23 ago 2010

 

Lo Stato supera i secoli ed è "immortale": questa è la base del suo pensiero ed è il punto di incontro di tutta la sua carriera politica.

Ora va oltre Berlusconi, ma senza Silvio potrà resistere alle tempeste della politica?

Il centro che si sta formando è un po' insolito e poco omogeneo: abbiamo Rutelli, Fini e Casini.

Sono tre carriere politiche partite da lontano, ma solo quella di Casini è rimasta ferma, fedele agli stessi valori, si può dire che sia sempre rimasto democristiano.

Questa strana alleanza però ha solo i nomi importanti, i generali, ma il popolo e le truppe non si vedono: il bipolarismo è sempre dominante e le passioni forti degli italiani si coagulano attorno al Pd, al suo partito amico e nemico, l'Idv.

Mentre a destra abbiamo il variegato Pdl e la Lega, che raccoglie il malcontento del Nord e la rabbia per la mancanza di sicurezza, oltre per gli sprechi economici del Paese, ufficialmente andati tutti al Sud, o così si dice.



 

So bene che Fini non ha mai amato questa definizione, quella di statalista, perché lo rende meno liberale e liberista, ma certamente attorno a lui, se non con lui stesso, le idee dello Stato come valore assoluto, come fede ideale, trovano un perno.

Lo Stato supera i secoli ed è "immortale": questa è la base del suo pensiero ed è il punto di incontro di tutta la sua carriera politica.

Ora va oltre Berlusconi, ma senza Silvio potrà resistere alle tempeste della politica?

Il centro che si sta formando è un po' insolito e poco omogeneo: abbiamo Rutelli, Fini e Casini.

Sono tre carriere politiche partite da lontano, ma solo quella di Casini è rimasta ferma, fedele agli stessi valori, si può dire che sia sempre rimasto democristiano.

Questa strana alleanza però ha solo i nomi importanti, i generali, ma il popolo e le truppe non si vedono: il bipolarismo è sempre dominante e le passioni forti degli italiani si coagulano attorno al Pd, al suo partito amico e nemico, l'Idv.

Mentre a destra abbiamo il variegato Pdl e la Lega, che raccoglie il malcontento del Nord e la rabbia per la mancanza di sicurezza, oltre per gli sprechi economici del Paese, ufficialmente andati tutti al Sud, o così si dice.


 

Eppure pure al centro tutto funziona come dovrebbe: Fini ha espresso opinioni più … liberali di quelle di Pier Ferdinando Casini.

Per prima cosa ci sono le coppie di fatto, poi le scelte sulla bioetica, infine la visione differente sull'eutanasia: si può dire che Gianfranco non sia né un Democristiano, né un seguace della linea cattolica in politica.



 

Certamente Fini nonandrebbe con il Pd, antichi avversari politici, un tempo addirittura nemici giurati.

Eppure pure al centro tutto funziona come dovrebbe: Fini ha espresso opinioni più … liberali di quelle di Pier Ferdinando Casini.

Per prima cosa ci sono le coppie di fatto, poi le scelte sulla bioetica, infine la visione differente sull'eutanasia: si può dire che Gianfranco non sia né un Democristiano, né un seguace della linea cattolica in politica.


Fini  con il centro di Casini, forse.

Certamente non con il Pd, antichi avversari politici, un tempo addirittura nemici giurati.

Eppure pure al centro tutto funziona come dovrebbe: Fini ha espresso opinioni più … liberali di quelle di Pier Ferdinando Casini.

Per prima cosa ci sono le coppie di fatto, poi le scelte sulla bioetica, infine la visione differente sull'eutanasia: si può dire che Gianfranco non sia né un Democristiano, né un seguace della linea cattolica in politica.

 

Con chi andrebbe Fini e il suo gruppo di Fli?

Con il centro di Casini, forse.

Certamente non con il Pd, antichi avversari politici, un tempo addirittura nemici giurati.

Eppure pure al centro tutto funziona come dovrebbe: Fini ha espresso opinioni più … liberali di quelle di Pier Ferdinando Casini.

Per prima cosa ci sono le coppie di fatto, poi le scelte sulla bioetica, infine la visione differente sull'eutanasia: si può dire che Gianfranco non sia né un Democristiano, né un seguace della linea cattolica in politica.



 

La critica di Italia Futura certamente mostra la distanza tra gli interessi della Fiat, che è sempre la prima attività industriale nazionale, da quelli dell'uomo più ricco d'Italia, con le sue televisioni e la raccolta pubblicitaria in competizione con Internet e stampa cartacea.

Era prevedibile che dietro i contrasti interni al governo ci fossero degli interessi non solo politici: ora la posizione ufficiosa del gruppo Fiat è quella di sottrarre il governo a Silvio Berlusconi.



 

il Paese va avanti, ma pure potrebbe restare al palo, se non saprà avanzare in questo settore, con una libertà assoluta, che escluda violenza ed abusi di ogni genere: quindi solo il partito della libertà, ovvero lo spirito autenticamente democratico, farà progredire l'Italia, mentre i monopoli economici e culturali ci fanno regredire.

Si attendono sviluppi, con o senza Berlusconi: non è mandando a casa Berlusconi che si risolvono i problemi, né tenendolo al suo posto che tutto si sistema.

Servono idee e analisi nuove o l'Italia finirà ai margini del futuro economico d'Europa e del mondo.

 

Per questo che il potere di Berlusconi scricchiola?

Probabilmente c'è altro, oltre alle case monegasche, alle lotte per politiche di centro e di centro destra: l'Italia sta cambiando e il suo futuro è legato tantissimo alla rete.

Pochi se ne sono accorti, ma solo con la rete l'informazione non è più monopolio dei partiti e dei potentati economici nazionali.


 

Così abbiamo interessi che fanno fibrillare il governo e mettono in moto non tanto necessità di nuovi schieramenti, ma nuove politiche economiche e sociali.

Per questo che il potere di Berlusconi scricchiola?

Probabilmente c'è altro, oltre alle case monegasche, alle lotte per politiche di centro e di centro destra: l'Italia sta cambiando e il suo futuro è legato tantissimo alla rete.

Pochi se ne sono accorti, ma solo con la rete l'informazione non è più monopolio dei partiti e dei potentati economici nazionali.