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18 ago 2010

I tecnici del governo tecnico



Il governo tecnico è quasi a portata di mano, ma ci sono ancora molti dubbi: il primo come sarà il rapporto interno tra le varie forze politiche.




Dopo la benedizione di Montezemolo e della Famiglia Cristiana ora non resta che attendere questa novità insolita e con troppe complicazioni: saranno tutti assieme appassionatamente.


Il problema sta tutto nel programma che non c’è, né dei fini che si dovrebbe proporre per formare un governo.


Non si parla neppure di riforme istituzionali, come si prometteva anni fa: il governo dovrà nascere, ma domani sarà già in bilico.


Ora le fazioni politiche hanno preso di mira il Capo dello Stato, che non ha il potere di sciogliere le Camere quando gli pare e piace, ma solo se non è più possibile formare un governo: il potere appartiene al popolo e viene esercitato attraverso i suoi rappresentanti.


Invece ci si chiede chi sta alle spalle di questo attacco al cuore del governo Berlusconi: una parte della Chiesa è decisamente contro, la Fiat è apertamente ostile.


Poi c’è parte del mondo della finanza e i potentati sociali ed economici.


Perché una parte delle forze cattoliche è contro il governo del Pdl?


La motivazione ufficiale è quella legata alla politica anti immigrazione, ma è vero pure che gran parte di questa politica è solo … propaganda.


Gli immigrati vengono fermati in Libia, ma entrano pure via terra, con permessi per turismo o per motivi di lavoro fasulli: una volta in Italia non escono più e rimangono sul territorio come clandestini.


Tutta la polemica contro la linea dura del governo pare una … farsa, una presa per il naso: tutti gli immigrati che l’Italia può contenere e oltre entrano impunemente, sono liberi di muoversi sul territorio e fanno i lavori che il mercato offre loro, compreso quelli illegali, come la prostituzione e lo spaccio di sostanze stupefacenti.


Invece la Fiat vorrà qualcosa dal nuovo governo: un appoggio così plateale, che esce dalla tradizione storica della casa automobilistica torinese non si dà senza nulla in cambio.


Ci troveremo altri incentivi per la rottamazione delle auto?


Si vedrà al momento opportuno, quando ci saranno.


Intanto bisogna cercare un altro nemico di Silvio e lo bisogna rintracciare nel mondo che raccoglie denaro nella pubblicità: il monopolio televisivo di Mediaset è in declino per la concorrenza di Internet.


Informazione e film transitano tranquillamente attraverso la rete: è solo l’inizio, ma pure editori tradizionali italiani non vedono di buon occhio il monopolio di Berlusconi sulla pubblicità.


Un tempo si diceva che Berlusconi governava attraverso i suoi tre canali televisivi, con il controllo della televisione di Stato.


Oggi le cose sono un po’ diverse e l’uomo più ricco d’Italia rischia di essere superato dalla tecnologia: ormai è impossibile fermare Internet.


Senza Internet si finisce nel sottosviluppo.


Gli interessi personali di Berlusconi quindi non sono per lo sviluppo della rete, anzi, ma le forze interne ed esterne che agiscono per il trionfo di questo mezzo sono troppo potenti pure per Silvio.


E’ solo questione di attendere la fine di un impero antiquato: quello delle televisioni commerciali.


Intanto avanza l’impero di Google e il futuro pare saldamente in pugno a questo motore di ricerca, che ha tanti nemici, ma nessuno può fermarlo: la sua forza sta nella sua dimensione gigantesca.


La potenza di Google è tutta nel suo spirito imprenditoriale, che tende a premiare chi si sa muovere con intelligenza nella rete: è qualcosa che noi italiani spesso ci scordiamo, ovvero il merito che viene riconosciuto, senza amicizie e favoritismi.


I governi del futuro sono avvisati: avranno vita breve se non sapranno agire e passeranno tra gli sconfitti.


L’immagine non è tutto, contano i fatti.
Il governo tecnico è quasi a portata di mano, ma ci sono ancora molti dubbi: il primo come sarà il rapporto interno tra le varie forze politiche.


Dopo la benedizione di Montezemolo e della Famiglia Cristiana ora non resta che attendere questa novità insolita e con troppe complicazioni: saranno tutti assieme appassionatamente.


Il problema sta tutto nel programma che non c’è, né dei fini che si dovrebbe proporre per formare un governo.


Non si parla neppure di riforme istituzionali, come si prometteva anni fa: il governo dovrà nascere, ma domani sarà già in bilico.


Ora le fazioni politiche hanno preso di mira il Capo dello Stato, che non ha il potere di sciogliere le Camere quando gli pare e piace, ma solo se non è più possibile formare un governo: il potere appartiene al popolo e viene esercitato attraverso i suoi rappresentanti.


Invece ci si chiede chi sta alle spalle di questo attacco al cuore del governo Berlusconi: una parte della Chiesa è decisamente contro, la Fiat è apertamente ostile.


Poi c’è parte del mondo della finanza e i potentati sociali ed economici.


Perché una parte delle forze cattoliche è contro il governo del Pdl?


La motivazione ufficiale è quella legata alla politica anti immigrazione, ma è vero pure che gran parte di questa politica è solo … propaganda.


Gli immigrati vengono fermati in Libia, ma entrano pure via terra, con permessi per turismo o per motivi di lavoro fasulli: una volta in Italia non escono più e rimangono sul territorio come clandestini.


Tutta la polemica contro la linea dura del governo pare una … farsa, una presa per il naso: tutti gli immigrati che l’Italia può contenere e oltre entrano impunemente, sono liberi di muoversi sul territorio e fanno i lavori che il mercato offre loro, compreso quelli illegali, come la prostituzione e lo spaccio di sostanze stupefacenti.


Invece la Fiat vorrà qualcosa dal nuovo governo: un appoggio così plateale, che esce dalla tradizione storica della casa automobilistica torinese non si dà senza nulla in cambio.


Ci troveremo altri incentivi per la rottamazione delle auto?


Si vedrà al momento opportuno, quando ci saranno.


Intanto bisogna cercare un altro nemico di Silvio e lo bisogna rintracciare nel mondo che raccoglie denaro nella pubblicità: il monopolio televisivo di Mediaset è in declino per la concorrenza di Internet.


Informazione e film transitano tranquillamente attraverso la rete: è solo l’inizio, ma pure editori tradizionali italiani non vedono di buon occhio il monopolio di Berlusconi sulla pubblicità.


Un tempo si diceva che Berlusconi governava attraverso i suoi tre canali televisivi, con il controllo della televisione di Stato.


Oggi le cose sono un po’ diverse e l’uomo più ricco d’Italia rischia di essere superato dalla tecnologia: ormai è impossibile fermare Internet.


Senza Internet si finisce nel sottosviluppo.


Gli interessi personali di Berlusconi quindi non sono per lo sviluppo della rete, anzi, ma le forze interne ed esterne che agiscono per il trionfo di questo mezzo sono troppo potenti pure per Silvio.


E’ solo questione di attendere la fine di un impero antiquato: quello delle televisioni commerciali.


Intanto avanza l’impero di Google e il futuro pare saldamente in pugno a questo motore di ricerca, che ha tanti nemici, ma nessuno può fermarlo: la sua forza sta nella sua dimensione gigantesca.


La potenza di Google è tutta nel suo spirito imprenditoriale, che tende a premiare chi si sa muovere con intelligenza nella rete: è qualcosa che noi italiani spesso ci scordiamo, ovvero il merito che viene riconosciuto, senza amicizie e favoritismi.


