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8 feb 2019

Verità e giustizia, da urlare contro il mondo - Arduino Rossi


Il sistema dell’informazione mondiale è palesemente bugiardo, contraddittorio e in mano a degli istrioni che paragonarli alle prostitute significa offendere pesantemente le poverine.
Costoro parlano di diritti umani, ma in modo…molto strano: come avvocati delle cause perse sarebbero già morti di fame, ma l’ipocrisia del ceto medio mondiale non perdona e ciò che è evidente loro non lo vedono.
Così ecco gli interventi umanitari, con i bombardieri, gli embarghi contro questi o quelli che uccidono civili in massa, ma che sono leciti e ….moralmente obbligati, per far saltare regimi …ostili agli interessi degli Stati Uniti.
La verità ti libera dalla guerra e dalle stragi….umanitarie, per esempio.

19 mag 2012

Salmo 85 --Preghiera per la pace e la giustizia


Cap. 85

Preghiera per la pace e la giustizia

 1  Al maestro del coro. Dei figli di Core. Salmo.
 2  Signore, sei stato buono con la tua terra,
hai ricondotto i deportati di Giacobbe.
 3  Hai perdonato l'iniquità del tuo popolo,
hai cancellato tutti i suoi peccati.
 4  Hai deposto tutto il tuo sdegno
e messo fine alla tua grande ira.
 5  Rialzaci, Dio nostra salvezza,
e placa il tuo sdegno verso di noi.
 6  Forse per sempre sarai adirato con noi,
di età in età estenderai il tuo sdegno?
 7  Non tornerai tu forse a darci vita,
perché in te gioisca il tuo popolo?
 8  Mostraci, Signore, la tua misericordia
e donaci la tua salvezza.

 9  Ascolterò che cosa dice Dio, il Signore:
egli annunzia la pace
per il suo popolo, per i suoi fedeli,
per chi ritorna a lui con tutto il cuore.
 10  La sua salvezza è vicina a chi lo teme
e la sua gloria abiterà la nostra terra.
 11  Misericordia e verità s'incontreranno,
giustizia e pace si baceranno.
 12  La verità germoglierà dalla terra
e la giustizia si affaccerà dal cielo.

 13  Quando il Signore elargirà il suo bene,
la nostra terra darà il suo frutto.
 14  Davanti a lui camminerà la giustizia
e sulla via dei suoi passi la salvezza.


3 mag 2012

Salmo 119 - Elogio della legge divina


Cap. 119

Elogio della legge divina

 1  Alleluia.Beato l'uomo di integra condotta,
che cammina nella legge del Signore.
 2  Beato chi è fedele ai suoi insegnamenti
e lo cerca con tutto il cuore.

 3  Non commette ingiustizie,
cammina per le sue vie.
 4  Tu hai dato i tuoi precetti
perché siano osservati fedelmente.

 5  Siano diritte le mie vie,
nel custodire i tuoi decreti.
 6  Allora non dovrò arrossire
se avrò obbedito ai tuoi comandi.
 7  Ti loderò con cuore sincero
quando avrò appreso le tue giuste sentenze.
 8  Voglio osservare i tuoi decreti:
non abbandonarmi mai.

 9  Come potrà un giovane tenere pura la sua via?
Custodendo le tue parole.
 10  Con tutto il cuore ti cerco:
non farmi deviare dai tuoi precetti.
 11  Conservo nel cuore le tue parole
per non offenderti con il peccato.
 12  Benedetto sei tu, Signore;
mostrami il tuo volere.
 13  Con le mie labbra ho enumerato
tutti i giudizi della tua bocca.
 14  Nel seguire i tuoi ordini è la mia gioia
più che in ogni altro bene.
 15  Voglio meditare i tuoi comandamenti,
considerare le tue vie.
 16  Nella tua volontà è la mia gioia;
mai dimenticherò la tua parola.

 17  Sii buono con il tuo servo e avrò vita,
custodirò la tua parola.
 18  Aprimi gli occhi perché io veda
le meraviglie della tua legge.
 19  Io sono straniero sulla terra,
non nascondermi i tuoi comandi.
 20  Io mi consumo nel desiderio
dei tuoi precetti in ogni tempo.
 21  Tu minacci gli orgogliosi;
maledetto chi devìa dai tuoi decreti.
 22  Allontana da me vergogna e disprezzo,
perché ho osservato le tue leggi.
 23  Siedono i potenti, mi calunniano,
ma il tuo servo medita i tuoi decreti.
 24  Anche i tuoi ordini sono la mia gioia,
miei consiglieri i tuoi precetti.

 25  Io sono prostrato nella polvere;
dammi vita secondo la tua parola.
 26  Ti ho manifestato le mie vie e mi hai risposto;
insegnami i tuoi voleri.
 27  Fammi conoscere la via dei tuoi precetti
e mediterò i tuoi prodigi.
 28  Io piango nella tristezza;
sollevami secondo la tua promessa.
 29  Tieni lontana da me la via della menzogna,
fammi dono della tua legge.
 30  Ho scelto la via della giustizia,
mi sono proposto i tuoi giudizi.
 31  Ho aderito ai tuoi insegnamenti, Signore,
che io non resti confuso.
 32  Corro per la via dei tuoi comandamenti,
perché hai dilatato il mio cuore.

 33  Indicami, Signore, la via dei tuoi decreti
e la seguirò sino alla fine.
 34  Dammi intelligenza, perché io osservi la tua legge
e la custodisca con tutto il cuore.
 35  Dirigimi sul sentiero dei tuoi comandi,
perché in esso è la mia gioia.
 36  Piega il mio cuore verso i tuoi insegnamenti
e non verso la sete del guadagno.
 37  Distogli i miei occhi dalle cose vane,
fammi vivere sulla tua via.
 38  Con il tuo servo sii fedele alla parola
che hai data, perché ti si tema.
 39  Allontana l'insulto che mi sgomenta,
poiché i tuoi giudizi sono buoni.
 40  Ecco, desidero i tuoi comandamenti;
per la tua giustizia fammi vivere.

 41  Venga a me, Signore, la tua grazia,
la tua salvezza secondo la tua promessa;
 42  a chi mi insulta darò una risposta,
perché ho fiducia nella tua parola.
 43  Non togliere mai dalla mia bocca la parola vera,
perché confido nei tuoi giudizi.
 44  Custodirò la tua legge per sempre,
nei secoli, in eterno.
 45  Sarò sicuro nel mio cammino,
perché ho ricercato i tuoi voleri.
 46  Davanti ai re parlerò della tua alleanza
senza temere la vergogna.
 47  Gioirò per i tuoi comandi
che ho amati.
 48  Alzerò le mani ai tuoi precetti che amo,
mediterò le tue leggi.

 49  Ricorda la promessa fatta al tuo servo,
con la quale mi hai dato speranza.
 50  Questo mi consola nella miseria:
la tua parola mi fa vivere.
 51  I superbi mi insultano aspramente,
ma non devìo dalla tua legge.
 52  Ricordo i tuoi giudizi di un tempo, Signore,
e ne sono consolato.
 53  M'ha preso lo sdegno contro gli empi
che abbandonano la tua legge.
 54  Sono canti per me i tuoi precetti,
nella terra del mio pellegrinaggio.
 55  Ricordo il tuo nome lungo la notte
e osservo la tua legge, Signore.
 56  Tutto questo mi accade
perché ho custodito i tuoi precetti.

 57  La mia sorte, ho detto, Signore,
è custodire le tue parole.
 58  Con tutto il cuore ti ho supplicato,
fammi grazia secondo la tua promessa.
 59  Ho scrutato le mie vie,
ho rivolto i miei passi verso i tuoi comandamenti.
 60  Sono pronto e non voglio tardare
a custodire i tuoi decreti.
 61  I lacci degli empi mi hanno avvinto,
ma non ho dimenticato la tua legge.
 62  Nel cuore della notte mi alzo a renderti lode
per i tuoi giusti decreti.
 63  Sono amico di coloro che ti sono fedeli
e osservano i tuoi precetti.
 64  Del tuo amore, Signore, è piena la terra;
insegnami il tuo volere.

 65  Hai fatto il bene al tuo servo, Signore,
secondo la tua parola.
 66  Insegnami il senno e la saggezza,
perché ho fiducia nei tuoi comandamenti.
 67  Prima di essere umiliato andavo errando,
ma ora osservo la tua parola.
 68  Tu sei buono e fai il bene,
insegnami i tuoi decreti.
 69  Mi hanno calunniato gli insolenti,
ma io con tutto il cuore osservo i tuoi precetti.
 70  Torpido come il grasso è il loro cuore,
ma io mi diletto della tua legge.
 71  Bene per me se sono stato umiliato,
perché impari ad obbedirti.
 72  La legge della tua bocca mi è preziosa
più di mille pezzi d'oro e d'argento.

 73  Le tue mani mi hanno fatto e plasmato;
fammi capire e imparerò i tuoi comandi.
 74  I tuoi fedeli al vedermi avranno gioia,
perché ho sperato nella tua parola.
 75  Signore, so che giusti sono i tuoi giudizi
e con ragione mi hai umiliato.
 76  Mi consoli la tua grazia,
secondo la tua promessa al tuo servo.
 77  Venga su di me la tua misericordia e avrò vita,
poiché la tua legge è la mia gioia.
 78  Siano confusi i superbi che a torto mi opprimono;
io mediterò la tua legge.
 79  Si volgano a me i tuoi fedeli
e quelli che conoscono i tuoi insegnamenti.
 80  Sia il mio cuore integro nei tuoi precetti,
perché non resti confuso.

 81  Mi consumo nell'attesa della tua salvezza,
spero nella tua parola.
 82  Si consumano i miei occhi dietro la tua promessa,
mentre dico: «Quando mi darai conforto?».
 83  Io sono come un otre esposto al fumo,
ma non dimentico i tuoi insegnamenti.
 84  Quanti saranno i giorni del tuo servo?
Quando farai giustizia dei miei persecutori?

