24 ago 2010

 

Intanto la cronaca segnala lo scambio di insulti tra Casini e Bossi, con reciproche accuse di essere dediti agli intrallazzi, poi pure qualche parolaccia è sbocciata, ma tutto questo fa parte della politica.

Intanto, pare che Berlusconi non disdegni di trattare con Casini, per uno scopo differente, quello di avere una gamba in più per il suo governo traballante, non fidandosi di Fini e dei suoi seguaci.

Ora le ipotesi di quello che pare un rimpasto prende forme differenti: è sfumata ormai il progetto di un governo tecnico di larghe intese, con l'unico scopo di organizzare la crociata anti Berlusconi.

Qualcuno si è accorto che sarebbe l'armata Brancaleone che va alle crociate, con un finale disastroso.

Così il quadro si fa complesso eppure tutto questo pare il tentativo di impedire lo spostamento a destra e verso posizioni federaliste della maggioranza: si cerca di contrapporsi al peso sempre più grande di forze che vogliono risolvere i problemi con decisioni anche drastiche.

La sinistra ora è spiazzata e il centro cerca di riprendersi il suo spazio, che un tempo possedeva: destra, sinistra e centro fanno il gioco delle 5 carte, si ripescano sempre le stesse scartine, da ripresentare al Paese.

Fini, Casini e Rutelli sono nomi conosciuti e vecchi: li abbiamo provati a suo tempo, ma ora si ripresentano come nuovi, ma forse è meglio parlare di rimessi a nuovo.

Così si rimandano le decisioni coraggiose e difficili al futuro: saranno sempre più faticose e impopolari da realizzare.

Le parolacce tra il centro e i leghisti rappresentano la fine di una politica educata, tra avversari quasi cortesi, che non si sarebbero mai abbassati a chiamarsi "stronzi" e altro.

Ora siamo nell'epoca che spinge a una politica della decisione, dell'azione e vincerà le elezioni chi saprà dimostrare che sanno fare, sanno risolvere i problemi.

Finalmente l'era delle ideologie è definitivamente tramontata, anche la classe politica vive ancora secondo la logica dei tradimenti a palazzo, degli accordi sotto banco.

Poi oltre alla destra nostrana e alla sinistra sognatrice esiste un Paese pure capace, disgustato da tutte queste beghe da comare.

Prima o poi la politica diverrà una cosa seria per gente seria?

Probabilmente sarà così: gli istrioni e gli intrallazzatori verranno mandati a casa loro, magari a lavorare veramente, a provare la fatica di tutti i giorni.

Perché, prima di discutere come dividersi la torta del potere, non discuta sul programma e su cosa fare per uscire dalla crisi.

Per esempio, invece di parlare se questo o quello possono entrare nella maggioranza, perché non si parla delle eventuali modifiche che costoro porteranno al programma di governo: questo potrebbe interessarci molto di più di un ministro e di un sottosegretario in più o in meno.

Se il cambiamento portasse una modifica nel programma, votato dagli elettori a quel punto i cittadini potrebbero pretendere una giustificazione e un chiarimento: noi cittadini pretendiamo di essere rispettati e non trattati come degli eterni minorenni, anzi come dei poveri allocchi.




Bossi non vuole far parte di questa nuova maggioranza, anche perché questo governo sarebbe spostato al centro e lui verrebbe emarginato.

Inoltre questa proposta ha sempre la complicazione di una rottura con la Lega, che provocherebbe elezioni o un governo tecnico.

Intanto la cronaca segnala lo scambio di insulti tra Casini e Bossi, con reciproche accuse di essere dediti agli intrallazzi, poi pure qualche parolaccia è sbocciata, ma tutto questo fa parte della politica.

Intanto, pare che Berlusconi non disdegni di trattare con Casini, per uno scopo differente, quello di avere una gamba in più per il suo governo traballante, non fidandosi di Fini e dei suoi seguaci.

Ora le ipotesi di quello che pare un rimpasto prende forme differenti: è sfumata ormai il progetto di un governo tecnico di larghe intese, con l'unico scopo di organizzare la crociata anti Berlusconi.

Qualcuno si è accorto che sarebbe l'armata Brancaleone che va alle crociate, con un finale disastroso.

