27 set 2010

due partiti di un tipo di imprenditoria che vuole controllare l'opinione pubblica

L'impero televisivo di Berlusconi ha un suo monopolio, difeso dalle legge, approvate oltretutto da un referendum popolare: senza queste leggi il monopolio televisivo del Cavaliere non esisterebbe e dovrebbe confrontarsi con un mercato agguerrito, come quello di Internet per fare un esempio.


Questi due partiti di un tipo di imprenditoria che vuole controllare l'opinione pubblica con i periodici e le televisioni, che pretende di difendere gli interessi del Paese, ma non si sa di quale Paese parlino, ora scendono in campo in singolar tenzone.

E' incredibile, ma oggi si deve difendere il liberalismo, che non è un pensiero e un sistema economico, sociale, perfetto, anzi ha molte ingiustizie al suo interno, ma senza un minimo di liberismo reale l'Italia andrebbe a fondo.

senza queste leggi il monopolio televisivo del Cavaliere non esisterebbe e dovrebbe confrontarsi con un mercato agguerrito, come quello di Internet per fare un esempio.

L'impero televisivo di Berlusconi ha un suo monopolio, difeso dalle legge, approvate oltretutto da un referendum popolare: senza queste leggi il monopolio televisivo del Cavaliere non esisterebbe e dovrebbe confrontarsi con un mercato agguerrito, come quello di Internet per fare un esempio.

Questi due partiti di un tipo di imprenditoria che vuole controllare l'opinione pubblica con i periodici e le televisioni, che pretende di difendere gli interessi del Paese, ma non si sa di quale Paese parlino, ora scendono in campo in singolar tenzone.

E' incredibile, ma oggi si deve difendere il liberalismo, che non è un pensiero e un sistema economico, sociale, perfetto, anzi ha molte ingiustizie al suo interno, ma senza un minimo di liberismo reale l'Italia andrebbe a fondo.

L'impero televisivo di Berlusconi ha un suo monopolio, difeso dalle legge, approvate oltretutto da un referendum popolare

L'impero televisivo di Berlusconi ha un suo monopolio, difeso dalle legge, approvate oltretutto da un referendum popolare: senza queste leggi il monopolio televisivo del Cavaliere non esisterebbe e dovrebbe confrontarsi con un mercato agguerrito, come quello di Internet per fare un esempio.

Questi due partiti di un tipo di imprenditoria che vuole controllare l'opinione pubblica con i periodici e le televisioni, che pretende di difendere gli interessi del Paese, ma non si sa di quale Paese parlino, ora scendono in campo in singolar tenzone.

E' incredibile, ma oggi si deve difendere il liberalismo, che non è un pensiero e un sistema economico, sociale, perfetto, anzi ha molte ingiustizie al suo interno, ma senza un minimo di liberismo reale l'Italia andrebbe a fondo.

così i grandi imprenditori, chiamiamoli pure padroni, devono rimane al loro posto

Chi sono i nemici del liberalismo oggi?



Saranno i comunisti, gli ultimi sovversivi, gli anarchici, quelli superstiti che cantano ancora “Addio Lugano Bella”: no, sono loro, i nostri grandi imprenditori e non sono personaggi ormai più pittoreschi, folcloristici che pericolosi.



Come la Chiesa e la religione deve ispirare la politica, ma mai deve entrare nelle maggioranze di governo: si avrebbero le teocrazie, terribili e oppressive.



Come i militari, che devono rimanere nelle caserme e mai imporre il loro potere autoritario e militaresco alla società civile, così i grandi imprenditori, chiamiamoli pure padroni, devono rimane al loro posto.



La politica lasciamola ai politici: tutti gli altri consiglino, propongano, ma mai governino o avremo tanti guai, solo guai.



Mi sto riferendo pure per il governo del Cavaliere?



Diciamo allora che il pericolo comunismo in Italia sia finito e lui potrebbe tornare a svolgere il suo antico lavoro: assicuri solo la democrazia e il libero mercato, poi torni a fare il suo lavoro.

La politica lasciamola ai politici: tutti gli altri consiglino, propongano, ma mai governino o avremo tanti guai, solo guai.

Chi sono i nemici del liberalismo oggi?



Saranno i comunisti, gli ultimi sovversivi, gli anarchici, quelli superstiti che cantano ancora “Addio Lugano Bella”: no, sono loro, i nostri grandi imprenditori e non sono personaggi ormai più pittoreschi, folcloristici che pericolosi.



Come la Chiesa e la religione deve ispirare la politica, ma mai deve entrare nelle maggioranze di governo: si avrebbero le teocrazie, terribili e oppressive.



Come i militari, che devono rimanere nelle caserme e mai imporre il loro potere autoritario e militaresco alla società civile, così i grandi imprenditori, chiamiamoli pure padroni, devono rimane al loro posto.



La politica lasciamola ai politici: tutti gli altri consiglino, propongano, ma mai governino o avremo tanti guai, solo guai.



Mi sto riferendo pure per il governo del Cavaliere?



Diciamo allora che il pericolo comunismo in Italia sia finito e lui potrebbe tornare a svolgere il suo antico lavoro: assicuri solo la democrazia e il libero mercato, poi torni a fare il suo lavoro.

Come la Chiesa e la religione deve ispirare la politica, ma mai deve entrare nelle maggioranze di governo: si avrebbero le teocrazie, terribili e oppressive.

