06 ago 2017

#Emarginazione e #immigrazione, la storia vera di un povero italiano

Tempo fa incontrai un barbone, ovvero uno senza fissa dimora e visto che mi sembrava abbastanza loquace, non stupido, non drogato, non un alcolista, ma uno come noi, ma senza futuro, gli chiesi cosa faceva e perché  era ridotto in quelle condizioni, a dormire sulla strada.
Mi rispose che aveva avuto un lavoro, era nato in un borgo di montagna e non aveva fatto neppure le scuole medie inferiori, ma era andato a lavorare a 11 anni, era stato sempre un manovale e non aveva chiesto di più  dalla vita che un salario per poter campare.
Si definì  un misantropo e non aveva amici.
I parenti non li vedeva da anni, aveva avuto una casa in affitto, un monolocale e il suo lavoro in fabbrica, ma un giorno fu licenziato.
Non aveva una tessera sindacale, non frequentava la parrocchia, che non amava per vicende brutte avvenute da ragazzino, quando fu molestato  da un prete: quando si ribellò  fu...scomunicato e scacciato dalla chiesa del suo paese natale, con le maledizioni e le calunnie  delle beghine, che si erano inventato le cose peggiori, turpi, contro di lui.
A 60 anni, non avendo l'anzianità per andarsene in pensione, non avendo appunto la tessera sindacale e lavorando in un'azienda minuscola, si trovò  senza il salario, i risparmi finirono e il padrone di casa lo scacciò.
Si trovò, con i suoi dolori e i suoi anni, in mezzo a una strada, disperato, ma il peggio sarebbe venuto dopo: anche alla mensa della Caritas, nel dormitorio pubblicò, trovò  chi lo scacciava, erano i migranti, che si prendevano tutti i posti liberi e anche il pane.
Di notte lo aggredivano, lo picchiavano, gli rubavano le coperte,  di giorno doveva evitarli, per non essere ancora picchiato.
Poi scoprì che il suo posto era stato occupato dal un tunisino, di 20 anni, quindi più  robusto di lui.
In pratica aveva scoperto che i buonisti erano i suoi nemici e lo avrebbero voluto morto.
Di lui seppi solo che lo ritrovarono, pochi mesi dopo, morto di freddo e di stenti.
Non ne parlarono i giornali, interessati ad altre questioni, mentre nella chiesa vicino il solito prete ospitale mandava all'inferno i non ospitali, quindi il mio povero amico barbone, secondo il solito grasso prelato, sarebbe finito tra le fiamme.
Posso esprimere tutta la mia rabbia senza essere accusato di diffondere l'odio?
La verità  ti libera, dice la Bibbia, quindi denunciare il marcio fa bene...anche al lardoso prete.