Così il quadro si fa complesso eppure tutto questo pare il tentativo di impedire lo spostamento a destra e verso posizioni federaliste della maggioranza: si cerca di contrapporsi al peso sempre più grande di forze che vogliono risolvere i problemi con decisioni anche drastiche.

La sinistra ora è spiazzata e il centro cerca di riprendersi il suo spazio, che un tempo possedeva: destra, sinistra e centro fanno il gioco delle 5 carte, si ripescano sempre le stesse scartine, da ripresentare al Paese.

Fini, Casini e Rutelli sono nomi conosciuti e vecchi: li abbiamo provati a suo tempo, ma ora si ripresentano come nuovi, ma forse è meglio parlare di rimessi a nuovo.

Così si rimandano le decisioni coraggiose e difficili al futuro: saranno sempre più faticose e impopolari da realizzare.

Le parolacce tra il centro e i leghisti rappresentano la fine di una politica educata, tra avversari quasi cortesi, che non si sarebbero mai abbassati a chiamarsi "stronzi" e altro.

Ora siamo nell'epoca che spinge a una politica della decisione, dell'azione e vincerà le elezioni chi saprà dimostrare che sanno fare, sanno risolvere i problemi.

Finalmente l'era delle ideologie è definitivamente tramontata, anche la classe politica vive ancora secondo la logica dei tradimenti a palazzo, degli accordi sotto banco.

Poi oltre alla destra nostrana e alla sinistra sognatrice esiste un Paese pure capace, disgustato da tutte queste beghe da comare.

Prima o poi la politica diverrà una cosa seria per gente seria?

Probabilmente sarà così: gli istrioni e gli intrallazzatori verranno mandati a casa loro, magari a lavorare veramente, a provare la fatica di tutti i giorni.

Perché, prima di discutere come dividersi la torta del potere, non discuta sul programma e su cosa fare per uscire dalla crisi.

Per esempio, invece di parlare se questo o quello possono entrare nella maggioranza, perché non si parla delle eventuali modifiche che costoro porteranno al programma di governo: questo potrebbe interessarci molto di più di un ministro e di un sottosegretario in più o in meno.

Se il cambiamento portasse una modifica nel programma, votato dagli elettori a quel punto i cittadini potrebbero pretendere una giustificazione e un chiarimento: noi cittadini pretendiamo di essere rispettati e non trattati come degli eterni minorenni, anzi come dei poveri allocchi.




 

Il finiano Italo Bocchino propone, sicuramente come portavoce di qualcun altro, una via di uscita particolare alla crisi: "….nuovo governo con profilo alto e riformatore e una maggioranza più ampia, costruendo una nuova coalizione che comprenda i partiti di Fini, Casini e Rutelli e i moderati del Pd ormai delusi".

Bossi non vuole far parte di questa nuova maggioranza, anche perché questo governo sarebbe spostato al centro e lui verrebbe emarginato.

Inoltre questa proposta ha sempre la complicazione di una rottura con la Lega, che provocherebbe elezioni o un governo tecnico.

Intanto la cronaca segnala lo scambio di insulti tra Casini e Bossi, con reciproche accuse di essere dediti agli intrallazzi, poi pure qualche parolaccia è sbocciata, ma tutto questo fa parte della politica.

Intanto, pare che Berlusconi non disdegni di trattare con Casini, per uno scopo differente, quello di avere una gamba in più per il suo governo traballante, non fidandosi di Fini e dei suoi seguaci.

Ora le ipotesi di quello che pare un rimpasto prende forme differenti: è sfumata ormai il progetto di un governo tecnico di larghe intese, con l'unico scopo di organizzare la crociata anti Berlusconi.

Qualcuno si è accorto che sarebbe l'armata Brancaleone che va alle crociate, con un finale disastroso.

Così il quadro si fa complesso eppure tutto questo pare il tentativo di impedire lo spostamento a destra e verso posizioni federaliste della maggioranza: si cerca di contrapporsi al peso sempre più grande di forze che vogliono risolvere i problemi con decisioni anche drastiche.

La sinistra ora è spiazzata e il centro cerca di riprendersi il suo spazio, che un tempo possedeva: destra, sinistra e centro fanno il gioco delle 5 carte, si ripescano sempre le stesse scartine, da ripresentare al Paese.

