POLITICA, CULTURA, CRONACA, ARTE, RELIGIONE, SCIENZA, PENSIERO LIBERO. Quasi Giornale online. scritto a più mani da una redazione coraggiosa, da dei volontari. Responsabile Arduino Rossi-
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8 feb 2019
Verità e giustizia, da urlare contro il mondo - Arduino Rossi
19 mag 2012
Salmo 85 --Preghiera per la pace e la giustizia
Cap. 85
Preghiera per la pace e la giustizia
1 Al maestro del coro. Dei figli di Core. Salmo.2 Signore, sei stato buono con la tua terra,
hai ricondotto i deportati di Giacobbe.
3 Hai perdonato l'iniquità del tuo popolo,
hai cancellato tutti i suoi peccati.
4 Hai deposto tutto il tuo sdegno
e messo fine alla tua grande ira. 5 Rialzaci, Dio nostra salvezza,
e placa il tuo sdegno verso di noi.
6 Forse per sempre sarai adirato con noi,
di età in età estenderai il tuo sdegno?
7 Non tornerai tu forse a darci vita,
perché in te gioisca il tuo popolo?
8 Mostraci, Signore, la tua misericordia
e donaci la tua salvezza.
9 Ascolterò che cosa dice Dio, il Signore:
egli annunzia la pace
per il suo popolo, per i suoi fedeli,
per chi ritorna a lui con tutto il cuore.
10 La sua salvezza è vicina a chi lo teme
e la sua gloria abiterà la nostra terra.
11 Misericordia e verità s'incontreranno,
giustizia e pace si baceranno.
12 La verità germoglierà dalla terra
e la giustizia si affaccerà dal cielo.
13 Quando il Signore elargirà il suo bene,
la nostra terra darà il suo frutto.
14 Davanti a lui camminerà la giustizia
e sulla via dei suoi passi la salvezza.
3 mag 2012
Salmo 119 - Elogio della legge divina
Cap. 119
Elogio della legge divina
1 Alleluia.Beato l'uomo di integra condotta,che cammina nella legge del Signore.
2 Beato chi è fedele ai suoi insegnamenti
e lo cerca con tutto il cuore.
3 Non commette ingiustizie,
cammina per le sue vie.
4 Tu hai dato i tuoi precetti
perché siano osservati fedelmente.
5 Siano diritte le mie vie,
nel custodire i tuoi decreti.
6 Allora non dovrò arrossire
se avrò obbedito ai tuoi comandi.
7 Ti loderò con cuore sincero
quando avrò appreso le tue giuste sentenze.
8 Voglio osservare i tuoi decreti:
non abbandonarmi mai.
9 Come potrà un giovane tenere pura la sua via?
Custodendo le tue parole.
10 Con tutto il cuore ti cerco:
non farmi deviare dai tuoi precetti.
11 Conservo nel cuore le tue parole
per non offenderti con il peccato.
12 Benedetto sei tu, Signore;
mostrami il tuo volere.
13 Con le mie labbra ho enumerato
tutti i giudizi della tua bocca.
14 Nel seguire i tuoi ordini è la mia gioia
più che in ogni altro bene.
15 Voglio meditare i tuoi comandamenti,
considerare le tue vie.
16 Nella tua volontà è la mia gioia;
mai dimenticherò la tua parola.
17 Sii buono con il tuo servo e avrò vita,
custodirò la tua parola.
18 Aprimi gli occhi perché io veda
le meraviglie della tua legge.
19 Io sono straniero sulla terra,
non nascondermi i tuoi comandi.
20 Io mi consumo nel desiderio
dei tuoi precetti in ogni tempo.
21 Tu minacci gli orgogliosi;
maledetto chi devìa dai tuoi decreti.
22 Allontana da me vergogna e disprezzo,
perché ho osservato le tue leggi.
23 Siedono i potenti, mi calunniano,
ma il tuo servo medita i tuoi decreti.
24 Anche i tuoi ordini sono la mia gioia,
miei consiglieri i tuoi precetti.
25 Io sono prostrato nella polvere;
dammi vita secondo la tua parola.
26 Ti ho manifestato le mie vie e mi hai risposto;
insegnami i tuoi voleri.
27 Fammi conoscere la via dei tuoi precetti
e mediterò i tuoi prodigi.
28 Io piango nella tristezza;
sollevami secondo la tua promessa.
29 Tieni lontana da me la via della menzogna,
fammi dono della tua legge.
30 Ho scelto la via della giustizia,
mi sono proposto i tuoi giudizi.
31 Ho aderito ai tuoi insegnamenti, Signore,
che io non resti confuso.
32 Corro per la via dei tuoi comandamenti,
perché hai dilatato il mio cuore.
33 Indicami, Signore, la via dei tuoi decreti
e la seguirò sino alla fine.
34 Dammi intelligenza, perché io osservi la tua legge
e la custodisca con tutto il cuore.
35 Dirigimi sul sentiero dei tuoi comandi,
perché in esso è la mia gioia.
36 Piega il mio cuore verso i tuoi insegnamenti
e non verso la sete del guadagno.
37 Distogli i miei occhi dalle cose vane,
fammi vivere sulla tua via.
