18 ago 2012

Pubblico impiego - dirigenti e meriti con demeriti


Si parla tanto dei dirigenti del Pubblico Impiego: guadagnano poco, guadagnano tanto.
Qualcuno ha proposto di porre un limite alle loro "rendite", ritenute eccessive.
Altri hanno protestato, sostenendo che bisogna premiare il merito, ma il punto è proprio questo.
Come si misura il merito nel pubblico impiego?
Con dei dati statistici?
Con dei risultati "oggettivi", ufficiali e non "contestabili"?
Nel privato la realtà di mercato non perdona: chi sbaglia paga, perché è la stessa azienda a trovarsi in difficoltà.
Quando un dirigente privato causa danni, non sa dirigere, o se ne va o la società fallisce.
Nel pubblico invece bisogna rispettare dei valori che ricordano un po' i piani quinquennali sovietici: basta raggiungere dei risultati programmati, ma non c'è un mercato che punisce o premia chi lavora bene.
Ovviamente questa cultura ha degli esiti discutibili, che cadono su tutti i lavoratori: i premi e i discrediti scelgono strade strane.
Il valore è riconosciuto?
Sì, quello dei soliti amici degli amici.

Lavoro, disoccupazione, immigrazione e diritti per tutti o saranno guai seri


Il lavoro nero è la vergogna di questo Paese: lavoratori che non hanno diritti, ma che sono trattati come servi, schiavi, spesso da loschi individui, nell'edilizia, nell'agricoltura in particolare, rappresentano il ritorno a un passato che si credeva sepolto da tempo.
Diverse situazioni economiche favoriscono queste condizioni: tra le cause abbiamo la mancanza di investimenti da parte di imprenditori che non comprendono l’importanza del rinnovamento tecnologico, l’offerta di manodopera a bassa specializzazione e a basso costo.
La facilità con cui dall’estero possono giungere tanti diseredati in cerca di  migliori condizioni di vita è sicuramente sospetta: è impossibile che questo avvenga senza, quanto meno, la noncuranza, se non la complicità delle autorità.
Sto solo chiedendo dovuti chiarimenti alla classe politica nazionale, che certamente “specula” in vario modo su questa massa di disperati: ne vede una risorsa economica e un deposito di potenziali voti, o un argomento per atteggiamenti xenofobi e pure razzisti.
Tutto questo avviene sulla loro e nostra pelle: ci si prospetta un futuro nero, forse anche politicamente, con drammi terrificanti dal punto di vista umano.
Comunque non si può scaricare unicamente ai politici, agli imprenditori, ai sindacalisti tutte le responsabilità: dobbiamo pretendere subito parità di diritti e di doveri per tutti.
La legge deve essere uguale per tutti, soprattutto per le condizioni lavorative, altrimenti la situazione degenererà e la pagheremo noi e i nostri figli. 

Beppe Grilllo Blog - Mario Monti, evasione fiscale e la gerra alle mosche

Beppe Grillo non crede a Mario Monti, alla sua guerra al fisco, parla di guerra alle mosche: gli consiglia di controllare i bilanci dei partiti e della cooperative, bianche, rosse e nere, o rosa che siano.
Si sa che l'evasione vera non è quella del pensionato che si arrangia con qualche lavoretto per poter mangiare, neppure è quella del disoccupato che fa un po' di tutto per non morire di fame o di altri che arrotondano i magri guadagni con qualche ora, in nero, per portare al mare i figli.
Questi non sono da criminalizzare, ma regolarizzare, invece la vera evasioni passa attraverso strane società molte cooperative, tutte con le relative coperture politiche.
Non prendiamo per il culo gli italiani..... caro super Mario.

Violena e bullismo, vecchio e nuovo in Italia



Il bullismo è una realtà vecchia quanto il mondo: ci sono sempre state situazioni dove alcuni ragazzi erano prepotenti, tormentavano altri coetanei per sentirsi forti.
Spesso si formavano branchi dove era il gruppo a "farsi valere" su individui isolati.
Le ragazze erano lontano da tutto questo, perché l'educazione diversa lo imponeva, perché erano separate dai maschi: quelle forme di violenza e di teppismo erano considerati comportamenti da maschiacci.
Ora, che molti valori, positivi e negativi, sono caduti, il bullismo ha preso forme insolite: un tempo erano tipici degli emarginati, dei diseredati, quasi sempre.
I figli di buona famiglia non si mischiavano con certa "teppaglia", soprattutto non avevano atteggiamenti e comportamenti violenti, tipici dei ceti popolari, che guardavano dall'alto in basso.
Ora sono proprio i ragazzini iper viziati, coccolati, giustificati da
sociologismi e comode teorie psicologiche, che alzano le mani, sono prepotenti, vandalici, spesso demenziali nel loro ribellarsi contro tutto e tutti.
Il dramma sta proprio nell'atteggiamento di molti genitori, che giustificano, scusano, contro ogni buon senso, gli abusi dei loro monelli, un po' troppo esuberanti.
Il mondo non è dei forti, di chi se lo sa prendere?
Loro applicano semplicemente questa legge alla lettera, infischiandosene delle buone maniere.
Forse sarebbe giusto "punire" molti educatori moderni e spegnere qualche volta quella scatola vuota che si chiama televisione: è lei che spesso educa i nostri super vitaminizzati marmocchi.