 85  Mi hanno scavato fosse gli insolenti
che non seguono la tua legge.
 86  Verità sono tutti i tuoi comandi;
a torto mi perseguitano: vieni in mio aiuto.
 87  Per poco non mi hanno bandito dalla terra,
ma io non ho abbandonato i tuoi precetti.
 88  Secondo il tuo amore fammi vivere
e osserverò le parole della tua bocca.

 89  La tua parola, Signore,
è stabile come il cielo.
 90  La tua fedeltà dura per ogni generazione;
hai fondato la terra ed essa è salda.
 91  Per tuo decreto tutto sussiste fino ad oggi,
perché ogni cosa è al tuo servizio.
 92  Se la tua legge non fosse la mia gioia,
sarei perito nella mia miseria.
 93  Mai dimenticherò i tuoi precetti:
per essi mi fai vivere.
 94  Io sono tuo: salvami,
perché ho cercato il tuo volere.
 95  Gli empi mi insidiano per rovinarmi,
ma io medito i tuoi insegnamenti.
 96  Di ogni cosa perfetta ho visto il limite,
ma la tua legge non ha confini.

 97  Quanto amo la tua legge, Signore;
tutto il giorno la vado meditando.
 98  Il tuo precetto mi fa più saggio dei miei nemici,
perché sempre mi accompagna.
 99  Sono più saggio di tutti i miei maestri,
perché medito i tuoi insegnamenti.

 100  Ho più senno degli anziani,
perché osservo i tuoi precetti.
 101  Tengo lontano i miei passi da ogni via di male,
per custodire la tua parola.
 102  Non mi allontano dai tuoi giudizi,
perché sei tu ad istruirmi.
 103  Quanto sono dolci al mio palato le tue parole:
più del miele per la mia bocca.
 104  Dai tuoi decreti ricevo intelligenza,
per questo odio ogni via di menzogna.

 105  Lampada per i miei passi è la tua parola,
luce sul mio cammino.
 106  Ho giurato, e lo confermo,
di custodire i tuoi precetti di giustizia.
 107  Sono stanco di soffrire, Signore,
dammi vita secondo la tua parola.
 108  Signore, gradisci le offerte delle mie labbra,
insegnami i tuoi giudizi.
 109  La mia vita è sempre in pericolo,
ma non dimentico la tua legge.
 110  Gli empi mi hanno teso i loro lacci,
ma non ho deviato dai tuoi precetti.
 111  Mia eredità per sempre sono i tuoi insegnamenti,
sono essi la gioia del mio cuore.
 112  Ho piegato il mio cuore ai tuoi comandamenti,
in essi è la mia ricompensa per sempre.

 113  Detesto gli animi incostanti,
io amo la tua legge.
 114  Tu sei mio rifugio e mio scudo,
spero nella tua parola.
 115  Allontanatevi da me o malvagi,
osserverò i precetti del mio Dio.
 116  Sostienimi secondo la tua parola e avrò vita,
non deludermi nella mia speranza.
 117   Sii tu il mio aiuto e sarò salvo,
gioirò sempre nei tuoi precetti.
 118  Tu disprezzi chi abbandona i tuoi decreti,
perché la sua astuzia è fallace.
 119  Consideri scorie tutti gli empi della terra,
perciò amo i tuoi insegnamenti.
 120  Tu fai fremere di spavento la mia carne,
io temo i tuoi giudizi.

 121  Ho agito secondo diritto e giustizia;
non abbandonarmi ai miei oppressori.
 122  Assicura il bene al tuo servo;
non mi opprimano i superbi.
 123  I miei occhi si consumano nell'attesa della tua salvezza
e della tua parola di giustizia.
 124  Agisci con il tuo servo secondo il tuo amore
e insegnami i tuoi comandamenti.

 125  Io sono tuo servo, fammi comprendere
e conoscerò i tuoi insegnamenti.
 126  E' tempo che tu agisca, Signore;
hanno violato la tua legge.
 127  Perciò amo i tuoi comandamenti
più dell'oro, più dell'oro fino.
 128  Per questo tengo cari i tuoi precetti
e odio ogni via di menzogna.

 129  Meravigliosa è la tua alleanza,
per questo le sono fedele.
 130  La tua parola nel rivelarsi illumina,
dona saggezza ai semplici.
 131  Apro anelante la bocca,
perché desidero i tuoi comandamenti.
 132  Volgiti a me e abbi misericordia,
tu che sei giusto per chi ama il tuo nome.
 133  Rendi saldi i miei passi secondo la tua parola
e su di me non prevalga il male.
 134  Salvami dall'oppressione dell'uomo
e obbedirò ai tuoi precetti.
 135  Fà risplendere il volto sul tuo servo
e insegnami i tuoi comandamenti.
 136  Fiumi di lacrime mi scendono dagli occhi,
perché non osservano la tua legge.

 137  Tu sei giusto, Signore,
e retto nei tuoi giudizi.
 138  Con giustizia hai ordinato le tue leggi
e con fedeltà grande.
 139  Mi divora lo zelo della tua casa,
perché i miei nemici dimenticano le tue parole.
 140  Purissima è la tua parola,
il tuo servo la predilige.
 141  Io sono piccolo e disprezzato,
ma non trascuro i tuoi precetti.
 142  La tua giustizia è giustizia eterna
e verità è la tua legge.
 143  Angoscia e affanno mi hanno colto,
ma i tuoi comandi sono la mia gioia.
 144  Giusti sono i tuoi insegnamenti per sempre,
fammi comprendere e avrò la vita.

 145  T'invoco con tutto il cuore, Signore, rispondimi;
custodirò i tuoi precetti.
 146  Io ti chiamo, salvami,
e seguirò i tuoi insegnamenti.
 147  Precedo l'aurora e grido aiuto,
spero sulla tua parola.
 148  I miei occhi prevengono le veglie
per meditare sulle tue promesse.
 149  Ascolta la mia voce, secondo la tua grazia;
Signore, fammi vivere secondo il tuo giudizio.
 150  A tradimento mi assediano i miei persecutori,
sono lontani dalla tua legge.
 151  Ma tu, Signore, sei vicino,
tutti i tuoi precetti sono veri.
 152  Da tempo conosco le tue testimonianze
che hai stabilite per sempre.

 153  Vedi la mia miseria, salvami,
perché non ho dimenticato la tua legge.
 154  Difendi la mia causa, riscattami,
secondo la tua parola fammi vivere.
 155  Lontano dagli empi è la salvezza,
perché non cercano il tuo volere.
 156  Le tue misericordie sono grandi, Signore,
secondo i tuoi giudizi fammi vivere.
 157  Sono molti i persecutori che mi assalgono,
ma io non abbandono le tue leggi.
 158  Ho visto i ribelli e ne ho provato ribrezzo,
perché non custodiscono la tua parola.
 159  Vedi che io amo i tuoi precetti,
Signore, secondo la tua grazia dammi vita.
 160  La verità è principio della tua parola,
resta per sempre ogni sentenza della tua giustizia.

 161  I potenti mi perseguitano senza motivo,
ma il mio cuore teme le tue parole.
 162  Io gioisco per la tua promessa,
come uno che trova grande tesoro.
 163  Odio il falso e lo detesto,
amo la tua legge.
 164  Sette volte al giorno io ti lodo
per le sentenze della tua giustizia.
 165  Grande pace per chi ama la tua legge,
nel suo cammino non trova inciampo.
 166  Aspetto da te la salvezza, Signore,
e obbedisco ai tuoi comandi.
 167  Io custodisco i tuoi insegnamenti
e li amo sopra ogni cosa.
 168  Osservo i tuoi decreti e i tuoi insegnamenti:
davanti a te sono tutte le mie vie.

 169  Giunga il mio grido fino a te, Signore,
fammi comprendere secondo la tua parola.
 170  Venga al tuo volto la mia supplica,
salvami secondo la tua promessa.
 171  Scaturisca dalle mie labbra la tua lode,
poiché mi insegni i tuoi voleri.
 172  La mia lingua canti le tue parole,
perché sono giusti tutti i tuoi comandamenti.
 173  Mi venga in aiuto la tua mano,
poiché ho scelto i tuoi precetti.
 174  Desidero la tua salvezza, Signore,
e la tua legge è tutta la mia gioia.
 175  Possa io vivere e darti lode,
mi aiutino i tuoi giudizi.
 176  Come pecora smarrita vado errando;
cerca il tuo servo,
perché non ho dimenticato i tuoi comandamenti.


26 gen 2014

Crimine e bugie, la verità da dire non in Italia o la paghi cara.

Scusate se mi sfogo, ma qualcuno mi deve svegliare da questo incubo: vi racconterò le mie vicissitudini.
Ho scritto in questo blog, tempo fa, la verità, tutta la verità,  solo la verità,  anche su un quasi di 40 anni, che beve, si droga, ma ha la copertura del decoro, della piccola borghesia lombarda.
Così,  stanco di prepotenze, di insulti, di calunnie assurde, di minacce di morte, andai a denunciarlo, ma non avevo le prove di ciò che dicevo, in conseguenza non lo feci, ma mi limitai a scriverlo.
Lui mi ha querelato ed ora trovo assurdo, perché la verità ti libera, dice la Bibbia, ma a quanto pare la giustizia italiana non conosce la verità. 

25 lug 2010

Verità, giustizia e libertà


Ora l'arma più potente che si ha per cercare un po' di giustizia è la verità: solo chi denuncia gli inganni, i giochi del potere e la logica da lacchè di troppi personaggi con cattiva memoria, può far qualcosa.
Il rischio in questo caso è quello che a pagare sono i soliti, mentre i veri colpevoli se ne escono con poco o nulla.