38 Con il tuo servo sii fedele alla parola
che hai data, perché ti si tema.
39 Allontana l'insulto che mi sgomenta,
poiché i tuoi giudizi sono buoni.
40 Ecco, desidero i tuoi comandamenti;
per la tua giustizia fammi vivere.
41 Venga a me, Signore, la tua grazia,
la tua salvezza secondo la tua promessa;
42 a chi mi insulta darò una risposta,
perché ho fiducia nella tua parola.
43 Non togliere mai dalla mia bocca la parola vera,
perché confido nei tuoi giudizi.
44 Custodirò la tua legge per sempre,
nei secoli, in eterno.
45 Sarò sicuro nel mio cammino,
perché ho ricercato i tuoi voleri.
46 Davanti ai re parlerò della tua alleanza
senza temere la vergogna.
47 Gioirò per i tuoi comandi
che ho amati.
48 Alzerò le mani ai tuoi precetti che amo,
mediterò le tue leggi.
49 Ricorda la promessa fatta al tuo servo,
con la quale mi hai dato speranza.
50 Questo mi consola nella miseria:
la tua parola mi fa vivere.
51 I superbi mi insultano aspramente,
ma non devìo dalla tua legge.
52 Ricordo i tuoi giudizi di un tempo, Signore,
e ne sono consolato.
53 M'ha preso lo sdegno contro gli empi
che abbandonano la tua legge.
54 Sono canti per me i tuoi precetti,
nella terra del mio pellegrinaggio.
55 Ricordo il tuo nome lungo la notte
e osservo la tua legge, Signore.
56 Tutto questo mi accade
perché ho custodito i tuoi precetti.
57 La mia sorte, ho detto, Signore,
è custodire le tue parole.
58 Con tutto il cuore ti ho supplicato,
fammi grazia secondo la tua promessa.
59 Ho scrutato le mie vie,
ho rivolto i miei passi verso i tuoi comandamenti.
60 Sono pronto e non voglio tardare
a custodire i tuoi decreti.
61 I lacci degli empi mi hanno avvinto,
ma non ho dimenticato la tua legge.
62 Nel cuore della notte mi alzo a renderti lode
per i tuoi giusti decreti.
63 Sono amico di coloro che ti sono fedeli
e osservano i tuoi precetti.
64 Del tuo amore, Signore, è piena la terra;
insegnami il tuo volere.
65 Hai fatto il bene al tuo servo, Signore,
secondo la tua parola.
66 Insegnami il senno e la saggezza,
perché ho fiducia nei tuoi comandamenti.
67 Prima di essere umiliato andavo errando,
ma ora osservo la tua parola.
68 Tu sei buono e fai il bene,
insegnami i tuoi decreti.
69 Mi hanno calunniato gli insolenti,
ma io con tutto il cuore osservo i tuoi precetti.
70 Torpido come il grasso è il loro cuore,
ma io mi diletto della tua legge.
71 Bene per me se sono stato umiliato,
perché impari ad obbedirti.
72 La legge della tua bocca mi è preziosa
più di mille pezzi d'oro e d'argento.
73 Le tue mani mi hanno fatto e plasmato;
fammi capire e imparerò i tuoi comandi.
74 I tuoi fedeli al vedermi avranno gioia,
perché ho sperato nella tua parola.
75 Signore, so che giusti sono i tuoi giudizi
e con ragione mi hai umiliato.
76 Mi consoli la tua grazia,
secondo la tua promessa al tuo servo.
77 Venga su di me la tua misericordia e avrò vita,
poiché la tua legge è la mia gioia.
78 Siano confusi i superbi che a torto mi opprimono;
io mediterò la tua legge.
79 Si volgano a me i tuoi fedeli
e quelli che conoscono i tuoi insegnamenti.
80 Sia il mio cuore integro nei tuoi precetti,
perché non resti confuso.
81 Mi consumo nell'attesa della tua salvezza,
spero nella tua parola.
82 Si consumano i miei occhi dietro la tua promessa,
mentre dico: «Quando mi darai conforto?».
83 Io sono come un otre esposto al fumo,
ma non dimentico i tuoi insegnamenti.
84 Quanti saranno i giorni del tuo servo?
Quando farai giustizia dei miei persecutori?
85 Mi hanno scavato fosse gli insolenti
che non seguono la tua legge.
86 Verità sono tutti i tuoi comandi;
a torto mi perseguitano: vieni in mio aiuto.
87 Per poco non mi hanno bandito dalla terra,
ma io non ho abbandonato i tuoi precetti.
88 Secondo il tuo amore fammi vivere
e osserverò le parole della tua bocca.
89 La tua parola, Signore,
è stabile come il cielo.
90 La tua fedeltà dura per ogni generazione;
hai fondato la terra ed essa è salda.
91 Per tuo decreto tutto sussiste fino ad oggi,
perché ogni cosa è al tuo servizio.
92 Se la tua legge non fosse la mia gioia,
sarei perito nella mia miseria.
93 Mai dimenticherò i tuoi precetti:
per essi mi fai vivere.
94 Io sono tuo: salvami,
perché ho cercato il tuo volere.
