20 apr 2017

#Terrorismo #islamico, prepariamoci a #morire o a #difenderci

Io non voglio morire per mano di un  drogato da sostanze prese al momento per non sentire la paura, con idee assurde, con la fantasia demenziale di poter andare in paradiso dopo aver ucciso chi gli capita  vicino in quel momento, chiunque egli sia, donna, bambino, vecchio, cristiano, ateo, buddista o mussulmano come lui.
Io ho il dovere di difendere me stesso, ma soprattutto i miei cari, moglie, figli e nipoti, oltre agli innocenti: se non agissi così sarei un vigliacco, una persona spregevole.
Per difendermi non intendo la presa delle armi, personali e sparare al primo sospetto che mi capita sotto tiro, ma combattere contro gli approfittatori, coloro che se ne fregano del nostro sangue versato, ma sono interessati solo dei loro affari, magari si proteggono pure con una scorta a nostre spese.
Di chi parlo?
Dei giornalisti venduti, dei politici comprati, dei capi cosca mafiosi in affari con la carne umana, dei preti che guadagnano con le loro associazioni e con le loro cooperative, dei padroni e delle  agenzie di lavoro, dei sindacalisti…. ambigui, degli associati a organizzazione di beneficenza con profitti per qualcuno, dei caporali e degli avvocati, pagati dagli amici e ispiratori del terrore, per esempio.
I nemici del nostro futuro, che se ne infischiano del nostro sangue da versare, sono tanti, troppi e bisogna almeno denunciarli, con calma e intelligenza, ma senza minacciarli e insultarli: bisogna capire che se parlano lo fanno per ingannarci, poi bisogna cercare leggi che li colpiscano, in modo legale e democratico.