26 lug 2016

Verità, giustizia e libertà, ecco le tre parole magiche che ci rendono degni di essere degli esseri umani

Chi non ama queste tre parole, magari le usa e abusa, ma non ama la verità, la giustizia e odia il servilismo, è  solo un servo del dio quattrino, dello sterco trionfante su tutto e su tutti, tipico di questo periodo storico.
Non c'è  politicante che non si riempa la boccaccia di tali termini e che non ne tradisca il senso.
Il potere va con la bramosia del denaro, quindi ecco a voi mafie e curruzione.
Quindi, i pochi uomini liberi, non si mettano a servizio dei potenti, ma siano scaltri come serpenti e innocenti come colombe, come insegnò  Gesù  Cristo.

22 apr 2011

Pasqua e passione di Gesù - Vangelo S. Giovanni



L'ORA DI GESU': LA PASQUA DELL'AGNELLO DI DIO

1. L'ULTIMA CENA DI GESU' CON I SUOI DISCEPOLI

La lavanda dei piedi

 1  Prima della festa di Pasqua Gesù, sapendo che era giunta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, dopo aver amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine.  2  Mentre cenavano, quando gia il diavolo aveva messo in cuore a Giuda Iscariota, figlio di Simone, di tradirlo,  3  Gesù sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava,  4  si alzò da tavola, depose le vesti e, preso un asciugatoio, se lo cinse attorno alla vita.  5  Poi versò dell'acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l'asciugatoio di cui si era cinto. 6  Venne dunque da Simon Pietro e questi gli disse: «Signore, tu lavi i piedi a me?».  7  Rispose Gesù: «Quello che io faccio, tu ora non lo capisci, ma lo capirai dopo».  8  Gli disse Simon Pietro: «Non mi laverai mai i piedi!». Gli rispose Gesù: «Se non ti laverò, non avrai parte con me».  9  Gli disse Simon Pietro: «Signore, non solo i piedi, ma anche le mani e il capo!».  10  Soggiunse Gesù: «Chi ha fatto il bagno, non ha bisogno di lavarsi se non i piedi ed è tutto mondo; e voi siete mondi, ma non tutti».  11  Sapeva infatti chi lo tradiva; per questo disse: «Non tutti siete mondi».
 12  Quando dunque ebbe lavato loro i piedi e riprese le vesti, sedette di nuovo e disse loro: «Sapete ciò che vi ho fatto?  13  Voi mi chiamate Maestro e Signore e dite bene, perché lo sono.  14  Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i vostri piedi, anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri.  15  Vi ho dato infatti l'esempio, perché come ho fatto io, facciate anche voi.  16  In verità, in verità vi dico: un servo non è più grande del suo padrone, né un apostolo è più grande di chi lo ha mandato.  17  Sapendo queste cose, sarete beati se le metterete in pratica.  18  Non parlo di tutti voi; io conosco quelli che ho scelto; ma si deve adempiere la Scrittura: Colui che mangia il pane con me, ha levato contro di me il suo calcagno 19  Ve lo dico fin d'ora, prima che accada, perché, quando sarà avvenuto, crediate che Io Sono.  20  In verità, in verità vi dico: Chi accoglie colui che io manderò, accoglie me; chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato».

Annunzio del tradimento di Giuda

 21  Dette queste cose, Gesù si commosse profondamente e dichiarò: «In verità, in verità vi dico: uno di voi mi tradirà».  22  I discepoli si guardarono gli uni gli altri, non sapendo di chi parlasse.  23  Ora uno dei discepoli, quello che Gesù amava, si trovava a tavola al fianco di Gesù.  24  Simon Pietro gli fece un cenno e gli disse: «Dì, chi è colui a cui si riferisce?».  25  Ed egli reclinandosi così sul petto di Gesù, gli disse: «Signore, chi è?».  26  Rispose allora Gesù: «E' colui per il quale intingerò un boccone e glielo darò». E intinto il boccone, lo prese e lo diede a Giuda Iscariota, figlio di Simone.  27  E allora, dopo quel boccone, satana entrò in lui. Gesù quindi gli disse: «Quello che devi fare fallo al più presto».  28  Nessuno dei commensali capì perché gli aveva detto questo;  29  alcuni infatti pensavano che, tenendo Giuda la cassa, Gesù gli avesse detto: «Compra quello che ci occorre per la festa», oppure che dovesse dare qualche cosa ai poveri.  30  Preso il boccone, egli subito uscì. Ed era notte.

L'addio

 31  Quand'egli fu uscito, Gesù disse: «Ora il Figlio dell'uomo è stato glorificato, e anche Dio è stato glorificato in lui.  32  Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito.  33  Figlioli, ancora per poco sono con voi; voi mi cercherete, ma come ho gia detto ai Giudei, lo dico ora anche a voi: dove vado io voi non potete venire.  34  Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri; come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri.  35  Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri».
 36  Simon Pietro gli dice: «Signore, dove vai?». Gli rispose Gesù: «Dove io vado per ora tu non puoi seguirmi; mi seguirai più tardi».  37  Pietro disse: «Signore, perché non posso seguirti ora? Darò la mia vita per te!».  38  Rispose Gesù: «Darai la tua vita per me? In verità, in verità ti dico: non canterà il gallo, prima che tu non m'abbia rinnegato tre volte».

Cap. 14
 1  «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me.  2  Nella casa del Padre mio vi sono molti posti. Se no, ve l'avrei detto. Io vado a prepararvi un posto;  3  quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, ritornerò e vi prenderò con me, perché siate anche voi dove sono io.  4  E del luogo dove io vado, voi conoscete la via».
 5  Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai e come possiamo conoscere la via?».  6  Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.  7  Se conoscete me, conoscerete anche il Padre: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto».  8  Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta».  9  Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me ha visto il Padre. Come puoi dire: Mostraci il Padre?  10  Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me; ma il Padre che è con me compie le sue opere.  11  Credetemi: io sono nel Padre e il Padre è in me; se non altro, credetelo per le opere stesse.
 12  In verità, in verità vi dico: anche chi crede in me, compirà le opere che io compio e ne farà di più grandi, perché io vado al Padre.  13  Qualunque cosa chiederete nel nome mio, la farò, perché il Padre sia glorificato nel Figlio.  14  Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò.
 15  Se mi amate, osserverete i miei comandamenti.  16  Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore perché rimanga con voi per sempre,  17  lo Spirito di verità che il mondo non può ricevere, perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete, perché egli dimora presso di voi e sarà in voi.  18  Non vi lascerò orfani, ritornerò da voi.  19  Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete.  20  In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre e voi in me e io in voi.  21  Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi mi ama. Chi mi ama sarà amato dal Padre mio e anch'io lo amerò e mi manifesterò a lui».
 22  Gli disse Giuda, non l'Iscariota: «Signore, come è accaduto che devi manifestarti a noi e non al mondo?».  23  Gli rispose Gesù: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui.  24  Chi non mi ama non osserva le mie parole; la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.
 25  Queste cose vi ho detto quando ero ancora tra voi.  26  Ma il Consolatore, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, egli v'insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto.  27  Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore.  28  Avete udito che vi ho detto: Vado e tornerò a voi; se mi amaste, vi rallegrereste che io vado dal Padre, perché il Padre è più grande di me.  29  Ve l'ho detto adesso, prima che avvenga, perché quando avverrà, voi crediate.  30  Non parlerò più a lungo con voi, perché viene il principe del mondo; egli non ha nessun potere su di me,  31  ma bisogna che il mondo sappia che io amo il Padre e faccio quello che il Padre mi ha comandato. Alzatevi, andiamo via di qui».

Cap. 15

La vera vita

 1  «Io sono la vera vite e il Padre mio è il vignaiolo.  2  Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo toglie e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto.  3  Voi siete gia mondi, per la parola che vi ho annunziato.  4  Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può far frutto da se stesso se non rimane nella vite, così anche voi se non rimanete in me.  5  Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla.  6  Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e si secca, e poi lo raccolgono e lo gettano nel fuoco e lo bruciano.  7  Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quel che volete e vi sarà dato.  8  In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli.  9  Come il Padre ha amato me, così anch'io ho amato voi. Rimanete nel mio amore.  10  Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore.  11  Questo vi ho detto perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.
 12  Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati.  13  Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici.  14  Voi siete miei amici, se farete ciò che io vi comando.  15  Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre l'ho fatto conoscere a voi.  16  Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda.  17  Questo vi comando: amatevi gli uni gli altri.

I discepoli e il mondo

 18  Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me.  19  Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma io vi ho scelti dal mondo, per questo il mondo vi odia.  20  Ricordatevi della parola che vi ho detto: Un servo non è più grande del suo padrone. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra.  21  Ma tutto questo vi faranno a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato.  22  Se non fossi venuto e non avessi parlato loro, non avrebbero alcun peccato; ma ora non hanno scusa per il loro peccato.  23  Chi odia me, odia anche il Padre mio.  24  Se non avessi fatto in mezzo a loro opere che nessun altro mai ha fatto, non avrebbero alcun peccato; ora invece hanno visto e hanno odiato me e il Padre mio.  25  Questo perché si adempisse la parola scritta nella loro Legge: Mi hanno odiato senza ragione.
 26  Quando verrà il Consolatore che io vi manderò dal Padre, lo Spirito di verità che procede dal Padre, egli mi renderà testimonianza;  27  e anche voi mi renderete testimonianza, perché siete stati con me fin dal principio.

Cap. 16
 1  Vi ho detto queste cose perché non abbiate a scandalizzarvi.  2  Vi scacceranno dalle sinagoghe; anzi, verrà l'ora in cui chiunque vi ucciderà crederà di rendere culto a Dio.  3  E faranno ciò, perché non hanno conosciuto né il Padre né me.  4  Ma io vi ho detto queste cose perché, quando giungerà la loro ora, ricordiate che ve ne ho parlato.

