12 set 2012

racconto reali ....... L'ULTIMO BRIGANTE DELLA VALLE BREMBANA









L'ULTIMO BRIGANTE DELLA VALLE BREMBANA

Quando il corpo di Fracassetti fu portato a Santa Brigida, io fui tra i primi ad occorrere e non nego che sentii compassione; aveva il capo riverso, gli occhi spalancati e la morte non aveva ancora placato l'espressione furiosa del suo viso.
Due mandriani lo reggevano sulle loro spalle come una belva uccisa, con le mani e i piedi legati ad un ramo.
Essi ripetevano a tutti che lo avevano trovato cadavere e non avevano visto l'assassino.
Ben presto si riunì una folla allegra, che oltraggiava le spoglie del criminale più pericoloso dell'alta valle Brembana.
I suoi furti e le sue violenze gli avevano creato tanti nemici e per questo da anni egli si era rifugiato nella valle Mora, zona impervia e boscosa.
Si nascondeva di giorno negli anfratti e di notte assaliva i casolari isolati, ferendo o uccidendo chi reagiva.
Mia madre lo aveva conosciuto sin da bambino e sosteneva che egli non fosse cattivo per se stesso, ma avesse uno spirito diabolico nel suo cuore.
Qualunque ne fosse la causa era prepotente e vendicativo: persino i suoi pochi amici lo avevano abbandonato.
A dire il vero noi ragazzi del paese non avevamo nulla da temere: ci divertivamo a chiamarlo nei boschi della valle Mora e al primo fruscio scappavamo ridendo.
Un giorno egli comparve veramente, ma non ci fece del male.
Erano le donne le sue vittime preferite e avevano paura a rimanere isolate in montagna.
Il sollievo per la sua morte fu così grande che tutti i compaesani arrivarono per vederlo finalmente impotente.
Qualche pia vecchietta si fece il segno della croce, ma gli uomini non si tolsero il cappello e le campane non suonarono a morto.
Il parroco, don Martini, fu l'unico a provare pietà: lo ricompose, sciogliendogli le mani e i piedi, lo ricoprì con un sudario fra le contrarietà dei presenti.
Li azzittì con la sua grossa voce: -Siamo cristiani e questa è sempre un'anima battezzata!-
Invece Fracassetti non aveva fatto differenza fra battezzati e animali, usava con tutti la stessa brutalità.
I montanari dei paesi vicini avevano subito le sue aggressioni e avevano nominato Santa Brigida il paese di Fracassetti, disonorandoci.
Eppure nessuno aveva lottato contro le sue angherie e benché fosse ricercato dalle guardie egli era divenuto sempre più spavaldo: tornava in paese quando voleva, facendosi gioco della giustizia.
Aveva superato ogni limite per la troppa sicurezza: aveva costretto sette ragazze a seguirlo al suo nascondiglio, le aveva picchiate e qualcuna fu violentata.
Egli odiava la sua gente con insensata crudeltà.
Con loro c'era una bambina di dodici anni, figlia di un uomo coraggioso, che giurò di vendicarla.
Aveva braccato il brigante con l'audacia di un cacciatore di orsi d'altri tempi: aveva scoperto ogni suo rifugio e smascherato ogni suo stratagemma, non concedendogli tregua.
I becchini scavarono la fossa di Fracassetti tra i rovi, nella terra sconsacrata oltre il cimitero.
Tutti i compaesani assistettero alla conclusione della sepoltura: ora si ritenevano tranquilli sapendolo sotto terra.
La folla si disperse e don Martini restò solo; si inginocchiò, pregando per la salvezza dell'ucciso e dell'uccisore.
Egli aveva visto crescere Fracassetti e sapeva che non era malvagio, come la gente credeva, ma piuttosto un disgraziato irresponsabile.
Fracassetti non si era adattato alla vita dura del montanaro e aveva preferito l'avventuroso vagabondaggio del brigante.
Don Martini rientrò al tramonto nella vicina canonica e non dormì fino a notte inoltrata.
Udì dei colpi alla porta: non chiese chi fosse per prudenza, essendo tempi difficili.
Per altre due notti qualcuno bussò alla stessa ora con insistenza; alla fine egli aprì al visitatore importuno.
Un forte odore di zolfo lo costrinse a indietreggiare: un individuo dall'aspetto meschino gli era davanti, con occhi neri, piccoli e vivi, in un volto scuro.
Aveva i capelli ispidi e arruffati, era interamente coperto di fuliggine.
Sembrava un carbonaio, ma don Martini riconobbe in quelle sembianze il Maligno, che gli chiese: -Libera lo spirito di Fracassetti dalle tue preghiere, che lo tengono tra i morti esiliati e mi impediscono di portarlo con me! Vuoi cambiare le leggi divine, mandando un peccatore così incallito in Paradiso?-
Don Martini gioì per la notizia: Fracassetti era tra gli spettri che girovagano sulla terra, dal destino eterno incerto.
-Demonio, non sei tu che stabilisci chi si salva e chi si danna! Solo il Cielo può giudicare e le sue creature devono sottostare ai suoi voleri!-
-In questo caso l'evidenza è palese e le tue orazioni offendono la giustizia di Dio!-
Don Martini gli chiuse la porta in faccia; non poteva competere all'astuzia del Maligno, ma da buon prete di montagna sapeva agire con decisione.
Il Diavolo non si sarebbe arreso presto ed egli chiese ai due vecchi, noti per la loro onestà, di restare a guardia della tomba del Fracassetti, per impedire lo scempio o il trafugare della salma per fini negromantici.
I due saggi vegliarono per alcune notti: parevano due angeli della morte dalla lunga fisionomia scarna.
Il maligno non poté nulla contro i resti mortali di Fracassetti, ma i due uomini, esperti dei casi della vita, dubitavano della salvezza del brigante: -La grazia di Dio non ha limiti, però il male commesso pesa sulle coscienze e trascina l'uomo alla dannazione!-

racconto di Arduino Rossi