Lavoro - pubblico impiego Pubblici dipendenti e privati... lo spreco delle risorse umane



Voglio rischiare e denunciare qualcosa che è sotto gli occhi di tutti: lo spreco dei beni pubblici.
Non intendo dei soliti soldi, ma di un altro bene che si lascia sempre in disparte, che non viene quasi mai trattato: le risorse umane.
E' difficile capire, far in modo che persone capaci si impegnino e diano il meglio: spesso la cultura dello sfruttamento è la più diffusa, pur essendo stupida, che non da ricchezza, ma spreme solo persone, malamente.
L'esempio cinese, che molti imprenditori vogliono seguire, non è adatto a una realtà sviluppata e complessa come la nostra: si scorda sempre che dietro ogni attività ci sono degli uomini.
Le debolezze, le speranze, le delusioni favoriscono e deprimono la produzione.
Proprio nel Pubblico Impiego e nelle situazione protette il valore individuale non è preso in considerazione: non dovendosi confrontare con il mercato non conta quello che sai fare o cosa sai fare, ma chi sei, che amici hai.
Quante possibilità sono state gettate, quante occasioni di far funzionare gli enti, le agenzie, gli uffici, le scuole sono andate perse.
Perché non inserire qualche psicologo che indirizzi le persone al posto giusto e consigli pure chi ha problemi psicologici: si eviterebbero tante depressioni, situazioni sgradevoli e avremmo risparmi ......anche di denaro.

Blog di Beppe Grillo e le fatiche del comico... ex comico.


Quante ne racconta questo Beppe Grillo! Scherzando e ridendo se ne possono dire tante, compreso molte verità, ma poi, dall'altra parte, ci sono i politici di professione, che nella vita non sudano e non lottano, ma li manteniamo noi ... per sempre.
Poi abbiamo i lecca culi,  professionisti pure loro, che fanno i giornalisti, talvolta i sindacalisti, non lavorano, ma parlano di lavoro.
Beppe Grillo li potrebbe sbaragliare se vuole?
Forse, ma forse non vuole e non gli conviene: governare l'Italia è difficile, molto difficile, altro che due battute.
Mandare a casa un pugno di imbecilli è facile, ma poi sistemare il disastro combinato da costoro è terribile, è da fatiche di Ercole.

Extracomunitari, razzismo, immigrati, buonismo, integrazione e tante fiabe



Io sono uno che non crede a un futuro dove la maggioranza degli
extracomunitari dominerà il Paese: non riesco ad immaginare possibile tutto questo.
Il perché è semplice: sono certo che questa massa di lavoratori mal pacati e per nulla specializzati siano giunti da noi con il "permesso" di qualcuno che dirige questi flussi.
Non sto parlando dei nostri politici, ma di gruppi di potere economici che hanno sempre governato l'Italia, da almeno cento anni.
Voglio fare un'ipotesi azzardata.
I politici si dividono in due categorie, i buonisti a tutti i costi e i quasi razzisti.
I primi "perdonano" tutto e pare che abbiano le fette di salame sugli occhi: giustificano con teorie sociologiche ogni cosa, non si preoccupano di tutte quelle oppressioni medioevali che schiavizzano donne e bambini.
Gli altri urlano, ma non sanno proporre soluzioni valide per risolvere i problemi, tranne che con l'espulsione, che è un metodo dalla scarsa utilità: se si espelle un delinquente, in pratica, gli si paga solo la vacanza a casa sua, poi sarà ancora da noi.
Tutto questo pare assurdo.
Chi ha il potere non sa ciò che fa?
Una spiegazione forse c'è e si scopre che i due fronti in fondo non sono tanto distanti: i clandestini servono e fino a quando qualcuno avrà dei vantaggi economici il fenomeno continuerà.
Il giorno che le "perdite" supereranno i guadagni vedremo un cambiamento di rotta: allora le soluzioni si troveranno e saranno dolorose.
Ci saranno due categorie di extracomunitari: gli integrati e i non integrati.
I buonisti cosa faranno?
Ne vedremo delle belle e probabilmente proprio dalle loro file usciranno i più determinati a far rispettare le leggi: la storia purtroppo si ripete con i suoi errori e i suoi orrori, ma spero sempre di sbagliarmi.