Fini, Casini e Rutelli sono nomi conosciuti e vecchi: li abbiamo provati a suo tempo, ma ora si ripresentano come nuovi, ma forse è meglio parlare di rimessi a nuovo.

Così si rimandano le decisioni coraggiose e difficili al futuro: saranno sempre più faticose e impopolari da realizzare.

Le parolacce tra il centro e i leghisti rappresentano la fine di una politica educata, tra avversari quasi cortesi, che non si sarebbero mai abbassati a chiamarsi "stronzi" e altro.

Ora siamo nell'epoca che spinge a una politica della decisione, dell'azione e vincerà le elezioni chi saprà dimostrare che sanno fare, sanno risolvere i problemi.

Finalmente l'era delle ideologie è definitivamente tramontata, anche la classe politica vive ancora secondo la logica dei tradimenti a palazzo, degli accordi sotto banco.

Poi oltre alla destra nostrana e alla sinistra sognatrice esiste un Paese pure capace, disgustato da tutte queste beghe da comare.

Prima o poi la politica diverrà una cosa seria per gente seria?

Probabilmente sarà così: gli istrioni e gli intrallazzatori verranno mandati a casa loro, magari a lavorare veramente, a provare la fatica di tutti i giorni.

Perché, prima di discutere come dividersi la torta del potere, non discuta sul programma e su cosa fare per uscire dalla crisi.

Per esempio, invece di parlare se questo o quello possono entrare nella maggioranza, perché non si parla delle eventuali modifiche che costoro porteranno al programma di governo: questo potrebbe interessarci molto di più di un ministro e di un sottosegretario in più o in meno.

Se il cambiamento portasse una modifica nel programma, votato dagli elettori a quel punto i cittadini potrebbero pretendere una giustificazione e un chiarimento: noi cittadini pretendiamo di essere rispettati e non trattati come degli eterni minorenni, anzi come dei poveri allocchi.




 

 

Il finiano Italo Bocchino propone, sicuramente come portavoce di qualcun altro, una via di uscita particolare alla crisi: "….nuovo governo con profilo alto e riformatore e una maggioranza più ampia, costruendo una nuova coalizione che comprenda i partiti di Fini, Casini e Rutelli e i moderati del Pd ormai delusi".

Bossi non vuole far parte di questa nuova maggioranza, anche perché questo governo sarebbe spostato al centro e lui verrebbe emarginato.

Inoltre questa proposta ha sempre la complicazione di una rottura con la Lega, che provocherebbe elezioni o un governo tecnico.

Intanto la cronaca segnala lo scambio di insulti tra Casini e Bossi, con reciproche accuse di essere dediti agli intrallazzi, poi pure qualche parolaccia è sbocciata, ma tutto questo fa parte della politica.

Intanto, pare che Berlusconi non disdegni di trattare con Casini, per uno scopo differente, quello di avere una gamba in più per il suo governo traballante, non fidandosi di Fini e dei suoi seguaci.

Ora le ipotesi di quello che pare un rimpasto prende forme differenti: è sfumata ormai il progetto di un governo tecnico di larghe intese, con l'unico scopo di organizzare la crociata anti Berlusconi.

Qualcuno si è accorto che sarebbe l'armata Brancaleone che va alle crociate, con un finale disastroso.

Così il quadro si fa complesso eppure tutto questo pare il tentativo di impedire lo spostamento a destra e verso posizioni federaliste della maggioranza: si cerca di contrapporsi al peso sempre più grande di forze che vogliono risolvere i problemi con decisioni anche drastiche.

La sinistra ora è spiazzata e il centro cerca di riprendersi il suo spazio, che un tempo possedeva: destra, sinistra e centro fanno il gioco delle 5 carte, si ripescano sempre le stesse scartine, da ripresentare al Paese.

Fini, Casini e Rutelli sono nomi conosciuti e vecchi: li abbiamo provati a suo tempo, ma ora si ripresentano come nuovi, ma forse è meglio parlare di rimessi a nuovo.

Così si rimandano le decisioni coraggiose e difficili al futuro: saranno sempre più faticose e impopolari da realizzare.