I governi del futuro sono avvisati: avranno vita breve se non sapranno agire e passeranno tra gli sconfitti.


L’immagine non è tutto, contano i fatti.

16 ago 2010

Il governo tecnico e le elezioni prossime

 



I ministri Alfano e Maroni si uniscono per arrivare alle elezioni al più presto: "Qualsiasi ipotesi secondo cui chi ha vinto le elezione fa l'opposizione e chi le ha perse fa il governo viola l'articolo uno della Costituzione. Non siamo disponibili a giochi di palazzo. Le elezioni si possono fare in qualunque momento dell'anno".

Il ministro della Giustizia così mostra che l'ipotesi di governo tecnico non si può fare.

Il fatto grave sta appunto in questo: il governo tecnico avrebbe pochi voti di maggioranza in più, sufficienti per resistere, ma solo se tutte le variegate componenti dei partiti di opposizione si unissero.

La possibilità che un governo simile sopravviva sino alla primavera del 2013 è molto bassa, quasi nulla: potrebbe avere molti scivoloni e rischierebbe di sgretolarsi alla prima occasione.

Questo grande ammasso di forze dovrebbe essere ben compatto per combattere Silvio Berlusconi e la Lega, i cattivi di turno, ma pure gli alleati di ieri sino a poco tempo fa.

Ora le opposizioni devono avere delle opinioni comuni, dei progetti comuni e delle analisi della società che combaciano o sono quanto meno vicine: sinceramente non so cosa possano avere di simile il Pd, l'Udc e i finiani.

Si possono definire forze antagoniste che si uniscono per uno scopo, ma l'unanimità non mi è mai piaciuta, specialmente se avviene in questo modo insolito: tutti uniti con progetti differenti.

Non riesco ad immaginare gente uscita dal Pci e dal Msi trovarsi assieme, quasi come compari di vecchia data, governare fraternamente.

Un tempo, non secoli fa, ma solo decenni fa, essere di destra o di sinistra significava scontrasi con male parole e pure arrivare alle mani: gli altri non erano avversari, ma nemici da combattere.

Per fortuna tutto questo è finito o quasi, ma ora rivederli fraternamente in un solo governo lascia un po' perplessi.

I fascisti non erano i cattivi della storia?

Il comunismo non era il male assoluto?

Oggi gli eredi di queste due componenti ideali e ideologiche, che hanno riempito di morti i cimiteri, poveri ragazzi che credevano nei loro ideali, si ritrovano e fraternizzano.

D'accordo, è meglio la pace che la guerra.

In tutti questi anni ci hanno preso per i fondelli?

Basta con i morti e i feriti, è giustissimo!

Basta con i pestaggi!

Sono grandi conquiste per noi italiani, ma da qui scoprire che in fondo erano tutti uguali, che le loro idee e i loro progetti di società, i loro programmi erano molto simili lascia almeno sorpresi.

La loro idea di governo non era così differente, infatti vanno perfettamente d'accordo, o così dovrebbero fare.

Non posso credere che cento anni di dibattiti focosi nei bar, nelle osterie prima, nelle famiglie, con le fratture tra fratelli, gli odi profondi fossero tutte per il colore della bandiera e null'altro.

Ora si troveranno tutti uniti in un grande governo, senza timori e se ci fossero le elezioni anticipate costoro sarebbero costretti a proporsi in alternativa al Pdl e alla Lega.

Ci devono però delle spiegazioni, non basta la scusa della salvezza nazionale: è vero che sono morte le ideologie, che non ci sono più valori tipicamente di destra e di sinistra, ma qui si esagera.

Siamo al trasformismo puro e con il fine di ...governare a tutti i costi.

Machiavelli aveva spiegato che il potere deve essere sempre bugiardo e scaltro, perché il fine vero del potere sta nel suo mantenimento e tutto il resto serve come corollario, come arma da usare per mantenerlo o ottenerlo.

Non è tanto il principio che "il fine giustifica i mezzi", ma che il potere, il fine unico di qualsiasi principe, oggi politico attivo, giustifica i ….travestimenti adatti a conquistarlo.

Religione, sentimenti, emozioni, tradimenti hanno un solo scopo, quello di ottenere il potere e di conservarlo: noi siamo la patria di Nicolò Machiavelli e certe cosucce dovremmo averle capite, si spera.

Governo tecnico o elezioni?

I ministri Alfano e Maroni si uniscono per arrivare alle elezioni al più presto: “Qualsiasi ipotesi secondo cui chi ha vinto le elezione fa l'opposizione e chi le ha perse fa il governo viola l'articolo uno della Costituzione. Non siamo disponibili a giochi di palazzo. Le elezioni si possono fare in qualunque momento dell'anno”.

Il ministro della Giustizia così mostra che l'ipotesi di governo tecnico non si può fare.

Il fatto grave sta appunto in questo: il governo tecnico avrebbe pochi voti di maggioranza in più, sufficienti per resistere, ma solo se tutte le variegate componenti dei partiti di opposizione si unissero.

La possibilità che un governo simile sopravviva sino alla primavera del 2013 è molto bassa, quasi nulla: potrebbe avere molti scivoloni e rischierebbe di sgretolarsi alla prima occasione.

Questo grande ammasso di forze dovrebbe essere ben compatto per combattere Silvio Berlusconi e la Lega, i cattivi di turno, ma pure gli alleati di ieri sino a poco tempo fa.

Ora le opposizioni devono avere delle opinioni comuni, dei progetti comuni e delle analisi della società che combaciano o sono quanto meno vicine: sinceramente non so cosa possano avere di simile il Pd, l'Udc e i finiani.

Si possono definire forze antagoniste che si uniscono per uno scopo, ma l'unanimità non mi è mai piaciuta, specialmente se avviene in questo modo insolito: tutti uniti con progetti differenti.

Non riesco ad immaginare gente uscita dal Pci e dal Msi trovarsi assieme, quasi come compari di vecchia data, governare fraternamente.

Un tempo, non secoli fa, ma solo decenni fa, essere di destra o di sinistra significava scontrasi con male parole e pure arrivare alle mani: gli altri non erano avversari, ma nemici da combattere.

Per fortuna tutto questo è finito o quasi, ma ora rivederli fraternamente in un solo governo lascia un po' perplessi.

I fascisti non erano i cattivi della storia?

Il comunismo non era il male assoluto?

Oggi gli eredi di queste due componenti ideali e ideologiche, che hanno riempito di morti i cimiteri, poveri ragazzi che credevano nei loro ideali, si ritrovano e fraternizzano.

D'accordo, è meglio la pace che la guerra.

In tutti questi anni ci hanno preso per i fondelli?

Basta con i morti e i feriti, è giustissimo!

Basta con i pestaggi!

Sono grandi conquiste per noi italiani, ma da qui scoprire che in fondo erano tutti uguali, che le loro idee e i loro progetti di società, i loro programmi erano molto simili lascia almeno sorpresi.

La loro idea di governo non era così differente, infatti vanno perfettamente d'accordo, o così dovrebbero fare.

Non posso credere che cento anni di dibattiti focosi nei bar, nelle osterie prima, nelle famiglie, con le fratture tra fratelli, gli odi profondi fossero tutte per il colore della bandiera e null'altro.

Ora si troveranno tutti uniti in un grande governo, senza timori e se ci fossero le elezioni anticipate costoro sarebbero costretti a proporsi in alternativa al Pdl e alla Lega.