95 Gli empi mi insidiano per rovinarmi,
ma io medito i tuoi insegnamenti.
96 Di ogni cosa perfetta ho visto il limite,
ma la tua legge non ha confini.
97 Quanto amo la tua legge, Signore;
tutto il giorno la vado meditando.
98 Il tuo precetto mi fa più saggio dei miei nemici,
perché sempre mi accompagna.
99 Sono più saggio di tutti i miei maestri,
perché medito i tuoi insegnamenti.
100 Ho più senno degli anziani,
perché osservo i tuoi precetti.
101 Tengo lontano i miei passi da ogni via di male,
per custodire la tua parola.
102 Non mi allontano dai tuoi giudizi,
perché sei tu ad istruirmi.
103 Quanto sono dolci al mio palato le tue parole:
più del miele per la mia bocca.
104 Dai tuoi decreti ricevo intelligenza,
per questo odio ogni via di menzogna.
105 Lampada per i miei passi è la tua parola,
luce sul mio cammino.
106 Ho giurato, e lo confermo,
di custodire i tuoi precetti di giustizia.
107 Sono stanco di soffrire, Signore,
dammi vita secondo la tua parola.
108 Signore, gradisci le offerte delle mie labbra,
insegnami i tuoi giudizi.
109 La mia vita è sempre in pericolo,
ma non dimentico la tua legge.
110 Gli empi mi hanno teso i loro lacci,
ma non ho deviato dai tuoi precetti.
111 Mia eredità per sempre sono i tuoi insegnamenti,
sono essi la gioia del mio cuore.
112 Ho piegato il mio cuore ai tuoi comandamenti,
in essi è la mia ricompensa per sempre.
113 Detesto gli animi incostanti,
io amo la tua legge.
114 Tu sei mio rifugio e mio scudo,
spero nella tua parola.
115 Allontanatevi da me o malvagi,
osserverò i precetti del mio Dio.
116 Sostienimi secondo la tua parola e avrò vita,
non deludermi nella mia speranza.
117 Sii tu il mio aiuto e sarò salvo,
gioirò sempre nei tuoi precetti.
118 Tu disprezzi chi abbandona i tuoi decreti,
perché la sua astuzia è fallace.
119 Consideri scorie tutti gli empi della terra,
perciò amo i tuoi insegnamenti.
120 Tu fai fremere di spavento la mia carne,
io temo i tuoi giudizi.
121 Ho agito secondo diritto e giustizia;
non abbandonarmi ai miei oppressori.
122 Assicura il bene al tuo servo;
non mi opprimano i superbi.
123 I miei occhi si consumano nell'attesa della tua salvezza
e della tua parola di giustizia.
124 Agisci con il tuo servo secondo il tuo amore
e insegnami i tuoi comandamenti.
125 Io sono tuo servo, fammi comprendere
e conoscerò i tuoi insegnamenti.
126 E' tempo che tu agisca, Signore;
hanno violato la tua legge.
127 Perciò amo i tuoi comandamenti
più dell'oro, più dell'oro fino.
128 Per questo tengo cari i tuoi precetti
e odio ogni via di menzogna.
129 Meravigliosa è la tua alleanza,
per questo le sono fedele.
130 La tua parola nel rivelarsi illumina,
dona saggezza ai semplici.
131 Apro anelante la bocca,
perché desidero i tuoi comandamenti.
132 Volgiti a me e abbi misericordia,
tu che sei giusto per chi ama il tuo nome.
133 Rendi saldi i miei passi secondo la tua parola
e su di me non prevalga il male.
134 Salvami dall'oppressione dell'uomo
e obbedirò ai tuoi precetti.
135 Fà risplendere il volto sul tuo servo
e insegnami i tuoi comandamenti.
136 Fiumi di lacrime mi scendono dagli occhi,
perché non osservano la tua legge.
137 Tu sei giusto, Signore,
e retto nei tuoi giudizi.
138 Con giustizia hai ordinato le tue leggi
e con fedeltà grande.
139 Mi divora lo zelo della tua casa,
perché i miei nemici dimenticano le tue parole.
140 Purissima è la tua parola,
il tuo servo la predilige.
141 Io sono piccolo e disprezzato,
ma non trascuro i tuoi precetti.
142 La tua giustizia è giustizia eterna
e verità è la tua legge.
143 Angoscia e affanno mi hanno colto,
ma i tuoi comandi sono la mia gioia.
144 Giusti sono i tuoi insegnamenti per sempre,
fammi comprendere e avrò la vita.
145 T'invoco con tutto il cuore, Signore, rispondimi;
custodirò i tuoi precetti.
146 Io ti chiamo, salvami,
e seguirò i tuoi insegnamenti.
147 Precedo l'aurora e grido aiuto,
spero sulla tua parola.
148 I miei occhi prevengono le veglie
per meditare sulle tue promesse.
149 Ascolta la mia voce, secondo la tua grazia;
Signore, fammi vivere secondo il tuo giudizio.
150 A tradimento mi assediano i miei persecutori,
sono lontani dalla tua legge.
151 Ma tu, Signore, sei vicino,
tutti i tuoi precetti sono veri.
