17 ago 2012

Lavoro cercasi .... disperatamente, a tutti i costi.



Il lavoro è e sarà ancora per molti anni il principale dei problemi per la maggioranza delle persone: può essere duro, inadeguato, può essere mal pagato.
Spesso è in nero o precario per i giovani e per i poveracci che non sono ancora giunti alla pensione, hanno più di cinquanta anni, ma sono senza un posto fisso.
In questa situazione, dove ognuno pensa solo ai suoi problemi, appare sempre più, con una certa evidenza l'arroganza, oso dire, vigliacca da parte dei nuovi caporali: i dispensatori del lavoro in tutte le situazioni.
Possono essere dei veri caporali, nel senso mafioso del termine, che gestiscono il lavoro illegale, quasi sempre di clandestini, nell'agricoltura e nell'edilizia.
Possono essere e lo sono spesso, dei datori di lavoro con pochi dipendenti.
Chi ha un po'di potere oggi lo fa valere, specialmente quando questo è
legato ai favoritismi dei potenti, che usano come pedine idioti maledetti.
Gli onesti e coloro che mantengono una loro dignità soffrono parecchio,
specialmente in realtà un tempo protette.
Io accuso, senza mezzi termini, la politica ambigua dei sindacati: da
quando sono interessati alla gestione diretta degli enti pubblici, sono entrati, sempre più in squallidi giochi di potere.
La base sindacale è ancora pulita, ma i vertici, sempre più impegnati in carriere politiche, si sono scordati dei diritti elementari dei lavoratori.
Alzare la testa significa subire?
Temo di sì, non c'è molto da sperare.

PA, Stato, statali, pubblici dipendenti, pubblico impiego e llicenziamenti


Io sono un pubblico impiegato e ho una proposta azzardata da fare alla maggioranza di Governo e all'opposizione.
Perché non riduciamo all'essenziale il Pubblico Impiego?
Non sono uno che crede al privato a tutti i costi, che lo vede come tocca sana in ogni situazione.
Ci sono pregi e problemi in ogni realtà, ma ritengo che il Pubblico Impiego oggi sia definibile con un versetto del Vangelo: ".. non sono né caldi e né freddi, saranno rigettati."
Questo vale in particolare per le Agenzie, benedette o maledette che siano dai cittadini o dai dipendenti.
Non volevo scomodare Nostro Signore per una faccenda come questa, ma è chiaro che lo Stato dovrebbe essere amministrato con chiarezza, come è giusto che lo sia: servono funzionari in uso in altri tempi, duri e puri.
Quei settori come la riscossione delle imposte, o altri servizi essenziali, dovrebbero tornare alla situazione di un tempo o avere un'autentica dimensione privata e non privatista, espressione dal significato arcano e ambiguo.
Altrimenti sia lasciato tutto ai privati, con una percentuale sulle imposte riscosse e un controllo, magari fatto semplicemente dal potere Giudiziario, ovviamente rafforzato da uomini e da mezzi, il tutto sotto il vaglio degli azionisti di P azza Affari.
Ci saranno vantaggi e guadagni per tutti, iniziando dai lavoratori pubblici, che vedrebbero capovolta la loro situazione.
Forse con qualche buona uscita e snellendo il mercato del lavoro qualcuno potrebbe trovare finalmente pure la realizzazione della sua vita lavorativa.
So bene di essere impopolare, ma questa situazione di guado non aiuta: occorre ancora un piccolo sforzo e in molti saranno felici: qualcuno piangerà, ma ....temo sia l'amico di qualche politico.

