30 set 2010

Libri - OTTOBRE PIOVONI LIBRI: PRESENTAZIONE DELLA MONTAGNA SACRA A CURA DI JULIEN RIES

Nell’ambito della campagna nazionale Ottobre, piovono libri, promossa dal Centro per il Libro e la Lettura del Ministero per i Beni e le Attività culturali, l’Assessorato istruzione e cultura, in collaborazione con l’Associazione Forte di Bard, organizza, per mercoledì 6 ottobre, alle 18, alla biblioteca regionale di Aosta, la presentazione del volume Montagna sacra, edito dall’Associazione stessa con Jaca Book.



«La presentazione di quest’opera – rileva l’Assessore all’Istruzione e Cultura Laurent Viérin – s’inserisce nel quadro delle iniziative volute dall’Assessorato, che hanno come comune filo conduttore il tema “Lingue”, scelto come caratterizzante la cultura plurilingue della Valle d’Aosta. La montagna, presente nella mitologia di tutti i popoli come mezzo privilegiato di comunicazione con la divinità, è elemento di un linguaggio, quello dei simboli, che trascende il tempo e lo spazio, e ha quindi un valore universale. Nel contempo, si tratta di una realtà concreta, ben presente nella quotidianità dei Valdostani, una realtà che ha influenzato in maniera determinante la storia e la cultura della Vallée».



È difficile trovare una civiltà che non veneri una o più montagne sacre o che non ne abbia edificate a simulacri. Certamente tra i simboli cosmogonici, quelli cioè che mettono un popolo in relazione con le sue origini, il più diffuso nelle diverse culture è la montagna. Anzitutto si tratta di montagne in quanto tali, come le cinque montagne della Cina taoista, le quattro del territorio Navajo nel Sud Est degli Stati Uniti.

Le montagne possono essere sedi della divinità o di esseri soprannaturali o ancora diventare l’Axis mundi che unisce il cielo alla terra, la natura alla soprannatura, il luogo di pellegrinaggio e di costruzione di eremi, ma montagne sono anche le costruzioni dell’uomo, basta pensare alle piramidi che varie civiltà hanno costruito. Nelle Americhe le piramidi hanno alla base una grotta o una fonte, l’asse del monte unisce cielo, terra e mondo dei morti. La montagna è, infine, un simbolo che possiamo ritrovare in pitture, come in oggetti di vario uso quotidiano o rituale che la rappresentano. I Monti Sacri possono essere geograficamente identificabili come il Kailasa in Tibet o immaginari come il Meru per gli Indiani. Il volume riporta immagini delle grandi e piccole montagne sacre dell’umanità, così come le montagne sacre costruite e le montagne sacre nell’arte. Dopo un’introduzione dell’antropologo delle religioni, Julien Ries, studiosi di diversi paesi presentano, per culture differenti, il senso e il posto che in esse hanno le montagne sacre. Un simbolo può essere universale, ma sfugge se non lo si coglie nel vissuto, nell’esperienza di una singola cultura che lo vive con proprie tradizioni, credenze e ritualità. Questo è il paradosso del simbolo, la sua universalità e la sua “attingibilità” sono dentro il vissuto culturale di un popolo o di una civiltà, e così è per la montagna.