152 Da tempo conosco le tue testimonianze
che hai stabilite per sempre.
153 Vedi la mia miseria, salvami,
perché non ho dimenticato la tua legge.
154 Difendi la mia causa, riscattami,
secondo la tua parola fammi vivere.
155 Lontano dagli empi è la salvezza,
perché non cercano il tuo volere.
156 Le tue misericordie sono grandi, Signore,
secondo i tuoi giudizi fammi vivere.
157 Sono molti i persecutori che mi assalgono,
ma io non abbandono le tue leggi.
158 Ho visto i ribelli e ne ho provato ribrezzo,
perché non custodiscono la tua parola.
159 Vedi che io amo i tuoi precetti,
Signore, secondo la tua grazia dammi vita.
160 La verità è principio della tua parola,
resta per sempre ogni sentenza della tua giustizia.
161 I potenti mi perseguitano senza motivo,
ma il mio cuore teme le tue parole.
162 Io gioisco per la tua promessa,
come uno che trova grande tesoro.
163 Odio il falso e lo detesto,
amo la tua legge.
164 Sette volte al giorno io ti lodo
per le sentenze della tua giustizia.
165 Grande pace per chi ama la tua legge,
nel suo cammino non trova inciampo.
166 Aspetto da te la salvezza, Signore,
e obbedisco ai tuoi comandi.
167 Io custodisco i tuoi insegnamenti
e li amo sopra ogni cosa.
168 Osservo i tuoi decreti e i tuoi insegnamenti:
davanti a te sono tutte le mie vie.
169 Giunga il mio grido fino a te, Signore,
fammi comprendere secondo la tua parola.
170 Venga al tuo volto la mia supplica,
salvami secondo la tua promessa.
171 Scaturisca dalle mie labbra la tua lode,
poiché mi insegni i tuoi voleri.
172 La mia lingua canti le tue parole,
perché sono giusti tutti i tuoi comandamenti.
173 Mi venga in aiuto la tua mano,
poiché ho scelto i tuoi precetti.
174 Desidero la tua salvezza, Signore,
e la tua legge è tutta la mia gioia.
175 Possa io vivere e darti lode,
mi aiutino i tuoi giudizi.
176 Come pecora smarrita vado errando;
cerca il tuo servo,
perché non ho dimenticato i tuoi comandamenti.
26 gen 2014
Crimine e bugie, la verità da dire non in Italia o la paghi cara.
25 lug 2010
Verità, giustizia e libertà
Ora l'arma più potente che si ha per cercare un po' di giustizia è la verità: solo chi denuncia gli inganni, i giochi del potere e la logica da lacchè di troppi personaggi con cattiva memoria, può far qualcosa.
Il rischio in questo caso è quello che a pagare sono i soliti, mentre i veri colpevoli se ne escono con poco o nulla.
26 lug 2016
Verità, giustizia e libertà, ecco le tre parole magiche che ci rendono degni di essere degli esseri umani
22 apr 2011
Pasqua e passione di Gesù - Vangelo S. Giovanni
L'ORA DI GESU': LA PASQUA DELL'AGNELLO DI DIO
1. L'ULTIMA CENA DI GESU' CON I SUOI DISCEPOLI
La lavanda dei piedi
Annunzio del tradimento di Giuda
L'addio
La vera vita
I discepoli e il mondo
La venuta del Paraclito
L'annunzio di un pronto ritorno
La preghiera di Gesù
2. LA PASSIONE
L'arresto di Gesù
Gesù davanti ad Anna e a Caifa. Rinnegamenti di Pietro
Gesù davanti a Pilato
La condanna a morte
La crocifissione
La divisione dei vestiti
Gesù e sua madre
La morte di Gesù
Il colpo di lancia
La sepoltura
3. IL GIORNO DELLA RISURREZIONE
La tomba vuota
L'apparizione a Maria di Magdala
Apparizione ai discepoli
4. PRIMA CONCLUSIONE
EPILOGO
Apparizione sulla sponda del lago di Tiberiade
Conclusione
18 giu 2012
Giovanni - La venuta del Paraclito
La venuta del Paraclito
16 set 2010
Senza dubbio questo è un grande pontefice ed è un vero peccato che i poteri forti del mondo lo combattano, anche perché loro sono contro la verità, la giustizia e la luce.
28 giu 2010
La venuta del Paraclito
Non ve le ho dette dal principio, perché ero con voi.
5 Ora però vado da colui che mi ha mandato e nessuno di voi mi domanda: Dove vai? 6 Anzi, perché vi ho detto queste cose, la tristezza ha riempito il vostro cuore. 7 Ora io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Consolatore; ma quando me ne sarò andato, ve lo manderò. 8 E quando sarà venuto, egli convincerà il mondo quanto al peccato, alla giustizia e al giudizio. 9 Quanto al peccato, perché non credono in me; 10 quanto alla giustizia, perché vado dal Padre e non mi vedrete più; 11 quanto al giudizio, perché il principe di questo mondo è stato giudicato.
12 Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. 13 Quando però verrà lo Spirito di verità, egli vi guiderà alla verità tutta intera, perché non parlerà da sé, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annunzierà le cose future. 14 Egli mi glorificherà, perché prenderà del mio e ve l'annunzierà. 15 Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà del mio e ve l'annunzierà.