News - Beppe Grillo, il politico contro voglia



Pensare che Beppe Grillo non è neppure uno adatto a far politica: sa scherzare e sarebbe stato sempre un buon comico, se non lo avessero costretto ad entrare in politica, nonostante la sua propensione alla battuta.
Personalmente non so se considerarlo un bene o un male, ma certamente la classe politica che ci governa, con i tecnici del governo Monti in prima fila, sono anacronistici, fermi agli anni sessanta almeno.
Così i faccendieri che li circondano, i malavitosi con cui spesso fanno affari appartengono a un passato da seppellire e Beppe Grillo guida la folla di chi non né può più di Rai lottizzata, di Berlusconi, di una Fiat che fa la voce grossa, ricorda il liberalismo, ma si scorda di 100 anni di finanziamenti particolari e privilegiati.
Grillo potrà avere un programma bello o brutto, si può essere con lui o contro di lui per certe scelte, ma è il segnale che la politica dei partiti che ci costano centinaia di miliardi di euro in sprechi, in lottizzazioni, in mafie e clientelismi, sta per terminare.
E’ la globalizzazione che li sta mettendo fuori dalla storia, come i dinosauri e gli aristocratici francesi alla fine del settecento.

Siria - il petrolio e la speculazione foraggiano le guerre e le guerriglie


La Siria si sta trasformando in una nuova realtà incontrollabile, come la Somalia e come la Libia, dove le forze contrastanti, banditi e terroristi, riescono a creare situazioni di perenne conflitto.
Io non credo che queste zone incancrenite non abbiamo l'aiuto militare, in armi e munizioni, da parte di forze economiche nazionali e internazionali.
Il regime siriano era stata accusata di essere uno dei foraggiatori delle varie guerre e guerricciole del mondo, come la Libia di Gheddafi, ma ora bisogna spiegare perché i regimi, gli Stati canaglia cadono, ma l'instabilità e il finanziamento alle guerriglie cresce.
La risposta la trovi nella cultura speculativa sul prezzo del petrolio: qualcuno spende molto per creare zone di crisi, che a loro vlta fanno salire il prezzo del petrolio.

news - ideologie vecchie e nuovi interessi amorali




E' interessante come i grandi problemi della nuova epoca si vogliono risolvere con schemi politici e ideologici del secolo scorso o addirittura dell'Ottocento.
Qualcuno si rifà ai valori del secolo dei Lumi, altri ancora ricordano le guerre di religione, che sinceramente non si capisce cosa hanno a che vedere con l'epoca attuale:  non ci sono principi teologici da difendere con le armi.
Soprattutto la differenziazione che sta alla base della sinistra e della destra è proprio tutta teorica.
Si parla di razza, per i casi patologici di razzismo demenziale incurabile, di comunismo e di rivoluzione.
Con questi schemi e queste ideologie non si va molto avanti: pure il patriottismo ante guerra è ormai inadatto a capire, a spiegare quello che sta capitando oggi.
C'è una sola forza che domina e trionfa, il senso degli affari e il guadagno ad ogni costo.
I soldi non hanno odore e spesso l'avidità non guarda in faccia a nulla: mi dispiace, ma temo che il motore della storia oggi, sia la voglia di guadagno, che non si ferma davanti a nulla.
Si venderebbero le madri, i figli, se questo rendesse qualche utile: Patria, ideologia, religione non contano nulla.
Chi sfrutta i lavoratori stranieri? Chi inquina? Chi genera conflitti bellici per favorire il commercio delle armi?
La risposta è semplice, tutti coloro che ne hanno un vantaggio: chi guadagna da queste situazioni sono in molti, diciamo che siamo tutti noi.
Forse dovremmo rivedere totalmente il nostro modo di vivere se vogliamo ritrovare i nostri ideali, antichi e splendidi.