La venuta del Paraclito

Non ve le ho dette dal principio, perché ero con voi.
 5  Ora però vado da colui che mi ha mandato e nessuno di voi mi domanda: Dove vai?  6  Anzi, perché vi ho detto queste cose, la tristezza ha riempito il vostro cuore.  7  Ora io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Consolatore; ma quando me ne sarò andato, ve lo manderò.  8  E quando sarà venuto, egli convincerà il mondo quanto al peccato, alla giustizia e al giudizio.  9  Quanto al peccato, perché non credono in me;  10  quanto alla giustizia, perché vado dal Padre e non mi vedrete più;  11  quanto al giudizio, perché il principe di questo mondo è stato giudicato.
 12  Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso.  13  Quando però verrà lo Spirito di verità, egli vi guiderà alla verità tutta intera, perché non parlerà da sé, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annunzierà le cose future.  14  Egli mi glorificherà, perché prenderà del mio e ve l'annunzierà.  15  Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà del mio e ve l'annunzierà.

L'annunzio di un pronto ritorno

 16  Ancora un poco e non mi vedrete; un pò ancora e mi vedrete».  17  Dissero allora alcuni dei suoi discepoli tra loro: «Che cos'è questo che ci dice: Ancora un poco e non mi vedrete, e un pò ancora e mi vedrete, e questo: Perché vado al Padre?».  18  Dicevano perciò: «Che cos'è mai questo "un poco" di cui parla? Non comprendiamo quello che vuol dire».  19  Gesù capì che volevano interrogarlo e disse loro: «Andate indagando tra voi perché ho detto: Ancora un poco e non mi vedrete e un pò ancora e mi vedrete?  20  In verità, in verità vi dico: voi piangerete e vi rattristerete, ma il mondo si rallegrerà. Voi sarete afflitti, ma la vostra afflizione si cambierà in gioia.
 21  La donna, quando partorisce, è afflitta, perché è giunta la sua ora; ma quando ha dato alla luce il bambino, non si ricorda più dell'afflizione per la gioia che è venuto al mondo un uomo.  22  Così anche voi, ora, siete nella tristezza; ma vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si rallegrerà e  23  nessuno vi potrà togliere la vostra gioia. In quel giorno non mi domanderete più nulla.
In verità, in verità vi dico: Se chiederete qualche cosa al Padre nel mio nome, egli ve la darà.  24  Finora non avete chiesto nulla nel mio nome. Chiedete e otterrete, perché la vostra gioia sia piena.
 25  Queste cose vi ho dette in similitudini; ma verrà l'ora in cui non vi parlerò più in similitudini, ma apertamente vi parlerò del Padre.  26  In quel giorno chiederete nel mio nome e io non vi dico che pregherò il Padre per voi:  27  il Padre stesso vi ama, poiché voi mi avete amato, e avete creduto che io sono venuto da Dio.  28  Sono uscito dal Padre e sono venuto nel mondo; ora lascio di nuovo il mondo, e vado al Padre».  29  Gli dicono i suoi discepoli: «Ecco, adesso parli chiaramente e non fai più uso di similitudini.  30  Ora conosciamo che sai tutto e non hai bisogno che alcuno t'interroghi. Per questo crediamo che sei uscito da Dio».  31  Rispose loro Gesù: «Adesso credete?  32  Ecco, verrà l'ora, anzi è gia venuta, in cui vi disperderete ciascuno per conto proprio e mi lascerete solo; ma io non sono solo, perché il Padre è con me.
 33  Vi ho detto queste cose perché abbiate pace in me. Voi avrete tribolazione nel mondo, ma abbiate fiducia; io ho vinto il mondo!».

Cap. 17

La preghiera di Gesù

 1  Così parlò Gesù. Quindi, alzati gli occhi al cielo, disse: «Padre, è giunta l'ora, glorifica il Figlio tuo, perché il Figlio glorifichi te.  2  Poiché tu gli hai dato potere sopra ogni essere umano, perché egli dia la vita eterna a tutti coloro che gli hai dato.  3  Questa è la vita eterna: che conoscano te, l'unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo.  4  Io ti ho glorificato sopra la terra, compiendo l'opera che mi hai dato da fare.  5  E ora, Padre, glorificami davanti a te, con quella gloria che avevo presso di te prima che il mondo fosse.
 6  Ho fatto conoscere il tuo nome agli uomini che mi hai dato dal mondo. Erano tuoi e li hai dati a me ed essi hanno osservato la tua parola.  7  Ora essi sanno che tutte le cose che mi hai dato vengono da te,  8  perché le parole che hai dato a me io le ho date a loro; essi le hanno accolte e sanno veramente che sono uscito da te e hanno creduto che tu mi hai mandato.  9  Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per coloro che mi hai dato, perché sono tuoi.  10  Tutte le cose mie sono tue e tutte le cose tue sono mie, e io sono glorificato in loro.  11  Io non sono più nel mondo; essi invece sono nel mondo, e io vengo a te. Padre santo, custodisci nel tuo nome coloro che mi hai dato, perché siano una cosa sola, come noi.
 12  Quand'ero con loro, io conservavo nel tuo nome coloro che mi hai dato e li ho custoditi; nessuno di loro è andato perduto, tranne il figlio della perdizione, perché si adempisse la Scrittura.  13  Ma ora io vengo a te e dico queste cose mentre sono ancora nel mondo, perché abbiano in se stessi la pienezza della mia gioia.  14  Io ho dato a loro la tua parola e il mondo li ha odiati perché essi non sono del mondo, come io non sono del mondo.
 15  Non chiedo che tu li tolga dal mondo, ma che li custodisca dal maligno.  16  Essi non sono del mondo, come io non sono del mondo.  17  Consacrali nella verità. La tua parola è verità.  18  Come tu mi hai mandato nel mondo, anch'io li ho mandati nel mondo;  19  per loro io consacro me stesso, perché siano anch'essi consacrati nella verità.
 20  Non prego solo per questi, ma anche per quelli che per la loro parola crederanno in me;  21  perché tutti siano una sola cosa. Come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch'essi in noi una cosa sola, perché il mondo creda che tu mi hai mandato.
 22  E la gloria che tu hai dato a me, io l'ho data a loro, perché siano come noi una cosa sola.  23  Io in loro e tu in me, perché siano perfetti nell'unità e il mondo sappia che tu mi hai mandato e li hai amati come hai amato me.
 24  Padre, voglio che anche quelli che mi hai dato siano con me dove sono io, perché contemplino la mia gloria, quella che mi hai dato; poiché tu mi hai amato prima della creazione del mondo.
 25  Padre giusto, il mondo non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto; questi sanno che tu mi hai mandato.  26  E io ho fatto conoscere loro il tuo nome e lo farò conoscere, perché l'amore con il quale mi hai amato sia in essi e io in loro».

Cap. 18

2. LA PASSIONE

L'arresto di Gesù

 1  Detto questo, Gesù uscì con i suoi discepoli e andò di là dal torrente Cèdron, dove c'era un giardino nel quale entrò con i suoi discepoli.  2  Anche Giuda, il traditore, conosceva quel posto, perché Gesù vi si ritirava spesso con i suoi discepoli.  3  Giuda dunque, preso un distaccamento di soldati e delle guardie fornite dai sommi sacerdoti e dai farisei, si recò là con lanterne, torce e armi.  4  Gesù allora, conoscendo tutto quello che gli doveva accadere, si fece innanzi e disse loro: «Chi cercate?».  5  Gli risposero: «Gesù, il Nazareno». Disse loro Gesù: «Sono io!». Vi era là con loro anche Giuda, il traditore. 6  Appena disse «Sono io», indietreggiarono e caddero a terra.  7  Domandò loro di nuovo: «Chi cercate?». Risposero: «Gesù, il Nazareno».  8  Gesù replicò: «Vi ho detto che sono io. Se dunque cercate me, lasciate che questi se ne vadano».  9  Perché s'adempisse la parola che egli aveva detto: «Non ho perduto nessuno di quelli che mi hai dato».  10  Allora Simon Pietro, che aveva una spada, la trasse fuori e colpì il servo del sommo sacerdote e gli tagliò l'orecchio destro. Quel servo si chiamava Malco.  11  Gesù allora disse a Pietro: «Rimetti la tua spada nel fodero; non devo forse bere il calice che il Padre mi ha dato?».

Gesù davanti ad Anna e a Caifa. Rinnegamenti di Pietro

 12  Allora il distaccamento con il comandante e le guardie dei Giudei afferrarono Gesù, lo legarono  13  e lo condussero prima da Anna: egli era infatti suocero di Caifa, che era sommo sacerdote in quell'anno.  14  Caifa poi era quello che aveva consigliato ai Giudei: «E' meglio che un uomo solo muoia per il popolo».
 15  Intanto Simon Pietro seguiva Gesù insieme con un altro discepolo. Questo discepolo era conosciuto dal sommo sacerdote e perciò entrò con Gesù nel cortile del sommo sacerdote;  16  Pietro invece si fermò fuori, vicino alla porta. Allora quell'altro discepolo, noto al sommo sacerdote, tornò fuori, parlò alla portinaia e fece entrare anche Pietro.  17  E la giovane portinaia disse a Pietro: «Forse anche tu sei dei discepoli di quest'uomo?». Egli rispose: «Non lo sono».  18  Intanto i servi e le guardie avevano acceso un fuoco, perché faceva freddo, e si scaldavano; anche Pietro stava con loro e si scaldava.
 19  Allora il sommo sacerdote interrogò Gesù riguardo ai suoi discepoli e alla sua dottrina.  20  Gesù gli rispose: «Io ho parlato al mondo apertamente; ho sempre insegnato nella sinagoga e nel tempio, dove tutti i Giudei si riuniscono, e non ho mai detto nulla di nascosto.  21  Perché interroghi me? Interroga quelli che hanno udito ciò che ho detto loro; ecco, essi sanno che cosa ho detto».  22  Aveva appena detto questo, che una delle guardie presenti diede uno schiaffo a Gesù, dicendo: «Così rispondi al sommo sacerdote?».  23  Gli rispose Gesù: «Se ho parlato male, dimostrami dov'è il male; ma se ho parlato bene, perché mi percuoti?».  24  Allora Anna lo mandò legato a Caifa, sommo sacerdote.
 25  Intanto Simon Pietro stava là a scaldarsi. Gli dissero: «Non sei anche tu dei suoi discepoli?». Egli lo negò e disse: «Non lo sono».  26  Ma uno dei servi del sommo sacerdote, parente di quello a cui Pietro aveva tagliato l'orecchio, disse: «Non ti ho forse visto con lui nel giardino?».  27  Pietro negò di nuovo, e subito un gallo cantò.