Ci devono però delle spiegazioni, non basta la scusa della salvezza nazionale: è vero che sono morte le ideologie, che non ci sono più valori tipicamente di destra e di sinistra, ma qui si esagera.

Siamo al trasformismo puro e con il fine di ...governare a tutti i costi.

Machiavelli aveva spiegato che il potere deve essere sempre bugiardo e scaltro, perché il fine vero del potere sta nel suo mantenimento e tutto il resto serve come corollario, come arma da usare per mantenerlo o ottenerlo.

Non è tanto il principio che “il fine giustifica i mezzi”, ma che il potere, il fine unico di qualsiasi principe, oggi politico attivo, giustifica i ….travestimenti adatti a conquistarlo.

Religione, sentimenti, emozioni, tradimenti hanno un solo scopo, quello di ottenere il potere e di conservarlo: noi siamo la patria di Nicolò Machiavelli e certe cosucce dovremmo averle capite, si spera.

Elezioni anticipate o governo tecnico?

I ministri Alfano e Maroni si uniscono per arrivare alle elezioni al più presto: “Qualsiasi ipotesi secondo cui chi ha vinto le elezione fa l'opposizione e chi le ha perse fa il governo viola l'articolo uno della Costituzione. Non siamo disponibili a giochi di palazzo. Le elezioni si possono fare in qualunque momento dell'anno”.

Il ministro della Giustizia così mostra che l'ipotesi di governo tecnico non si può fare.

Il fatto grave sta appunto in questo: il governo tecnico avrebbe pochi voti di maggioranza in più, sufficienti per resistere, ma solo se tutte le variegate componenti dei partiti di opposizione si unissero.

La possibilità che un governo simile sopravviva sino alla primavera del 2013 è molto bassa, quasi nulla: potrebbe avere molti scivoloni e rischierebbe di sgretolarsi alla prima occasione.

Questo grande ammasso di forze dovrebbe essere ben compatto per combattere Silvio Berlusconi e la Lega, i cattivi di turno, ma pure gli alleati di ieri sino a poco tempo fa.

Ora le opposizioni devono avere delle opinioni comuni, dei progetti comuni e delle analisi della società che combaciano o sono quanto meno vicine: sinceramente non so cosa possano avere di simile il Pd, l'Udc e i finiani.

Si possono definire forze antagoniste che si uniscono per uno scopo, ma l'unanimità non mi è mai piaciuta, specialmente se avviene in questo modo insolito: tutti uniti con progetti differenti.

Non riesco ad immaginare gente uscita dal Pci e dal Msi trovarsi assieme, quasi come compari di vecchia data, governare fraternamente.

Un tempo, non secoli fa, ma solo decenni fa, essere di destra o di sinistra significava scontrasi con male parole e pure arrivare alle mani: gli altri non erano avversari, ma nemici da combattere.

Per fortuna tutto questo è finito o quasi, ma ora rivederli fraternamente in un solo governo lascia un po' perplessi.

I fascisti non erano i cattivi della storia?

Il comunismo non era il male assoluto?

Oggi gli eredi di queste due componenti ideali e ideologiche, che hanno riempito di morti i cimiteri, poveri ragazzi che credevano nei loro ideali, si ritrovano e fraternizzano.

D'accordo, è meglio la pace che la guerra.

In tutti questi anni ci hanno preso per i fondelli?

Basta con i morti e i feriti, è giustissimo!

Basta con i pestaggi!

Sono grandi conquiste per noi italiani, ma da qui scoprire che in fondo erano tutti uguali, che le loro idee e i loro progetti di società, i loro programmi erano molto simili lascia almeno sorpresi.

La loro idea di governo non era così differente, infatti vanno perfettamente d'accordo, o così dovrebbero fare.

Non posso credere che cento anni di dibattiti focosi nei bar, nelle osterie prima, nelle famiglie, con le fratture tra fratelli, gli odi profondi fossero tutte per il colore della bandiera e null'altro.

Ora si troveranno tutti uniti in un grande governo, senza timori e se ci fossero le elezioni anticipate costoro sarebbero costretti a proporsi in alternativa al Pdl e alla Lega.

Ci devono però delle spiegazioni, non basta la scusa della salvezza nazionale: è vero che sono morte le ideologie, che non ci sono più valori tipicamente di destra e di sinistra, ma qui si esagera.

Siamo al trasformismo puro e con il fine di ...governare a tutti i costi.

Machiavelli aveva spiegato che il potere deve essere sempre bugiardo e scaltro, perché il fine vero del potere sta nel suo mantenimento e tutto il resto serve come corollario, come arma da usare per mantenerlo o ottenerlo.

Non è tanto il principio che “il fine giustifica i mezzi”, ma che il potere, il fine unico di qualsiasi principe, oggi politico attivo, giustifica i ….travestimenti adatti a conquistarlo.

Religione, sentimenti, emozioni, tradimenti hanno un solo scopo, quello di ottenere il potere e di conservarlo: noi siamo la patria di Nicolò Machiavelli e certe cosucce dovremmo averle capite, si spera.

Ora si va alle elezioni, prima o poi

I ministri Alfano e Maroni si uniscono per arrivare alle elezioni al più presto: "Qualsiasi ipotesi secondo cui chi ha vinto le elezione fa l'opposizione e chi le ha perse fa il governo viola l'articolo uno della Costituzione. Non siamo disponibili a giochi di palazzo. Le elezioni si possono fare in qualunque momento dell'anno".
Il ministro della Giustizia così mostra che l'ipotesi di governo tecnico non si può fare.
Il fatto grave sta appunto in questo: il governo tecnico avrebbe pochi voti di maggioranza in più, sufficienti per resistere, ma solo se tutte le variegate componenti dei partiti di opposizione si unissero.
La possibilità che un governo simile sopravviva sino alla primavera del 2013 è molto bassa, quasi nulla: potrebbe avere molti scivoloni e rischierebbe di sgretolarsi alla prima occasione.
Questo grande ammasso di forze dovrebbe essere ben compatto per combattere Silvio Berlusconi e la Lega, i cattivi di turno, ma pure gli alleati di ieri sino a poco tempo fa.
Ora le opposizioni devono avere delle opinioni comuni, dei progetti comuni e delle analisi della società che combaciano o sono quanto meno vicine: sinceramente non so cosa possano avere di simile il Pd, l'Udc e i finiani.
Si possono definire forze antagoniste che si uniscono per uno scopo, ma l'unanimità non mi è mai piaciuta, specialmente se avviene in questo modo insolito: tutti uniti con progetti differenti.
Non riesco ad immaginare gente uscita dal Pci e dal Msi trovarsi assieme, quasi come compari di vecchia data, governare fraternamente.
Un tempo, non secoli fa, ma solo decenni fa, essere di destra o di sinistra significava scontrasi con male parole e pure arrivare alle mani: gli altri non erano avversari, ma nemici da combattere.
Per fortuna tutto questo è finito o quasi, ma ora rivederli fraternamente in un solo governo lascia un po' perplessi.
I fascisti non erano i cattivi della storia?
Il comunismo non era il male assoluto?
Oggi gli eredi di queste due componenti ideali e ideologiche, che hanno riempito di morti i cimiteri, poveri ragazzi che credevano nei loro ideali, si ritrovano e fraternizzano.
D'accordo, è meglio la pace che la guerra.
In tutti questi anni ci hanno preso per i fondelli?
Basta con i morti e i feriti, è giustissimo!
Basta con i pestaggi!
Sono grandi conquiste per noi italiani, ma da qui scoprire che in fondo erano tutti uguali, che le loro idee e i loro progetti di società, i loro programmi erano molto simili lascia almeno sorpresi.
La loro idea di governo non era così differente, infatti vanno perfettamente d'accordo, o così dovrebbero fare.
Non posso credere che cento anni di dibattiti focosi nei bar, nelle osterie prima, nelle famiglie, con le fratture tra fratelli, gli odi profondi fossero tutte per il colore della bandiera e null'altro.
Ora si troveranno tutti uniti in un grande governo, senza timori e se ci fossero le elezioni anticipate costoro sarebbero costretti a proporsi in alternativa al Pdl e alla Lega.
Ci devono però delle spiegazioni, non basta la scusa della salvezza nazionale: è vero che sono morte le ideologie, che non ci sono più valori tipicamente di destra e di sinistra, ma qui si esagera.
Siamo al trasformismo puro e con il fine di ...governare a tutti i costi.
Machiavelli aveva spiegato che il potere deve essere sempre bugiardo e scaltro, perché il fine vero del potere sta nel suo mantenimento e tutto il resto serve come corollario, come arma da usare per mantenerlo o ottenerlo.
Non è tanto il principio che "il fine giustifica i mezzi", ma che il potere, il fine unico di qualsiasi principe, oggi politico attivo, giustifica i ….travestimenti adatti a conquistarlo.
Religione, sentimenti, emozioni, tradimenti hanno un solo scopo, quello di ottenere il potere e di conservarlo: noi siamo la patria di Nicolò Machiavelli e certe cosucce dovremmo averle capite, si spera.

