31 gen 2011

Egitto in rivolta, IL Cairo


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Miliardi di dollari sono finiti dagli Usa in Egitto per finanziare il regime di Mubarek ed alla fine tutto crolla.

Questo prova che la politica estera degli Stati Uniti è alla pari di quella europea: la mancanza di un'analisi della situazione può solo provocare guai e sperpero di denaro, che sarebbe servito per altre necessità planetarie.

I dittatori sono dei cattivi amministratori: ora l'Egitto rischia di finire sotto il tallone d'acciaio dell'esercito, che soffocherà la rivolta del pane, oppure si rischia di vedere al potere un'altra strampalata repubblica islamica, con una guerra civile contro i copti.

A quel punto le armi occidentali, regalate dagli Usa all'esercito egiziano, serviranno per sconfiggere e sterminare una popolazione innocente, da sempre vittima della repressione islamica.

Le sciagurate scelte statunitensi seguono la logica coloniale britannica, di antica data, ma non solo: si utilizzano i personaggi peggiori per governare un Paese, finanziando dittatori feroci, oppure dinastie principesche islamiche, corrotte, che finiscono per essere odiate dalla popolazione locale.

Tutto questo non porta alla vera democrazia, ma a un sistema oppressivo, che rende il popolo ignorante, da sfruttare come lavoratori a bassa specializzazione, malpagati in patria e fuori dal paese di origine.

Lo sfruttamento delle masse analfabete islamiche, delle risorse economiche, minerarie, del petrolio porta alla formazione di regimi terribili, sempre meno laici e sempre più feroci, che svendono l'economia del Paese e la portano alla fame, con la scusa della religione pura e dura.

L'Occidente o chi per esso, si arricchisce, mentre la rabbia cresce tra le popolazioni islamiche e si sfoga sulle minoranze non islamiche come in Iraq ed ora in Egitto.

Il futuro come sarà?

Se la politica estera degli Usa e dell'Europa non muta, avremo terribili olocausti, genocidi che non si sono mai visti su questa terra, peggiori di quelli nazisti e stalinisti del Novecento.

Si deve puntare sulle forze laiche o islamiche ragionevoli, facendo nomi e cognomi di chi finanzia le moschee radicali, mettendosi alle spalle di personaggi che sono islamici solo in apparenza, ma hanno vizi tutti occidentali, come alcool, sesso anche ambiguo e droga, con orge e corruzione.

I finanziatori alla fine sono tra certi personaggi “nostrani” senza scrupoli che fanno giochi sporchi.

Le oligarchie, le dittature, le teocrazie resisterebbero poche settimane senza gli..... aiuti economici degli affaristi occidentali.

La lotta per la libertà dovrebbe passare pure da noi, per prima cosa si devono combattere tutti i razzismi, specialmente quelli sotterranei, che si nascondono di paternalismo.

Tutti gli uomini e le donne dell'Egitto, del Sud del Mondo in genere, devono avere i nostri diritti di parola, di religione, di vivere come meglio credono: intendo i diritti di cambiare la propria fede, quando meglio vogliono, di esprimere i loro sentimenti e le loro idee come noi.

Le donne dovrebbero essere libere di essere loro stesse, senza alcuna costrizione, tutti dovrebbero avere la possibilità di leggere e studiare ciò che desiderano.

Sì, dovrebbero essere liberi almeno quanto noi: solo così l'estremismo troverà tutte le porte chiuse e non parlo solo di quello islamico, ma anche quello politico, che da noi crea ancora fronti contrapposti, esaltati che sanno solo insultare, minacciare e sono pure incapaci di esprimere idee in un dibattito sensato, razionale e intelligente.

La libertà è una parola troppo bella per essere confusa con il …..”diritto” alla calunnia, alla bestemmia, all'insulto forsennato, all'istigazione alla violenza: combattere contro la tirannide significa lottare contro il potere assolutista dei fanatici di tutte le categorie, oso dire degli imbecilli di tutto il mondo.