Governo italiano e la logica del potere in Italia



Chi governa perde simpatia?
Pare proprio che sia popolare chi sta all'opposizione e non chi ci governa:
è una situazione tipica di molti Stati democratici, ma in Italia il malcontento
e l'ostilità contro il potere costituito è ben sviluppato.
In altre nazioni chi detiene il potere resta sempre un interlocutore tra Dio e
l'uomo: "il potere viene sempre da Dio", qualunque esso sia, secondo la cultura luterana, diffusa nei Paesi germanici.
Nell'area di influenza latina e cattolica invece chi impugna il bastone del comando deve dimostrarsi leale, onesto, servire il popolo, fatto che non avviene quasi mai: solo un Santo potrebbe farlo ed è risaputo, i Santi non si danno alla politica.
Resta invece chi vuole comandare per scopi "personali": hanno i difetti dei miseri peccatori come tutti gli umani, sono avidi, bugiardi, anche disonesti.
Tutti difetti che li rendono criticabili, ma forse, per molti, anche simpatici.
Se un ministro non mantiene le promesse elettorali, se "aiuta" la famiglia, i figli con metodi poco legali, non è la fine del mondo: pure loro tengono famiglia.
I nostri governanti sono disprezzati, denigrati, ma, tranne quando combinano qualcosa di molto grosso, li si perdona sempre: a nessuno interessa se hanno un'amante, se spiano gli avversari, se si contraddicono e si arrampicano sui vetri per negare ciò che hanno appena affermato.
Nessuno ne chiederà le dimissioni, come capita in molti Paesi, all'estero.

Vangeli, religione e mille, ma non più mille.



Grande è la confusione sotto il cielo, dicono i cinesi.
E' interessante scoprire che nel Paese da dove sono partiti tantissimi missionari per convertire interi continenti, dove c'è la sede del papato, capo riconosciuto della metà dei cristiani, non si conoscono i Vangeli.
Intendo i quattro testi canonici, perché quelli apocrifi, in versioni rivedute e corrette, si ritrovano pure tra le letture degli italiani, tanto sono brevi e si leggono in cinque minuti.
Non solo nei bar, ma pure tra la gente che si professa praticante e in qualche caso anche tra i preti, si scopre che i testi evangelici o sono stati letti a pezzettini o sono sconosciuti.
Non parliamo poi dell'Antico Testamento, la parte della Bibbia precedente alla venuta di Gesù, è addirittura qualcosa di misterioso: ogni tanto qualche imbecille fa delle affermazioni assurde, risibili.
Si cerca la mela di Eva nella Genesi, ma purtroppo non c'è, non c'è mai stata, eppure quante disquisizioni ci sono state su quel pomo, rosso o verde, con tante interpretazioni etiche, psicologiche, sociologiche.
"Il mille, ma non più mille" nell'Apocalisse, l'ultimo libro del Nuovo Testamento, non esiste proprio.
Quanti dibattiti si sono fatti su questa misteriosa frase e i suoi significati arcani, peccato che i saggi e i sapienti trattavano solo "aria fritta".

Lavoro cercasi disperatamente... anche dopo i 40 anni



C'è una mentalità molto diffusa tra la gente e tra gli imprenditori: dopo i quaranta anni si è fuori mercato.
La vita media ha superato gli ottanta anni e la speranza di vita di un quarantenne è di 85 anni, circa.
Si può dire che si è nell'età di mezzo, con molti anni di vita: è assurdo essere considerati dei rottami da pre-pensionare, o dei pesi da mantenere al lavoro sino alla data, sempre più distante della pensione.
Pure dopo essere collocati a riposo si vorrebbe dare ancora qualcosa: essere attivi, produttivi, magari a metà giornata.
Si vorrebbe fare ciò che non si era fatto da giovane per ostacoli dovuti alla famiglia, ai figli o altro.
Perché non togliere tutti i vincoli che permettono a costoro di arrotondare la magra pensione, avere qualche soddisfazione, mai avuta prima forse, nel mondo del lavoro.
L'elasticità dovrebbe trovarsi tra i legislatori e i sindacati: perché non
semplificare la normativa, rendendola meno perentoria.
Chi desidera fare dopo gli anta non si trovi penalizzato: nessuno si dovrebbe sentire escluso solo perché la legge e il mercato ha dei pregiudizi.
Sino ai cento anni uno potrebbe, se lo volesse, fare, costruire, anche faticare, per la soddisfazione di sentirsi vivo e dinamico.