I ministri Alfano e Maroni per le elezioni

I ministri Alfano e Maroni si uniscono per arrivare alle elezioni al più presto: “Qualsiasi ipotesi secondo cui chi ha vinto le elezione fa l'opposizione e chi le ha perse fa il governo viola l'articolo uno della Costituzione. Non siamo disponibili a giochi di palazzo. Le elezioni si possono fare in qualunque momento dell'anno”.

Il ministro della Giustizia così mostra che l'ipotesi di governo tecnico non si può fare.

Il fatto grave sta appunto in questo: il governo tecnico avrebbe pochi voti di maggioranza in più, sufficienti per resistere, ma solo se tutte le variegate componenti dei partiti di opposizione si unissero.

La possibilità che un governo simile sopravviva sino alla primavera del 2013 è molto bassa, quasi nulla: potrebbe avere molti scivoloni e rischierebbe di sgretolarsi alla prima occasione.

Questo grande ammasso di forze dovrebbe essere ben compatto per combattere Silvio Berlusconi e la Lega, i cattivi di turno, ma pure gli alleati di ieri sino a poco tempo fa.

Ora le opposizioni devono avere delle opinioni comuni, dei progetti comuni e delle analisi della società che combaciano o sono quanto meno vicine: sinceramente non so cosa possano avere di simile il Pd, l'Udc e i finiani.

Si possono definire forze antagoniste che si uniscono per uno scopo, ma l'unanimità non mi è mai piaciuta, specialmente se avviene in questo modo insolito: tutti uniti con progetti differenti.

Non riesco ad immaginare gente uscita dal Pci e dal Msi trovarsi assieme, quasi come compari di vecchia data, governare fraternamente.

Un tempo, non secoli fa, ma solo decenni fa, essere di destra o di sinistra significava scontrasi con male parole e pure arrivare alle mani: gli altri non erano avversari, ma nemici da combattere.

Per fortuna tutto questo è finito o quasi, ma ora rivederli fraternamente in un solo governo lascia un po' perplessi.

I fascisti non erano i cattivi della storia?

Il comunismo non era il male assoluto?

Oggi gli eredi di queste due componenti ideali e ideologiche, che hanno riempito di morti i cimiteri, poveri ragazzi che credevano nei loro ideali, si ritrovano e fraternizzano.

D'accordo, è meglio la pace che la guerra.

In tutti questi anni ci hanno preso per i fondelli?

Basta con i morti e i feriti, è giustissimo!

Basta con i pestaggi!

Sono grandi conquiste per noi italiani, ma da qui scoprire che in fondo erano tutti uguali, che le loro idee e i loro progetti di società, i loro programmi erano molto simili lascia almeno sorpresi.

La loro idea di governo non era così differente, infatti vanno perfettamente d'accordo, o così dovrebbero fare.

Non posso credere che cento anni di dibattiti focosi nei bar, nelle osterie prima, nelle famiglie, con le fratture tra fratelli, gli odi profondi fossero tutte per il colore della bandiera e null'altro.

Ora si troveranno tutti uniti in un grande governo, senza timori e se ci fossero le elezioni anticipate costoro sarebbero costretti a proporsi in alternativa al Pdl e alla Lega.

Ci devono però delle spiegazioni, non basta la scusa della salvezza nazionale: è vero che sono morte le ideologie, che non ci sono più valori tipicamente di destra e di sinistra, ma qui si esagera.

Siamo al trasformismo puro e con il fine di ...governare a tutti i costi.

Machiavelli aveva spiegato che il potere deve essere sempre bugiardo e scaltro, perché il fine vero del potere sta nel suo mantenimento e tutto il resto serve come corollario, come arma da usare per mantenerlo o ottenerlo.

Non è tanto il principio che “il fine giustifica i mezzi”, ma che il potere, il fine unico di qualsiasi principe, oggi politico attivo, giustifica i ….travestimenti adatti a conquistarlo.

Religione, sentimenti, emozioni, tradimenti hanno un solo scopo, quello di ottenere il potere e di conservarlo: noi siamo la patria di Nicolò Machiavelli e certe cosucce dovremmo averle capite, si spera.

21 apr 2013

Il governo del presidente con Amato o con Enrico Letta

Il governo del presidente sarà quello di Amato e di Enrico Letta  quindi sarà un governo di sacrifici e lacrime, non mi auguro il sangue, ma prima o poi arriverà anche quello.
Per ora la gente disperata si è suicidata, ma non è detto che molti disperati scendano in piazza contro il governo che impone sacrifici ai cittadini e difende i partiti con i privilegi.
Così abbiamo la banca dei Paschi dei Monti si Siena che ha trasferito miliardi all'estero e ha ottenuto aiuti dal Governo Monti.
Prepariamoci al peggio: il governo del presidente è un governo di dolori e disastri politici ed economici.

16 ago 2010

Lo scontro pre-elettorale

 



I ministri Alfano e Maroni si uniscono per arrivare alle elezioni al più presto: "Qualsiasi ipotesi secondo cui chi ha vinto le elezione fa l'opposizione e chi le ha perse fa il governo viola l'articolo uno della Costituzione. Non siamo disponibili a giochi di palazzo. Le elezioni si possono fare in qualunque momento dell'anno".

Il ministro della Giustizia così mostra che l'ipotesi di governo tecnico non si può fare.

Il fatto grave sta appunto in questo: il governo tecnico avrebbe pochi voti di maggioranza in più, sufficienti per resistere, ma solo se tutte le variegate componenti dei partiti di opposizione si unissero.

La possibilità che un governo simile sopravviva sino alla primavera del 2013 è molto bassa, quasi nulla: potrebbe avere molti scivoloni e rischierebbe di sgretolarsi alla prima occasione.

Questo grande ammasso di forze dovrebbe essere ben compatto per combattere Silvio Berlusconi e la Lega, i cattivi di turno, ma pure gli alleati di ieri sino a poco tempo fa.