Gesù davanti a Pilato

 28  Allora condussero Gesù dalla casa di Caifa nel pretorio. Era l'alba ed essi non vollero entrare nel pretorio per non contaminarsi e poter mangiare la Pasqua.  29  Uscì dunque Pilato verso di loro e domandò: «Che accusa portate contro quest'uomo?».  30  Gli risposero: «Se non fosse un malfattore, non te l'avremmo consegnato».  31  Allora Pilato disse loro: «Prendetelo voi e giudicatelo secondo la vostra legge!». Gli risposero i Giudei: «A noi non è consentito mettere a morte nessuno».  32  Così si adempivano le parole che Gesù aveva detto indicando di quale morte doveva morire.
 33  Pilato allora rientrò nel pretorio, fece chiamare Gesù e gli disse: «Tu sei il re dei Giudei?».  34  Gesù rispose: «Dici questo da te oppure altri te l'hanno detto sul mio conto?».  35  Pilato rispose: «Sono io forse Giudeo? La tua gente e i sommi sacerdoti ti hanno consegnato a me; che cosa hai fatto?».  36  Rispose Gesù: «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù».  37  Allora Pilato gli disse: «Dunque tu sei re?». Rispose Gesù: «Tu lo dici; io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per rendere testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce».  38  Gli dice Pilato: «Che cos'è la verità?». E detto questo uscì di nuovo verso i Giudei e disse loro: «Io non trovo in lui nessuna colpa.  39  Vi è tra voi l'usanza che io vi liberi uno per la Pasqua: volete dunque che io vi liberi il re dei Giudei?».  40  Allora essi gridarono di nuovo: «Non costui, ma Barabba!». Barabba era un brigante.

Cap. 19
 1  Allora Pilato fece prendere Gesù e lo fece flagellare.  2  E i soldati, intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo e gli misero addosso un mantello di porpora; quindi gli venivano davanti e gli dicevano:  3  «Salve, re dei Giudei!». E gli davano schiaffi.  4  Pilato intanto uscì di nuovo e disse loro: «Ecco, io ve lo conduco fuori, perché sappiate che non trovo in lui nessuna colpa».  5  Allora Gesù uscì, portando la corona di spine e il mantello di porpora. E Pilato disse loro: «Ecco l'uomo!».  6  Al vederlo i sommi sacerdoti e le guardie gridarono: «Crocifiggilo, crocifiggilo!». Disse loro Pilato: «Prendetelo voi e crocifiggetelo; io non trovo in lui nessuna colpa».  7  Gli risposero i Giudei: «Noi abbiamo una legge e secondo questa legge deve morire, perché si è fatto Figlio di Dio».
 8  All'udire queste parole, Pilato ebbe ancor più paura  9  ed entrato di nuovo nel pretorio disse a Gesù: «Di dove sei?». Ma Gesù non gli diede risposta.  10  Gli disse allora Pilato: «Non mi parli? Non sai che ho il potere di metterti in libertà e il potere di metterti in croce?».  11  Rispose Gesù: «Tu non avresti nessun potere su di me, se non ti fosse stato dato dall'alto. Per questo chi mi ha consegnato nelle tue mani ha una colpa più grande».

La condanna a morte

 12  Da quel momento Pilato cercava di liberarlo; ma i Giudei gridarono: «Se liberi costui, non sei amico di Cesare! Chiunque infatti si fa re si mette contro Cesare».  13  Udite queste parole, Pilato fece condurre fuori Gesù e sedette nel tribunale, nel luogo chiamato Litòstroto, in ebraico Gabbatà.  14  Era la Preparazione della Pasqua, verso mezzogiorno. Pilato disse ai Giudei: «Ecco il vostro re!».  15  Ma quelli gridarono: «Via, via, crocifiggilo!». Disse loro Pilato: «Metterò in croce il vostro re?». Risposero i sommi sacerdoti: «Non abbiamo altro re all'infuori di Cesare».  16  Allora lo consegnò loro perché fosse crocifisso.

La crocifissione

 17  Essi allora presero Gesù ed egli, portando la croce, si avviò verso il luogo del Cranio, detto in ebraico Gòlgota,  18  dove lo crocifissero e con lui altri due, uno da una parte e uno dall'altra, e Gesù nel mezzo.  19  Pilato compose anche l'iscrizione e la fece porre sulla croce; vi era scritto: «Gesù il Nazareno, il re dei Giudei».  20  Molti Giudei lessero questa iscrizione, perché il luogo dove fu crocifisso Gesù era vicino alla città; era scritta in ebraico, in latino e in greco.  21  I sommi sacerdoti dei Giudei dissero allora a Pilato: «Non scrivere: il re dei Giudei, ma che egli ha detto: Io sono il re dei Giudei».  22  Rispose Pilato: «Ciò che ho scritto, ho scritto».

La divisione dei vestiti

 23  I soldati poi, quando ebbero crocifisso Gesù, presero le sue vesti e ne fecero quattro parti, una per ciascun soldato, e la tunica. Ora quella tunica era senza cuciture, tessuta tutta d'un pezzo da cima a fondo.  24  Perciò dissero tra loro: Non stracciamola, ma tiriamo a sorte a chi tocca. Così si adempiva la Scrittura:

Si son divise tra loro le mie vesti 
e sulla mia tunica han gettato la sorte.

Gesù e sua madre

E i soldati fecero proprio così.
 25  Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Clèofa e Maria di Màgdala.  26  Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco il tuo figlio!».  27  Poi disse al discepolo: «Ecco la tua madre!». E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa.

La morte di Gesù

 28  Dopo questo, Gesù, sapendo che ogni cosa era stata ormai compiuta, disse per adempiere la Scrittura: «Ho sete».  29  Vi era lì un vaso pieno d'aceto; posero perciò una spugna imbevuta di aceto in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca.  30  E dopo aver ricevuto l'aceto, Gesù disse: «Tutto è compiuto!». E, chinato il capo, spirò.

Il colpo di lancia

 31  Era il giorno della Preparazione e i Giudei, perché i corpi non rimanessero in croce durante il sabato (era infatti un giorno solenne quel sabato), chiesero a Pilato che fossero loro spezzate le gambe e fossero portati via.  32  Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe al primo e poi all'altro che era stato crocifisso insieme con lui.  33  Venuti però da Gesù e vedendo che era gia morto, non gli spezzarono le gambe,  34  ma uno dei soldati gli colpì il fianco con la lancia e subito ne uscì sangue e acqua.
 35  Chi ha visto ne dà testimonianza e la sua testimonianza è vera e egli sa che dice il vero, perché anche voi crediate.  36  Questo infatti avvenne perché si adempisse la Scrittura: Non gli sarà spezzato alcun osso 37  E un altro passo della Scrittura dice ancora: Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto.

La sepoltura

 38  Dopo questi fatti, Giuseppe d'Arimatèa, che era discepolo di Gesù, ma di nascosto per timore dei Giudei, chiese a Pilato di prendere il corpo di Gesù. Pilato lo concesse. Allora egli andò e prese il corpo di Gesù.  39  Vi andò anche Nicodèmo, quello che in precedenza era andato da lui di notte, e portò una mistura di mirra e di aloe di circa cento libbre.  40  Essi presero allora il corpo di Gesù, e lo avvolsero in bende insieme con oli aromatici, com'è usanza seppellire per i Giudei.  41  Ora, nel luogo dove era stato crocifisso, vi era un giardino e nel giardino un sepolcro nuovo, nel quale nessuno era stato ancora deposto.  42  Là dunque deposero Gesù, a motivo della Preparazione dei Giudei, poiché quel sepolcro era vicino.

Cap. 20

3. IL GIORNO DELLA RISURREZIONE

La tomba vuota

 1  Nel giorno dopo il sabato, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di buon mattino, quand'era ancora buio, e vide che la pietra era stata ribaltata dal sepolcro.  2  Corse allora e andò da Simon Pietro e dall'altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l'hanno posto!».  3  Uscì allora Simon Pietro insieme all'altro discepolo, e si recarono al sepolcro.  4  Correvano insieme tutti e due, ma l'altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro.  5  Chinatosi, vide le bende per terra, ma non entrò.  6  Giunse intanto anche Simon Pietro che lo seguiva ed entrò nel sepolcro e vide le bende per terra,  7  e il sudario, che gli era stato posto sul capo, non per terra con le bende, ma piegato in un luogo a parte.  8  Allora entrò anche l'altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette.  9  Non avevano infatti ancora compreso la Scrittura, che egli cioè doveva risuscitare dai morti.  10  I discepoli intanto se ne tornarono di nuovo a casa.

L'apparizione a Maria di Magdala

 11  Maria invece stava all'esterno vicino al sepolcro e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro  12  e vide due angeli in bianche vesti, seduti l'uno dalla parte del capo e l'altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù.  13  Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?». Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove lo hanno posto».  14  Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù che stava lì in piedi; ma non sapeva che era Gesù.  15  Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Essa, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l'hai portato via tu, dimmi dove lo hai posto e io andrò a prenderlo».  16  Gesù le disse: «Maria!». Essa allora, voltatasi verso di lui, gli disse in ebraico: «Rabbunì!», che significa: Maestro!  17  Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma và dai miei fratelli e dì loro: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro».  18  Maria di Màgdala andò subito ad annunziare ai discepoli: «Ho visto il Signore» e anche ciò che le aveva detto.

