30 set 2010

Quindi si attende di provare e di dimostrare le tesi di Einstein, sperando che il grande genio ebreo, nato in Germania, abbia ragione.




Esiste un pianeta che è simile al nostro ed appare forse abitabile, nonostante la distanza che ci divide.
A “soli” 20 anni luce da noi, è stato scoperto un pianeta giudicato simile alla terra: si chiama Gliese 581g ed ha una massa 581g, circa tre a quattro volte quella della Terra.
Ha la dimensione della terra ed è illuminato dalla sua stella da un lato, mentre l'altro Lato conosce la notte: potrebbe contenere vita, anche se in forma di microorganismi.
La notizia ha entusiasmato i ricercatori e i ...sognatori: più che per l'eventuale vita, soprattutto intelligente, la notizia è buona per i nostri pronipoti, che forse conosceranno la gioia dell'esplorazione e della colonizzazione spaziale.
Lo spazio e la possibilità di colonizzarlo, che per ora è ancora pura fantascienza, potrebbe essere realizzato in un futuro lontano, ma non lontanissimo: questi viaggi si renderanno fattibili con generazioni che non sono ancora nate.
20 anni alla velocità della luce sono una distanza incredibile, la luce raggiunge i 300mila chilometri al secondo, quindi 630.720.000 secondi dei 20 anni si devono moltiplicare per 300mila: il risultato che esce è sarà un numero incredibilmente grande, 189.216.000.000.000 Km.
Lasciatemi sognare: sono convinto che l'uomo saprà costruire astronavi che si avvicineranno alla velocità della luce.
Superarla è impossibile, perché significherebbe tornare indietro nel tempo: sarebbe un assurdo razionale e quindi non può avvenire in questo Universo.
Così affermano i fisici che credono nella teoria della Relatività di Albert Einstein.
Infatti, sempre secondo questa teoria, il tempo è relativo alla velocità, quindi più ci si avvicina alla velocità della luce e più il tempo rallenta, o meglio un minuto, che per questo astronauta futuro è solo un normalissimo minuto, corrisponderebbe a un mese, un anno, o più ancora per un osservatore sulla terra.
Più ci si avvicina alla velocità della luce, alle ultime frazioni di velocità, (298mila, 299mila chilometri al secondo, per esempio) maggiore sarà la differenza del tempo relativo, tra chi è rimasto sulla terra e chi viaggia nello spazio.
Il problema sta nel fatto che la massa della futura astronave e dei suoi occupanti crescerebbe moltissimo: non si sa se gli esseri umani potrebbero resistere a tali condizioni.
Questa teoria, per quanto riguarda il tempo, è da dimostrare e i dubbi tra i fisici sono ancora molti, ma se si riuscirà a costruire tali mezzi di trasporto così veloci, se si resisterà agli effetti su tali astronavi, i viaggiatori nello spazio potranno farsi lunghe fughe nel Cosmo, esplorare e colonizzare pianeti lontanissimi.
Quando torneranno sulla terra la troveranno mutata, perché saranno trascorsi secoli o addirittura millenni sul nostro microscopico pianeta.
Quindi si attende di provare e di dimostrare le tesi di Einstein, sperando che il grande genio ebreo, nato in Germania, abbia ragione.
L'Universo è grandissimo e le distanze sono immense, ma non è detto che una specie di primati evoluti, molto presuntuosi, spesso aggressivi con i propri simili, diventi la prima specie vivente che colonizza la nostra galassia, la Via Lattea e poi il resto.
Sì, sto sognando e sono pure perplesso.
Perché gli alieni non si fanno vedere, escludendo gli avvistamenti e le avventure di personaggi poco credibili?
Se è così “facile” costruire macchine volanti, che possono esplorare tutte queste stelle perché non si vedono: il primo istinto di ogni essere vivente è quello di propagare la propria specie nel futuro e in più luoghi, per aumentare la possibilità di sopravvivere.
Si parla di potenziali centinaia di milioni di pianeti abitabili, di milioni di possibile pianeti con esseri intelligenti come noi.
Perché non ci vengono a trovare?
Se fossero partiti mille anni fa li avremmo visti e conosciuti.
Se fossero passati di qua centomila, un milione di anni fa avrebbero probabilmente lasciate tracce indelebili, invece, tranne le solite panzane per ingenui faciloni, non c'è traccia di costoro.
Forse la vita intelligente nel Cosmo non si può sviluppare così facilmente.
Sarà la specie umana la prima a colonizzare il Cosmo?
Per ora è solo un sogno, un grande sogno, che libererà l'uomo dalle guerre per un metro di terra, un barile di petrolio: anche questa è un grande sogno.