Ora le opposizioni devono avere delle opinioni comuni, dei progetti comuni e delle analisi della società che combaciano o sono quanto meno vicine: sinceramente non so cosa possano avere di simile il Pd, l'Udc e i finiani.

Si possono definire forze antagoniste che si uniscono per uno scopo, ma l'unanimità non mi è mai piaciuta, specialmente se avviene in questo modo insolito: tutti uniti con progetti differenti.

Non riesco ad immaginare gente uscita dal Pci e dal Msi trovarsi assieme, quasi come compari di vecchia data, governare fraternamente.

Un tempo, non secoli fa, ma solo decenni fa, essere di destra o di sinistra significava scontrasi con male parole e pure arrivare alle mani: gli altri non erano avversari, ma nemici da combattere.

Per fortuna tutto questo è finito o quasi, ma ora rivederli fraternamente in un solo governo lascia un po' perplessi.

I fascisti non erano i cattivi della storia?

Il comunismo non era il male assoluto?

Oggi gli eredi di queste due componenti ideali e ideologiche, che hanno riempito di morti i cimiteri, poveri ragazzi che credevano nei loro ideali, si ritrovano e fraternizzano.

D'accordo, è meglio la pace che la guerra.

In tutti questi anni ci hanno preso per i fondelli?

Basta con i morti e i feriti, è giustissimo!

Basta con i pestaggi!

Sono grandi conquiste per noi italiani, ma da qui scoprire che in fondo erano tutti uguali, che le loro idee e i loro progetti di società, i loro programmi erano molto simili lascia almeno sorpresi.

La loro idea di governo non era così differente, infatti vanno perfettamente d'accordo, o così dovrebbero fare.

Non posso credere che cento anni di dibattiti focosi nei bar, nelle osterie prima, nelle famiglie, con le fratture tra fratelli, gli odi profondi fossero tutte per il colore della bandiera e null'altro.

Ora si troveranno tutti uniti in un grande governo, senza timori e se ci fossero le elezioni anticipate costoro sarebbero costretti a proporsi in alternativa al Pdl e alla Lega.

Ci devono però delle spiegazioni, non basta la scusa della salvezza nazionale: è vero che sono morte le ideologie, che non ci sono più valori tipicamente di destra e di sinistra, ma qui si esagera.

Siamo al trasformismo puro e con il fine di ...governare a tutti i costi.

Machiavelli aveva spiegato che il potere deve essere sempre bugiardo e scaltro, perché il fine vero del potere sta nel suo mantenimento e tutto il resto serve come corollario, come arma da usare per mantenerlo o ottenerlo.

Non è tanto il principio che "il fine giustifica i mezzi", ma che il potere, il fine unico di qualsiasi principe, oggi politico attivo, giustifica i ….travestimenti adatti a conquistarlo.

Religione, sentimenti, emozioni, tradimenti hanno un solo scopo, quello di ottenere il potere e di conservarlo: noi siamo la patria di Nicolò Machiavelli e certe cosucce dovremmo averle capite, si spera.

Maroni, Alfano e le elezioni


I ministri Alfano e Maroni si uniscono per arrivare alle elezioni al più presto: "Qualsiasi ipotesi secondo cui chi ha vinto le elezione fa l'opposizione e chi le ha perse fa il governo viola l'articolo uno della Costituzione. Non siamo disponibili a giochi di palazzo. Le elezioni si possono fare in qualunque momento dell'anno".

Il ministro della Giustizia così mostra che l'ipotesi di governo tecnico non si può fare.

Il fatto grave sta appunto in questo: il governo tecnico avrebbe pochi voti di maggioranza in più, sufficienti per resistere, ma solo se tutte le variegate componenti dei partiti di opposizione si unissero.

La possibilità che un governo simile sopravviva sino alla primavera del 2013 è molto bassa, quasi nulla: potrebbe avere molti scivoloni e rischierebbe di sgretolarsi alla prima occasione.

Questo grande ammasso di forze dovrebbe essere ben compatto per combattere Silvio Berlusconi e la Lega, i cattivi di turno, ma pure gli alleati di ieri sino a poco tempo fa.

Ora le opposizioni devono avere delle opinioni comuni, dei progetti comuni e delle analisi della società che combaciano o sono quanto meno vicine: sinceramente non so cosa possano avere di simile il Pd, l'Udc e i finiani.

Si possono definire forze antagoniste che si uniscono per uno scopo, ma l'unanimità non mi è mai piaciuta, specialmente se avviene in questo modo insolito: tutti uniti con progetti differenti.

Non riesco ad immaginare gente uscita dal Pci e dal Msi trovarsi assieme, quasi come compari di vecchia data, governare fraternamente.

Un tempo, non secoli fa, ma solo decenni fa, essere di destra o di sinistra significava scontrasi con male parole e pure arrivare alle mani: gli altri non erano avversari, ma nemici da combattere.

Per fortuna tutto questo è finito o quasi, ma ora rivederli fraternamente in un solo governo lascia un po' perplessi.

I fascisti non erano i cattivi della storia?

Il comunismo non era il male assoluto?

Oggi gli eredi di queste due componenti ideali e ideologiche, che hanno riempito di morti i cimiteri, poveri ragazzi che credevano nei loro ideali, si ritrovano e fraternizzano.

D'accordo, è meglio la pace che la guerra.

In tutti questi anni ci hanno preso per i fondelli?

Basta con i morti e i feriti, è giustissimo!

Basta con i pestaggi!

Sono grandi conquiste per noi italiani, ma da qui scoprire che in fondo erano tutti uguali, che le loro idee e i loro progetti di società, i loro programmi erano molto simili lascia almeno sorpresi.

La loro idea di governo non era così differente, infatti vanno perfettamente d'accordo, o così dovrebbero fare.

Non posso credere che cento anni di dibattiti focosi nei bar, nelle osterie prima, nelle famiglie, con le fratture tra fratelli, gli odi profondi fossero tutte per il colore della bandiera e null'altro.

Ora si troveranno tutti uniti in un grande governo, senza timori e se ci fossero le elezioni anticipate costoro sarebbero costretti a proporsi in alternativa al Pdl e alla Lega.

Ci devono però delle spiegazioni, non basta la scusa della salvezza nazionale: è vero che sono morte le ideologie, che non ci sono più valori tipicamente di destra e di sinistra, ma qui si esagera.

Siamo al trasformismo puro e con il fine di ...governare a tutti i costi.

Machiavelli aveva spiegato che il potere deve essere sempre bugiardo e scaltro, perché il fine vero del potere sta nel suo mantenimento e tutto il resto serve come corollario, come arma da usare per mantenerlo o ottenerlo.

Non è tanto il principio che "il fine giustifica i mezzi", ma che il potere, il fine unico di qualsiasi principe, oggi politico attivo, giustifica i ….travestimenti adatti a conquistarlo.

Religione, sentimenti, emozioni, tradimenti hanno un solo scopo, quello di ottenere il potere e di conservarlo: noi siamo la patria di Nicolò Machiavelli e certe cosucce dovremmo averle capite, si spera.

Elezioni o morte

 



I ministri Alfano e Maroni si uniscono per arrivare alle elezioni al più presto: "Qualsiasi ipotesi secondo cui chi ha vinto le elezione fa l'opposizione e chi le ha perse fa il governo viola l'articolo uno della Costituzione. Non siamo disponibili a giochi di palazzo. Le elezioni si possono fare in qualunque momento dell'anno".

Il ministro della Giustizia così mostra che l'ipotesi di governo tecnico non si può fare.