Apparizione ai discepoli

 19  La sera di quello stesso giorno, il primo dopo il sabato, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, si fermò in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!».  20  Detto questo, mostrò loro le mani e il costato. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.  21  Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi».  22  Dopo aver detto questo, alitò su di loro e disse: «Ricevete lo Spirito Santo;  23  a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi».
 24  Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù.  25  Gli dissero allora gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il dito nel posto dei chiodi e non metto la mia mano nel suo costato, non crederò».
 26  Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c'era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, si fermò in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!».  27  Poi disse a Tommaso: «Metti qua il tuo dito e guarda le mie mani; stendi la tua mano, e mettila nel mio costato; e non essere più incredulo ma credente!».  28  Rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!».  29  Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, hai creduto: beati quelli che pur non avendo visto crederanno!».

4. PRIMA CONCLUSIONE

 30  Molti altri segni fece Gesù in presenza dei suoi discepoli, ma non sono stati scritti in questo libro.  31  Questi sono stati scritti, perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.

Cap. 21

EPILOGO

Apparizione sulla sponda del lago di Tiberiade

 1  Dopo questi fatti, Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberìade. E si manifestò così:  2  si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Dìdimo, Natanaèle di Cana di Galilea, i figli di Zebedèo e altri due discepoli.  3  Disse loro Simon Pietro: «Io vado a pescare». Gli dissero: «Veniamo anche noi con te». Allora uscirono e salirono sulla barca; ma in quella notte non presero nulla.
 4  Quando gia era l'alba Gesù si presentò sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù.  5  Gesù disse loro: «Figlioli, non avete nulla da mangiare?». Gli risposero: «No».  6  Allora disse loro: «Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete». La gettarono e non potevano più tirarla su per la gran quantità di pesci.  7  Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: «E' il Signore!». Simon Pietro appena udì che era il Signore, si cinse ai fianchi il camiciotto, poiché era spogliato, e si gettò in mare.  8  Gli altri discepoli invece vennero con la barca, trascinando la rete piena di pesci: infatti non erano lontani da terra se non un centinaio di metri.
 9  Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane.  10  Disse loro Gesù: «Portate un pò del pesce che avete preso or ora».  11  Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatrè grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si spezzò.  12  Gesù disse loro: «Venite a mangiare». Enessuno dei discepoli osava domandargli: «Chi sei?», poiché sapevano bene che era il Signore.
 13  Allora Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede a loro, e così pure il pesce.  14  Questa era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli, dopo essere risuscitato dai morti.
 15  Quand'ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: «Simone di Giovanni, mi vuoi bene tu più di costoro?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pasci i miei agnelli». 16  Gli disse di nuovo: «Simone di Giovanni, mi vuoi bene?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pasci le mie pecorelle».  17  Gli disse per la terza volta: «Simone di Giovanni, mi vuoi bene?». Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli dicesse: Mi vuoi bene?, e gli disse: «Signore, tu sai tutto; tu sai che ti voglio bene». Gli rispose Gesù: «Pasci le mie pecorelle. 18  In verità, in verità ti dico: quando eri più giovane ti cingevi la veste da solo, e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti cingerà la veste e ti porterà dove tu non vuoi». 19  Questo gli disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E detto questo aggiunse: «Seguimi».
 20  Pietro allora, voltatosi, vide che li seguiva quel discepolo che Gesù amava, quello che nella cena si era trovato al suo fianco e gli aveva domandato: «Signore, chi è che ti tradisce?».  21  Pietro dunque, vedutolo, disse a Gesù: «Signore, e lui?».  22  Gesù gli rispose: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, che importa a te? Tu seguimi».  23  Si diffuse perciò tra i fratelli la voce che quel discepolo non sarebbe morto. Gesù però non gli aveva detto che non sarebbe morto, ma: «Se voglio che rimanga finché io venga, che importa a te?».

Conclusione

 24  Questo è il discepolo che rende testimonianza su questi fatti e li ha scritti; e noi sappiamo che la sua testimonianza è vera.  25  Vi sono ancora molte altre cose compiute da Gesù, che, se fossero scritte una per una, penso che il mondo stesso non basterebbe

18 giu 2012

Giovanni - La venuta del Paraclito


Cap. 16
 1  Vi ho detto queste cose perché non abbiate a scandalizzarvi.  2  Vi scacceranno dalle sinagoghe; anzi, verrà l'ora in cui chiunque vi ucciderà crederà di rendere culto a Dio.  3  E faranno ciò, perché non hanno conosciuto né il Padre né me.  4  Ma io vi ho detto queste cose perché, quando giungerà la loro ora, ricordiate che ve ne ho parlato.

La venuta del Paraclito

Non ve le ho dette dal principio, perché ero con voi.
 5  Ora però vado da colui che mi ha mandato e nessuno di voi mi domanda: Dove vai?  6  Anzi, perché vi ho detto queste cose, la tristezza ha riempito il vostro cuore.  7  Ora io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Consolatore; ma quando me ne sarò andato, ve lo manderò.  8  E quando sarà venuto, egli convincerà il mondo quanto al peccato, alla giustizia e al giudizio.  9  Quanto al peccato, perché non credono in me;  10  quanto alla giustizia, perché vado dal Padre e non mi vedrete più;  11  quanto al giudizio, perché il principe di questo mondo è stato giudicato.
 12  Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso.  13  Quando però verrà lo Spirito di verità, egli vi guiderà alla verità tutta intera, perché non parlerà da sé, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annunzierà le cose future.  14  Egli mi glorificherà, perché prenderà del mio e ve l'annunzierà.  15  Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà del mio e ve l'annunzierà.


16 set 2010

Senza dubbio questo è un grande pontefice ed è un vero peccato che i poteri forti del mondo lo combattano, anche perché loro sono contro la verità, la giustizia e la luce.

Benedetto XVI nel Regno Unito ha parlato di pedofilia: "Innanzitutto devo dire che queste rivelazioni sono state per me uno choc, sono una grande tristezza. E' difficile capire come questa perversione del ministero sacerdotale sia possibile''.
Papa Ratzinger colto e intelligente ha apertamente ha tratta della questione della mancata decisione contro i mostri pedofili: ''Il sacerdote nel momento dell'ordinazione, preparato per anni a questo momento dice sì a Cristo, accetta di farsi la sua voce, la sua bocca, la sua mano e servire con tutta l'esistenza perché il Buon pastore che ama, aiuta e guida alla verità sia presente nel mondo........Come un uomo che ha fatto e detto questo possa poi cadere in questa perversione è difficile capire, è una grande tristezza, una grande tristezza anche che l'autorità della Chiesa non fosse sufficientemente vigilante e non sufficientemente veloce, decisa nel prendere le misure necessarie''.



Senza dubbio questo è un grande pontefice ed è un vero peccato che i poteri forti del mondo lo combattano, anche perché loro sono contro la verità, la giustizia e la luce.

28 giu 2010

La venuta del Paraclito


Non ve le ho dette dal principio, perché ero con voi.
5 Ora però vado da colui che mi ha mandato e nessuno di voi mi domanda: Dove vai? 6 Anzi, perché vi ho detto queste cose, la tristezza ha riempito il vostro cuore. 7 Ora io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Consolatore; ma quando me ne sarò andato, ve lo manderò. 8 E quando sarà venuto, egli convincerà il mondo quanto al peccato, alla giustizia e al giudizio. 9 Quanto al peccato, perché non credono in me; 10 quanto alla giustizia, perché vado dal Padre e non mi vedrete più; 11 quanto al giudizio, perché il principe di questo mondo è stato giudicato.
12 Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. 13 Quando però verrà lo Spirito di verità, egli vi guiderà alla verità tutta intera, perché non parlerà da sé, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annunzierà le cose future. 14 Egli mi glorificherà, perché prenderà del mio e ve l'annunzierà. 15 Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà del mio e ve l'annunzierà.

1 mar 2014

Crimine, la verità in Italia è punibile con il carcere

La verità è un crimine per la giustizia italiana, dire la verità su qualcuno, senza violare la sua privacy, semplicemente, raccontando ciò che non fa, è un reato grave, punibile anche con il carcere, se non finisse, solitamente, davanti al giudice di pace, quindi punibile con un'ammenda, quando si riesce a giungere ad una sentenza.
La verità fa male alla casta, ai suoi figli legittimi e ... illegittimi, quindi deve essere censurata.

9 dic 2018

Cristiani e verità, giustizia e voglia di semplicità - ARDUINO ROSSI

https://notizienews1.blogspot.com/

Mentre preti, pope e pastori alzano il dito medio, dal pulpito, mentre gli ipocriti e satanici fanno denaro, fatto legittimo, ma lo usano non per tutti, i poveri, la lotta per difendere l'ambiente, dare lavoro decente ai disoccupati, contro il cancro e le nuove o le vecchie malattie, ma per riempirsi di oggetti inutili, per feticismo. 
Il cristianesimo conosce una grande verità, la carità: che si veste di semplicità, di essenzialità e di lavoro per mantenersi dando tutto il resto ai poveri. 
Ovviamente non spreca le ricchezze degli ultimi, ma li spende con accuratezza, perché non sono soldi suoi, del cristiano e un giorno Dio gli chiederà come li ha usati, non solo i denari, ma tutti i talenti, da far fruttare con buona volontà. 

23 lug 2011

Giustizia - Salvatore Parolisi, Michele Misseri Melania Rea, Sarah Scazzi, Yara Gambirasio, la giustizia attende




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Melania Rea ha il suo assassino, almeno per gli inquirenti e il caporalmaggiore Salvatore Parolisi, oltre che amante della soldatessa Ludovica: pare che le prove raccolte siano sufficienti per portarlo al processo, è in prigione e si difende con altre verità improbabili e confuse, con troppe contraddizioni.
Sarah Scazzi avrà sicuramente giustizia, solo lo zio Michele Cosimo prosegue nei suoi goffi tentativi di farsi colpevole: ora vedremo pure lui, al più presto possibile, nel dibattimento processuale.
Yara Gambirasio invece non ha ancora giustizia e il suo assassino ha lasciato il suo Dna.