1 mar 2014
Crimine, la verità in Italia è punibile con il carcere
9 dic 2018
Cristiani e verità, giustizia e voglia di semplicità - ARDUINO ROSSI
Mentre preti, pope e pastori alzano il dito medio, dal pulpito, mentre gli ipocriti e satanici fanno denaro, fatto legittimo, ma lo usano non per tutti, i poveri, la lotta per difendere l'ambiente, dare lavoro decente ai disoccupati, contro il cancro e le nuove o le vecchie malattie, ma per riempirsi di oggetti inutili, per feticismo.
23 lug 2011
Giustizia - Salvatore Parolisi, Michele Misseri Melania Rea, Sarah Scazzi, Yara Gambirasio, la giustizia attende
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15 set 2010
Intervento del biblista don Paolo Mascilongo “Affettività, fragilità e cittadinanza: itinerari sul vangelo di Matteo per il secondo anno della Missione”
Diocesi Piacenza-Bobbio
Ufficio Documentazione
Convegno pastorale diocesano
10- 11 Settembre 2010
Ore 16,00 11 Settembre 2010
Documento elaborato da Ciani Vittorio x l'Ufficio Documentazione Diocesi Piacenza-Bobbio.
Intervento del biblista don Paolo Mascilongo
"Affettività, fragilità e cittadinanza:
itinerari sul vangelo di Matteo per il secondo anno della Missione"
Introduzione
Questo breve intervento dovrebbe servirci a reperire, nel vangelo di Mt (è infatti il vangelo di riferimento per il secondo anno della MPD), alcuni elementi utili relativamente ai temi – agli ambiti – dell'affettività, della fragilità, della cittadinanza (le tre "esperienze umane fondamentali" individuate come linee guida di questo anno). Naturalmente, si tratta di un intervento di carattere differente rispetto all'articolata riflessione appena ascoltata … tenterò, a grandi linee, di indicare alcuni "percorsi esemplificativi" su cui poter tornare con più agio durante l'anno.
L'intervento è strutturato in maniera semplice: una premessa, i tre punti corrispondenti ai tre ambiti, una conclusione.
L'intenzione – mi preme sottolinearlo – è quella di suscitare interesse e domande, piuttosto che fornire risposte ed esaurire i temi, cosa del resto impossibile in un unico incontro. Sul vangelo di Mt, naturalmente, avremo modo di tornare spesso durante il secondo anno della missione …
Primo passo (premessa): la consapevolezza di essere missionari
A mo' di premessa, vorrei anzitutto fermarmi su una questione che è, in verità, preliminare, ma non eludibile. In altre parole, è meglio ricordarcela!
Ritengo che uno dei frutti belli del primo anno di Missione che molti di noi hanno sperimentato, sia stata la scoperta, o la riscoperta o forse la conferma che il vangelo è una risorsa buona e importante per la vita della persona. Il vangelo non solo come ascolto, insieme di insegnamenti e di parole … il vangelo vissuto, sperimentato, fatto passare, pian piano, dentro la propria vita. in tanti di noi ci siamo trovati stupiti dalla possibilità di ascoltare, meditare e pregare la vicenda di Gesù narrata dal testo di Luca. Ecco: non dimentichiamo questo frutto: il vangelo, cioè la vita cristiana accolta e vissuta, è davvero una risorsa. Per noi, ma se è per noi, anche per tutti.
Volevo allora provare a "ridestare", all'inizio, la consapevolezza di questo dono che è posto nelle nostre mani. Se desideriamo essere missionari è proprio perché stiamo scoprendo che siamo fatti oggetto di una benevolenza speciale e di un amore grande da parte di quel Gesù che abbiamo sempre meglio conosciuto, e desideriamo conoscere sempre meglio alla scuola del vangelo e nella vita della Chiesa.
Abbiamo un dono grande! Questo dono non è solo per noi. Va custodito, va alimentato, va donato perché si accresca sempre più. Questo dono è appunto il vangelo, cioè l'annuncio buono ("evangelo") che il Signore Gesù è risorto, ed è presente. È infatti il Signore presente il dono che può cambiare la vita, nostra di chiunque lo attende. Proprio il vangelo secondo Mt, che ci accompagnerà quest'anno, è forse il più chiaro nell'affermare la certezza della presenza del Signore risorto come fondamento della vita dell'azione cristiana. Si pensi soltanto al finale, dove al comando di Gesù di render discepoli tutte le genti (è un po' il fondamento di ogni azione missionaria della Chiesa), si lega la necessaria assicurazione io sono con voi tutti i giorni (su questo aspetto torneremo). Gesù risorto è con noi! Lui è il grande dono che possiamo portare ad ogni uomo. Lui stesso è la risorsa grande che possiamo condividere con ogni persona e che può portare frutti di grazia per coloro che incontreremo.