Il fatto grave sta appunto in questo: il governo tecnico avrebbe pochi voti di maggioranza in più, sufficienti per resistere, ma solo se tutte le variegate componenti dei partiti di opposizione si unissero.

La possibilità che un governo simile sopravviva sino alla primavera del 2013 è molto bassa, quasi nulla: potrebbe avere molti scivoloni e rischierebbe di sgretolarsi alla prima occasione.

Questo grande ammasso di forze dovrebbe essere ben compatto per combattere Silvio Berlusconi e la Lega, i cattivi di turno, ma pure gli alleati di ieri sino a poco tempo fa.

Ora le opposizioni devono avere delle opinioni comuni, dei progetti comuni e delle analisi della società che combaciano o sono quanto meno vicine: sinceramente non so cosa possano avere di simile il Pd, l'Udc e i finiani.

Si possono definire forze antagoniste che si uniscono per uno scopo, ma l'unanimità non mi è mai piaciuta, specialmente se avviene in questo modo insolito: tutti uniti con progetti differenti.

Non riesco ad immaginare gente uscita dal Pci e dal Msi trovarsi assieme, quasi come compari di vecchia data, governare fraternamente.

Un tempo, non secoli fa, ma solo decenni fa, essere di destra o di sinistra significava scontrasi con male parole e pure arrivare alle mani: gli altri non erano avversari, ma nemici da combattere.

Per fortuna tutto questo è finito o quasi, ma ora rivederli fraternamente in un solo governo lascia un po' perplessi.

I fascisti non erano i cattivi della storia?

Il comunismo non era il male assoluto?

Oggi gli eredi di queste due componenti ideali e ideologiche, che hanno riempito di morti i cimiteri, poveri ragazzi che credevano nei loro ideali, si ritrovano e fraternizzano.

D'accordo, è meglio la pace che la guerra.

In tutti questi anni ci hanno preso per i fondelli?

Basta con i morti e i feriti, è giustissimo!

Basta con i pestaggi!

Sono grandi conquiste per noi italiani, ma da qui scoprire che in fondo erano tutti uguali, che le loro idee e i loro progetti di società, i loro programmi erano molto simili lascia almeno sorpresi.

La loro idea di governo non era così differente, infatti vanno perfettamente d'accordo, o così dovrebbero fare.

Non posso credere che cento anni di dibattiti focosi nei bar, nelle osterie prima, nelle famiglie, con le fratture tra fratelli, gli odi profondi fossero tutte per il colore della bandiera e null'altro.

Ora si troveranno tutti uniti in un grande governo, senza timori e se ci fossero le elezioni anticipate costoro sarebbero costretti a proporsi in alternativa al Pdl e alla Lega.

Ci devono però delle spiegazioni, non basta la scusa della salvezza nazionale: è vero che sono morte le ideologie, che non ci sono più valori tipicamente di destra e di sinistra, ma qui si esagera.

Siamo al trasformismo puro e con il fine di ...governare a tutti i costi.

Machiavelli aveva spiegato che il potere deve essere sempre bugiardo e scaltro, perché il fine vero del potere sta nel suo mantenimento e tutto il resto serve come corollario, come arma da usare per mantenerlo o ottenerlo.

Non è tanto il principio che "il fine giustifica i mezzi", ma che il potere, il fine unico di qualsiasi principe, oggi politico attivo, giustifica i ….travestimenti adatti a conquistarlo.

Religione, sentimenti, emozioni, tradimenti hanno un solo scopo, quello di ottenere il potere e di conservarlo: noi siamo la patria di Nicolò Machiavelli e certe cosucce dovremmo averle capite, si spera.

5 ago 2010

Respinta la sfiducia il governo galleggia



La mozione di sfiducia contro il sottosegretario Caliendo è stata respinta alla Camera con 229 sì, 299 no e 75 astenuti. Il governo si è salvato per la strana e misteriosa astensione del centro, risorto grazie alla non chiara alleanza tra l'Udc di Casini, Gianfranco Fini e Rutelli: i due grandi partiti nazionali, il Pd e il Pdl hanno perso dei pezzi, favorendo questa insolita alleanza di personaggi dalla storia politica differente. L'equilibrio politico è sempre più instabile e la Lega mantiene il governo Berlusconi al suo posto: probabilmente le spinte interne ed esterne alla maggioranza riusciranno a conservare questo governo in bilico per lungo tempo ancora, ma le forze economiche e sociali che vogliono farlo cadere sono tante e forti. Esiste un mondo di notabili che non ama Berlusconi, perché i loro interessi non seguono la politica del premier: vedono in qualsiasi cambiamento un pericolo, pur restando sempre limitati i possibili mutamenti con questo o con altri governi di diverso segno. I dirigenti pubblici e le forze a loro vicine non possono amare chi ha il suo potere nel mondo degli affari, nell'economia reale o finanziaria. Pure quel ceto medio che un tempo era definito “dedito alle arti liberali”, oggi non sempre ama Silvio: costoro non sono ricchissimi, anzi, pur possedendo benessere e ottimi guadagni sono lontanissimi dal patrimonio dell'uomo di Arcore. Non parlo dell'invidia, ma delle visioni distanti e degli interessi differenti che stanno alla base di questa sfiducia verso un governo che dovrebbe rappresentarli. Invece la crisi ha scavato un fossato tra costoro, che vedono perdere il loro livello di benessere: l'uomo più ricco d'Italia così si è avvicinato, con una certa demagogia, al mondo degli artigiani, non solo del Nord, formato da un popolo quasi ricco, ma solo per il suo lavoro e la sua abilità. Sono pure ex muratori diventati impresari, falegnami ora industriali, con qualche decina di operai dipendenti, abbiamo anche i meccanici datori di lavoro di uno o due ragazzi. Si scoprono i ristoratori e i commercianti con un loro benessere provvisorio, con quelli che rischiano ogni giorno di chiudere e quelli che si sono “arresi” e hanno la loro sede operativa dentro i centri commerciali: è il popolo della Partita Iva, spesso quasi ricco, ma con il rischio di dover cessare l'attività ogni giorno in questo periodo di crisi. Quello che sostiene il governo è la speranza di costoro, che non sono sempre eroi, né criminali: è gente che vive nel limbo dei mezzi ricchi che possono finire sul lastrico, che temono i creditori e possiedono bei patrimoni in immobili, perché non si fidano delle banche e neppure dei titoli di Stato. Ora il quadro si fa confuso e non esiste una forza politica che sappia coagulare le opposizioni, fatta da gente diversa, votata da elettori disparati, che vanno dai pensionati, agli operai, al ceto medio impiegatizio, sino ai tecnici e ai professionisti in carriera. Il voto strano, che ha salvato la maggioranza, con un centro che si astiene, nasconde l'incapacità di proporre qualcosa di veramente alternativo e nuovo in questo Paese: si può dire che in troppi in parlamento non sappiano cosa fare. Il governo di Silvio galleggia? Probabilmente perché non ci sono persone con dei progetti chiari da rendere efficaci strumenti per far funzionare il sistema economico e sociale italiano: in molti preferiscono restare nell'ombra, temono di più dover decidere e governare che nascondersi nell'opposizione.

16 ago 2010

Bossi vuole le elezioni, gli altri no

I ministri Alfano e Maroni si uniscono per arrivare alle elezioni al più presto: “Qualsiasi ipotesi secondo cui chi ha vinto le elezione fa l'opposizione e chi le ha perse fa il governo viola l'articolo uno della Costituzione. Non siamo disponibili a giochi di palazzo. Le elezioni si possono fare in qualunque momento dell'anno”.