15 set 2010

Intervento del biblista don Paolo Mascilongo “Affettività, fragilità e cittadinanza: itinerari sul vangelo di Matteo per il secondo anno della Missione”

Diocesi Piacenza-Bobbio
Ufficio Documentazione

Convegno pastorale diocesano

10- 11 Settembre 2010

Ore 16,00 11 Settembre 2010

Documento elaborato da Ciani Vittorio x l'Ufficio Documentazione Diocesi Piacenza-Bobbio.

Intervento del biblista don Paolo Mascilongo

"Affettività, fragilità e cittadinanza:

itinerari sul vangelo di Matteo per il secondo anno della Missione"

Introduzione

Questo breve intervento dovrebbe servirci a reperire, nel vangelo di Mt (è infatti il vangelo di riferimento per il secondo anno della MPD), alcuni elementi utili relativamente ai temi – agli ambiti – dell'affettività, della fragilità, della cittadinanza (le tre "esperienze umane fondamentali" individuate come linee guida di questo anno). Naturalmente, si tratta di un intervento di carattere differente rispetto all'articolata riflessione appena ascoltata … tenterò, a grandi linee, di indicare alcuni "percorsi esemplificativi" su cui poter tornare con più agio durante l'anno.

L'intervento è strutturato in maniera semplice: una premessa, i tre punti corrispondenti ai tre ambiti, una conclusione.

L'intenzione – mi preme sottolinearlo – è quella di suscitare interesse e domande, piuttosto che fornire risposte ed esaurire i temi, cosa del resto impossibile in un unico incontro. Sul vangelo di Mt, naturalmente, avremo modo di tornare spesso durante il secondo anno della missione …

Primo passo (premessa): la consapevolezza di essere missionari

A mo' di premessa, vorrei anzitutto fermarmi su una questione che è, in verità, preliminare, ma non eludibile. In altre parole, è meglio ricordarcela!

Ritengo che uno dei frutti belli del primo anno di Missione che molti di noi hanno sperimentato, sia stata la scoperta, o la riscoperta o forse la conferma che il vangelo è una risorsa buona e importante per la vita della persona. Il vangelo non solo come ascolto, insieme di insegnamenti e di parole … il vangelo vissuto, sperimentato, fatto passare, pian piano, dentro la propria vita. in tanti di noi ci siamo trovati stupiti dalla possibilità di ascoltare, meditare e pregare la vicenda di Gesù narrata dal testo di Luca. Ecco: non dimentichiamo questo frutto: il vangelo, cioè la vita cristiana accolta e vissuta, è davvero una risorsa. Per noi, ma se è per noi, anche per tutti.

Volevo allora provare a "ridestare", all'inizio, la consapevolezza di questo dono che è posto nelle nostre mani. Se desideriamo essere missionari è proprio perché stiamo scoprendo che siamo fatti oggetto di una benevolenza speciale e di un amore grande da parte di quel Gesù che abbiamo sempre meglio conosciuto, e desideriamo conoscere sempre meglio alla scuola del vangelo e nella vita della Chiesa.

Abbiamo un dono grande! Questo dono non è solo per noi. Va custodito, va alimentato, va donato perché si accresca sempre più. Questo dono è appunto il vangelo, cioè l'annuncio buono ("evangelo") che il Signore Gesù è risorto, ed è presente. È infatti il Signore presente il dono che può cambiare la vita, nostra di chiunque lo attende. Proprio il vangelo secondo Mt, che ci accompagnerà quest'anno, è forse il più chiaro nell'affermare la certezza della presenza del Signore risorto come fondamento della vita dell'azione cristiana. Si pensi soltanto al finale, dove al comando di Gesù di render discepoli tutte le genti (è un po' il fondamento di ogni azione missionaria della Chiesa), si lega la necessaria assicurazione io sono con voi tutti i giorni (su questo aspetto torneremo). Gesù risorto è con noi! Lui è il grande dono che possiamo portare ad ogni uomo. Lui stesso è la risorsa grande che possiamo condividere con ogni persona e che può portare frutti di grazia per coloro che incontreremo.

Secondo passo: il vangelo risorsa per la vita dell'uomo: affettività, fragilità, cittadinanza

Vorrei brevemente passare ora in rassegna alcune pagine del vangelo secondo Mt in relazione alle tre tematiche, agli ambiti che descrivono le esperienze umane fondamentali.

a. Affettività

Si utilizza qui questa parola in senso molto ampio; (come notato), si tratta di mettere in luce la capacità che la vita cristiana ha di porre in essere, potremmo dire, relazioni significative e salvifiche. Non è difficile scorgere nel vangelo secondo Mt la traccia di questo percorso. Nel suo racconto, l'evangelista mostra in tantissime occasioni il maestro di Galilea come origine e cercatore di relazioni buone. Gesù cerca amicizia, offre conforto, istituisce legami. Con chiunque, senza – per così dire – chiedere pre-requisiti particolari. Di più: la sua forza è "contagiosa", chi resta con lui diventa capace di relazioni nuove.

Qualche esempio, scorrendo il vangelo secondo tre direzioni: partiamo dalle relazioni che sostengono Gesù, quelle che sono all'origine del suo cammino e della sua missione. Anzitutto, il vangelo inizia con le parole "libro della genealogia/origini di Gesù Cristo figlio di Davide figlio di Abrano" … Gesù è figlio di uomini, nasce quindi in un contesto di relazioni buone, affettive, costruttive. È in relazione fin dalla nascita, come noi, perché riceve ciò che è da un altro … Ma, naturalmente la relazione che costituisce Gesù è anzitutto quella con il Padre; essa infatti emerge presto nel vangelo; è al momento del Battesimo di Gesù (la voce dal cielo). (È interessante che questa voce giunga dal cielo dopo che Gesù ha deciso di ricevere il battesimo, iniziando, almeno implicitamente, la sua relazione con gli uomini). Subito dopo, non a caso, ecco lo Spirito Santo …, un'altra delle relazioni fondamentali che costituiscono la persona di Gesù; e il vangelo ci dice che proprio lo Spirito Santo "conduce" Gesù. Si potrebbe continuare … ma – saltando proprio alla fine – basterà notare che le ultime parole di Gesù prima di morire sono un'invocazione rivolta ancora al Padre di non interrompere la relazione con lui ("mio Dio …"). Fino alla fine, è questa relazione che Gesù cerca, e che fonda il suo cammino!

Un secondo registro decisivo della capacità/desiderio di Gesù di instaurare relazioni affettive significative, direi necessarie alla sua missione, è aperto anch'esso molto presto nel vangelo. Se leggiamo Mt 4,18-22 (siamo ancora agli inizi) scopriamo che l'inizio dell'attività di Gesù è segnata dalla scelta dei discepoli. La narrazione è asciutta, senza fronzoli: ma quanta potenza, quali sguardi dobbiamo figurarci nascosti dietro queste poche righe… subito, lasciarono le reti e lo seguirono … che tipo di attrattiva doveva avere Gesù per ottenere questo risultato? La relazione con i discepoli (la scelta di queste persone, di un gruppo stabile che lo seguisse, imparando così un rapporto sempre più vero con Dio stesso) è – secondo i vangeli – qualcosa di imprescindibile nell'azione di Gesù: non si può pensare a Lui senza questo gruppo di persone intorno a lui. Non è solo un dato storico; Gesù ha voluto dirci qualcosa di valido in modo definitivo, per sempre, nel rapporto con Lui e con Dio. Egli è venuto ad insegnare ed instaurare un nuovo rapporto con Dio e con gli altri, e lo ha fatto anzitutto coinvolgendo alcuni a stare con lui, con il compito chiaro (si può leggere Mt 10) di fungere da cerniera, da tramite, tra Lui (quindi tra Dio) ed ogni uomo. Nella scelta di queste relazioni Gesù non esige nulla di particolare ('semplici pescatori') né si ferma davanti a possibili pregiudizi (il pubblicano Matteo, le donne). Inoltre, ci torneremo, è chiaro che la relazione con Gesù fonda, per i discepoli, anche la relazione reciproca … imparano, cioè, a stare insieme tra loro in maniera nuova e significativa. E – anche qui – non è un caso che il vangelo termini ancora con questi personaggi, e con Gesù che rivolge proprio a loro le sue ultime parole … (Mt 28,18-20!) Un ultimo registro ben presente lungo tutto il vangelo è la capacità/desiderio di Gesù di entrare in relazione con 'ogni uomo': anche qui, non andiamo lontano (5,1: vedendo le folle … ); poi – incredibile! – il primo che gli si avvicina è un lebbroso! (fragilità!!!); poi – il secondo! – un centurione! (nemico!!!); poi – la terza! - la suocera di Pietro (che umiltà e tenerezza …); poi – sempre in quello stesso giorno! – 'molti indemoniati' (cioè, mica gente a posto!). E Mt cosa dice, come commenta? Cita Is 53,4, il quarto carme del Servo, in cui si descrive un desiderio di relazione fortissimo e decisivo: Egli ha preso le nostre infermità e si è caricato delle malattie (è venuto per coinvolgersi così con noi …!). Si può leggere tutto il vangelo così (lo faremo!), ma per chiudere solo un altro accenno, andando proprio alla fine: non credo sia un caso che l'ultimo discorso di Gesù si chiuda con l'invito a vivere tutta la vita instaurando relazioni di carità verso i fratelli (il c.d. giudizio universale).