Le parolacce tra il centro e i leghisti rappresentano la fine di una politica educata, tra avversari quasi cortesi, che non si sarebbero mai abbassati a chiamarsi "stronzi" e altro.

Ora siamo nell'epoca che spinge a una politica della decisione, dell'azione e vincerà le elezioni chi saprà dimostrare che sanno fare, sanno risolvere i problemi.

Finalmente l'era delle ideologie è definitivamente tramontata, anche la classe politica vive ancora secondo la logica dei tradimenti a palazzo, degli accordi sotto banco.

Poi oltre alla destra nostrana e alla sinistra sognatrice esiste un Paese pure capace, disgustato da tutte queste beghe da comare.

Prima o poi la politica diverrà una cosa seria per gente seria?

Probabilmente sarà così: gli istrioni e gli intrallazzatori verranno mandati a casa loro, magari a lavorare veramente, a provare la fatica di tutti i giorni.

Perché, prima di discutere come dividersi la torta del potere, non discuta sul programma e su cosa fare per uscire dalla crisi.

Per esempio, invece di parlare se questo o quello possono entrare nella maggioranza, perché non si parla delle eventuali modifiche che costoro porteranno al programma di governo: questo potrebbe interessarci molto di più di un ministro e di un sottosegretario in più o in meno.

Se il cambiamento portasse una modifica nel programma, votato dagli elettori a quel punto i cittadini potrebbero pretendere una giustificazione e un chiarimento: noi cittadini pretendiamo di essere rispettati e non trattati come degli eterni minorenni, anzi come dei poveri allocchi.




Bioenergetic Landscape, i giardini del benessere



 
Bioenergetic Landscape, i giardini del benessere
A Castello Quistini in provincia di Brescia da Settembre a Novembre per un bagno di energia tra collezioni di rose e ortensie


Il Bioenergetic Landscape è una nuova tecnica di realizzazione di parchi e giardini e rappresenta il concreto risultato di specifiche ed approfondite ricerche sull'interazione energetica esistente tra gli esseri viventi e l'ambiente.
Questa tecnica innovativa consente di usufruire delle proprietà benefiche di selezionate piante ed alberi anche a distanza di decine di metri da esse, perchè collocate a dimora in specifiche posizioni e scelte proprio in base alla loro capacità di influire positivamente sull'organismo umano.

Un "giardino bioenergetico" creato applicando questo metodo offre quindi il rilassante piacere di una sosta in un luogo verde, bello ed armonico, arricchendolo inoltre di una benefica e stimolante carica vitale perchè realizzato secondo regole che potenziano le naturali emissioni bioenergetiche delle piante selezionate.

Se siete curiosi e questa tecnica vi affascina, a Castello Quistini a Rovato, in provincia di Brescia, è stato realizzato uno dei primi giardini bioenergetici dall'architetto Eco-designer Marco Nieri, e dalla prima Domenica di Settembre fino al 2 Novembre potrete approfondire l'argomento visitando il castello, il suo giardino bioenergetico e il suo magnifico giardino botanico, che aprirà al pubblico dalle 10,00 alle 12,00 e dalle 15,00 alle 18,00 per far conoscere i suoi magnifici giardini e le sue bellezze.

Il oltre 10.000 metri quadrati di verde potrete anche ammirare oltre 1500 varietà di rose, il giardino segreto delle ortensie e il giardino dei frutti antichi, con diverse varietà di piante da frutto ormai non più utilizzate come il biricoccolo, incrocio naturale tra un susino e un albicocco, che presenta caratteristiche di entrambe le piante.

Novità 2010 è l'Hortus, con una splendida collezione delle più affascinanti varietà di piante aromatiche, per un percorso olfattivo alla ricerche di essenze uniche come l'Elicrisio, dall'intenso aroma con note di liquerizia. Sfogliando il fogliame con le mani, a lungo rimane sulla pelle il suo buonissimo profumo. Ma tra le decine di varietà, in un percorso olfattivo unico potrete assaporare anche profumi di Melissa, le cui foglie emanano un delicato ma intenso profumo di limone e di Artemisia (Assenzio aromatico).

Nel periodo autunnale, nello splendido giardino di rose del palazzo, si potrà inoltre assistere alla rifioritura di bellissime varietà come la Cocorico, dai colori molto vivaci o la clair matin, rampicante dal fogliame fitto verde scuro da cui nascono grappoli di piccoli fiori rosa chiaro tendenti al salmone.