Il ministro della Giustizia così mostra che l'ipotesi di governo tecnico non si può fare.

Il fatto grave sta appunto in questo: il governo tecnico avrebbe pochi voti di maggioranza in più, sufficienti per resistere, ma solo se tutte le variegate componenti dei partiti di opposizione si unissero.

La possibilità che un governo simile sopravviva sino alla primavera del 2013 è molto bassa, quasi nulla: potrebbe avere molti scivoloni e rischierebbe di sgretolarsi alla prima occasione.

Questo grande ammasso di forze dovrebbe essere ben compatto per combattere Silvio Berlusconi e la Lega, i cattivi di turno, ma pure gli alleati di ieri sino a poco tempo fa.

Ora le opposizioni devono avere delle opinioni comuni, dei progetti comuni e delle analisi della società che combaciano o sono quanto meno vicine: sinceramente non so cosa possano avere di simile il Pd, l'Udc e i finiani.

Si possono definire forze antagoniste che si uniscono per uno scopo, ma l'unanimità non mi è mai piaciuta, specialmente se avviene in questo modo insolito: tutti uniti con progetti differenti.

Non riesco ad immaginare gente uscita dal Pci e dal Msi trovarsi assieme, quasi come compari di vecchia data, governare fraternamente.

Un tempo, non secoli fa, ma solo decenni fa, essere di destra o di sinistra significava scontrasi con male parole e pure arrivare alle mani: gli altri non erano avversari, ma nemici da combattere.

Per fortuna tutto questo è finito o quasi, ma ora rivederli fraternamente in un solo governo lascia un po' perplessi.

I fascisti non erano i cattivi della storia?

Il comunismo non era il male assoluto?

Oggi gli eredi di queste due componenti ideali e ideologiche, che hanno riempito di morti i cimiteri, poveri ragazzi che credevano nei loro ideali, si ritrovano e fraternizzano.

D'accordo, è meglio la pace che la guerra.

In tutti questi anni ci hanno preso per i fondelli?

Basta con i morti e i feriti, è giustissimo!

Basta con i pestaggi!

Sono grandi conquiste per noi italiani, ma da qui scoprire che in fondo erano tutti uguali, che le loro idee e i loro progetti di società, i loro programmi erano molto simili lascia almeno sorpresi.

La loro idea di governo non era così differente, infatti vanno perfettamente d'accordo, o così dovrebbero fare.

Non posso credere che cento anni di dibattiti focosi nei bar, nelle osterie prima, nelle famiglie, con le fratture tra fratelli, gli odi profondi fossero tutte per il colore della bandiera e null'altro.

Ora si troveranno tutti uniti in un grande governo, senza timori e se ci fossero le elezioni anticipate costoro sarebbero costretti a proporsi in alternativa al Pdl e alla Lega.

Ci devono però delle spiegazioni, non basta la scusa della salvezza nazionale: è vero che sono morte le ideologie, che non ci sono più valori tipicamente di destra e di sinistra, ma qui si esagera.

Siamo al trasformismo puro e con il fine di ...governare a tutti i costi.

Machiavelli aveva spiegato che il potere deve essere sempre bugiardo e scaltro, perché il fine vero del potere sta nel suo mantenimento e tutto il resto serve come corollario, come arma da usare per mantenerlo o ottenerlo.

Non è tanto il principio che “il fine giustifica i mezzi”, ma che il potere, il fine unico di qualsiasi principe, oggi politico attivo, giustifica i ….travestimenti adatti a conquistarlo.

Religione, sentimenti, emozioni, tradimenti hanno un solo scopo, quello di ottenere il potere e di conservarlo: noi siamo la patria di Nicolò Machiavelli e certe cosucce dovremmo averle capite, si spera.

27 set 2010

Respinta la fiducia alla Camera, il governo resiste in bilico




La mozione di sfiducia contro il sottosegretario Caliendo è stata respinta alla Camera con 229 sì, 299 no e 75 astenuti.
Il governo si è salvato per la strana e misteriosa astensione del centro, risorto grazie alla non chiara alleanza tra l'Udc di Casini, Gianfranco Fini e Rutelli: i due grandi partiti nazionali, il Pd e il Pdl hanno perso dei pezzi, favorendo questa insolita alleanza di personaggi dalla storia politica differente.
L'equilibrio politico è sempre più instabile e la Lega mantiene il governo Berlusconi al suo posto: probabilmente le spinte interne ed esterne alla maggioranza riusciranno a conservare questo governo in bilico per lungo tempo ancora, ma le forze economiche e sociali che vogliono farlo cadere sono tante e forti.
Esiste un mondo di notabili che non ama Berlusconi, perché i loro interessi non seguono la politica del premier: vedono in qualsiasi cambiamento un pericolo, pur restando sempre limitati i possibili mutamenti con questo o con altri governi di diverso segno.
I dirigenti pubblici e le forze a loro vicine non possono amare chi ha il suo potere nel mondo degli affari, nell'economia reale o finanziaria.
Pure quel ceto medio che un tempo era definito “dedito alle arti liberali”, oggi non sempre ama Silvio: costoro non sono ricchissimi, anzi, pur possedendo benessere e ottimi guadagni sono lontanissimi dal patrimonio dell'uomo di Arcore.
Non parlo dell'invidia, ma delle visioni distanti e degli interessi differenti che stanno alla base di questa sfiducia verso un governo che dovrebbe rappresentarli.
Invece la crisi ha scavato un fossato tra costoro, che vedono perdere il loro livello di benessere: l'uomo più ricco d'Italia così si è avvicinato, con una certa demagogia, al mondo degli artigiani, non solo del Nord, formato da un popolo quasi ricco, ma solo per il suo lavoro e la sua abilità.
Sono pure ex muratori diventati impresari, falegnami ora industriali, con qualche decina di operai dipendenti, abbiamo anche i meccanici datori di lavoro di uno o due ragazzi.
Si scoprono i ristoratori e i commercianti con un loro benessere provvisorio, con quelli che rischiano ogni giorno di chiudere e quelli che si sono “arresi” e hanno la loro sede operativa dentro i centri commerciali: è il popolo della Partita Iva, spesso quasi ricco, ma con il rischio di dover cessare l'attività ogni giorno in questo periodo di crisi.
Quello che sostiene il governo è la speranza di costoro, che non sono sempre eroi, né criminali: è gente che vive nel limbo dei mezzi ricchi che possono finire sul lastrico, che temono i creditori e possiedono bei patrimoni in immobili, perché non si fidano delle banche e neppure dei titoli di Stato.
Ora il quadro si fa confuso e non esiste una forza politica che sappia coagulare le opposizioni, fatta da gente diversa, votata da elettori disparati, che vanno dai pensionati, agli operai, al ceto medio impiegatizio, sino ai tecnici e ai professionisti in carriera.
Il voto strano, che ha salvato la maggioranza, con un centro che si astiene, nasconde l'incapacità di proporre qualcosa di veramente alternativo e nuovo in questo Paese: si può dire che in troppi in parlamento non sappiano cosa fare.
Il governo di Silvio galleggia?
Probabilmente perché non ci sono persone con dei progetti chiari da rendere efficaci strumenti per far funzionare il sistema economico e sociale italiano: in molti preferiscono restare nell'ombra, temono di più dover decidere e governare che nascondersi nell'opposizione.