Secondo passo: il vangelo risorsa per la vita dell'uomo: affettività, fragilità, cittadinanza
Vorrei brevemente passare ora in rassegna alcune pagine del vangelo secondo Mt in relazione alle tre tematiche, agli ambiti che descrivono le esperienze umane fondamentali.
a. Affettività
Si utilizza qui questa parola in senso molto ampio; (come notato), si tratta di mettere in luce la capacità che la vita cristiana ha di porre in essere, potremmo dire, relazioni significative e salvifiche. Non è difficile scorgere nel vangelo secondo Mt la traccia di questo percorso. Nel suo racconto, l'evangelista mostra in tantissime occasioni il maestro di Galilea come origine e cercatore di relazioni buone. Gesù cerca amicizia, offre conforto, istituisce legami. Con chiunque, senza – per così dire – chiedere pre-requisiti particolari. Di più: la sua forza è "contagiosa", chi resta con lui diventa capace di relazioni nuove.
Qualche esempio, scorrendo il vangelo secondo tre direzioni: partiamo dalle relazioni che sostengono Gesù, quelle che sono all'origine del suo cammino e della sua missione. Anzitutto, il vangelo inizia con le parole "libro della genealogia/origini di Gesù Cristo figlio di Davide figlio di Abrano" … Gesù è figlio di uomini, nasce quindi in un contesto di relazioni buone, affettive, costruttive. È in relazione fin dalla nascita, come noi, perché riceve ciò che è da un altro … Ma, naturalmente la relazione che costituisce Gesù è anzitutto quella con il Padre; essa infatti emerge presto nel vangelo; è al momento del Battesimo di Gesù (la voce dal cielo). (È interessante che questa voce giunga dal cielo dopo che Gesù ha deciso di ricevere il battesimo, iniziando, almeno implicitamente, la sua relazione con gli uomini). Subito dopo, non a caso, ecco lo Spirito Santo …, un'altra delle relazioni fondamentali che costituiscono la persona di Gesù; e il vangelo ci dice che proprio lo Spirito Santo "conduce" Gesù. Si potrebbe continuare … ma – saltando proprio alla fine – basterà notare che le ultime parole di Gesù prima di morire sono un'invocazione rivolta ancora al Padre di non interrompere la relazione con lui ("mio Dio …"). Fino alla fine, è questa relazione che Gesù cerca, e che fonda il suo cammino!
Un secondo registro decisivo della capacità/desiderio di Gesù di instaurare relazioni affettive significative, direi necessarie alla sua missione, è aperto anch'esso molto presto nel vangelo. Se leggiamo Mt 4,18-22 (siamo ancora agli inizi) scopriamo che l'inizio dell'attività di Gesù è segnata dalla scelta dei discepoli. La narrazione è asciutta, senza fronzoli: ma quanta potenza, quali sguardi dobbiamo figurarci nascosti dietro queste poche righe… subito, lasciarono le reti e lo seguirono … che tipo di attrattiva doveva avere Gesù per ottenere questo risultato? La relazione con i discepoli (la scelta di queste persone, di un gruppo stabile che lo seguisse, imparando così un rapporto sempre più vero con Dio stesso) è – secondo i vangeli – qualcosa di imprescindibile nell'azione di Gesù: non si può pensare a Lui senza questo gruppo di persone intorno a lui. Non è solo un dato storico; Gesù ha voluto dirci qualcosa di valido in modo definitivo, per sempre, nel rapporto con Lui e con Dio. Egli è venuto ad insegnare ed instaurare un nuovo rapporto con Dio e con gli altri, e lo ha fatto anzitutto coinvolgendo alcuni a stare con lui, con il compito chiaro (si può leggere Mt 10) di fungere da cerniera, da tramite, tra Lui (quindi tra Dio) ed ogni uomo. Nella scelta di queste relazioni Gesù non esige nulla di particolare ('semplici pescatori') né si ferma davanti a possibili pregiudizi (il pubblicano Matteo, le donne). Inoltre, ci torneremo, è chiaro che la relazione con Gesù fonda, per i discepoli, anche la relazione reciproca … imparano, cioè, a stare insieme tra loro in maniera nuova e significativa. E – anche qui – non è un caso che il vangelo termini ancora con questi personaggi, e con Gesù che rivolge proprio a loro le sue ultime parole … (Mt 28,18-20!) Un ultimo registro ben presente lungo tutto il vangelo è la capacità/desiderio di Gesù di entrare in relazione con 'ogni uomo': anche qui, non andiamo lontano (5,1: vedendo le folle … ); poi – incredibile! – il primo che gli si avvicina è un lebbroso! (fragilità!!!); poi – il secondo! – un centurione! (nemico!!!); poi – la terza! - la suocera di Pietro (che umiltà e tenerezza …); poi – sempre in quello stesso giorno! – 'molti indemoniati' (cioè, mica gente a posto!). E Mt cosa dice, come commenta? Cita Is 53,4, il quarto carme del Servo, in cui si descrive un desiderio di relazione fortissimo e decisivo: Egli ha preso le nostre infermità e si è caricato delle malattie (è venuto per coinvolgersi così con noi …!). Si può leggere tutto il vangelo così (lo faremo!), ma per chiudere solo un altro accenno, andando proprio alla fine: non credo sia un caso che l'ultimo discorso di Gesù si chiuda con l'invito a vivere tutta la vita instaurando relazioni di carità verso i fratelli (il c.d. giudizio universale).