Tra le rose antiche, definite così quelle riconosciute prima del 1867, non si può non citare F.J Grootendorst, rosa che ben si adatta ad ogni tipo di terreno e porta fiori che sembrano piccoli garofani. E tra le rose più particolari della famiglia delle rose cinesi si segnala Chinensis Viridiflora, rosa a cespuglio tra le più discusse, dall'insolito fiore verde; con il tempo il verde assume sfumature rossastre.

Il biglietto intero è di 8,00 € e prevede una mappa dei giardini e delle varietà botaniche. Alle ore 16,00 è invece prevista una visita guidata intitolata "Tra Rose, Storia e Leggenda", percorso botanico e storico al palazzo realizzato da Marco Mazza, proprietario del palazzo e progettista di magnifici giardini.

Non resta quindi che programmare una visita al parco per sperimentare una nuova dimensione del concetto di Benessere e per immergersi tra odori e profumi delle regine dei fiori.

Andrea Mazza
Ufficio stampa Castello Quistini
info@andreamazza.com
Tel 339 1351913
 
Giardino Botanico di Castello Quistini
Via Sopramura 3A
25038 Rovato (Brescia)
www.castelloquistini.com
www.rosae.org
Tel 320 8519177
 
Apertura Autunnale
Dal 5 Settembre al 2 Novembre
Domenica e festivi
10,00-12,00 e 15,00-18,00
Ingresso intero: 8,00 €
Ingresso ridotto: 4,00 €, da 6 a 13 anni
Gratis: fino a 6 anni
 
"Bioenergetic Landscape", per saperne di più: www.archibio.it












In mostra a Bergamo l’universo monumentale e prezioso di Silvano Bulgari

Comunicato stampa



Mostra-Percorso



Opere senza tempo in un suggestivo viaggio tra mito e realtà



“Statue Titolate”

In mostra a Bergamo l’universo monumentale e prezioso di Silvano Bulgari



28 Agosto – 17 ottobre 2010

Palazzo della Provincia, Spazio Viterbi – Bergamo

“Un percorso onirico nel quale poesia e realtà cosmica si fondono a creare un nuovo universo empatico, un’ esperienza multisensoriale, un viaggio lungo il quale impadronirsi delle forme scolpite e dei miti e delle storie da cui esse sono generate, del loro significante e del loro significato…”

Una scultura è una forma e ancora prima un concetto, un titolo, un valore, un pensiero da realizzare e plasmare. E’ intorno a questa filosofia che si realizza la mostra “Statue Titolate” del Maestro Silvano Bulgari in programma dal 28 agosto al 17 ottobre 2010 a Bergamo nella splendida cornice dello Spazio Viterbi presso il Palazzo della Provincia.



La mostra è inserita nel programma dell’evento annuale della Camera di Commercio “Notti di Luce 2010”,

e della VIII Edizione di BergamoScienza.



“Statue Titolate”, è concepito come un percorso multisensoriale lungo il quale si snodano e si rivelano al visitatore una selezione delle opere del Maestro Silvano Bulgari, autentiche concrezioni concettuali che, esplorando tematiche inusuali e fortemente significanti, ripropongono al tempo stesso il fascino e la maestria delle botteghe rinascimentali, laddove il connubio tra scultura e arte orafa, tra arts and crafts, mettono in luce il genio e la maestria di un artista in grado di coniugare armonicamente classicità e modernità.

Il concept dell’allestimento, vera e propria esperienza dei sensi, si avvale dell’utilizzo di moderne tecnologie informatiche e di un suggestivo utilizzo dell’illuminazione, immergendo i visitatori in un connubio di suoni e immagini che fanno da esaltante ed esplicativo sfondo alle opere esposte.



Ad accogliere i visitatori nel chiostro del Palazzo, collocata tra le opere monumentali di Manzù , l’imponente scultura in bronzo e oro zecchino “Il senso del tempo” realizzata con la tecnica della “cera persa”. Un giovane uomo che, come Alice attraverso lo specchio, varca la soglia di un grande orologio per penetrare in un mondo fantastico. Il percorso espositivo al coperto condurrà il visitatore intorno alle sculture e alle opere monumentali, fino alle straordinarie committenze e alle sculture indossabili realizzate utilizzando una prodigiosa varietà di materie preziose. Un evento unico nel quale immergersi per apprezzarne ogni dettaglio, in un continuo equilibrio tra tradizione e innovazione, in ambienti coinvolgenti e senza tempo.