5 ago 2010

Caliendo non fa cadere il governo



La mozione di sfiducia contro il sottosegretario Caliendo è stata respinta alla Camera con 229 sì, 299 no e 75 astenuti.
Il governo si è salvato per la strana e misteriosa astensione del centro, risorto grazie alla non chiara alleanza tra l'Udc di Casini, Gianfranco Fini e Rutelli: i due grandi partiti nazionali, il Pd e il Pdl hanno perso dei pezzi, favorendo questa insolita alleanza di personaggi dalla storia politica differente.
L'equilibrio politico è sempre più instabile e la Lega mantiene il governo Berlusconi al suo posto: probabilmente le spinte interne ed esterne alla maggioranza riusciranno a conservare questo governo in bilico per lungo tempo ancora, ma le forze economiche e sociali che vogliono farlo cadere sono tante e forti.
Esiste un mondo di notabili che non ama Berlusconi, perché i loro interessi non seguono la politica del premier: vedono in qualsiasi cambiamento un pericolo, pur restando sempre limitati i possibili mutamenti con questo o con altri governi di diverso segno.
I dirigenti pubblici e le forze a loro vicine non possono amare chi ha il suo potere nel mondo degli affari, nell'economia reale o finanziaria.
Pure quel ceto medio che un tempo era definito “dedito alle arti liberali”, oggi non sempre ama Silvio: costoro non sono ricchissimi, anzi, pur possedendo benessere e ottimi guadagni sono lontanissimi dal patrimonio dell'uomo di Arcore.
Non parlo dell'invidia, ma delle visioni distanti e degli interessi differenti che stanno alla base di questa sfiducia verso un governo che dovrebbe rappresentarli.
Invece la crisi ha scavato un fossato tra costoro, che vedono perdere il loro livello di benessere: l'uomo più ricco d'Italia così si è avvicinato, con una certa demagogia, al mondo degli artigiani, non solo del Nord, formato da un popolo quasi ricco, ma solo per il suo lavoro e la sua abilità.
Sono pure ex muratori diventati impresari, falegnami ora industriali, con qualche decina di operai dipendenti, abbiamo anche i meccanici datori di lavoro di uno o due ragazzi.
Si scoprono i ristoratori e i commercianti con un loro benessere provvisorio, con quelli che rischiano ogni giorno di chiudere e quelli che si sono “arresi” e hanno la loro sede operativa dentro i centri commerciali: è il popolo della Partita Iva, spesso quasi ricco, ma con il rischio di dover cessare l'attività ogni giorno in questo periodo di crisi.
Quello che sostiene il governo è la speranza di costoro, che non sono sempre eroi, né criminali: è gente che vive nel limbo dei mezzi ricchi che possono finire sul lastrico, che temono i creditori e possiedono bei patrimoni in immobili, perché non si fidano delle banche e neppure dei titoli di Stato.
Ora il quadro si fa confuso e non esiste una forza politica che sappia coagulare le opposizioni, fatta da gente diversa, votata da elettori disparati, che vanno dai pensionati, agli operai, al ceto medio impiegatizio, sino ai tecnici e ai professionisti in carriera.
Il voto strano, che ha salvato la maggioranza, con un centro che si astiene, nasconde l'incapacità di proporre qualcosa di veramente alternativo e nuovo in questo Paese: si può dire che in troppi in parlamento non sappiano cosa fare.
Il governo di Silvio galleggia?
Probabilmente perché non ci sono persone con dei progetti chiari da rendere efficaci strumenti per far funzionare il sistema economico e sociale italiano: in molti preferiscono restare nell'ombra, temono di più dover decidere e governare che nascondersi nell'opposizione.

16 ago 2010

Pare che non si scherza

 


I ministri Alfano e Maroni si uniscono per arrivare alle elezioni al più presto: "Qualsiasi ipotesi secondo cui chi ha vinto le elezione fa l'opposizione e chi le ha perse fa il governo viola l'articolo uno della Costituzione. Non siamo disponibili a giochi di palazzo. Le elezioni si possono fare in qualunque momento dell'anno".
Il ministro della Giustizia così mostra che l'ipotesi di governo tecnico non si può fare.
Il fatto grave sta appunto in questo: il governo tecnico avrebbe pochi voti di maggioranza in più, sufficienti per resistere, ma solo se tutte le variegate componenti dei partiti di opposizione si unissero.
La possibilità che un governo simile sopravviva sino alla primavera del 2013 è molto bassa, quasi nulla: potrebbe avere molti scivoloni e rischierebbe di sgretolarsi alla prima occasione.
Questo grande ammasso di forze dovrebbe essere ben compatto per combattere Silvio Berlusconi e la Lega, i cattivi di turno, ma pure gli alleati di ieri sino a poco tempo fa.
Ora le opposizioni devono avere delle opinioni comuni, dei progetti comuni e delle analisi della società che combaciano o sono quanto meno vicine: sinceramente non so cosa possano avere di simile il Pd, l'Udc e i finiani.
Si possono definire forze antagoniste che si uniscono per uno scopo, ma l'unanimità non mi è mai piaciuta, specialmente se avviene in questo modo insolito: tutti uniti con progetti differenti.
Non riesco ad immaginare gente uscita dal Pci e dal Msi trovarsi assieme, quasi come compari di vecchia data, governare fraternamente.
Un tempo, non secoli fa, ma solo decenni fa, essere di destra o di sinistra significava scontrasi con male parole e pure arrivare alle mani: gli altri non erano avversari, ma nemici da combattere.
Per fortuna tutto questo è finito o quasi, ma ora rivederli fraternamente in un solo governo lascia un po' perplessi.
I fascisti non erano i cattivi della storia?
Il comunismo non era il male assoluto?
Oggi gli eredi di queste due componenti ideali e ideologiche, che hanno riempito di morti i cimiteri, poveri ragazzi che credevano nei loro ideali, si ritrovano e fraternizzano.
D'accordo, è meglio la pace che la guerra.
In tutti questi anni ci hanno preso per i fondelli?
Basta con i morti e i feriti, è giustissimo!
Basta con i pestaggi!
Sono grandi conquiste per noi italiani, ma da qui scoprire che in fondo erano tutti uguali, che le loro idee e i loro progetti di società, i loro programmi erano molto simili lascia almeno sorpresi.
La loro idea di governo non era così differente, infatti vanno perfettamente d'accordo, o così dovrebbero fare.
Non posso credere che cento anni di dibattiti focosi nei bar, nelle osterie prima, nelle famiglie, con le fratture tra fratelli, gli odi profondi fossero tutte per il colore della bandiera e null'altro.
Ora si troveranno tutti uniti in un grande governo, senza timori e se ci fossero le elezioni anticipate costoro sarebbero costretti a proporsi in alternativa al Pdl e alla Lega.
Ci devono però delle spiegazioni, non basta la scusa della salvezza nazionale: è vero che sono morte le ideologie, che non ci sono più valori tipicamente di destra e di sinistra, ma qui si esagera.
Siamo al trasformismo puro e con il fine di ...governare a tutti i costi.
Machiavelli aveva spiegato che il potere deve essere sempre bugiardo e scaltro, perché il fine vero del potere sta nel suo mantenimento e tutto il resto serve come corollario, come arma da usare per mantenerlo o ottenerlo.
Non è tanto il principio che "il fine giustifica i mezzi", ma che il potere, il fine unico di qualsiasi principe, oggi politico attivo, giustifica i ….travestimenti adatti a conquistarlo.
Religione, sentimenti, emozioni, tradimenti hanno un solo scopo, quello di ottenere il potere e di conservarlo: noi siamo la patria di Nicolò Machiavelli e certe cosucce dovremmo averle capite, si spera.