Da tempo Notizie News ha lanciato la questione dei clandestini non per la sicurezza dei cittadini, non per sapere se hanno il diritto al voto oppure no, come vorrebbero i nostri politici: magari si acquisterebbero un po’ di voti di scambio “sottocosto”.
Volevo solo sapere in quanti muoiono e dove finivano i cadaveri.
Inizio a fare un calcolo non preciso, ma sensato: partendo dall’Africa a piedi, diciamo in 7, e attraversando il deserto del Sahara, basandosi su precedenti migrazioni, ne moriranno almeno un 20%, un altro 10% li ipotizzo morti nella fase preliminare dell’attesa dell’imbarco che li porta a Lampedusa, osu altre coste italiane.
In mare si ha un dato probabile, che misura nel 5% gli affogati.
Una volta sul nostro territorio, senza permessi di soggiorno, dovranno vivere sempre in condizioni igieniche e alimentari estremamente precarie, senza avere un aiuto medico e farmaci adeguati, anzi con medici improvvisati, con farmaci inutili e tossici, del mercato nero: si può parlare di una mortalità annua del 30%, ma voglio essere ottimista e arriviamo a un 25% su base della mortalità che si ha in condizioni simili nel terzo mondo (30%+10%+5%+25% = 70%).
Così, in due anni si avrà un vero olocausto di disperati: su 10 partiti arriveranno a richiedere un permesso di soggiorno, se tutto andrà bene, dopo aver appreso un po’ di lingua italiana, 3 extracomunitari, che entreranno nella sfera degli interessi dei nostri preti, dei nostri sindacalisti e politicanti: gli altri morti, il 70%, non servono, non voteranno neppure con una riforma della legge elettorale, non chiederanno tessere sindacali.
Sì, non servono più e quindi non interessano, ma ormai la strada che dall’Africa passa sino a noi è segnata, tracciata, da cadaveri di migranti: i politicanti e i sindacalisti li scavalcano, a loro interessano le tessere e le masse da sfruttare, …. scusate da difendere, ho sbagliato.