La mostra “Statue Titolate” avrà tra i suoi obiettivi quello di sensibilizzare i visitatori nei confronti della tematica della donazione degli organi e di raccogliere adesioni a favore dell’A.I.D.O. (Associazione Italiana per la Donazione di Organi), di cui il maestro Silvano Bulgari è da tempo sostenitore e oggi testimonial d’eccezione. “Esistono svariati modi di fare arte, esiste un’arte dell’immaginare, un’arte del descrivere, un’arte del creare e un’arte del vivere…” (Silvano Bulgari).



La mostra, sostenuta dal Settore Cultura, Spettacolo, Identità e Tradizioni della Provincia di Bergamo e organizzata dall’associazione culturale ART-IS, con il supporto della Fondazione Creberg e della Fondazione Istituti Educativi di Bergamo aprirà le porte il 28 agosto 2010.









Mostra : Silvano Bulgari “Statue Titolate

Luogo : Palazzo della Provincia – Spazio Viterbi – Bergamo

Orari : Dal martedì a venerdì: ore 15.00/19.00 Sab. e Festivi 10.30/13.00 – 15.00/19.00 – Lunedì chiuso

Ingresso gratuito

Durata : 28 agosto – 17 ottobre 2010-06-17

Catalogo : Silvano Bulgari “Statue Titolate”









PROVINCIA DI BERGAMO
SETTORE CULTURA SPETTACOLO IDENTITA’ E TRADIZIONI
24121 Bergamo – Borgo Santa Caterina 19 -Tel. 035.387.604 - Fax 035/387606

http://www.provincia.bergamo.it/









Ufficio Stampa Silvano Bulgari

C/O Espresso CS

T:039-2720311 M :392-9814939

viviana.marino@espressocs.com

www.silvanobulgari.it













































































Nota sull’artista





Nasce a Milano il 29 giugno 1955. Figlio di Giorgio Bulgari, sbalzatore di metalli preziosi, apprende dal padre pure milanese, l’amore e l’arte per la cultura orafa e la scultura, secondo la tradizione delle botteghe rinascimentali.



Inizia il suo percorso artistico nel 1973 e da allora inizia la sua crescita artistica applicando la sua creatività  e le sue capacità  nella produzione di sculture e sculture-gioiello. Presta la sua opera alla realizzazione delle collezioni di note case di design, e della gioielleria internazionale. Il suo operare a cera persa fa dei suoi oggetti esemplari unici e irripetibili e ci riporta indietro di diversi secoli al tempo delle botteghe rinascimentali. Durante l’apprendistato presso il laboratorio paterno, conosce e collabora con il noto maestro orafo scultore Romolo Grassi. Il fondamento culturale di Silvano Bulgari è certamente l’arte classica, nell’ispirazione alle forme naturali e nell’ armonia del corpo umano. Le sue fonti di ispirazione sono la natura, la realtà  oggettiva, i temi delle fiabe, i miti classici, la dimensione onirica e spirituale. Le realizzazioni del nostro scultore sono il prodotto di più di trent’anni di attività: con spericolata libertà  Silvano Bulgari ipotizza ed esegue oggetti decisamente antimonumentali, divertissements d’artista, che evocano giochi mimetici portati all’esasperazione, trompe l’oeil di età  barocca, quando lo scopo dell’arte era la meraviglia.



Il campo d’azione di Silvano Bulgari è illimitato come pure la sua ispirazione e la citazione. Una scultura intesa come un gioiello su vasta scala o un oggetto prezioso, a volte curioso o stravagante, offrono il destro all’artista per dispiegare il suo inesauribile virtuosismo tecnico, che rimanda ai tempi aurei dell’arte orafa italiana. Oltre a vere e proprie esercitazioni tecnico-virtuosistiche e a ripensamenti su artisti come Fortuny o Ertè, che hanno in parte caratterizzato i suoi esordi artistici, ci sono sculture con precisi riferimenti alla filosofia orientale, altre con simbologie relative alla celebrazione del terzo millennio. Sculture che sono l’espressione di una ricerca sempre più introspettiva e di inquietanti interrogativi e che, lungi da evocazioni blasfeme o irriverenti, rielaborano la compresenza nell’individuo di tutti i tempi del bene e del male e della necessità  di imparare a conviverci.

