali ed imprenditoriali impedisce una scelta anti evasione?
Io sono del parere che in Italia non ci sia liberismo: le associazioni di categoria assomigliano a delle corporazioni.
Difendo i loro interessi per categoria, imprenditori, artigiani, operai, bancari, avvocati, notai, calzolai.
La logica liberista invece vorrebbe che costoro fossero in competizione tra loro e non alleati a imporre privilegi di casta.
La Cgil vuole questo?
Temo di no, ma proprio gli interventi di questi potentati, che in gruppo hanno una loro forza sulla politica, impediscono la creazione di un sistema fiscale equo e uguale per tutti.
Pagare tutti e meno tasse per tutti è un mito che resterà tale fino a quando la cultura della competizione non entrerà nelle nostre imprese.
Per il lavoro le scelte possono essere tante: il governo preferisce quella di darlo prima agli italiani, con la logica dell’espulsione per gli extracomunitari senza lavoro.
La Cgil e la sinistra italiana preferiscono altre decisioni, che graverebbero sulla finanza pubblica, già disastrata: rischieremmo di finire come la Grecia.
Infine c’è la questione della cittadinanza, qui vista come un diritto da distribuire facilmente, mentre sono del parere che prima bisogna concedere altre cose agli extracomunitari: case, sanità, scuole per i figli.
La cittadinanza è una faccenda secondari, più legata alla politica: l’importante che costoro abbino i diritti da esseri umani, siano integrati, imparando l’italiano e alla fine abbiano pure la cittadinanza, ma senza fretta.
Se non si farà così questi ultimi arrivati diventerebbero degli emarginati, che favorirebbero contro reazioni repressive, stimolerebbero la xenofobia e la nostra stessa democrazia verrebbe messa a rischio.

2 apr 2012

wikipedia - Politica italiana, ovvero politica confusa


Politica italiana, ovvero politica confusa, spesso con diversi punti d’ombra: la corruzione ci costa 60miliardi di euro all’anno, ma questa faccenda non entra nella politica governativa …. Anzi, proprio non se ne parla.
E’ questa la faccenda più tragica della politica nazionale, la perdita del desiderio di giustizia e della lotta alla corruzione.
Siamo proprio un popolo strano: accettiamo che i corrotti vivano felici, grassi e contenti, a nostre spese, mentre il governo di tutti i partiti responsabili del disastro finanziario, li lasciamo agire, brontolando a bassa voce.