29 giu 2010

29/6 Imprese e libertà


Libertà di impresa e coraggio di agire: sono le due condizioni per poter uscire dalla situazione infelice di dipendente.
Il sogno di non avere più un padrone è grande, ma la paura ancora di più: se si rischia in proprio bisogna avere le competenze, che forse si hanno, un mercato dove agire e soprattutto la pubblica amministrazione che non ci deve impedire l’azione.

29/6 Pedagogia, psicologi e fanfaroni


Da alcuni decenni la cultura dei pedagoghi sta trionfando eppure proprio in questa epoca abbiamo il maggior numero di disadattati, di ragazzi sbandati, drogati, di violenza gratuita e insensati negli adolescenti.
In passato c’erano alcuni casi, ma la maggioranza delle persone diventavano adulte, oggi invece in troppi diventano dei perfetti minchioni detti appunto bamboccioni: superano i trent’anni ancora in casa di mamma e papà, senza lavorare né studiare.
Qualche colpa non l’avranno pure questi sapientoni di pedagoghi e di psicologi?

29/6 Tangenti, tangentopoli e corruzione


Tangentopoli scoppiò perché il debito pubblico era ormai alle stelle e perché il regime italiano, con un governo senza alternanza non poteva più funzionare: così la vecchia classe politica venne spazzata via e sorse questa strana nuova Seconda Repubblica, con una forte presenza di politici tenuti al margine, missini e ex comunisti.
Nacque quello strano partito di nome Lega Nord e tutto venne sigillato da una nuova classe politica.

29/6 Corti di giustizia in Europa


I giudici delle corti europee ormai hanno sempre più una cattiva fama e le loro sentenze lasciano perplessi, anzi sorpresi: non si può tenere il crocefisso nei luoghi pubblici e il burqa invece è lecito.
L’apparenza scemenza di tali sentenze, che paiono scritte da qualche magistrato tossicodipendente o alcolista, se non con la demenza senile, hanno un loro senso: chi ha posto tali personaggi a giudicare il bene e il male in Europa sono gruppi di potere con interessi ben chiari, quelli finanziari filo arabi e anti egualitari, presenti nel cristianesimo.


Festa del Corpo di Polizia provinciale


PROVINCIA DI BERGAMO
Via Torquato Tasso 8, 24121 BERGAMO
Tel. 035 387237- 035 387530 Fax. 035 219.880
http://www.provincia.bergamo.it e-mail: info@provincia.bergamo.it
UFFICIO STAMPA
Bergamo, 29 giugno 2010
COMUNICATO STAMPA
Mercoledì 30 giugno alle ore 17.15, nel cortile del palazzo della Provincia in via Tasso, si terrà la Festa del Corpo di Polizia provinciale (in caso di pioggia la cerimonia verrà spostata nello spazio Viterbi). La manifestazione vuole rappresentare un momento di condivisione sia per ricordare l’impegno sul territorio della Polizia locale della Provincia, sia per premiare gli operatori che si sono distinti nelle varie attività.
Stampa e televisioni sono inviate.

Vespro della Beata Vergine” di Claudio Monteverdi.




PROVINCIA DI BERGAMO
Via Torquato Tasso 8, 24121 BERGAMO
Tel. 035 387237- 035 387530 Fax. 035 219.880
http://www.provincia.bergamo.it e-mail: info@provincia.bergamo.it
UFFICIO STAMPA
Bergamo, 29 giugno 2010
COMUNICATO STAMPA
Giovedì 1 giugno 2010, con inizio alle ore 21, per prima volta in versione integrale nella basilica del Santuario di Caravaggio, rivivrà il grandioso “Vespro della Beata Vergine” di Claudio Monteverdi. L’opera verrà eseguita dal gruppo corale e strumentale “Jubilate” di Legnano e dall’ensemble tedesca “Singer Pur” per le parti solistiche, sotto la direzione di Paolo Alli.
L’evento, organizzato dall’associazione musicale “Jubilate” con il contributo della Provincia di Bergamo e il patrocinio del Comune di Caravaggio, conclude la rassegna “La Fabbrica del Canto”, che quest’anno ha proposto ben ottanta concerti sull’intero territorio lombardo.
Nel corso della conferenza stampa di lunedì 28 giugno nel Santuario di Caravaggio, l’assessore provinciale alla Cultura Giovanni Milesi ha spiegato la singolare valenza della proposta: “Con l’opera di Monteverdi celebriamo la felice concomitanza del terzo centenario dell’incoronazione della Beata Vergine di Caravaggio e del quarto della morte di Caravaggio che della pubblicazione del Vespro di Monteverdi. Bisogna poi sottolineare che Monteverdi ha lavorato in un periodo di grande fermento culturale, che ha segnato in particolar modo la Bergamasca”.
Per Don Gino Assensi, rettore del Santuario, si realizza un sogno concepito tre anni fa: “Abbiamo cercato musiche che potessero sostenere il centenario dell’Incoronazione e, all’improvviso, l’Amministrazione provinciale ci ha proposto l’esecuzione del Vespro, uno dei più alti punti della musica sacra, di rara esecuzione, che non poteva trovare migliore cornice per la sua rappresentazione”.
L’assessore alla Cultura di Caravaggio Giovanni Testa ha poi rimarcato le “affinità elettive” tra le varie date in gioco: il 1571, anno di inizio della costruzione del Santuario e della nascita di Caravaggio. Infine Stefano Buratti dell’associazione musicale “Jubilate” ha illustrato alcuni aspetti storico-estetici e dettagli tecnici della composizione, la cui esecuzione prevede un organico di 8 solisti, 40 coristi e 18 orchestrali che suoneranno strumenti antichi tra cui violini, viole, violoncelli, violone, cornetti, tromboni, flauti, arciliuto, organo e tromba marina.
Per meglio apprezzare l’opera, mercoledì 30 alle ore 20.45 Don Gino ha organizzato una presentazione del Vespro nella Sala Beata Giannetta del Santuario.