La discreta presenza di Silvano Bulgari in Italia, Stati Uniti, Germania, Medio Oriente, propone esclusivamente a una clientela selezionata una limitata produzione che spazia dalla scultura al gioiello-scultura al design, realizzati anche su commissione, seguendo esclusivamente la propria vena artistica.





Ufficio Stampa Silvano Bulgari

Viviana Marino

C/O Espresso CS

T:039-2720311 M :392-9814939

viviana.marino@espressocs.com

www.silvanobulgari.it

Casini, Bossi, chi vincerà?

Il finiano Italo Bocchino propone, sicuramente come portavoce di qualcun altro, una via di uscita particolare alla crisi: "….nuovo governo con profilo alto e riformatore e una maggioranza più ampia, costruendo una nuova coalizione che comprenda i partiti di Fini, Casini e Rutelli e i moderati del Pd ormai delusi".



Bossi non vuole far parte di questa nuova maggioranza, anche perché questo governo sarebbe spostato al centro e lui verrebbe emarginato.



Inoltre questa proposta ha sempre la complicazione di una rottura con la Lega, che provocherebbe elezioni o un governo tecnico.



Intanto la cronaca segnala lo scambio di insulti tra Casini e Bossi, con reciproche accuse di essere dediti agli intrallazzi, poi pure qualche parolaccia è sbocciata, ma tutto questo fa parte della politica.



Intanto, pare che Berlusconi non disdegni di trattare con Casini, per uno scopo differente, quello di avere una gamba in più per il suo governo traballante, non fidandosi di Fini e dei suoi seguaci.



Ora le ipotesi di quello che pare un rimpasto prende forme differenti: è sfumata ormai il progetto di un governo tecnico di larghe intese, con l'unico scopo di organizzare la crociata anti Berlusconi.



Qualcuno si è accorto che sarebbe l'armata Brancaleone che va alle crociate, con un finale disastroso.



Così il quadro si fa complesso eppure tutto questo pare il tentativo di impedire lo spostamento a destra e verso posizioni federaliste della maggioranza: si cerca di contrapporsi al peso sempre più grande di forze che vogliono risolvere i problemi con decisioni anche drastiche.



La sinistra ora è spiazzata e il centro cerca di riprendersi il suo spazio, che un tempo possedeva: destra, sinistra e centro fanno il gioco delle 5 carte, si ripescano sempre le stesse scartine, da ripresentare al Paese.



Fini, Casini e Rutelli sono nomi conosciuti e vecchi: li abbiamo provati a suo tempo, ma ora si ripresentano come nuovi, ma forse è meglio parlare di rimessi a nuovo.



Così si rimandano le decisioni coraggiose e difficili al futuro: saranno sempre più faticose e impopolari da realizzare.



Le parolacce tra il centro e i leghisti rappresentano la fine di una politica educata, tra avversari quasi cortesi, che non si sarebbero mai abbassati a chiamarsi “stronzi” e altro.



Ora siamo nell'epoca che spinge a una politica della decisione, dell'azione e vincerà le elezioni chi saprà dimostrare che sanno fare, sanno risolvere i problemi.



Finalmente l'era delle ideologie è definitivamente tramontata, anche la classe politica vive ancora secondo la logica dei tradimenti a palazzo, degli accordi sotto banco.



Poi oltre alla destra nostrana e alla sinistra sognatrice esiste un Paese pure capace, disgustato da tutte queste beghe da comare.



Prima o poi la politica diverrà una cosa seria per gente seria?



Probabilmente sarà così: gli istrioni e gli intrallazzatori verranno mandati a casa loro, magari a lavorare veramente, a provare la fatica di tutti i giorni.



Perché, prima di discutere come dividersi la torta del potere, non discuta sul programma e su cosa fare per uscire dalla crisi.