Italia ... un paese molto lontano da noi



Vi voglio raccontare una storia di un Paese molto lontano da noi.
In quel Paese regna il mal governo e abitudini clientelari, non come da noi.
Avvengono fatti incredibili: imprenditori ricchi e potenti corrompono i funzionari pubblici, per avere vantaggi e non avere concorrenti.
In questo Stato regna pure il vezzo di utilizzare dei "controllori" non molto intelligenti, oso udire stupidi e ignoranti.
Questa brutta realtà ogni tanto evolve in riassetti: ciclicamente i controllori vengano accusati di corruzione, siano pure incarcerati, ma i corruttori rimangano al loro posto.
Nel periodo di massimo potere i corrotti si dimostrano arroganti, con atteggiamenti da bravi manzoniani poi decadono e si dimostrano dei veri agnelli, anzi degli autentici vigliacchi.
Spesso i lupi che impongono tutto questo si presentano come vittime: l'importante è non pagare le tasse ed avere gli appalti pubblici facilitati.
Sì, è proprio una nazione con le radici marce, infatti rischia la recessione e l'ingiustizia regna, ma la popolazione accetta, per sciocchezza, per ingenuità, per vigliaccheria, per opportunismo.
Siamo proprio fortunati, perchè questi fattacci avvengono lontano da noi e situazioni simili non ci sfiorano.

17 ago 2012

Notizie politiche - Italia - il centro non esiste? il terzo polo fatica



Il nuovo centro sta per diventare il terzo polo politico del Paese?
C'è spazio per una forza centrista in Italia, che rompa il bipolarismo italiano?
Il sistema elettorale maggioritario ha stravolto tradizioni e alleanze politiche consolidate da decenni: ora abbiamo due schieramenti compositi e con punte estreme, direi estremiste, che impongono alla politica nazionale prese di posizione anche "stravaganti".
Il centro però è costituito da una classe politica composita, con un passato che qualcuno ha definito "paludoso": l'immobilismo passato non era semplice stabilità, ma una vera situazione stagnate, anche puzzolente.
Indro Montanelli aveva consigliato di votare Democrazia Cristiana, tappandosi il naso.
E' ancora così?
Volti nuovi non se ne vedono, ma solo personaggi riciclati, superstiti di
quella "strage" che fu tangentopoli.
La carenza di politici coraggiosi, appassionati, con un'intelligente critica e con un po' di fantasia forse è dovuto alla stanchezza della gente: cambiamenti non ci sono stati, solo tante promesse e niente più e gli elementi migliori si sono allontanati dalla politica.
C'è chi ha scommesso sulla sinistra, poi sulla destra.
Dobbiamo buttarci tutti al centro?
Grandi speranze non né ho anche perché i programmi sono così timidi, complessi, ambigui: è la solita politica del voler cambiar tutto a parole per non mutar nulla.

Blog - Beppe Grillo è la bestia nera della politica nazionale?




Beppe Grillo non è un santo, né un eroe, né un nemico del popolo, né il pericolo pubblico numero uno: è solo un comico che iniziò a far battute troppo pesanti e la casta lo volle espellere dalla Rai, commettendo pure un abuso di potere, così iniziò a criticare i partiti e i politici, ma non voleva creare un partito.
Nolente o volente fu sfidato da Bersani, uomo dal viso triste e tutto di un pezzo, poco elastico in tanti sensi: così creò un movimento che oggi potrebbe essere il secondo partito nazionale, ma continueranno a criticarlo diventerebbe anche il primo.
La stampa però si sente spiazzata da tutto questo e pure la categoria, privilegiata, dei giornalisti, si offende e teme tagli, alla prossima legislatura, alla stampa, con il rischio di dover andare a faticare …. Veramente.
Così ogni volta che dice qualcosa le maledizioni cadono contro Beppe grillo e il suo Blog: fu tutta colpa della rete e in tanti lo stanno imitando … politici e giornalisti state attenti, vigilate …
Qualcuno veramente potrebbe mandarvi a lavorare, a “cattà la pummarò” con un caporale senegalese che vi maledirà perché siete degli sfaticati.