Italia - crimine e criminalità, giustizia e faciloneria



La criminalità preoccupa sempre più, ma pare che per i politici sia un problema secondario.
L'opinione pubblica invece la sente come la prima delle preoccupazioni: i discorsi che tendono a far passare come insensati certi timori, con analisi  statistiche dai ragionamenti confusi e contraddittori, rimangono improponibili.
Certamente chi ha la scorta pagata dallo Stato non può capire chi vive nelle periferie degradate, specialmente se non è più giovane o è una donna sola, o con bambini: infondo, si sa, anche i proventi della criminalità fanno crescere il PI, in un certo senso.
Tutto il denaro sporco prima o poi viene lavato e allora permettiamo all'economia di fare il suo corso, pur lasciando dietro qualche povera vittima.
Tempo fa un politico affermò, senza pudore, che in fondo non tutti possono essere felici.
Certamente il potere logora chi non lo ha e noi, cittadini comuni, senza raccomandazioni né casa pubblica in affitto calmierato in centro, ci sentiamo persi tra clandestini arroganti, carcerati appena usciti con l'indulto, alcolizzati e drogati molesti, senza contare venditori ambulanti prepotenti, zingari petulanti, ect...
Si può capire tutto e l'emarginazione deve trovare soluzioni, ma non servono le solite lunghe disquisizioni.
L'applicazione intelligente, anche se elastica, delle leggi aiuterebbe di più: punire i recidivi, ma concedere attenuanti a chi cambia vita potrebbe mutare in meglio molte situazioni.
La certezza della pena dovrebbe essere accanto alla certezza del perdono d'avanti al ravvedimento reale e costruttivo.
I nostri politici stanno sempre nel palazzo del potere e non badano a tutto ciò, tranne durante le campagne elettorali.

Siria - lo sporco gioco dell'Occidente




In Siria l’Occidente gioca in modo sporco e questo fatto è risaputo, infatti non si sa chi fornisce le armi ai ribelli, che sono bene armati e bene addestrati, non sono dei pivelli, per combattere l’efficiente esercito siriano in grande difficoltà.
La questione è sempre quella.
Chi sta dietro alle varie fazioni siriane?
Si parla di Al-Qaeda, ma chi finanzia oggi Al-Qaeda?
Il regime siriano ha alle spalle l’Iran, nel suo disperato tentativo di resistere a questa ondata sovversiva degli …. Stati canaglia.
Certamente queste rivolte sono organizzate e dietro abbiamo le politiche degli Stati occidentali, primi fra tutti gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e la Francia: la crisi economica globale ha creato difficoltà a molti popoli, in particolare nella fasce di chi è povero, ha da mangiare, ma ha appena lo stretto necessario.
Così il costo dei cereali spinge alla fame molti che vedono nei regimi dominanti la cause di tale situazione.
I popoli arabi però sono stati armati e istigati a sollevarsi contro i governi assolutisti, vecchi di decenni, ma ora odiati da un fondamentalismo che li vede i nemici della fede, i venduti agli infedeli e con le armi Occidentali fanno cadere tali dittature, ma si rischia di frammentare i poteri in tanti gruppi in conflitto tra loro.
In Libia c’è il rischio che il Paese entri in una guerra civile, mentre in Siria a pagare sono le minoranze cristiane, isolate e disprezzate.
La politica dell’Occidente è quella di creare nuovi equilibri nella regione, liberandosi di vecchi tiranni,usati in passato, ma oggi scomodi, ma questo non porterà nella regione libertà e democrazia, tanto meno libertà di religione, anzi, avremo conflitti feroci, etnici e religiosi nella zona.
Per i mercanti di armi sarà un grande affare, ma per i civili e per la pace mondiale sarà un guaio.
Alla fine, terminate le risorse della regione, chi prenderà il potere in quei luoghi?
Altri tiranni, che verranno abbattuti alle prossime occasioni.