Quindi, Gesù vive di relazioni significative, insegna relazioni significative, desidera per sé e per i suoi relazioni significative (di condivisione, di verità, di carità). In vista dell'unica relazione veramente necessaria nella vita, quella con il Padre. Nella relazione con Lui, anche noi troveremo la strada per questa relazione al Padre, e – quindi – tra di noi.
b. Fragilità
Mt si rivela ricchissimo e sorprendente se lo leggiamo cercandovi le attenzioni di nostro Signore per la piccolezza, la fragilità, ciò che è disprezzato. È necessario un vero ribaltamento di prospettiva, tante volte. Una mente nuova, un cuore nuovo. Ciò che è limite e povertà, nel vangelo è ricchezza. Ciò che per l'uomo è un freno, diventa possibilità. Ciò che è chiusura, appare occasione di apertura.
Anche in questo caso, è sufficiente scorrere un po' il vangelo. Si può partire dagli eventi della nascita, tutti segnati da fughe, debolezze, insidie, morte. La povertà estrema, insomma, come prima "abitazione" di Gesù. Se passiamo al racconto del battesimo, ecco che ci accorgiamo che la prima compagnia di Gesù sono i peccatori accorsi dal Battista. Abbiamo già detto, poi, che i primi guariti erano tutti emarginati (ma proprio questa marginalità, preferita da Gesù, si mostra per loro come salvezza! Lo sguardo di Dio si posa preferenzialmente sul bisognoso …). Sembra inevitabile, con Gesù, questa esperienza di fragilità (la prima volta che Gesù sta da solo con i suoi, dice il vangelo, è sulla barca che affonda … ma neanche questa circostanza impedisce che l'esito sia la salvezza, perché lui c'è!). E poi gli indemoniati cui nessuno voleva avvicinarsi (più limite di così!), o la commoventissima donna malata da 12 anni (dodici, ma ci pensiamo?! Chissà quanta sofferenza!) che tocca Lui e guarisce (e lui dice: la tua fede …), e la ragazza morta, ed i ciechi … Non c'è dubbio che il vangelo di Mt insista a descrivere un Gesù attentissimo a sanare le circostanze dolorose e ferite, a chinarsi sul bisogno. Tanto che davvero (l'aveva detto!) il vangelo è il racconto della beatitudine del povero, del bisognoso … se lui viene, se lui arriva, davvero è beato il povero!
Se si incontra uno così – come Gesù – realmente non c'è circostanza o limite che impedisce una vita nuova. Forse, se si vuole aggiungere un corollario, possiamo notare che c'è una parolina che il vangelo spesso richiede in chi è raggiunto (nella sua fragilità) da Gesù. Si chiama "fede". Non si può certo fermarsi ora su questo, ma in fondo parlare di fede significa che anche chi è fragile e chiuso nel suo limite, davanti alla salvezza che viene, deve fare un passo per accoglierla. Quindi, la fragilità, il limite sono – da un lato – l'ambito privilegiato della benevolenza del Padre, che ama i piccoli; in tal senso, diventano risorsa, nell'incontro con il Signore che salva. Dall'altro, diventano l'oggetto inevitabile dell'azione e della benevolenza di chi accoglie il messaggio di Gesù, chiamato a condividere l'azione di misericordia di Dio stesso.
c. Cittadinanza
Finora non mi sono soffermato sulle parole di insegnamento di Gesù, contenuto – in abbondanza e come tratto caratteristico – nel primo vangelo. Tuttavia, anch'esse sono importanti, e non possiamo certo trascurarle, se vogliamo avere qualcosa di sensato e luminoso da portare agli uomini (queste stesse parole ci ricordano che siamo chiamati ad essere sale e luce). Probabilmente proprio l'ambito della cittadinanza può essere illuminato con vigore dalle parole del vangelo. Vista la ricchezza dell'insegnamento di Gesù non è possibile sintetizzarne i contenuti, su cui – anche in questo caso – avremo modo di tornare durante l'anno. Provo soltanto a evidenziarne alcune caratteristiche. L'insegnamento di Gesù è profondamente radicato nella sua tradizione e profondamente nuovo. Cose antiche e cose nuove … non è un rivoluzionario di quelli che buttan via tutto il passato perché non serve più, anzi … chiede una "rivoluzione" nel modo di pensare (ancor prima, forse, di 'guardare'). Insegna come una persona che sa di aver imparato direttamente da Dio, nella verità.
Proprio perché lui è così, nessuno di noi può pensare di essere come lui ("non chiamate nessuno maestro", 23,8), e l'atteggiamento nostro è molto più simile all'umiltà del discepolo che alla presunzione saccente di chi crede di poter possedere la verità … la verità si riconosce, si segue, si impara (il vangelo è un dono che non meritiamo!).