Per esempio, invece di parlare se questo o quello possono entrare nella maggioranza, perché non si parla delle eventuali modifiche che costoro porteranno al programma di governo: questo potrebbe interessarci molto di più di un ministro e di un sottosegretario in più o in meno.



Se il cambiamento portasse una modifica nel programma, votato dagli elettori a quel punto i cittadini potrebbero pretendere una giustificazione e un chiarimento: noi cittadini pretendiamo di essere rispettati e non trattati come degli eterni minorenni, anzi come dei poveri allocchi.

A Bergamo, si regalano cuccioli su indicazione Enpa


SI REGALANO CUCCIOLI DI COCKER CON MISTO METICCIO NATI IL 01/08/2010.



NR. 4 MASCHI E 3 FEMMINE, DISPONIBILI DA FINE SETTEMBRE.



PER INFO E VISIONE dEI CUCCIO



SI REGALANO CUCCIOLI DI COCKER CON MISTO METICCIO NATI IL 01/08/2010.



NR. 4 MASCHI E 3 FEMMINE, DISPONIBILI DA FINE SETTEMBRE.



PEER INFO E VISIONE DEI CUCCIOLI CHIAMARE ORE PASTI O SERALI

PAOLA 3401429107.

Bergamo, gatti, mici, gattini da adottare

GATTILE  ENPA



BERGAMO:



CERCHIAMO



VOLONTARI



PER GATTILE E MAMME



ADOTTIVE PER CUCCIOLATE







Ogni anno ci illudiamo che gli abbandoni di cucciolate di gattini diminuiscano,



invece i numeri ci dicono che purtroppo ci sbagliamo.







Aumenta il numero di gattini rivenuti abbandonati o addirittura buttati nei



cassonetti: stiamo veramente facendo l’impossibile per garantire a tutti i



cuccioli il diritto alla sopravvivenza.







Poppate, biberon, termocoperte ai più piccoli……uno spazio nemmeno troppo



grande per gli altri: al gattile se sono piccoli non li portiamo, perché potrebbero



prendersi qualche malattia e morire, allora preferiamo trovare per loro per un



paio di mesetti un’amorevole casa che li ospiti.







Le volontarie hanno già a casa numerosi cuccioli: ma ci servono altre case, altre



mamme pronte a prendersi cura di loro per qualche settimana.







Contiamo sul vostro aiuto, sapendo anche che godrete della gioia di vedere i



piccoli crescere e giocare sotto i vostri occhi.







SE SIETE DISPONIBILI A TENERE IN AFFIDO PER UN PERIODO



LIMITATO CUCCIOLATE DI GATTI IN ATTESA CHE POSSANO



ESSERE ADOTTATI O PORTATI AL GATTILE, DATE LA VOSTRA



DISPONIBILITA’.



URGENZA IMMEDIATA!!!




STIAMO ANCHE CERCANDO NUOVI VOLONTARI PER FACILI

LAVORI ALL’INTERNO DEL GATTILE. (Orari e turni a vostra scelta)



CHIAMATE TIZIANA 349 7164 498

OPPURE

CHIAMATE CRISTINA 345 4333 230

Le colpe dell'Occidente nella guerra somala

A Mogadiscio è in corso lo scontro turo e importante tra le truppe governative e dell'Amisom contro i fanatici islamici affiliati di al-Qaeda, i ribelli Shabaab: i criminali sono certamente ben armati da gruppi che gli occidentali conoscono bene, ma non vogliono toccare, perché sono ottimi acquirenti di merce di vario genere, non ultime le armi.



Queste guerre avrebbero la loro naturale soluzione con una politica dura contro la popolazione civile: le scelte che danno risultato sono differenti.



Noi le elenchiamo per gravità: il massacro della popolazione ostile e simpatizzante dei terroristi, la chiusura della popolazione in campi di concentramento con o sterminio rieducazione.



L'unica soluzione che eviterebbe morti e feriti e proprio la chiusura della popolazione civile in campi chiusi, con i lavori forzati per gli adulti, la scuola per gli alunni e l'imposizione di una cultura di pace.



Altrimenti le altre soluzioni portano solo allo sterminio d donne, bambini e gente inerte.



Però si potrebbero i foraggiatori del terrorismo e punirli in modo adeguato, ma questa è tutta un'altra storia.