Quindi, Gesù vive di relazioni significative, insegna relazioni significative, desidera per sé e per i suoi relazioni significative (di condivisione, di verità, di carità). In vista dell'unica relazione veramente necessaria nella vita, quella con il Padre. Nella relazione con Lui, anche noi troveremo la strada per questa relazione al Padre, e – quindi – tra di noi.

b. Fragilità

Mt si rivela ricchissimo e sorprendente se lo leggiamo cercandovi le attenzioni di nostro Signore per la piccolezza, la fragilità, ciò che è disprezzato. È necessario un vero ribaltamento di prospettiva, tante volte. Una mente nuova, un cuore nuovo. Ciò che è limite e povertà, nel vangelo è ricchezza. Ciò che per l'uomo è un freno, diventa possibilità. Ciò che è chiusura, appare occasione di apertura.

Anche in questo caso, è sufficiente scorrere un po' il vangelo. Si può partire dagli eventi della nascita, tutti segnati da fughe, debolezze, insidie, morte. La povertà estrema, insomma, come prima "abitazione" di Gesù. Se passiamo al racconto del battesimo, ecco che ci accorgiamo che la prima compagnia di Gesù sono i peccatori accorsi dal Battista. Abbiamo già detto, poi, che i primi guariti erano tutti emarginati (ma proprio questa marginalità, preferita da Gesù, si mostra per loro come salvezza! Lo sguardo di Dio si posa preferenzialmente sul bisognoso …). Sembra inevitabile, con Gesù, questa esperienza di fragilità (la prima volta che Gesù sta da solo con i suoi, dice il vangelo, è sulla barca che affonda … ma neanche questa circostanza impedisce che l'esito sia la salvezza, perché lui c'è!). E poi gli indemoniati cui nessuno voleva avvicinarsi (più limite di così!), o la commoventissima donna malata da 12 anni (dodici, ma ci pensiamo?! Chissà quanta sofferenza!) che tocca Lui e guarisce (e lui dice: la tua fede …), e la ragazza morta, ed i ciechi … Non c'è dubbio che il vangelo di Mt insista a descrivere un Gesù attentissimo a sanare le circostanze dolorose e ferite, a chinarsi sul bisogno. Tanto che davvero (l'aveva detto!) il vangelo è il racconto della beatitudine del povero, del bisognoso … se lui viene, se lui arriva, davvero è beato il povero!

Se si incontra uno così – come Gesù – realmente non c'è circostanza o limite che impedisce una vita nuova. Forse, se si vuole aggiungere un corollario, possiamo notare che c'è una parolina che il vangelo spesso richiede in chi è raggiunto (nella sua fragilità) da Gesù. Si chiama "fede". Non si può certo fermarsi ora su questo, ma in fondo parlare di fede significa che anche chi è fragile e chiuso nel suo limite, davanti alla salvezza che viene, deve fare un passo per accoglierla. Quindi, la fragilità, il limite sono – da un lato – l'ambito privilegiato della benevolenza del Padre, che ama i piccoli; in tal senso, diventano risorsa, nell'incontro con il Signore che salva. Dall'altro, diventano l'oggetto inevitabile dell'azione e della benevolenza di chi accoglie il messaggio di Gesù, chiamato a condividere l'azione di misericordia di Dio stesso.

c. Cittadinanza

Finora non mi sono soffermato sulle parole di insegnamento di Gesù, contenuto – in abbondanza e come tratto caratteristico – nel primo vangelo. Tuttavia, anch'esse sono importanti, e non possiamo certo trascurarle, se vogliamo avere qualcosa di sensato e luminoso da portare agli uomini (queste stesse parole ci ricordano che siamo chiamati ad essere sale e luce). Probabilmente proprio l'ambito della cittadinanza può essere illuminato con vigore dalle parole del vangelo. Vista la ricchezza dell'insegnamento di Gesù non è possibile sintetizzarne i contenuti, su cui – anche in questo caso – avremo modo di tornare durante l'anno. Provo soltanto a evidenziarne alcune caratteristiche. L'insegnamento di Gesù è profondamente radicato nella sua tradizione e profondamente nuovo. Cose antiche e cose nuove … non è un rivoluzionario di quelli che buttan via tutto il passato perché non serve più, anzi … chiede una "rivoluzione" nel modo di pensare (ancor prima, forse, di 'guardare'). Insegna come una persona che sa di aver imparato direttamente da Dio, nella verità.

Proprio perché lui è così, nessuno di noi può pensare di essere come lui ("non chiamate nessuno maestro", 23,8), e l'atteggiamento nostro è molto più simile all'umiltà del discepolo che alla presunzione saccente di chi crede di poter possedere la verità … la verità si riconosce, si segue, si impara (il vangelo è un dono che non meritiamo!).

Gesù ci lascia il compito di edificare e perseguire il bene del mondo. Non solo a parole, ma – ancora – avendo voluto che alcuni lo seguissero, stessero con lui, e ci stessero in un certo modo. Leggeremo il c. 18, in cui la carità è posta a fondamento delle nuove relazioni tra i discepoli, e – da qui – tra tutti gli uomini. Leggeremo il c. 25 (il "giudizio") in cui, naturalmente senza costringere nessuno, Gesù però ci ricorda che il regno sarà così, e ci sarà un criterio discriminante, ed è la carità. Leggeremo altre parole di Gesù (le beatitudini, tutto il discorso della montagna …).

Forse proprio la parola carità dice meglio di tutte cosa ci ha portato (rendendola possibile), cosa ci ha insegnato e cosa ci chiede Gesù dal vangelo. E Mt (l'unico ad avere il giudizio finale così narrato) vi insiste in modo particolare … non a caso sempre Mt è l'unico vangelo a narrare quella strana e scandalosa parabola degli operai dell'ultima ora. Non la giustizia "sindacale", ma un bene che supera ogni giustizia. Carità o – con altra parola quasi impossibile a noi uomini – misericordia.

Quindi, non è evitabile, per chi desidera ascoltare in verità il vangelo ed essere vero discepolo di Gesù, vivere la via della carità come suprema forma di edificazione dell'umano.

Terzo passo: la testimonianza

Per finire, non è che possiamo scorgere, nel vangelo (secondo Mt) anche un "metodo" per vivere e trasmettere la fede, che Gesù ci abbia indicato, tra le righe…? Senza alcuna pretesa di definitività, indico alcune tracce che a me pare siano presenti nel vangelo. Come noi, oggi – persone che desiderano mettersi all'ascolto di Gesù nel vangelo, ma che desiderano anche impostare la propria vita secondo la novità della fede cristiana – possiamo trasmettere la verità e la bellezza di questa fede? (non per salvare il mondo, perché noi – ci piaccia o no – non salviamo nessuno! Ma perché lui, Gesù, il nostro Signore, possa ancora oggi salvare altri come sta salvando noi). Come far sì che ciò che ha colpito, toccato, scaldato, resi più veri e umani noi (la "risorsa" che è il vangelo) possa colpire, toccare, scaldare e rendere più umani altri? [il documento dei nostri vescovi dopo il convegno di VR, al n. 29, riprendendo alcune parole del papa, diceva così: "Ciò di cui abbiamo soprattutto bisogno in questo momento della storia — ricordava il cardinale Ratzinger poche settimane prima della sua elezione alla cattedra di Pietro — sono uomini che, attraverso una fede illuminata e vissuta, rendano Dio credibile in questo mondo …

Abbiamo bisogno di uomini che tengano lo sguardo dritto verso Dio, imparando da lì la vera umanità. Abbiamo bisogno di uomini il cui intelletto sia illuminato dalla luce di Dio e a cui Dio apra il cuore, in modo che il loro intelletto possa parlare all'intelletto degli altri e il loro cuore possa aprire il cuore degli altri. Soltanto attraverso uomini toccati da Dio, Dio può far ritorno presso gli uomini"»].

Si chiama testimonianza il metodo che Dio ha scelto per rimanere presente tra gli uomini. Sarà bello tornarci su, ed importante. Per ora registro con favore il fatto che proprio il vangelo di Mt conserva (e lui solo) forse i due brani più significativi e veri su questa parola così profondamente cristiana (senza dimenticare quello splendido invito "Coraggio, sono io, non abbiate paura!" su cui abbiamo già posto la nostra attenzione e su cui torneremo spesso quest'anno: davvero, non abbiamo paura di essere testimoni!). Testimonianza significa vivere la vita nuova a noi donata dal Cristo con una trasparenza tale che la Sua presenza (non la nostra!), la Sua azione (non la nostra), ecc. possa risplendere nel mondo. Perché se c'è una cosa di cui Mt ci ha voluto proprio assicurare, è che il Signore risorto c'è, c'è ancora, c'è sempre, sempre contemporaneo a noi, in ogni tempo – ed ecco i due brani del vangelo. Come dice Mt 18,20 dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro; e come ribadisce Mt 28,20 io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo. Come è Cristo presente la risorsa che ci salva, così è lui presente a fondamento della nostra testimonianza, non altro. È talmente grande la nostra responsabilità di testimoni, che possiamo paragonarci a dei "vangeli viventi", come queste parole antiche di Giovanni Crisostomo, in modo paradossale, ci ricordano – e con le quali concludo: «Sarebbe stato meglio che non avessimo avuto bisogno delle Scritture e che avessimo potuto mostrare una vita così pura che la grazia dello Spirito occupasse nelle nostre anime il posto dei libri e che, come questi ultimi sono scritti con l'inchiostro, così i nostri cuori lo fossero per mezzo dello Spirito (...)

Gli apostoli non discesero dal monte [dell'incontro con Gesù Risorto, cfr. Mt 28,19] recando in mano tavole di pietra come Mosè, ma andarono ovunque portando nel cuore lo Spirito e facendo scaturire un tesoro e una fonte di dottrine, di doni e di ogni bene, divenendo per mezzo della grazia libri e leggi viventi» (Commento al Vangelo di Matteo, 1:1 - PG 57, 15). Che ciascuno di noi possa essere, per chiunque incontreremo, un "vangelo vivente".