Gesù ci lascia il compito di edificare e perseguire il bene del mondo. Non solo a parole, ma – ancora – avendo voluto che alcuni lo seguissero, stessero con lui, e ci stessero in un certo modo. Leggeremo il c. 18, in cui la carità è posta a fondamento delle nuove relazioni tra i discepoli, e – da qui – tra tutti gli uomini. Leggeremo il c. 25 (il "giudizio") in cui, naturalmente senza costringere nessuno, Gesù però ci ricorda che il regno sarà così, e ci sarà un criterio discriminante, ed è la carità. Leggeremo altre parole di Gesù (le beatitudini, tutto il discorso della montagna …).
Forse proprio la parola carità dice meglio di tutte cosa ci ha portato (rendendola possibile), cosa ci ha insegnato e cosa ci chiede Gesù dal vangelo. E Mt (l'unico ad avere il giudizio finale così narrato) vi insiste in modo particolare … non a caso sempre Mt è l'unico vangelo a narrare quella strana e scandalosa parabola degli operai dell'ultima ora. Non la giustizia "sindacale", ma un bene che supera ogni giustizia. Carità o – con altra parola quasi impossibile a noi uomini – misericordia.
Quindi, non è evitabile, per chi desidera ascoltare in verità il vangelo ed essere vero discepolo di Gesù, vivere la via della carità come suprema forma di edificazione dell'umano.
Terzo passo: la testimonianza
Per finire, non è che possiamo scorgere, nel vangelo (secondo Mt) anche un "metodo" per vivere e trasmettere la fede, che Gesù ci abbia indicato, tra le righe…? Senza alcuna pretesa di definitività, indico alcune tracce che a me pare siano presenti nel vangelo. Come noi, oggi – persone che desiderano mettersi all'ascolto di Gesù nel vangelo, ma che desiderano anche impostare la propria vita secondo la novità della fede cristiana – possiamo trasmettere la verità e la bellezza di questa fede? (non per salvare il mondo, perché noi – ci piaccia o no – non salviamo nessuno! Ma perché lui, Gesù, il nostro Signore, possa ancora oggi salvare altri come sta salvando noi). Come far sì che ciò che ha colpito, toccato, scaldato, resi più veri e umani noi (la "risorsa" che è il vangelo) possa colpire, toccare, scaldare e rendere più umani altri? [il documento dei nostri vescovi dopo il convegno di VR, al n. 29, riprendendo alcune parole del papa, diceva così: "Ciò di cui abbiamo soprattutto bisogno in questo momento della storia — ricordava il cardinale Ratzinger poche settimane prima della sua elezione alla cattedra di Pietro — sono uomini che, attraverso una fede illuminata e vissuta, rendano Dio credibile in questo mondo …
Abbiamo bisogno di uomini che tengano lo sguardo dritto verso Dio, imparando da lì la vera umanità. Abbiamo bisogno di uomini il cui intelletto sia illuminato dalla luce di Dio e a cui Dio apra il cuore, in modo che il loro intelletto possa parlare all'intelletto degli altri e il loro cuore possa aprire il cuore degli altri. Soltanto attraverso uomini toccati da Dio, Dio può far ritorno presso gli uomini"»].
Si chiama testimonianza il metodo che Dio ha scelto per rimanere presente tra gli uomini. Sarà bello tornarci su, ed importante. Per ora registro con favore il fatto che proprio il vangelo di Mt conserva (e lui solo) forse i due brani più significativi e veri su questa parola così profondamente cristiana (senza dimenticare quello splendido invito "Coraggio, sono io, non abbiate paura!" su cui abbiamo già posto la nostra attenzione e su cui torneremo spesso quest'anno: davvero, non abbiamo paura di essere testimoni!). Testimonianza significa vivere la vita nuova a noi donata dal Cristo con una trasparenza tale che la Sua presenza (non la nostra!), la Sua azione (non la nostra), ecc. possa risplendere nel mondo. Perché se c'è una cosa di cui Mt ci ha voluto proprio assicurare, è che il Signore risorto c'è, c'è ancora, c'è sempre, sempre contemporaneo a noi, in ogni tempo – ed ecco i due brani del vangelo. Come dice Mt 18,20 dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro; e come ribadisce Mt 28,20 io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo. Come è Cristo presente la risorsa che ci salva, così è lui presente a fondamento della nostra testimonianza, non altro. È talmente grande la nostra responsabilità di testimoni, che possiamo paragonarci a dei "vangeli viventi", come queste parole antiche di Giovanni Crisostomo, in modo paradossale, ci ricordano – e con le quali concludo: «Sarebbe stato meglio che non avessimo avuto bisogno delle Scritture e che avessimo potuto mostrare una vita così pura che la grazia dello Spirito occupasse nelle nostre anime il posto dei libri e che, come questi ultimi sono scritti con l'inchiostro, così i nostri cuori lo fossero per mezzo dello Spirito (...)
Gli apostoli non discesero dal monte [dell'incontro con Gesù Risorto, cfr. Mt 28,19] recando in mano tavole di pietra come Mosè, ma andarono ovunque portando nel cuore lo Spirito e facendo scaturire un tesoro e una fonte di dottrine, di doni e di ogni bene, divenendo per mezzo della grazia libri e leggi viventi» (Commento al Vangelo di Matteo, 1:1 - PG 57, 15). Che ciascuno di noi possa essere, per chiunque incontreremo, un "vangelo vivente".