Chi sono i nemici del liberalismo oggi?



Saranno i comunisti, gli ultimi sovversivi, gli anarchici, quelli superstiti che cantano ancora “Addio Lugano Bella”: no, sono loro, i nostri grandi imprenditori e non sono personaggi ormai più pittoreschi, folcloristici che pericolosi.



Come la Chiesa e la religione deve ispirare la politica, ma mai deve entrare nelle maggioranze di governo: si avrebbero le teocrazie, terribili e oppressive.



Come i militari, che devono rimanere nelle caserme e mai imporre il loro potere autoritario e militaresco alla società civile, così i grandi imprenditori, chiamiamoli pure padroni, devono rimane al loro posto.

La politica lasciamola ai politici: tutti gli altri consiglino, propongano, ma mai governino o avremo tanti guai, solo guai.



Mi sto riferendo pure per il governo del Cavaliere?



Diciamo allora che il pericolo comunismo in Italia sia finito e lui potrebbe tornare a svolgere il suo antico lavoro: assicuri solo la democrazia e il libero mercato, poi torni a fare il suo lavoro.

i nostri grandi imprenditori e non sono personaggi ormai più pittoreschi, folcloristici che pericolosi

Chi sono i nemici del liberalismo oggi?

Saranno i comunisti, gli ultimi sovversivi, gli anarchici, quelli superstiti che cantano ancora “Addio Lugano Bella”: no, sono loro, i nostri grandi imprenditori e non sono personaggi ormai più pittoreschi, folcloristici che pericolosi.

Come la Chiesa e la religione deve ispirare la politica, ma mai deve entrare nelle maggioranze di governo: si avrebbero le teocrazie, terribili e oppressive.

Come i militari, che devono rimanere nelle caserme e mai imporre il loro potere autoritario e militaresco alla società civile, così i grandi imprenditori, chiamiamoli pure padroni, devono rimane al loro posto.

La politica lasciamola ai politici: tutti gli altri consiglino, propongano, ma mai governino o avremo tanti guai, solo guai.

Mi sto riferendo pure per il governo del Cavaliere?

Diciamo allora che il pericolo comunismo in Italia sia finito e lui potrebbe tornare a svolgere il suo antico lavoro: assicuri solo la democrazia e il libero mercato, poi torni a fare il suo lavoro.

Saranno i comunisti, gli ultimi sovversivi, gli anarchici, quelli superstiti che cantano ancora “Addio Lugano Bella”:

Chi sono i nemici del liberalismo oggi?

Saranno i comunisti, gli ultimi sovversivi, gli anarchici, quelli superstiti che cantano ancora “Addio Lugano Bella”: no, sono loro, i nostri grandi imprenditori e non sono personaggi ormai più pittoreschi, folcloristici che pericolosi.

Come la Chiesa e la religione deve ispirare la politica, ma mai deve entrare nelle maggioranze di governo: si avrebbero le teocrazie, terribili e oppressive.

Come i militari, che devono rimanere nelle caserme e mai imporre il loro potere autoritario e militaresco alla società civile, così i grandi imprenditori, chiamiamoli pure padroni, devono rimane al loro posto.

La politica lasciamola ai politici: tutti gli altri consiglino, propongano, ma mai governino o avremo tanti guai, solo guai.

Mi sto riferendo pure per il governo del Cavaliere?

Diciamo allora che il pericolo comunismo in Italia sia finito e lui potrebbe tornare a svolgere il suo antico lavoro: assicuri solo la democrazia e il libero mercato, poi torni a fare il suo lavoro.
Chi sono i nemici del liberalismo oggi?

Saranno i comunisti, gli ultimi sovversivi, gli anarchici, quelli superstiti che cantano ancora “Addio Lugano Bella”: no, sono loro, i nostri grandi imprenditori e non sono personaggi ormai più pittoreschi, folcloristici che pericolosi.

Come la Chiesa e la religione deve ispirare la politica, ma mai deve entrare nelle maggioranze di governo: si avrebbero le teocrazie, terribili e oppressive.

Come i militari, che devono rimanere nelle caserme e mai imporre il loro potere autoritario e militaresco alla società civile, così i grandi imprenditori, chiamiamoli pure padroni, devono rimane al loro posto.

La politica lasciamola ai politici: tutti gli altri consiglino, propongano, ma mai governino o avremo tanti guai, solo guai.

Mi sto riferendo pure per il governo del Cavaliere?

Diciamo allora che il pericolo comunismo in Italia sia finito e lui potrebbe tornare a svolgere il suo antico lavoro: assicuri solo la democrazia e il libero mercato, poi torni a fare il suo lavoro.
L'impero televisivo di Berlusconi ha un suo monopolio, difeso dalle legge, approvate oltretutto da un referendum popolare: senza queste leggi il monopolio televisivo del Cavaliere non esisterebbe e dovrebbe confrontarsi con un mercato agguerrito, come quello di Internet per fare un esempio.

Questi due partiti di un tipo di imprenditoria che vuole controllare l'opinione pubblica con i periodici e le televisioni, che pretende di difendere gli interessi del Paese, ma non si sa di quale Paese parlino, ora scendono in campo in singolar tenzone.

E' incredibile, ma oggi si deve difendere il liberalismo, che non è un pensiero e un sistema economico, sociale, perfetto, anzi ha molte ingiustizie al suo interno, ma senza un minimo di liberismo reale l'Italia andrebbe a fondo.