BERGAMO FIERA NUOVA S.P.A.:


PROVINCIA DI BERGAMO
Via T. Tasso, 8 - 24121 Bergamo
DIPARTIMENTO PRESIDENZA E SEGRETERIA GENERALE
SERVIZIO ORGANI ISTITUZIONALI
Bergamo, 29 giugno 2010
OGGETTO:
Convocazione Terza Commissione Consiliare dell’ 1 luglio 2010.
Ai Sigg.ri
Consiglieri Provinciali
Componenti la 3^ Commissione
Al Sig. Presidente
della Provincia di Bergamo
Al Sig. Segretario Generale
e, p.c. Al Sig. Presidente del Consiglio
LORO SEDI
Con la presente comunico che è convocata la terza Commissione consiliare per
giovedì 1 luglio 2010 alle ore 17:30
presso la saletta dell’ammezzato di via Tasso 8 Bergamo.
Ordine del giorno:
BERGAMO FIERA NUOVA S.P.A.: RIDUZIONE DEL CAPITALE SOCIALE PER PERDITE DA € 15.859.602,00 A € 7.866.023,00. (Proposta di Consiglio).
(Relatore: Presidente Pirovano)
Cordiali saluti.
IL PRESIDENTE DELLA 3^ COMMISSIONE F.to Angelo Capelli

Convocazione Terza Commissione Consiliare dell’ 8 luglio 2010.


PROVINCIA DI BERGAMO
Via T. Tasso, 8 - 24121 Bergamo
DIPARTIMENTO PRESIDENZA E SEGRETERIA GENERALE
SERVIZIO ORGANI ISTITUZIONALI
Bergamo, 29 giugno 2010
OGGETTO:
Convocazione Terza Commissione Consiliare dell’ 8 luglio 2010.
Ai Sigg.ri
Consiglieri Provinciali
Componenti la 3^ Commissione
Al Sig. Presidente
della Provincia di Bergamo
Al Sig. Segretario Generale
e, p.c. Al Sig. Presidente del Consiglio
LORO SEDI
Con la presente comunico che è convocata la terza Commissione consiliare per
giovedì 8 luglio 2010 alle ore 17:00
presso la saletta dell’ammezzato di via Tasso 8 Bergamo.
Ordine del giorno:
ACQUISTO DI N. 2.483.000 AZIONI DETENUTE DALLA SOCIETA' A.B.M. - AZIENDA BERGAMASCA MULTISERVIZI S.P.A. NELLA SOCIETA' AUTOSTRADE LOMBARDE S.P.A. CORRISPONDENTI ALL'1,93% DEL CAPITALE SOCIALE AL COSTO DI € 2.483.000,00. APPLICAZIONE DELL'AVANZO DI AMMINISTRAZIONE. VARIAZIONE DI BILANCIO (Proposta di Consiglio).
(Relatore: Presidente Pirovano)
Cordiali saluti.
IL PRESIDENTE DELLA 3^ COMMISSIONE F.to Angelo Capelli

