17 giu 2011

Il giornalista oggi tra crisi e innovazione: un dibattito a Saint-Vincent

Ilgiornalista oggi tra crisi e innovazione: un dibattito a Saint-Vincent

 

Saint-Vincent, venerdì 10 giugno2011

 

          E' stato un dibattito intenso e significativo quellopresentato al Grand Htel Billia in occasione del Premio digiornalismo Saint-Vincent. Merito senz'altro dellaprofessionalità e dell'esperienza dei premiati, EnricoMentana, Bruno Vespa, Mario Guastoni e Antonio Padellaro, che hannoanimato una riflessione sulla sfida lanciata dalla tecnologia e dainuovi media al giornalismo più tradizionale.

          

Augusto Rollandin – Presidente della Regione Valled'Aosta

Siamo onorati di averavuto oggi la possibilità di premiare giornalisti della cartastampata e della televisione, che fanno parte della storia delgiornalismo italiano, che hanno saputo discutere di quello cheè il futuro della professione, soprattutto analizzando irischi che questo mestiere comporta, che cosa significa per i giovanie quali potranno essere le loro difficoltà per il futuro. Oggia Saint Vincent abbiamo avuto la possibilità di dare unmessaggio chiaro ai giovani, dicendo che è un mestiereimpegnativo, che non tutti lo possono fare, che bisogna avereintuizione, che bisogna avere capacità e dedizione. E'questo un bel messaggio che va nel senso della democrazia e lasalvaguardia di un'informazione libera.

 

Oggi ilcittadino medio può accedere a tecnologie prima riservate apochi, scoprire e diffondere informazioni di ogni tipo attraverso larete internet praticamente in tempo reale. Tutto questo ha avutoserie conseguenze sul nostro modo di comunicare, informare e viverela dimensione pubblica, ha affermato Mario Guastoni, cronistafrancofono esperto di Unione Europea.

 

Mario Guastoni – Caporedattore di "Revue Politique etParlementaire"

La realtàdell'informazione è che con l'arrivo di internetè stato come un meteorite che è arrivatonell'informazione che ha fatto esplodere il giornalismod'una maniera molto importante perché adessoc'è il pianeta media che è sotto la dipendenza diinternet che ha cambiato tutta la maniera di informarsi.

 

Lasocietà è cambiata, e i giornalisti si sono adattati.La comunicazione è sempre più rapida, e viene diffusaattraverso molti più canali di un tempo: la carta stampata, latelevisione, ma anche i blog, i siti, i giornali on-line, i socialnetwork. I giornalisti, ma in generale tutti i professionisti cheruotano attorno al mondo dell'informazione, lavorano in mododiverso, come ha raccontato Enrico Mentana, direttore del Tg la7, estorico volto dell'informazione televisiva. 

 

Enrico Mentana - Direttore del Tg la7

L'esempio, lasimilitudine della troupe televisiva vale per tutta la sostanzadell'informazione. Una volta ci volevano tipografi,grafici, ora, nella fase internet, ci vuole molto, molto meno. Vuoledire che ci servono molti meno investimenti, e si puòraggiungere più facilmente, più tempestivamentel'opinione pubblica. A presso, ovviamente, di stare inun mare magno come è internet, in cui nessuno ancora hatrovato il modo se non quello della pubblicità per farsi, perfar tirar fuori dei soldi che sono sempre necessari perun'impresa giornalistica, perché di aria non vivenessuno.

 

          I cittadini sono bombardati da informazioni, non hannobisogno di accendere la televisione o acquistare un giornale persapere i fatti del giorno, c'è il computer o il telefonocellulare. L'opportunità di accedere alle notizie senzadover attendere i tempi "fisiologici" del giornalismotradizionale ha modificato il modo in cui i professionisti storicidella comunicazione, come Bruno Vespa, interagiscono con ilpubblico.

 

Bruno Vespa – Giornalista conduttore di "Porta aporta"

Noi diamo perscontato che la gente già sappia, però ci comportiamosenza aver letto i blog, senza aver, almeno io non leggo mai i blog,onestamente. Quindi io partoda zero, in modo da essere più sereno. Io so che le personesanno che cosa è successo, e cerco di approfondirlo e cercocon opinioni diverse di entrare e appunto di spiegare quello cheè successo e perché è successo e qualeinterpretazione se ne danno. La notizia già la conoscono, icommenti meno.

 

          Anche per la carta stampata i tempi sono cambiati. Illettore è diventato più esigente, perché oggipuò informarsi autonomamente attraverso innumerevoli fonti econtrollare le notizie. E' l'opinione di AntonioPadellaro, cofondatore assieme a Marco Travaglio de Il FattoQuotidiano. Ma il futuroci riserverà sorprese.

 

Antonio Padellaro

L'evoluzionedella tecnologia ci sta portando verso il cosiddetto giornalismopartecipato cioè saranno inevitabilmente tra qualche anno glistessi protagonisti del fatto, dell'evento, a darne notizia almondo, attraverso appunto internet, attraverso twitter, attraversofacebook, attraverso you tube e tutti gli altri strumenti diinternet. E quindi il giornalista come mediatoretra l'evento e la notizia, l'informazione piano pianoscomparirà, non scompariranno i giornalisti che peròfaranno un altro lavoro, quello di controllare che le notizie date daquesto giornalismo partecipato siano delle notizie verificate.

 

          Un'altra conseguenza della rivoluzione in attoè la precarietà della professione giornalistica,aggravata dalla crisi economica globale e italiana. Tutelare igiornalisti diventa ogni giorno più difficile, ha spiegato ilsegretario nazionale del FNSI, presente al dibattito.

 

Franco Siddi

Questa è lasfida più grande che abbiamo e non so se abbiamo le risorsesufficienti, umane, professionali e perfino economiche,mperché a volte per tutelare una professione cosìfrantumata, così frammentata, meglio, occorre anche averedelle disponibilità per incontrare tutti, per essere presentiladdove c'è il problema, spesso chi vive un problema diprecarietà, o di insufficienza nel rapporto di lavoro,  nella sua condizione dilibertà, di dignità professionale, non arriva neanche adenunciarlo perché magari neanche sa, che c'è unluogo, che c'è un organismo, che c'èun'associazione di persone perché il sindacato peresempio noi siamo il sindacato altro non è cheun'associazione ci persone che cerca di darsi da fare percreare una rete solidale.