SEDUTA A MALPENSA. - INTERVENTO CONSIGLIERE BETTONI


Trovo surreale il tentativo di mascherare uno dei più clamorosi flop prodotti dal partito “di lotta e di governo” e dai quindici anni di governo della Regione Lombardia, venendo a Malpensa con uno Consiglio straordinario di vicinanza al territorio con nuovi effetti annuncio di difficili prospettive di rilancio.
I buoi sono scappati dalla stalla quando Malpensa è stata declassata nel fantomatico salvataggio di Alitalia che ha mantenuto su Fiumicino e su Roma il ruolo di Hub internazionale del Paese.
Oggi cerchiamo di chiudere la stalla proponendo qualche centesimo di indennizzo agli enti locali del territorio, dimenticando che ogni passeggero che passa dagli aeroporti lombardi già paga da due anni 2 euro di tassa di transito in più per sostenere i numerosi dipendenti Alitalia messi in cassa integrazione a Roma a stipendio pieno.
Su quella scelta del Governo Berlusconi, Bossi, Tremonti, se ne è andato un altro fondamentale pezzo della Padania e del Federalismo, quello della autodeterminazione a meglio organizzare la mobilità del nord del Paese, al centro dell’Europa e delle nuove esigenze di competitività nella globalizzazione delle opportunità.
Oggi sono arrivati al pettine tutti i nodi di una Malpensata impostazione nazionale, ma anche di una malriposta scelta territoriale che vede il declassato aeroporto lontano da adeguate infrastrutture della mobilità, ancora sulla carta con progetti che devono diventare cantieri. Il nostro viaggio di oggi per arrivare qui lo dimostra, se mai ci fossero ancora dei dubbi.
Gli insopportabili ed iniqui tagli del decreto Tremonti che colpiscono in particolare il trasporto pubblico con oltre 110 milioni di tagli rischiano di far saltare l’ambizioso progetto di modernizzazione della mobilità lombarda, che con il corridoio 5 della Tav, la nuova rete autostradale Pedemontana, i vari sistemi di viabilità locale di raccordo, dovevano realizzare un sistema integrato aria – ferro – gomma su un policentrismo aeroportuale adeguatamente ristrutturato e raccordato alle vocazioni economiche delle diverse province. Oggi dobbiamo constatare che il perno sul quale tutto ruotava, la porta internazionale italiana, si chiude con il rischio di declassare anche gran parte dei progetti e delle grandi opere su cui tanto stiamo investendo perché concepiti proprio sulla internazionalità di Malpensa.
Abbandonata dal Governo Berlusconi, rimpianta dal governo regionale, orfana delle attenzioni delle altre regioni del nord, ancora lontana da adeguati collegamenti ferroviari ed autostradali non ancora completati e che misurano ora i loro sogni su Expo 2015, Malpensa è sola a misurarsi sul mercato della mobilità europea con l’unica potenzialità di poter essere al servizio di una popolazione dinamica e operosa, ancora avanzata economicamente, con forte vocazione internazionale, che viaggia, che sa fare le sue scelte e cha sa valutare tempi e costi delle proprie esigenti necessità.
Malpensa deve saper competere e ritagliarsi una sua nuova vocazione, ma non a discapito di altre situazioni che hanno saputo trovare equilibrio ed efficacia nel servizio propulsivo al proprio territorio.
Dalla crisi si esce valorizzando e implementando un sistema integrato aeroportuale lombardo veneto dove i buoni livelli raggiunti sullo sviluppo di specifiche vocazioni siano base comune di rilancio non oggetto di improvvide concorrenze.
Malpensa non può ritrovare un nuovo spazio a discapito di ciò che funziona ad Orio al Serio, diventato proprio in questi giorni il terzo aeroporto d’Italia per traffico passeggeri superando anche Linate. Nelle dimensioni ottimali per i voli low cost e nel patto territoriale degli enti locali bergamaschi al servizio dell’economia territoriale, questa infrastruttura è diventata il motore propulsivo di un forte sviluppo diventando il più importante impianto produttivo della bergamasca.
C’è un policentrismo aeroportuale del Nord da tenere al centro delle ulteriori iniziative, dove Linate può continuare a mantenere validità come scalo della navetta Milano – Roma, Orio rafforzare il suo primato di Capitale del Sud Europa per il voli low cost, Brescia - Verona ritagliarsi spazio nel Cargo, Venezia rilanciare la sua vocazione turistica nell’Adriatico.
Per fare sistema, per fare federalismo aeroportuale integrato, occorre un forte indirizzo politico tra le regioni del nord.
La Regione Lombardia più che prestarsi a retoriche ed improbabili celebrazioni manageriali di altri, che ben poco hanno da presentare, dovrebbe sulle macerie di un grande disegno fallito assumere in presa diretta la propria responsabilità di indirizzo e di gestione di strutture fondamentali per qualsiasi ipotesi di ripresa e di sviluppo che solo nella competitività e nell’efficienza possono dare una prospettiva all’economia lombarda.

29/6 Mafia, mafiosi, magistrati, magistratura


I giudici che si fossero ribellati al potere politico prima di Tangentopoli avrebbero fatto una brutta fine, forse li avrebbero pure fatti assassinare da qualche terrorista o da qualche mafioso.
Poi arrivò Tangentopoli e i giudici divennero degli eroi e fu proprio Di Pietro il simbolo di quella lotta per la legalità, ma purtroppo quasi nessuno pagò: tra i politici nessuno finì in carcere e poi venne insabbiato tutto.
I giudici agirono senza aiutò sociale ed economico?